Alberto Custodero..esclusiva.. giugno 25, 2014 \\

Alberto Custodero, cronista di Repubblica specializzato in inchieste: Premio Napoli Cultural Classic 2014 per la carta stampata e dovere di giornalista 
Foto: Alberto Custodero Premio Napoli Cultural Classic 2014 per la carta stampata
come è nata l'idea di dedicare la vita a questo lavoro?
Sembrerà banale, ma fin da quando ero bambino sognavo di fare il cronista. Aver intrapreso la strada delle inchieste è stato un percorso di maturazione professionale, lungo e faticoso. Ma per farle, ci vuole anche una certa attitudine caratteriale: soprattutto, la passione per l'approfondimento.
Dagli articoli emerge un amore per l'ideale di giustizia : come si può restare sempre super partes?
Credo fortemente quel che recitano i manuali del giornalismo, e cioè che il cronista sia il cane da guardia del Palazzo. Per poter svolgere questo delicato compito sociale, però, bisogna avere un profondo e innato senso di giustizia, non bisogna avere scheletri negli armadi (altrimenti si rischia di predicare bene e razzolare male). E non bisogna guardare in faccia nessuno. Non è facile, è quasi una missione.
Qual è stata l’esperienza professionale più forte dal punto di vista emotivo?
L'emozione più forte l'ho provata quando, nel corso di alcune inchieste su nazisti autori di stragi in Italia durante l'Occupazione, ho stanato, intervistandolo, l'SS responsabile dell'eccidio di Cumiana, un paesino alle porte di Torino. Fu la strage di civili più grave del Torinese. Dopo quello scoop, la procura militare lo mise sotto inchiesta, il borgomastro del comune tedesco nel quale abitava il boia nazista si recò a Cumiana per chiedere scusa ai familiari delle vittime. E i due comuni, quello italiano e quello tedesco, si gemellarono in un abbraccio di pace. Una cosa stupenda, e tutto è partito da un articolo....
Di cosa si sta occupando ora?
L'impegno attuale è quello di condurre una campagna di moralizzazione delle istituzioni. Ce n'è un gran bisogno, purtroppo la corruzione alligna ovunque. E' il male oscuro dell'Italia.
Quanto conta la passione nella caccia alle notizie? 
La passione è fondamentale. Senza, manca la molla che ci spinge a continuare e a resistere. Ma credo che ciò valga per qualunque professione.
Può spiegare l'eclettismo della sua produzione giornalistica?
In effetti, mi occupo di tantissimi argomenti. Cronaca, giudiziaria, politica, sanità, storia, archivi, sociale, e altro ancora. Credo che questo mio occuparmi di tutto un po' derivi da un aspetto caratteriale. In genere tendo a annoiarmi presto, dunque, per evitare la noia, tendo sempre a indagare nuovi orizzonti. E cerco di ri-mettermi sempre in discussione. 
Foto: Alberto Custodero .. Premio Napoli Cultural Classic 2014 per il giornalismo d'inchiesta
Qual è stato il punto di riferimento professionale al quale ha ispirato la carriera ?
Il mio punto di riferimento è stato Giuseppe D'Avanzo. Lui non c'è più, ma il suo insegnamento è sempre vivo dentro di me.  Con lui ho avuto la fortuna di lavorare in molte tra le più importanti inchieste degli ultimi anni, dalla grande calunnia di Telekom Serbia alla presenza della rete terroristica di Bin Laden in Italia.
Che cosa rappresenta ricevere un premio come quello delle eccellenze di 2014 Napoli Cultural Classic?
Questo premio è il riconoscimento che il nostro lavoro, che ha una forte valenza sociale, è stato svolto con grande impegno e con estrema correttezza.
La passione per lo sport è spesso fonte di alcuni tuoi articoli. Perchè?
Lo sport per me è la metafora della vita, insegna a conquistarsi i risultati con il duro sacrificio. Insegna a vincere (ma mai a stravincere), insegna a perdere. Insegna a rispettare gli avversari. Io amo in particolare gli sport into the wild. E quando mi capita di immergermi sportivamente in qualche paradiso della natura, mari o monti che siano, sento il desiderio di scriverne la cronaca. 
Come trascorre il tempo libero un cronista, sempre con le antenne accese?
Ahimè sì. Il tempo libero l'ho sempre dedicato in passato ai figli e alla famiglia. Amo l'arte, leggere, la musica. Premesso questo, il cronista non stacca mai. In qualunque momento, si può incappare in una notizia. 
Un sogno nel cassetto?
Fare sempre meglio il mio lavoro.

REDAZIONE NAPOLI CULTURAL CLASSIC 

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Siamo una Associazione nata nel 2000, apartitica e interconfessionale, denominata “Napoli Cultural Classic” (Associazione Culturale volta alla diffusione dell’arte e della cultura, diretta alla promozione di artisti e di studiosi in fase di  affermazione nel campo del cinema, teatro, televisione, musica, danza, arte figurativa, moda, scrittura, scienze giuridiche e tecnologiche e di tutte le altre forme di scibile che i soci ordinari riterranno opportuno inserire.).

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