Cannes .... maggio 19, 2015 \\

A CANNES IL PRIMO FILM “POLITICO” SI È VISTO DOPO SEI GIORNI ED È IL FRANCESE “LA LOI DU MARCHÉ” - IN QUESTA EDIZIONE DEL FESTIVAL SONO SCOMPARSI I TEMI SOCIALI, LE POLEMICHE E I POLITICI.....IL CINEMA NON CAMBIA PIÙ IL MONDO.........
LA LOI DU MARCHE?
L’impressione è che le buone cause, ovviamente progressiste e «gauchiste», quest’anno siano date per scontate: inutile occuparsene - A conferma del tutto, la conferenza stampa della “Loi du marché” è stata la meno affollata fra quelle viste finora. I colleghi erano tutti a vedere il nuovo cartone animato della Pixar…

la loi du marche 2
Alberto Mattioli per “la Stampa”
 

E il sesto giorno la politica arrivò a Cannes. Così finalmente abbiamo avuto la nostra dose di società malata, capitalismo cattivo e di «resistenza della cinematografia», addirittura. Il film s’intitola La loi du marché, «La legge del mercato», regista Stéphane Brizé. Vincent Lindon è un cinquantenne con un passato sindacale e un presente da disoccupato che subisce tutte le umiliazioni del caso, dai «colloqui» di lavoro via Skype alla necessità di vendere la casetta prefabbricata al mare, anche perché non è solo ma ha moglie e figlio Down. Finché trova un posto come vigilante in un supermercato, dove però dare la caccia al pensionato costretto a rubare la bistecca o alle cassiere che s’imboscano i buoni sconto dei clienti - insomma, la guerra fra poveri - non gli piace affatto.
 

Lui è bravissimo e, a detta di tutti, palmabilissimo. Attorno, attori non professionisti, un budget limitato (meno di due milioni di euro, con lo stesso Lindon come coproduttore) e uno stile da documentario. «Mettiamo lo spettatore nella posizione del giudice», dice Lindon, ma non è del tutto vero perché l’oggettività è solo di facciata e la tesi c’è, eccome. «Lo obblighiamo a prendere posizione, a politicizzarsi», aggiunge, e infatti: «Il regista non vuole convincere nessuno, ma chi ha visto il film si è ricordato di essere “di gauche”». Libération ovviamente approva: ecco «l’alienazione volontaria fabbricata dal liberalismo senza regole», amen.
 

Però in questo festival il film politico sembra più l’eccezione che la regola, anche perché la critica sociale sarà bella e magari pure giusta, ma poi sulla Croisette la concentrazione di yacht per metro quadrato è così alta che si fa fatica a trovare uno spicchio di Mediterraneo per fare il bagno, e insomma ormai dovrebbe essere chiaro che non sarà un film a cambiare il mondo. Forse per questo pochissimi se lo propongono e tutti parlano soprattutto di affari personali, privati, familiari.
 
I temi politici o sono scomparsi, oppure restano sullo sfondo. Per Moretti, Margherita Buy è una regista che gira un film su una vertenza sindacale, ma la cosa finisce lì. E Carol racconta sì un amore lesbico nell’America di Eisenhower fra la signora bene Cate Blanchett e la commessa Rooney Mara (smodatamente brave entrambe), ma è una storia d’amore.
 

Infatti il regista Todd Haynes spiega di non aver voluto fare né uno spot per i gay né uno per il matrimonio fra persone dello stesso sesso (forse anche perché è argomento che nel mondo, Italia a parte, non suscita più alcuna discussione). Quanto al thailandese Apichatpong Weerasethakul, in conferenza stampa ha attaccato i militari al potere nel suo Paese e suscitato una polemichetta perché pare che la frase non sia stata tradotta bene o non tradotta del tutto.
 
la loi du marche 1
Non si vede la politica e non si vedono i politici. Certo, è presente la ministra della Cultura, Fleur Pellerin, quella che debuttò dicendo di essere troppo occupata per leggere libri, scatenando sberleffi e pernacchie perché qui, a differenza che in Italia, i politici sono tenuti a nascondere l’ignoranza invece di esibirla. Pellerin si aggira per Cannes distribuendo croci di «Chevalier des Arts et Lettres» e tuonando contro il progetto di riforma del diritto d’autore allo studio a Bruxelles.
 
Domenica ha ricevuto in rinforzo il primo ministro Manuel Valls, che rientrava da un’ispezione a Mentone per la questione immigrati, che questi italiani non solo salvano ma non vogliono nemmeno tenersi tutti, pensa un po’. Poi è segnalata Nathalie Kosciusko-Morizet, la Cate Blanchett sarkozysta e, con gli italiani in odor di premi, è minacciata una visita di Dario Franceschini. Però l’impressione è che le buone cause, ovviamente progressiste e «gauchiste», quest’anno siano date per scontate: inutile occuparsene.

 
PS: a conferma del tutto, la conferenza stampa della «Loi du marché» è stata la meno affollata fra quelle viste finora. I colleghi erano tutti a vedere il nuovo cartone animato della Pixar. La legge del mercato, appunto.
 
 SVEGLIATE SOLLIMA E I REGISTI DI "GOMORRA": DOPO "SICARIO", LA LORO NAPOLI VIOLENTA RISPETTO A JUAREZ SEMBRA UN FILM PER BAMBINI
sicario poster staff picks we can t wait for sicario
Grandi applausi per il film con Benicio Del Toro, Josh Brolin, Emily Blunt: niente di veramente nuovo come storia, con forze dell'ordine che cercano di eliminare un boss della droga messicano, ma Villeneuve ha un gran gusto per la costruzione dei personaggi, le situazioni drammatiche, e le sequenze nel deserto sono pazzesche...
benicio del toro sicario

IL FILM FRANCESE IN GARA, “MARGUERITE ET JULIEN”, È ORRIBILE - E' LA STORIA DI UN AMORE INCESTUOSO DI DUE FRATELLI MA NEL MOMENTO DEL PIÙ ALTO DRAMMA, QUANDO GLI AMANTI FUGGONO, SONO PARTITE LE RISATE DEL PUBBLICO
marguerite et julien in concorso a cannes 2015 620x413
Rimane pero' un film non riuscito, non credibile, Peter Bradshaw lo ritiene "un tacchino gigante", che rimanda si' a Truffaut per l'uso della voce off e di certe particolarità di messa in scena, ma dimostra l'impossibilità di contaminarlo troppo con idee troppo lontane dalle sue. Una catastrofe annunciata , da evitare…
SCENA DAL FILM MARGUERITE ET JULIEN


QUASI UN CAPOLAVORO "INSIDE OUT" DELLA PIXAR (FUORI CONCORSO), BUONO "LA LOI DU MARCHÉ", CON VINCENT LINDON CHE VIVE LA CRISI DELLA CLASSE OPERAIA
inside out di pixar 2
In "Inside Out" si vede il funzionamento dei nostri sentimenti dall'interno, ovvero Gioia, Tristezza, Paura, Collera, come se fossero veri personaggi di un team - Lindon è da premio per miglior attore, nel film c'è la tristezza di un paese e di tutta la vecchia Europa, ma anche la capacità di una presa di coscienza morale che ci farebbe bene a tutti...
inside out di pixar 5

CATE BLANCHETT E ROONEY MARA IN QUESTA STORIA D'AMORE LESBO ANNI '50 SONO STRAORDINARIE E "THE PRICE OF SALT" SI LANCIA PER I MASSIMI PREMI SIA QUI CHE AGLI OSCAR –

cate blanchett e rooney mara 3
Presentato oggi sulla Croisette la storia di Carol (Cate Blanchett) e Therese (Rooney Mara) ha scatenato la fantasia delle due attrici, che hanno scherzato maliziosamente per la gioia dei fotografi. Sara' impossibile togliere alle ragazze, o alla sola Cate Blanchett, il premio per la migliore attrice. …
cate blanchett e todd haynes

SUPERATO ANCHE IL SUCCESSO DI MORETTI E DEL SUO "MIA MADRE", CHE I GIORNALISTI FRANCESI E INGLESI SALUTANO UNANIMI COME IL MIGLIORE DEL CONCORSO, SI PRESENTA, BERSAGLIATO DAI FISCHI IL PRIMO FILM FRANCESE DEL CONCORSO, IL CHIACCHIERATO "MON ROI" DI MAIWEEN
mon roi maiwenn
Le accuse sentite in sala di "vergogna, vergogna" e "nepotismo", come i fischi, ci fanno capire che non e' stata una scelta cosi' popolare averlo portarto qui. Detto questo, dopo "Carol" e la grande prova di Cate Blanchett, ci sembra di stare qui dalle parti di un film di Moccia girato e scritto con piu' attenzione…
CATE BLANCHETT IN CAROL

TUTTI IMPAZZITI PER "TROIS SOUVENIR DE MA JEUNESSE" DI ARNAUD DESPLECHIN, GIA' DEFINITO "IL MAD MAX DEL CINEMA D'AUTORE FRANCESE" - STRANO, CURIOSO MA PROFONDAMENTE INNOVATIVO, E PROFONDAMENTE POLITICO, IL FILM DI MIGUEL GOMES
"trois souvenir de ma jeunesse" di arnaud desplechin 1zpqroh
Non so se "Trois souvenir de ma jeunesse" di Arnaud Desplechin e' un grande film, certo e' un film molto sentito e molto forte che meritava una vetrina maggiore qui a Cannes. Per molti critici e' il miglior film visto finora al festival e i due giovani protagonisti sono gia' delle star...

Facebook
Disclaimer.

Le foto presenti su www.culturalclassic.it sono state in larga parte prese da Internet,e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione - indirizzo e-mail info@culturalclassic.it, che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate.

Photo Stream.
Chi Siamo

Siamo una Associazione nata nel 2000, apartitica e interconfessionale, denominata “Napoli Cultural Classic” (Associazione Culturale volta alla diffusione dell’arte e della cultura, diretta alla promozione di artisti e di studiosi in fase di  affermazione nel campo del cinema, teatro, televisione, musica, danza, arte figurativa, moda, scrittura, scienze giuridiche e tecnologiche e di tutte le altre forme di scibile che i soci ordinari riterranno opportuno inserire.).

Privacy Policy