Mina Antonelli (I classificata) novembre 9, 2009 \\

Olocausti dimenticati

di Mina Antonelli - Gravina (BA)


Il fuoco ha divorato l’erba dei campi
fiaccata la forza dei prodi
l’angelo ha tracciato i confini
e muri di cemento si alzano
ai silenzi del deserto.
La luna si veste a lutto
quando Gerusalemme
piange i suoi morti
e la notte ferita
scende nel grembo di terra.
Fredde albe si aprono
e il vento trascina tra i vicoli un lamento,
non sanguina il fiore stretto nel pugno
al grido che serpeggia nel solco
di olocausti dimenticati tra le crepe d’asfalto.
Tardano i sogni
a spegnersi nei tramonti
quando i vecchi chiedono
oracoli a cieli di comete.
Diteci se
pescatori di sogni tingono
le reti nei colori dell’alba,
se a piedi scalzi il profeta andrà
al pruno che arde sulla montagna,
se le spade saranno forgiate in vomeri
e le lance in falci,
se i fucili non spegneranno più
le favole negli occhi dei bambini
e se antiche primavere
fioriranno sui campi minati.


Motivazione
La Poesia erige cattedrali di dolore e spalanca precipizi ai sacrifici di cui sono disseminati i cigli della strada lungo la quale l’umanità cammina da millenni. Il Poeta traduce i dolorosi eventi caratterizzanti il nostro tempo in immagini che traggono forza dalla personificazione degli elementi e li caricano di pathos. Suona a condanna per l’umanità l’oblio che non lascia traccia ed è laddove gli olocausti vengono dimenticati che si spegne il respiro del verso.
Il Poeta affianca la Natura alle tragedie perchè le investa dei suoi colori e la richiesta di certezze future si nutre del vigore dei sogni alla luce di “antiche primavere”. Anna Bruno

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