Montezemolo la morte di un re.. agosto 9, 2014 \\

CI SVEGLIAMO UNA MATTINA E VENIAMO A SAPERE CHE RE SOLE LUCA CORDERO È NUDO E CHE UN’EPOCA È FINITA. IERI ERA UN MITO, OGGI UN MITOMANE. MALEDUCATI, NON SI FA COSÌ! - 2. SCUSATE, MA NEGLI ANNI SCORSI, LA STAMPA SPORTIVA DOV’ERA? DI COSA SCRIVEVA? ALLINEATA E COPERTA COME SEMPRE. ATTENTA A FIUTARE IL VENTO ALIAS VOCE DEL PADRONE - 3. ERA STATO UN ALTRO NOTO GIORNALISTA SPORTIVO, IL GRANDE USTIONATO NIKI LAUDA, A LANCIARE IN TEMPI NON SOSPETTI LO SCATOLOGICO ALLARME: “LA FERRARI HA FATTO QUEST’ANNO UNA MACCHINA DI MERDA”. SUSCITANDO SDEGNO E RIPROVAZIONE - 4. MA E’ LA STESSA STAMPA SPORTIVA CHE PRIMA HA INFORCATO LA BAIONETTA CONTRO IL BANANARO TAVECCHIO, ABBAIANDO A PIÙ NON POSSO, SALVO POI TACITARSI APPENA IL SISTEMA COMPATTO HA ALZATO IL PONTE LEVATOIO E LANCIATO LA PAROLA D’ORDINE: VIVA TAVECCHIO! - 5. NELLA DEFENESTRAZIONE DI MONTEZEMOLO LA STAMPA E’ LA PRINCIPALE SCONFITTA
montezemolo ad abu dhabi
“Non vinciamo da sei anni”. Brivido forte. Lo scoop è una bomba che si abbatte su Maranello, rimbalza nelle pareti in rosa del più importante quotidiano sportivo italiano (toh, guarda caso, gruppo Rcs, Fiat azionista di maggioranza) e da lì riverbera a cerchi concentrici in tutto il Paese, come sempre affaccendato nella sua pigra minestra di giornata. “Rifacciamo le pagine” è l’ordine e un po’ isterico che parte imperioso in tutte le redazioni italiane.
MONTEZEMOLO BAHREIN
 
La notiziona che la Ferrari non batte chiodo da una vita e che, a furia di toccare il fondo, ha riscritto il concetto di fondo, non arriva, come si potrebbe immaginare, da un inviato speciale a Monza, ultima stazione del calvario rampante, ma da un ospite speciale a Cernobbio.
Il faccione molto mesto di Fernando Alonso scivola in quarta pagina, rimpiazzato da quello molto incazzato di tale Sergio Marchionne, professione manager, tifoso molto interessato della Rossa e di questi tempi impegnato a suggellare il suo capolavoro napoleonico, la Fiat Chrysler Automobile, con sede in Olanda e tanto di società quotata alla Borsa di New York. Da qui alla gloria, solo piccoli imbarazzi di cui sbarazzarsi. Montezemolo, uno di questi. “Abbiamo i piloti migliori del mondo e non possiamo partire dal settimo al tredicesimo posto”, la sintesi brutale che annuncia il licenziamento.
 

Insomma, più o meno succede questo. Ci svegliamo una mattina e veniamo a sapere che Re Sole Luca Cordero è nudo e che un’epoca è finita. Maleducati, non si fa così. Un Paese ipersensibile come il nostro e così votato alla regola che “tutto cambia perchè nulla cambi” va preparato con cura e prudenza all’arrivo della drammatica notizia. Era stato un altro noto giornalista sportivo, il Grande Ustionato Niki Lauda, a lanciare in tempi non sospetti lo scatologico allarme: “La Ferrari ha fatto quest’anno una macchina di merda”. Suscitando sdegno e riprovazione.

 
In tutto ciò, la stampa sportiva dov’era? Di cosa scriveva? Allineata e coperta come sempre. Attenta a fiutare il vento alias voce del padrone. Figuriamoci, se anche Omero ogni tanto sonnecchia, come non concedere ai nostri scriba chini un sonnellone letargico a tempo indeterminato?
 
E’ la stessa stampa sportiva che prima ha inforcato la baionetta contro il bananaro Tavecchio, abbaiando a più non posso, salvo poi tacitarsi e rinfoderarsi appena il Sistema compatto ha alzato il ponte levatoio e lanciato la parola d’ordine: era tutto uno scherzo, viva Tavecchio.
 
Vale la pena di ricordarlo? Sì. In qualsiasi altro buco del mondo, una stampa appena consapevole del suo ruolo avrebbe impedito l’elezione di un soggetto del genere. E se tornassimo a scoprire il piacere virgineo di arrossire?
ing. Aldo Costa
MAIL – ‘’VORREI RICORDARE AGLI AMICI DI DAGOSPIA CHE I MOTORI VINCENTI DELLA MERCEDES SONO IL FRUTTO DEL LAVORO DELL'ING. ALDO COSTA, LICENZIATO NEL 2011 DALLA FERRARI E SUBITO ASSUNTO DALLA CASA TEDESCA DOVE SVOLGE L'ATTIVITÀ DI DIRETTORE DEL SETTORE INGEGNERIA E RESPONSABILE DI PROGETTAZIONE E SVILUPPO DELLA SQUADRA DI FORMULA 1 DELLA MERCEDES” (FEDERICA TESINI)


da dagospia Riceviamo e pubblichiamo
 

Vorrei ricordare agli amici che  i motori vincenti della Mercedes sono il frutto del lavoro dell'Ing. Aldo Costa, licenziato 

1. IL DECLINO DI UN PERDENTE DI LUSSO: E D’IMPROVVISO, DOPO ANNI DI LECCATE, I GIORNALI SI ACCORSERO DEL BLUFF COL CIUFF, OVVERO LUCA CORDERO DI MONTEZEMOLO - 2. “SI È PRESENTATO NEI SALOTTI E NELLE TELEVISIONI COME SALVATORE DELLA PATRIA, SALVO FALLIRE MISERAMENTE, SBAGLIARLE TUTTE, DANDO LA COLPA AL DESTINO O AGLI ALTRI” - 4. “IL SUO PARTITO ITALIA FUTURA, ANNUNCIATO CON LE FANFARE, NON SI È MAI VISTO”. LE SUE FERRARI VINCEVANO QUANDO LE GUIDAVA QUEL GENIO DI MICHAEL SCHUMACHER” - 5. “IL SUO TRENO PERSONALE È FALLITO. È ENTRATO E USCITO DA CAMPARI E CINZANO. MA PER ANNI HANNO BATTUTO LE MANI COLORO CHE SOGNAVANO UN ANTI-BERLUSCONI PRESENTABILE E BORGHESE. COME CON L’AUSTERO MONTI, PRIMA CHE FACESSE 226 CAZZATE” -


Paolo Guzzanti per “Il Giornale”
 

È molto poco elegante, e noi non lo faremo, sparare sulla Croce Rossa, in questo momento rappresentata da Luca Cordero di Montezemolo, che ha appena ricevuto il bacio della morte da Sergio Marchionne che gli ha detto: «Nessuno è indispensabile». Non lo faremo, ma non possiamo neanche tirarci indietro di fronte al fenomeno di un uomo come LCM nel momento del suo fallimento, perché pensiamo che quel fallimento abbia una sua genetica, un'impronta digitale, una natura che va, per il bene di tutti, messa in evidenza.
Diego della Valle Montezemolo Italo
Si tratta della natura di tutti coloro, e Luca Cordero ne è l'esemplare campione, che si presentano nei salotti, nelle televisioni, nei consigli d'amministrazione, nelle imprese, con quell'aria scattante e un po' ipertiroidea (nel suo caso magrezza irrequieta, zazzera in controtempo, occhio inutilmente acuto e profondo) di salvatori della patria e qualcosa di più, salvo fallire miseramente, sbagliarle tutte, dando sempre la colpa al caso, al destino, agli altri, alla congiuntura, alla crisi, alla politica, alle leggi, mai che trovassero fra tutti questi alibi un valido capo d'accusa per se stessi.
 
Il «qualcosa in più» è il tentativo di presentarsi come il campione della nuova, scattante, moderna borghesia che ha due palle così e che ha la ricetta giusta per salvare democrazia, capitalismo, solidarietà, profitto, velocità di reazione anche su rotaia e saper trovare, rastrellare e incamerare consenso.
 
Tutte balle. Dalla prima. All'ultima.
 MARIO MONTI E LUCA DI MONTEZEMOLO jpeg
Il suo partito Italia Futura, annunciato con le fanfare, non si è mai visto sulla scena del Paese. Le sue Ferrari vincevano quando le guidava quel genio di Michael Schumacher.
MARCHIONNE E CORDERO DI MONTEZEMOLO
Il suo treno personale, malgrado la buona volontà, è fallito. Quando si è dedicato agli aperitivi, è entrato e uscito dalla Campari con la velocità di una Ferrari. Idem per la Cinzano, se non ricordiamo male.
 
Ma, lo abbiamo detto all'inizio, sarebbe da maramaldi attaccare un uomo nel momento della sua caduta, o imminente caduta, o comunque di un suo fallimento. Può capitare non dico a tutti, ma a molti. E dunque non infieriamo. Ciò su cui invece vorremmo infierire senza complessi, e senza ferire troppo personalmente Luca Cordero di Montezemolo, è il salotto. Il salotto che lo contiene, che lo esalta, che lo lancia, che lo inietta, lo promuove, lo esalta e lo divinizza. Gli antichi romani, specialmente la casa Giulio Claudia, come anche il circolo degli Scipioni, che erano un po' i Kennedy dell'epoca, erano maestri in queste operazioni di marketing sull'uomo.
Parliamoci chiaro: che cos'è - come immagine - che ha cercato di vendere questo «loser» (perdente) di lusso? Ha cercato di vendere il campione della borghesia in chiave nettamente antiberlusconiana. Il che è perfettamente legittimo. Per lui hanno battuto le mani tutti coloro che, ostili all'ex Cavaliere, hanno coltivato il sogno di un anti-cavaliere che arrivasse a cavallo dicendo più o meno le stesse cose che aveva già detto l'uomo di Arcore, ma accettate e accettabili dai salotti. Un po' come è accaduto più tardi con Mario Monti. Che cosa si esaltava e divinizzava di più in questo improvviso senatore a vita che sarebbe al Quirinale se non avesse fatto circa duecentoventisei cazzate?
 
Si esaltava la sua distanza da Berlusconi, il suo senso della misura così non-berlusconiano, il suo àplomb, lasciamo stare il suo loden ché non ne possiamo più, e tutti gli anti-Cav di lui dicevano come Titina de Filippo: «Quant'è bello, mamma mia quant'è bello». La fine è nota. Naturalmente qualcuno tra i miei lettori dirà che sto esaltando Berlusconi e invece non è affatto così. Magari questo nostro Paese avesse a disposizione un grande campione della borghesia come lo è stato e ancora è Berlusconi e oggi quella stessa borghesia avesse per così dire il pezzo di ricambio. Nulla da fare. 
 
 
Ma la ragione dell'esaltazione per Montezemolo, la sua divinizzazione, il suo lancio in orbita, sta e stava tutta nella sua pretesa di contendere un elettorato che o non va a votare, o si concede un giro di valzer con il neo jihadista Grillo, o vota per il leader di Forza Italia.
 
Questa è la fotografia della realtà, e secondo noi anche la fotografia delle ragioni di un fallimento per una operazione - una serie di operazioni tutte più o meno fallite - che non aveva il minimo aggancio con la realtà. Vediamo che oggi Cordero nega che lo stiano cacciando dalla Ferrari e dice hic manebimus optime, restiamo e non ci schioda nessuno. Buon pro gli faccia. Il fatto è che la storia di questo Paese dalla memoria corta l'ha già schiodato.
MARPIONNE ASFALTA MONTEZEMOLO: "TUTTI SONO UTILI, NESSUNO È INDISPENSABILE" - 2. E POI LO SPEDISCE DIRETTAMENTE AI GIARDINETTI: ‘’MONTEZEMOLO HA FATTO UN GRANDISSIMO LAVORO SUI RISULTATI ECONOMICI DELLA FERRARI. POI C’È IL TEMA DEI RISULTATI SPORTIVI: SONO TIFOSO DA ANNI E VEDERE LA FERRARI IN QUESTE CONDIZIONI PUR AVENDO I MIGLIORI PILOTI DEL MONDO, BOX EFFICIENTI, INGEGNERI VERAMENTE BRAVI E NON VINCERE NIENTE DAL 2008... C’È UN PROBLEMA DA RISOLVERE, VA BENE VENDERE MACCHINE MA BISOGNA VEDERE ANCHE LA FERRARI VINCENTE IN FORMULA UNO. NON VOGLIO PIÙ VEDERE LE NOSTRE MACCHINE IN SETTIMA O DODICESIMA POSIZIONE, MI DÀ UN FASTIDIO ENORME" - 3. DISASTRO A MONZA: DOPPIETTA MERCEDES, ALONSO SI RITIRA PER GUASTO, RAIKKONEN NONO

MARCHIONNE MONTEZEMOLO
1. MARCHIONNE REPLICA A MONTEZEMOLO: "TUTTI SONO UTILI, NESSUNO È INDISPENSABILE"
Chiara Sarra per Il Giornale
 

L'eventuale uscita di Luca Cordero di Montezemolo, "non è in agenda". "Io e Luca siamo grandissimi amici ma quando ho letto le dichiarazioni, ho pensato che sono cose che non avrei mai detto su me stesso. Mi considero essenziale ma sono comunque al servizio dell’azienda", dice l'ad Fiat spronando però la casa di Maranello a fare di più: "Crearsi una posizione o farsi delle illusioni al di fuori delle regole della dipendenza che esiste tra azienda e management è una cavolata che non esiste.
 
Montezemolo ha fatto un grandissimo lavoro sui risultati economici della Ferrari. Poi c’è il tema dei risultati sportivi: sono tifoso da anni e vedere la Ferrari in queste condizioni pur avendo i migliori piloti del mondo, box efficienti, ingegneri veramente bravi e non vincere niente dal 2008... C’è un problema da risolvere, va bene vendere macchine ma bisogna vedere anche la Ferrari vincente in Formula Uno. Non voglio più vedere le nostre macchine in settima o dodicesima posizione, mi dà un fastidio enorme".
 
 
NAPOLITANO CON MONTEZEMOLO E MARCHIONNE FOTO REPUBBLICA jpeg
NAPOLITANO CON MONTEZEMOLO E MARCHIONNE FOTO REPUBBLICA JPEG
2. F1: MONZA È DI HAMILTON, DOPPIETTA MERCEDES
ALONSO SI RITIRA PER UN GUASTO, RAIKKONEN NONO

ilmessaggero.it
 

Un festival di tifosi in rossi sugli spalti, ma nessuna Ferrari protagonista sul tracciato. L'edizione 2014 del Gp d'Italia sulla pista di Monza certifica in modo più imbarazzante che netto la supremazia tecnica della Mercedes, intesa come scuderia capace di scalare il podio con duelli totalmente autogestiti, e poi di completarlo con forniture di motori in gradi di rivitalizzare scuderie come la Williams, finoa pochi mesi fa sull'orlo del baratro.

Il risultato premia Lewis Hamilton, con Nico Rosberg in seconda piazza e Felipe Massa ottimo terzo. Quarto si è classificato il finlandese Valtteri Bottas, con la seconda Williams, e quinto Daniel Ricciardo (Red Bull), vincitore delle ultime due gare, dopo l'ennesima lezione di guida impartita al suo compagno di squadra Vettel.
 

L'australiano ha preceduto il compagno di squadra Sebastian Vettel e Magnussen (McLaren), che però per una penalizzazione di cinque secondi retrocede al decimo posto, alle spalle di Raikkonen. Settimo è quindi Perez con la Force India, ottavo Jenson Button (McLaren). Alonso , dopo 86 gare consecutive senza guai mecanici, è stato costretto al ritiro per un pesante guasto al circuito elettronico del motore. Kimi Raikkonen non è andato oltre la nona posizione.

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