Francesca Toglia (Premio Speciale) novembre 9, 2009 \\

 DIDO

di Francesca Toglia - Napoli

Dixi, clamavi ac renovavi amare,
Sed fecisti ut si nihil umquam est factum
Neque comprehendere conatus es:
Atra, ego timebam, aliena ubique,
Fortasse immodeste beata ne essem;
Me inscia, implevi crucibus de amorem.

Dixi, clamavi ac renovavi amare,
Te, sed fuit demum tibi foedum et atrox;
Tam foedum hac ut vivere mole iam esset,
Usque ad tete interficiendum, tam atrox
Ut velis cuncta aedificavimus quae
Oblivisci, sed mea eram illa vita.

Dixi, clamavi ac renovavi amare,
Dicam, clamabo ac renovabo amare,
Quod meus locus spatio est in vitae
Ad latus tui. Ludifico meum cor,
Quod meum non amplius est, si spero
Salva te sine esse futuram memet.

 

(endecasillabi saffici)
 DIDONE

di Francesca Toglia - Napoli

Io ti ho detto che t’amo, te l’ho urlato
E ripetuto, ma tu hai fatto finta
Di nulla, senza provare a capire:
Fosca e aliena ovunque, avevo paura
D’esser troppo felice, inconsciamente,
Ed ho riempito l’amore di croci.

Io ti ho detto che t’amo, te l’ho urlato
E ripetuto, ma deve esser stato
Davvero tremendo, tanto che viver
Con questo peso ti ha sin quasi ucciso,
Che tutto quello che abbiam costruito
Vuoi dimenticar. Ma era la mia vita.

Io ti ho detto che t’amo, te l’ho urlato
E ripetuto e lo dirò, urlerò
E ripeterò, ché il mio vero posto
In quest’esistenza è solo al tuo fianco.
Così mi prendo gioco del mio cuore,
Che più non m’appartiene, se ancor spero
Di poter esser salva senza di te.


 
  
  Motivazione
Didone è regina, ma è anche donna innamorata e se la voce tuona imperiosa nello sdegno, flebile si accora nello smarrimento.
L’anafora fa da trampolino di lancio a un angosciato e insistente messaggio d’amore dal contenuto universale, ma la poetessa possiede una chiave di scrittura che rende il messaggio prezioso cosparso com’è di polvere antica.
E’ encomiabile sentirsi compartecipe di un patrimonio culturale che travalica il tempo e affinare gli strumenti tecnici per accedere con disinvoltura a un versificare classico.
Didone rivive nell’ amore, questa volta di una giovane poetessa che, per meglio conoscere il futuro, si affida al passato, che da sempre è Maestro. Anna Bruno
 

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