Umberto Vicaretti, Luco dei Marsi (I classificata) novembre 27, 2009 \\

                                                                Stabat Mater

Ad Aisha, lapidata a 13 anni

a Chisimaio, Somalia, il 27 ottobre 2008

Ragazza mia che più non hai memoria

del fiume attraversato a piedi nudi,

chiare le pietre amiche e levigate

a carezzare il passo tuo gentile

in volo dolce verso Chisimaio.

 

Così io ti ricordo – o almeno credo-

tese le braccia a bilanciare il guado,

gazzella ignara al sogno tuo leggero,

le rive e i tuoi compagni argento e risa.

 

Così ragazza mia io ti ricordo,

così salivi al giorno, e non sapevi

il Golgota, né il fuoco alle stazioni:

dèmoni neri, angeli del Male,

violarono il tuo fiore ancora acerbo,

ostia promessa all’odio e all’impostura;

poi fecero del giunco tuo sottile

croce di te confitta sulla terra.

 

Oh, mia ragazza esausta.

Ora che il tempo, tutto, è consumato,

di te ci resta questo tuo sorriso

fiorito sulle labbra un po’ arrossate

( più grandi e appena più perduti gli occhi).

Di te ci resta questo tuo silenzio,

lama di fuoco a mutilare i sogni.

 

Stringe adagio il tuo capo,

perse le mani dolenti,

                                    tua madre,

lieve sfiorando i capelli tuoi crespi,

dolcemente raccolti sulla nuca

con fermagli di porpora e carminio.

 

Umberto Vicaretti            Luco dei Marsi

 

Motivazione

Con la suggestiva  fusione di apostrofe e descriptio, il poeta s’inoltra in un ricordo che certo non gli appartiene, nondimeno se ne appropria in quanto retaggio  di dolore  per l’intera umanità .

E il ricordo si dispiega e scivola nella dolcezza di una visione idilliaca, ma il sacrificio già aleggia sulle orme del mite agnello da immolare sull’ara pagana della barbarie . Come vetrata musiva attraversata dal sole, la parola rimanda  immagini e colori tracciando il percorso della Passione che accomuna gli innocenti nello strazio delle carni; ci accompagna, la parola terribile e decisa, come in processione, verso la madre dolente nelle cui mani precipita

per tingersi “ di porpora e carminio”.               Anna Bruno

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