Incanti e Disincanti del poeta musicista Nino Velotti giugno 1, 2013 \\

Il poeta e musicista Nino Velotti, alias una metà del duo campano retro-avant-garde degli Hueco, coadiuvato sempre da Vittorio Esposto negli arrangiamenti e alle doppie voci e con la collaborazione di vari musicisti, ci regala una sorta di concept-album variegato e unitario, cinico e romantico, introspettivo e corale, ritmico e melodico, folk e futuristico. Quattordici tracce tra “incanti” che si alternano a “disincanti”, undici canzoni indimenticabili e tre brani strumentali basati sui ritornelli di altrettante canzoni su armonie e arrangiamenti diversi – un fatto tipico dei dischi degli Hueco-, momenti di pura poesia che si sposano a momenti di poetica non-poesia, come suggerisce il disegno di copertina, una tecnica mista opera di Marilena Imparato, la visione notturna di una vetrina-teatrino con due manichini che inscenano il peccato originale, con un gatto in primo piano e una luna gigante alle spalle nell’angolo sinistro. Musica di riflessione e d’intrattenimento, colta e popolare, musica trasversale di confine e di commistione tra l’elettrico, l’acustico, l’analogico e il digitale, “progressiva” per fusione di generi e ricchezza di particolari, “artistica” per lo stile che la contraddistingue. Tradizione, sperimentazione, ricerca e leggerezza in un’originale avventura musicale per dare un respiro profondo alla canzone d’autore italiana.

Contro..., Un’incalzante overture che anticipa il riff di Contro Natura affidato al sax tenore di Francesco di Maio. Una batteria possente, una chitarra metallica, una bassline techno, echi esotici-esoterici di cetre e flauti da un Grecia antica, ricami jazzistici di sax soprano sempre di Francesco Di Maio cedono la scena ad un quartetto d’archi barocco.

Indolente è uno dei pezzi di punta dell’album, una canzone pop-soul dall’arrangiamento molto ricco ma particolarmente scorrevole e accattivante. Gli elementi: batteria sintetica R’n B, casio e tastiere varie, sax soprano di Francesco Di Maio, campioni di voci nordafricane e strumenti mediorientali, la chitarra classica sanguigna di Robertinho De Paula sul finale per definire un'atmosfera di inerzia assolata e sospesa attesa di nuova forza vitale.

Sesso  è il primo dei “disincanti” contenuti nell’album, un funky bianco sulla perdita della sacralità del sesso nella nostra società di massa, sulla mercificazione della libido ridotta a puro momento di consumo e omologazione più che a significativa trasgressione. Nelle variazioni spicca la voce di Enrico Vicinanza, controtenore specializzato nel repertorio barocco napoletano. “C’è sesso dappertutto/ non sacro d’animale” sentenzia Nino introducendo l’assolo finale di sax tenore.

Il doppio gioco dalla ritmica un po’ trip-hop è invece una canzone molto melodica e alquanto rock sinfonica anni ’70 sull’orgoglio di essere diversi e non conformi e sull’ostinazione di non volersi piegare alle ambiguità dei giochi d’amore e di potere, una vera e propria dichiarazione di “autenticità”. Nell’ultimo ritornello subentra, insieme a Vittorio che controbatte “ma è vero sei doppio anche tu”, il quartetto d’archi per accompagnare e far decollare in un climax eccezionale una melodia molto cantabile e davvero difficile dimenticare.

Ombra di donna feat. Alessia De Capua è il secondo singolo tratto dall’album. Una marimba asiatica, strumenti elettronici insieme ad echi di altri strumenti d’oriente su un tessuto ritmico e armonico molto dark-new-wave inizio anni ‘80 per rivestire una significativa canzone sulla perenne conflittuale attrazione tra il maschile e il femminile e sulla perdita dell’unità primigenia dell’androgino del mito platonico. Duetta con Nino la voce sopranile del gruppo neo-goth L’Inguine di Daphne. Online, sul canale HUECOmusic di youtube, è visibile il videoclip ambientato in un giardino-vivaio di rose, tra il cinema giapponese, quello espressionista e un filmato da cerimonia vintage.

Videoclip: http://www.youtube.com/watch?v=tlfP-0ADDww

Ogni...  è il secondo strumentale dell’album che anticipa e ricrea la canzone conclusiva Ogni notte. I ricami di chitarra classica latineggiante e una chitarra elettrica di Roberthino De Paula su un tappeto di percussioni sintetiche e suonate creano un’atmosfera di grande calore e nostalgia. Saudade da brividi.

 

Contro Natura è il secondo vero e proprio “disincanto”, il primo singolo tratto dal disco. Un funky-rock tirato con richiami etnici, pulsazioni di tammorre e flauti popolari del sud Italia, e con un riff martellante, un hook che subito si aggancia nella memoria. Online è visibile anche il videoclip opera di Carlo Giuseppe Zuozo, tra il machinema e la video-arte, con collage digitali e la direzione artistica dello stesso Nino Velotti e la supervisione del critico e curatore di mostre ed eventi d’arte contemporanea Eugenio Viola. Sia il video che la canzone sembrano voler causticamente affermare che ogni atto di civiltà umana sia nel bene e nel male "contro natura" e che la natura propria dell'uomo sia quella di essere "contro natura". Con tangibili implicazioni tragiche nel mondo contemporaneo. Testo di canzone vincitore del Premio "InediTO" 2009 della Fiera del Libro di Torino.

Videoclip: http://www.youtube.com/watch?v=KJjglpxoLl8


Prosegue con il ritmo Altro da me stesso, un ritmo dub e caraibico con fiati funky e un assolo di sax tenore, una canzone sul principio di identità e sulla riflessione nell’altro da sé necessaria alla vita, per un finale mistico e religioso con i cori del mellotron e sample polifonici da Palestrina.

Ritmo sambato, sitar psichedelici, bassline electro, drum-machine Roland 707 e sintetizzatori new-wave, vocalizzi soul di Paola Castiello e un assolo finale di sax soprano, sono gli elementi dell’incantevole musicalità di Passerà presto, una delle canzoni più soffici e affascinanti dell’album.

Tempo pazzo è il terzo singolo estratto dal disco. Ritmo dispari e musicalità popolare campana, una registrazione inedita di un canto “a fronn’ ‘e limone”, tammorra, fisarmonica e flauto di canna si mischiano ad elementi tipici della dark-wave. Una sorta di folk industriale con l’interpretazione di Nino un po’ distaccata e cadenzata – in tutto l’album è sempre intima e senza enfasi la voce del Velotti -, una ballata sui disastri ecologici e sulle variazioni climatiche, sul tempo meteorologico sempre più instabile non solo alle nostre latitudini temperate. Il videoclip della canzone, che è stato girato tra alberi di noci e noccioli soprattutto - coltivazione tipica della zona vesuviana al confine con l’Irpinia -, vede la partecipazione di un ballerino nei panni di Bacco-Dioniso con la folgore di Zeus, suo padre nonché dio del tempo meteorologico, capitata chissà come nelle sua mani... “Tempo pazzo/ come all’inferno”.

Videoclip: http://www.youtube.com/watch?v=xIh0GrDBFkA

 

Malinconica, struggente e quasi un grande idillio leopardiano Rumore di fondo, forse l’ “incanto” del disco, una sorta di “lunedì del villaggio” concepita al ritorno alla normalità dopo le vacanze estive, una particolarissima canzone d’amore dalla melodia sinuosa che il contrappunto di violino di Bartolomeo de Rosa mette in risalto. Noise, Acufeni, intonarumori futuristici, macchie sonore rivelatrici, “una conchiglia che ci inscatola il mare”, “una clessidra nella stanza del cuore” e un “battito d’amore che sarà”. “Che ci resta dell’incanto del mondo/ solo un debole rumore di fondo”, la speranza e l’ossessione del nostro essere al mondo. Testo di canzone vincitore del Premio "InediTO" 2009 della Fiera del Libro di Torino.

Dimmi dove sei (cosa fai) ha un ritmo tribale e new-wave, gli archi del mellotron insieme ai tamburi e ai flauti popolari definiscono un’atmosfera magica e misterica. Si tratta di un canzone sui canali di comunicazione dello spirito, un pezzo sulla persistenza degli affetti nella memoria, sulla semiotica dell’anima. “Nella rete del tempo la mia voce è per te” canta Nino, “non cancellerà te” conclude Vittorio.

Con Tempo... ritorna affidata al sax tenore il tema, la linea melodica del ritornello di Tempo pazzo in chiave afro-cubana, giamaicana e sud-italiana. Echi di musiche bandistiche di inizio secolo scorso, fiati sintetici latinoamericani insieme a chitarre e synth visionari su una base electro-dub.

Chiude il disco la melodia più ariosa, Ogni notte, una canzone dedicata ai nostri amici animali, ai cani e ai gatti che di notte ci fanno compagnia e che forse restano la vera e unica “ragione del mondo”. Un po’ uno spaccato socio-antropologico del mondo occidentale odierno, in cui le relazioni tra gli uomini sono sempre più fittizie e precarie mentre il rapporto con i pet sembra essere l’unico momento di autenticità che ci resta. Le sonorità electro, etniche e rock sinfoniche insieme all’assolo finale di sax jazzato sintetizzano appieno lo stile di tutto l’album. La “luna piena (...) in alto nella notte” è un chiaro riferimento alla copertina del disco, che, con la freddezza dell’impianto metafisico e il caldo contrasto dei colori meridionali e mediorientali, rende visivamente tutto un insieme di testi e di musiche straordinarie.



 


Nino Velotti, napoletano, è poeta, scrittore, musicista e songwriter. Laureato in Filosofia con una tesi sull'infanzia prodigiosa di Giacomo Leopardi, ha pubblicato giovanissimo la raccolta di poesie Giardino di Pésah (Edizione Del Giano, testi scelti da Dario Bellezza, 1991, Roma, Premio "Nuove Lettere" e Selezione Premio "Montale" 1992). Nel 1998 ha pubblicato il libro d'arte e poesia Quadernetto d'amore (Il Laboratorio/Le Edizioni, Napoli). Di narrativa ha pubblicato il romanzo per ragazzi con prefazione di Domenico Rea Pinocchio 2000 (Fabbri Editori, 1995, Milano) e la raccolta di novelle La T-shirt bianca e altri racconti (Mondadori Education, 2003, Firenze). Vincitore di vari premi con i testi delle sue canzoni, collabora a riviste di letteratura e teatro. Un suo testo compare accanto a testi di autori quali Luzi e Spaziani nel cd di poesie in musica Lee Marvin ha paura (Ediclass, 1998). Si occupa anche di arti visive.

Cresciuto in una famiglia di musicisti - nonno compositore e madre soprano -, suona il piano e le tastiere da sempre ed ha realizzato nel 2004 il cd Cut & Visions (CVT Records). Insieme a Vittorio Esposto è gli Hueco, un duo pop-sperimentale che ha all'attivo due album che hanno riscosso un grande successo di critica e di pubblico sulla scena indipendente italiana: Living in a bathroom/Pensando all'amore (CVT Records 2008) e il più recente Canzoni dall'armadio verde (Compagnia Nuove Indye, 2011). Attualmente ha pubblicato in digitale con la Videoradio e su cd in un'edizione d'arte con Il Laboratorio di Vittorio Avella un disco proprio, Incanti e Disincanti, che contiene tra l'altro i singoli Contro Natura, Ombra di donna  e Tempo pazzo, i cui videoclip sono visibili online.


"Fossimo rimasti una nazione migliore CANZONI DALL'ARMADIO VERDE sarebbe stato di sicuro uno dei dischi da ricordare alla fine dell'estate, dopo averlo ascoltato molto dai juke box e dalle radio: la cura dei singoli dettagli è impressionante fin dal momento dell'ispirazione... Hueco pensa in grande." (8) ENRICO VERONESE da BLOW UP di giugno 2011

 

Contatti:

 ninovelotti@gmail.com, huecomusicart@gmail.com  huecomusicart@libero.it

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