Le motivazioni ai Corti vincitori 2012 giugno 13, 2012 \\

1) MIGLIOR  SCENEGGIATURA

Alternando il volto bello del narrante alle immagini del quotidiano faticare, facendo della protesta civile l’unico mezzo per ridare dignità a chi tutto ha perduto,Mi fa male è un corto che denuncia e annuncia.
Denuncia le macerie di una cultura che il terremoto sembra aver bloccato in una istantanea del dolore e annuncia un possibile riscatto sociale con un passaggio di mano in mano di mille pezzi da discarica per far spazio ad una ricostruzione possibile.
Si assegna a Mi fa male il premio per la miglior sceneggiatura. Luca Cococcetta


2)  MIGLIOR  ATTORE NON PROTAGONISTA Tutto in una sera particolare, il manager di una multinazionale che si trasforma pian piano in un incredibile ricercatore di papà. Una sera della Vigilia di Natale che assume la luce di un tragicomico incontro. A Luciano Scarpa il premio Napoli Cultural Classic, quale attore non protagonista per il corto Papà di Emanuele Palamara

3) MIGLIOR COSTUMISTA

Con originalità, tra realtà e fantasia nasce l’ispirazione per i costumi di questo corto che, ponendo insieme diverse tecniche, riesce a prendere ed emozionare. Il costume è parte integrante del racconto che attraverso i colori e gli accostamenti ci fa entrare e uscire dalla favola alla realtà. Si assegna ad Anna Facchino e Rosaria Riccio il premio per i costumi de Lo guarracino di Michelangelo Fornaro

4) MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA

Fuggevole la presenza, ma immediatamente capace di catalizzare l’attenzione sul suo ruolo di madre e di donna. Con poche battute ma con un’innata gestualità di entrata e uscita, chiarisce immediatamente il suo ruolo di donna capace di orgoglio e tenerezza, capace di guardare con attenzione alla vita chi le sta a cuore, ma sapendo lasciare all’altro il tempo di crescere non privandolo delle fantasie e del sogno. Quale miglior attrice non protagonista si consegna il premio Napoli Cultural Classic a Rosaria De Cicco per Il passaggio di Roberto Bontà Polito

5) MIGLIORE FOTOGRAFIA

Immagini nette, ma capaci di aiutare il trasporto dal mitico al reale. Con una tecnica armonica in cui visione pittorica e cinematografica si fondono con maestria e gusto si premia Marco Chianese per la miglior fotografia per Il passaggio di Roberto Bontà Polito.

6) MIGLIOR MUSICA

Unendo insieme i temi della tradizione e dell’innovazione, la colonna sonora diventa parte integrante del corto. Da semplice commento musicale, si passa a un vero motivo conduttore il ritmo accompagna lo scorrere dei fotogrammi echeggiando a fluidità e ritmicità, si assegna alla musica de Lo guarracino il premio per la miglior musica consegnato a Pasquale Scialò.

7) MIGLIOR SCENOGRAFIA

L’ambientazione curata e l’uso della tecnica per la resa dei luoghi e delle situazioni fa assegnare al corto  Sarah il premio alla migliore scenografia consegnato ad Ada Cloro

8)MIGLIOR REGIA

Dal materiale girato spetta al Regista il compito di montarlo sapendo imprimere alla pellicola compiutezza della storia e brevità di tempistica. Dal molto materiale ,solo la chiarezza dell’idea che si vuole comunicare insieme alla ponderazione del meglio da presentare  produce un risultato realmente gradevole. Per la realizzazione dell’idea e l’equilibrata sintesi si assegna il premio alla migliore regia a Michelangelo Fornaro per Lo guarracino


9) MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA

Per il fascino della freschezza interpretativa e l’intensa studiata spontaneità, si assegna a Emma Marinoci il premio alla miglior attrice protagonista per Legami di Piergiorgio Seidita


10) MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA

Unisce immediatezza di comunicazione con intensità d’interpretazione, in un ruolo ironico e “pensante” riesce a bilanciare con maestria il testo assegnato con la naturalezza dell’azione quotidiana. Vive con passione il suo ruolo e riesce a catalizzare l’attenzione dello spettatore, si assegna il premio a miglior attore protagonista a Luca Riemma per il corto Io come Steve Jobs

11) MIGLIOR  CORTOMETRAGGIO

La storia come  spunto, la denuncia come stile, la proposta come alternativa: questi gli elementi che caratterizzano questa produzione in cui l’originalità dell’idea, il messaggio che si vuole trasmettere, la capacità di comporre insieme presente e memoria diventano il punto di forza per mettere insieme recitazione e documentario. Il premio al Miglior cortometraggio per la Napoli Cultural Classic è assegnato a  Mi fa male di Luca Cococcetta e Manuele Morgese

12) MIGLIO CORTOMETRAGGIO STRANIERO

Attraverso un sapiente gioco di immagini, si compone nella pellicola Adieu bonjour l’antica fictio di storie parallele per mettere insieme il tema della morte con quello della vita. Un riuscitissimo risultato che suscita il rammarico di una non conoscenza della lingua tedesca, in cui il corto è stato girato, ma che tuttavia riesce nel suo intento anche con le sole immagini.
Un dialogo senza parole , situazioni che parlano da sole e che fanno scoprire un gioco delle parti dove vittima e carnefice si scambiano di ruolo nello scorrere dei fotogrammi, fanno di Toy Boy un riuscito corto di alta qualità, girato con sapienza e gusto.
Si assegna a Adieu Bonjour e a Toy Boy l’ex aequo quale migliore Cortometraggio straniero per la Napoli Cultural Classic  a ritirare il premio Marie-ErnestineWorch e Florian Sonnefeld

13)MIGLIOR FILM D’AUTORE

Il mito è da sempre il tema dell’eterno che si sposa di volta in volta con interpretazioni e immagini della storia concreta. Il tema del viaggio, unito a quello della discesa agli inferi e alla forza dell’amore è riletto in questa pellicola senza lasciare spazio a sbavature. Con grande maestria di regia e interpretazione viene premiato dalla Napoli Cultural Classic per la sezione film d’autore Dietro il buio di Giorgio Pressburger interpretato da Sarah Maestri
MIGLIOR FILM INDIPENDENTE
L’amicizia può cambiare le prospettive e reinventare la vita? Questo l’interrogativo che sottende alle diverse scelte di un gruppo in guerra, che in un ipotetico combattimento del 2030 scopre il più antico dei sentimenti. Si premia il medio metraggio di Giorgio Bruno Soli al fronte con Antonio Landi
Viene assegnato il Premio Cultural Classic  a
Pietro Delle Piane per il film di cortometraggio “Lo sposalizio”.
La sua capacità interpretativa ha pienamente fatto rivivere un personaggio degli anni ’60, uscendo fuori dagli stereotipi e sapendo dare profondità al soggetto.
Risulta riuscitissima l’operazione di proporre un tema degli anni della commedia all’italiana senza farne un’operazione nostalgica, ma sapendo dare modernità all’uomo di potere dell’epoca.

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Siamo una Associazione nata nel 2000, apartitica e interconfessionale, denominata “Napoli Cultural Classic” (Associazione Culturale volta alla diffusione dell’arte e della cultura, diretta alla promozione di artisti e di studiosi in fase di  affermazione nel campo del cinema, teatro, televisione, musica, danza, arte figurativa, moda, scrittura, scienze giuridiche e tecnologiche e di tutte le altre forme di scibile che i soci ordinari riterranno opportuno inserire.).

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