Elena Grande novembre 9, 2009 \\

La mia casa, il mio cuore

di Elena Grande - Macchia d'Isernia

Mi hai chiesto: “Dov’è casa tua?”.
Ti ha sorpreso vedere che ci ho pensato un po’ su, prima di rispondere. In realtà in quel momento mi era sembrata così insensata la tua domanda, ovvia la risposta: “E’ qui”, avrei voluto dirti, mentre ti poggiavo la mano sul petto, “La mia casa è qui, nel tuo cuore!”: ma quelle parole non sono uscite dalla mia bocca. Sono rimasta un attimo con la mano sul tuo cuore, poi ti ho sorriso e ti ho baciato delicatamente le labbra. Pensare che sono anni che ci conosciamo, e non sai dov’è casa mia…E’ la prima volta che ti sei offerto di accompagnarmi.
Ora osservo la strada e con la mente ripercorro quella che ti ha portato fino a me. Fra un po’ la ripercorrerai a ritroso, lasciando un pezzo di cuore qui.
Che importanza ha, dove abito?
Non ci sei mai entrato, in casa mia, eppure anche lì ogni cosa mi parla di te: il computer, i libri,la radio, la finestra dalla quale guardo fuori, mentre mi parli al telefono e intanto osservo il cielo, lasciando che mi trasporti per pochi minuti accanto a te…il davanzale, da dove salutavo le stelle, chiedendo che ti proteggessero, lontano com’eri; il camino vicino al quale ho riscaldato tutti i miei pensieri, mentre t’immaginavo rientrare dal lavoro nelle gelide sere invernali , nella tua auto, solo con la tua stanchezza e un cd a farti compagnia. I gradini dell’ingresso su cui mi sedevo a parlare con la luna, nelle sere d’estate, in compagnia delle lucciole…le parlavo di te. E il mio cuscino, su cui si posa l’ultimo pensiero della giornata, anche quello, per te.

La mia casa non ha recinto, non ha cancello. Non è arricchita da arredi preziosi. Le pareti non sono decorate con stucco veneziano, ma di tanto in tanto puoi trovarci qualche piccola impronta di una mano, o un allegro scarabocchio. Ogni volta m arrabbio, quando le noto, ma poi mi dispiace quasi, cancellarle. Forse il mio bambino se n’è accorto, perché subito provvede a lasciare un altro segno!eh,sì…la mia casa è vissuta, scaldata da chi la abita e impreziosita da chi la visita.
Nel giardino ci sono pochi fiori, ma ognuno piantato in un’occasione speciale. Nel bel mezzo di un’aiuola c’è una grande magnolia, all’ombra della quale cullavo il mio piccolo, al riparo della calura estiva. Ancora oggi il profumo dei suoi fiori sa di quelle premure, di quei sogni di mamma. La mia casa è rossa …come rosso è il mio cuore.

Il mio cuore non è una prigione : non ha sbarre, né cancelli. Non ci sono mura di cinta, né sentinelle. Non c’è orario di visita, non ci sono condanne. I sentimenti che lo abitano non sono mai stati prigionieri; essi anzi, sono liberi di rivelarsi ogni momento. All’ombra del mio affetto, si riparano tutte le persone che mi amano.
Anche il mio cuore, come la mia casa,è riscaldato da chi lo abita, impreziosito da chi lo visita. La mia casa, il mio cuore…la mia vita.

Ecco, siamo arrivati. Mi chiedi: “Allora, non mi dici proprio niente?”.
A risponderti è un altro sorriso.
“Vabbè, dai, vuol dire che il caffè me l’offrirai un’altra volta!” . E sorridi anche tu.

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