foto, notizie ed eventi settembre 19, 2012 \\

Con un pizzico di sana ironia  e con la dovuta attenzione commentiamo le foto e le notizie più cliccate della settimana....

questo gruppo è il sogno erotico delle ragazzine di mezzo mondo....i misteri ed i successi effimeri della musica.....

e quindi per accontentarle mostriamoil lorolato B .... no comment

Lady Gaga mentre fuma uno spinello durante il concerto ad Amsterdam... cosa dire...massima libertà ma ci fai pena lo stesso......in giù

tutti a cliccare le belle donne....guardoni...no comment

Barbara Berlusconi e Pato sembrano amarsi ancora....coppia gossipara della settimana...interessano ancora queste cose..no comment  

Eva contro Eva...Lady Gaga e Madonna inventano di tutto pur di attrarre l'attenzione.....pensate a fare bene il vostro mestiere...in giù

il galateo del buon calciatore.....no comment

GIUSTIZIA è SFATTA – SOLLECITO SVELA CHE DURANTE IL PROCESSO DI PERUGIA VI FU UNA TRATTATIVA SEGRETA CHE VIDE IL PUBBLICO MINISTERO GIULIANO MIGNINI FAR CONOSCERE, ATTRAVERSO INTERMEDIARI, ALLA FAMIGLIA DI RAFFAELE L’OFFERTA DI UNA PENA PIÙ MITE SE IL COIMPUTATO AVESSE AVVALORATO LE ACCUSE DI OMICIDIO NEI CONFRONTI DI AMANDA KNOX…
Maurizio Molinari per La Stampa


Durante il processo di Perugia sull'assassinio di Meredith Kercher vi fu una trattativa segreta che vide il pubblico ministero Giuliano Mignini far conoscere, attraverso intermediari, alla famiglia di Raffaele Sollecito l'offerta di una pena più mite se il coimputato avesse avvalorato le accuse di omicidio nei confronti di Amanda Knox. A rivelarlo è lo stesso Sollecito nel libro «Honor Bound» che esce oggi negli Stati Uniti per i tipi di Gallery Book, scritto assieme al giornalista inglese Andrew Gumbel, ex corrispondente dall'Italia per «Reuters» e «The Independent».


Con le 270 di pagine «Honor Bound» Sollecito anticipa Amanda nella pubblicazione di un libro-verità sul processo e la maggiore novità si incontra quando racconta che dopo la conclusione del processo di primo grado «la mia famiglia venne a contatto con il mondo della giustizia di Perugia pieno di buchi e fughe di notizie» riuscendo a sapere «dietro le quinte» di «discussioni all'interno dell'ufficio del procuratore». Si resero conto che la determinazione di Mignini a far condannare Raffaele era solo tattica per tentare di far crollare Amanda Knox.

Fu in tale contesto che «venne detto alla mia famiglia che Mignini non era interessato a me se non come canale per arrivare ad Amanda» fino al punto che «Mignini sarebbe stato disposto anche a riconoscere che ero innocente se gli avessi dato qualcosa in cambio, incriminando direttamente Amanda oppure semplicemente non sostenendola più» nella ricostruzione di quanto avvenuto.


Si trattò di «discussioni» delle quali Sollecito, che si trovava in prigione, non venne messo al corrente mentre il protagonista fu lo zio, Giuseppe, che «venne contattato dall'avvocato di uno studio privato di Perugia a cui chiese cosa avrei potuto fare per mitigare la sentenza. L'avvocato gli disse che avrei dovuto accettare un accordo, confessando di aver avuto un ruolo minore, come ad esempio aver aiutato a ripulire la scena del delitto pur non avendovi avuto alcun ruolo» si legge a pagina 220.

«Raffaele potrebbe ricevere una condanna da 6 a 12 anni - disse l'avvocato allo zio - ma poiché non ha precedenti penali avrebbe la condizionale e dunque uscirebbe senza fare altra prigione». La sorella di Raffaele, Vanessa, affermò che «non era moralmente possibile» accettare di confessare reati mai commessi ma la trattativa dietro le quinte andò avanti ed ebbe una seconda fase grazie a «un altro avvocato, che aveva rapporti stretti con Mignini che lo aveva perfino invitato al battesimo del figlio più piccolo in estate». Fu questo secondo legale che disse con franchezza alla famiglia Sollecito: «Credo che Raffaele sia innocente e Amanda colpevole».


 
Il risultato fu di dare alla famiglia Sollecito l'impressione che il procuratore la pensava nella stessa maniera anche perché il legale si offrì di «intercedere con Mignini» pur «senza fare alcuna promessa». L'accelerazione della trattativa avvenne nell'estate del 2010 quando il padre di Raffaele sfruttò il canale informale fino al punto da ritenere possibile un incontro di Mignini e la vice Manuela Comodi con Giulia Bongiorno, difensore di Raffaele, per verificare la possibilità di un accordo.


Ma quando la Bongiorno comprese di cosa si trattava «fu inorridita e minacciò di lasciare l'incarico perché una trattativa segreta costituiva la violazione della procedura legale». Fu allora che il padre di Sollecito fece marcia indietro e «si mostrò mortificato» pregando la Bongiorno di non lasciare la difesa e spiegando che non si era reso conto di cosa stava facendo.

Raffaele Sollecito seppe tutto a posteriori ma la vicenda lo ha segnato molto perché, come confessa nel libro, «mi chiedo come sia possibile per un pm credere nell'innocenza dell'imputato e al tempo stesso tentare di convincere la giuria a condannarlo alla pena dell'ergastolo».

La trattativa dietro le quinte viene indicata da Sollecito per dimostrare quali e quante furono le pressioni da lui ricevute per spingerlo a far crollare l'alibi di Amanda, come ad esempio avvenne durante i primi interrogatori subiti quando «mi chiesero in continuazione di ricordare i tempi della notte del delitto fino a farmi cadere in contraddizione con Amanda» o allorché l'arresto venne minacciato, schiaffeggiato e denudato.


Oppure il tentativo della polizia di provare che la madre nel 2005 era morta «non di cuore ma per suicidio» per dimostrare «insanità mentale nella storia di famiglia» con l'intento di fiaccare la sua credibilità e dunque l'alibi di Amanda.

Nelle ultime pagine Raffaele si sofferma sulla vacanza in America dopo l'assoluzione con l'incontro con Amanda a Seattle. «Mi sembrò di essere nella tana del Leone» scrive, facendo capire di aver preso atto che la storia d'amore era finita. Come dire, entrambi guardiamo avanti senza però dimenticare Perugia.

1- MENTRE LA LONDRA DEI TABLOID APPLAUDE LA SENTENZA CHE VIETA LA VISIONE DELLE FOTO DELLE TETTINE PIANEGGIANTI DI KATE (IL CULO DI HARRY VA BENE, È PIÙ SEXY), ESPLODONO NOVITÀ AGGHIACCIANTI SULLO SCANDALO DEL “NEWS OF THE WORLD” - 2- IL SEVERO ED ELEGANTE TABLOID DI MURDOCH NON SI LIMITAVA A INTERCETTARE LE TELEFONATE PRIVATE DI DECINE DI PERSONAGGI DELLA POLITICA E DELLO SPETTACOLO, MA AVREBBE COMMISSIONATO A UN’AGENZIA DI INVESTIGAZIONI SCASSI E FURTI NELLE ABITAZIONI DELLE PERSONAGGI SPIATI (HUGH GRANT) PER CERCARE DOCUMENTI COMPROMETTENTI - 
 
Da "The Independent"
http://ind.pn/V5M7gm


RUPERT MURDOCH Se ultimamente le indagini sui reati compiuti dal quotidiano scandalistico di proprietà di Rupert Murdoch, il "News of the world", stavano continuando in un relativo silenzio, adesso si parla di nuovi risvolti che potrebbero aggravare moltissimo la posizione degli imputati, e che rischiano di far esplodere un caso "bomba" forse ancora peggiore di quello conosciuto e ampiamente discusso finora.

Sembrerebbe infatti che il giornale di Murdoch non si limitasse, com'è noto, a intercettare le comunicazioni di decine di politici e vip, ma che addirittura si spingesse a commissionare dei furti negli appartamenti delle persone spiate. Dai rapporti della polizia che sta conducendo le indagini, emerge infatti che il News of the world si sarebbe servito di un'agenzia privata di investigazioni, la Southern Investigations, per introdursi in casa di alcuni personaggi e cercare documenti compromettenti. A darne conferma sarebbe un ex poliziotto che si infiltrò nell'agenzia di investigazioni.

Secondo i verbali della polizia, il tabloid manteneva i contatti con gli investigatori tramite Alex Marunchak, che lavorava al News of the world da parecchi anni. Marunchak ha negato le accuse, dicendo di non aver mai commissionato alcun tipo di reato all'agenzia. Ha confermato la versione dell'ex dipendente del giornale anche uno degli ex proprietari della Southern Investigations, Sid Fillery, che adesso gestisce un pub a Norfolk: "Lasciate che ve lo dica: nonostante la sua reputazione, i dipendenti del News of the world si sono comportati sempre in maniera molto corretta. Siamo stati ingaggiati solo per dare un riscontro alle storie che raccontavano. Ma non abbiamo commesso alcun reato".

News International, il gruppo di cui faceva parte il tabloid al centro delle indagini, non ha voluto commentare. Certo è che esistono delle coincidenze a dir poco inquietanti. Diverse persone che venivano regolarmente spiate dal tabloid, tra cui l'attore Hugh Grant e l'ex agente del calciatore Wayne Rooney Paul Stretford, sono state vittime, in passato, di intrusioni e di scassi nei loro appartamenti, senza che però venisse rubato nulla di valore, anche se a portata di mano.

 

Facebook
Disclaimer.

Le foto presenti su www.culturalclassic.it sono state in larga parte prese da Internet,e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione - indirizzo e-mail info@culturalclassic.it, che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate.

Photo Stream.
Chi Siamo

Siamo una Associazione nata nel 2000, apartitica e interconfessionale, denominata “Napoli Cultural Classic” (Associazione Culturale volta alla diffusione dell’arte e della cultura, diretta alla promozione di artisti e di studiosi in fase di  affermazione nel campo del cinema, teatro, televisione, musica, danza, arte figurativa, moda, scrittura, scienze giuridiche e tecnologiche e di tutte le altre forme di scibile che i soci ordinari riterranno opportuno inserire.).

Privacy Policy