Cassandra Venturini novembre 9, 2009 \\

Espiabile NO
di Cassandra Venturini - Lendinara (RO)


LETTERA DEL CONDANNATO

Bella condanna, per uno stupido errore umano ti prendi la mia vita.
Non t’importa se mi sentivo solo, se ho avuto un’infanzia senza una briciola d’amore, un minimo di compassione e il freddo della violenza ha per anni ottenebrato la mia coscienza!
Non t’importa se non sono nato coronato da un sacro matrimonio d’amore.
Io sono il figlio dello stupro, di un freddo istituto dove ristagnano valori persi ad apparenze bigotte appena andate a Messa.
A me non pensavi?
Non ci pensava nessuno!
Come uno zombie ho vagato per le strade delle tue città, ho conosciuto il freddo, la fame e la miseria più misera nascosta nel profondo più profondo dei cuori.
La gente, la società… una folla ripiena d’ipocrisia che mi ha sbattuto la porta in faccia, non una, ma cento, mille volte.
Come può in uomo non amato da nessuno amare sé stesso?
E di tutte quelle strutture sociali istituite per il recupero dei PERSI, che ne dici? Vuote, bianche, asettiche come le persone che ci lavorano, beate loro, perché di solo lavoro si tratta, loro recuperano uno stipendio, nient’altro.
Non parliamo poi del fiume di volontari che pur di sentirsi buoni si prostituirebbero!
Ma tu, li hai mai guardati negli occhi?
I loro occhi ti guardano e ti condannano, ti umiliano e ti giudicano e poi, fanno quello che stai per fare tu, ti uccidono!
Mio Dio, mio creatore, mio carnefice.
L’AIDS l’ho preso per solitudine, per un fasullo errore, ma soprattutto, e questa volta credimi, per un’enorme mancanza d’amore.
Per questo motivo ho deciso che non sarai tu a farmi morire, basta io scelga il giorno, spegnerò l’interruttore della vita e finalmente scenderò da questo sporco mondo.
Libero arbitrio, ricordi?
Me lo hai dato tu, proprio quel giorno in cui nascendo, già sentenziavi la mia condanna a morte.

Uno senza speranza,
un disperato malato di AIDS.


RISPOSTA AL CONDANNATO

Figli di Dio,
Voi siete tutti figli miei, ed io Vi amo di un amore profondo, immenso e divino. Le scelte che fate nella vita, non sempre sono le migliori, ma anche nel dolore e nella sofferenza, io sono lì, vicino a Voi.
E tu, figlio del dolore, della solitudine, volgi gli occhi al sole, non vedere la tua malattia solo come una condanna.
Nei tuoi giorni trascorsi certamente avrai ricevuto sorrisi;
non lo sai che il sorriso è la porta aperta del cuore?
Non sentivi tale calore?
E quando con la mente ti avvicinavi a me con una preghiera,
io ti prendevo per mano.
Ti sono sempre rimasto accanto, anche se tu non lo hai mai percepito.
Io sono il Dio di tutti, di chi crede in me e di chi mi maledice,
dei giusti e sbagliati, ma credimi, non c’è peggior carnefice di chi condanna sé stesso, come stai facendo tu.
Volgi gli occhi alla luce e vivi quel che ti rimane con la speranza nel cuore, perché un giorno l’amore ti liberi l’anima per sempre.

Il tuo Dio,
il tuo amore,
lo spirito dentro di te.

E adesso, prega con me:
“Padre nostro, che sei nei cieli…”

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