"Cos’è l’immortalità? È… Sorpasso!" - LA BELLISSIMA, STRUGGENTE POESIA CHE EVTUSHENKO HA LETTO A CAPRI IN MEMORIA DI GASSMAN - "Certo, è pericoloso sorpassare gli altri, ma è mortalmente noioso vivere senza Sorpasso! Vittorio, mi manchi. La morte non può sorpassarci, siamo noi che la sorpassiamo. Hai scelto per te stesso una vita tanto grandiosa che non vivi più nel mondo dei morti, e non sei morto nel mondo dei vivi..."
1- EVGENIJ EVTUSHENKO: DALLE PIAZZE ALLA TV: LO SPETTACOLO CONTINUO DEL FUNAMBOLO
Renato Minore per "Il Messaggero"Maschere e metamorfosi di un poeta che ha sempre saputo trasformare la propria biografia in «eterno spettacolo» conservando una permanente e organica condizione di eterno adolescente. A suo tempo, quando abilmente nella Russia di Stalin e poi di Kruscev giocava tra ortodossia e dissidenza in un precario elastico che strategicamente lo lanciava mentre la gente intorno a lui intonava i versi proibiti di Baby Jar (quelli che ha riletto durante la cerimonia del "Capri"), quel poeta voleva essere un nuovo Majakovskij senza fare (possibilmente) la sua stessa fine.
Più di mezzo secolo più tardi lo stesso poeta, Evgenij Evtushenko è un vecchio giovanottone di 77 anni che appaiono abilmente mimetizzati dal suo indistruttibile fisico di contadino siberiano dove sono marmorizzate le forsennate bevute delle tante notti dissipate di "ex-donnaiolo" e il rigore di una vera ossessione sportiva, dal calcio al footing al nuoto
Il poeta è ora un attempato, inesauribile affabulatore scaltro come una volpe e guizzante come un'anguilla che (per sei mesi) veste i panni del funambolico docente di «scrittura creativa» («parlo di ciò che voglio, nessuno mi controlla») a Tulsa, città del petrolio e dei cowboy sperduta nell'Oklahoma. E per gli altri sei è ancora il poeta civile e nostalgico che riempie le piazze in Russia. Erano dodici mila persone qualche estate fa ad ascoltarlo a Zima, la città natale dove gli è stato dedicato, unico al mondo per un poeta vivente, un museo («lo aveva solo Stalin ed è il massimo per un antistalinista come me»).
E sono state dieci, dodici milioni quelle che ogni sabato lo hanno seguito nello stesso anno in televisione mentre, con la sua voce infiammata, leggeva i versi di Mande'stam, di Esenin e di Chlebnikov. A Capri dove ha appena ricevuto il premio internazionale di poesia e oggi sarà protagonista di un seminario di scrittura creativa a Palazzo Cerio (leggerà i versi dedicati a Gassman e al Sorpasso che anticipiamo in questa pagina) si dichiara ancora fiero di quell'audience.
«Qualcosa di impensabile, un significativo segnale di controtendenza»: i grandi babbioni dei palinsesti erano scettici, volevano metterlo come un'omelette, tra una pubblicità e l'altra, «ma io non potevo mescolare i tampax con la Achmatova, la resistenza mi ha premiato, nella Russia di oggi c'è una autentica fame di poesia, non ci sono solo i telefilm di ispirazione americana violentissimi e l'odore dei soldi che traspira da ogni parte».
E la fame di poesia si è rivelata anche con il libro delle sue "Memorie" che in Russia è stato un autentico best-seller: Evtushenko si è confessato in piena libertà in quello che considera «un romanzo d'avventura autobiografico sulla vita del suo autore», con la sua infanzia, le sue performance letterarie, i viaggi, i tanti personaggi incontrati (da Castro a Fellini, a Robert Kennedy, Pasolini, Sakharov, Pasternak, Green), il rapporto con il potere e i suoi chierici.
IL SORPASSO
Alla memoria del mio Grande amico Vittorio Gassman (Traduzione di Mariangela Paolini in collaborazione con l'Autore)
INSEGNAVO Cinema italiano a New York,
ma una volta feci
uno scivolone
come su una buccia
di banana.
Una volta, due attempate signore americane -
mie studentesse tuttavia -
temendo di essere definite antiquate
in preda al panico
fuggirono dall'aula
dopo la visione del film "Il sorpasso",
che le aveva molto turbate
perché superficiale e pieno di "molestia"
con un attore seducente e selvaggio - come una bestia,
inaccettabile in un mondo quasi angelico, georgebushano
dove è un crimine,
un "harassment", perfino il baciamano.
Era sulla spiaggia,
dove esibiva i muscoli
da macho
prendendo in giro
un donnaiolo
rappresentando così
se stesso
come l'incarnazione del donnaiolismo -
che negli Stati Uniti
è più spaventoso del "Socialismo".
Tiro a indovinare -
forse le due care distinte signore
avrebbero voluto segretamente darsi a Gassman,
ma si erano accorte che era per loro ormai troppo tardi?
Sono rimaste
traumatizzate. Seriamente. Credo.
Dopo l'ispirata esibizione
dei gonfi muscoli dei
macho sulla spiaggia
e dopo aver intravisto le zone private dei gigolò
invitantemente stretti in bikini maschili
le due attempate signore,
tremando febbrilmente
corsero al Dipartimento di linguistica
e chiesero imperiosamente al Direttore
un risarcimento per danni morali
causati dal film - sfortunatamente impressionante.
Ma nascosto
nella poltrona,
sotto la maschera da sfinge amministrativa del Direttore
c'era il volto di un poeta
il quale, fortunatamente per me,
era l'italiano Peter
Caravetta.
E seppi che ero salvo.
Egli esclamò con slancio appassionato:
"Mie care signore!
Ma davvero non vi è
piaciuto il bellissimo Gassman?"
E poi cosa accadde?
Guardandosi l'un l'altra
le due care vecchie signore arrossirono
come innocenti fanciulle.
Vittorio, "l'unico e il solo" Gassman.
Ti era facile infiammarti,
ed era molto difficile estinguerti.
Certo, è pericoloso sorpassare gli altri,
ma è mortalmente noioso vivere senza Sorpasso!
Vittorio, mi manchi.
La morte non può sorpassarci,
siamo noi che la
sorpassiamo.
Hai scelto per te stesso una vita tanto grandiosa
che non vivi più nel mondo dei morti,
e non sei morto nel mondo dei vivi.
Eri molto più che
donnaiolo, rubacuori, istrione, celebrità.
Vittorio, come due tuoni che rimbombano
declamando insieme le
poesie all'Opera di Roma,
tuonando a gara
in italiano, in russo, in duetto
eravamo come un unico poeta.
Oh, se solo tu non fossi scivolato via dal
palcoscenico...
Cos'è l'immortalità? È... Sorpasso!
Vittorio, arrivo lì da te,
saltando nello schermo,
nel Sorpasso,
in quella macchina vecchia, polverosa,
ridicola, ammaccata e mezza rotta,
che sta ancora sorpassando tutto e tutti in ogni luogo -
perché l'immortalità
è Sorpasso!
E partiamo, a sirene spiegate e strombazzanti
verso l'universo, colmo
dei nostri amati,
dove nessuno dimentica
e nessuno è dimenticato,
e dove non ci sono ex amori o ex amici.
E voglio sedermi al fianco del sempre giovane
Jean-Luis Trintignant
ed essere sempre
disperatamente curioso e
spericolato,
come te, bellissimo pazzo autista,
con una sola speranza -
che la mia spericolatezza
non porterà alla morte
nessuno.
Nemmeno accidentalmente.