Andrew Howe dicembre 22, 2009 \\

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Andrew Curtis Howe (Los Angeles, 12 maggio 1985) è un atleta statunitense naturalizzato italiano. Si dedica alla velocità e al salto in lungo, specialità di cui è stato vicecampione mondiale nonché detentore del record italiano (8,47 m). Fa parte del club sportivo dell'Aeronautica militare italiana.

 Biografia 
 Gli inizi 
Andrew Howe è figlio di Renée Felton, discreta ostacolista statunitense, e di Andrew Howe senior, calciatore americano di origini tedesche. La coppia si lascia quando il bambino aveva diciotto mesi. Nel 1990 Renée Felton si sposa in seconde nozze con un italiano, Ugo Besozzi (un discreto saltatore con l'asta), e si trasferisce a Rieti, assieme al figlioletto di cinque anni. Andrew e la madre divennero così cittadini italiani.[1]

A livello giovanile Andrew Howe pratica diverse discipline sportive tra cui tennis, calcio e pallacanestro, per poi dedicarsi alle varie specialità dell'atletica leggera, dai 110 metri ostacoli ai salti, sempre seguito dalla madre, che ne è tuttora l'allenatrice.[1] Emerge a 16 anni anche nel salto in alto, superando i 205 cm. All'epoca usava il cognome del secondo marito della madre, ed era perciò conosciuto come Andrew Howe Besozzi o semplicemente Andrew Besozzi.[2]

Nel 2001 ai Mondiali allievi di Debrecen, il sedicenne Andrew Howe si mette in luce vincendo la medaglia di bronzo nel salto in lungo con la misura di 7,61 m. È però tre anni più tardi, ai Mondiali juniores di Grosseto, che il giovane atleta italiano si impone all'attenzione internazionale aggiudicandosi la doppia medaglia d'oro sui 200 metri piani (con il personale di 20"28, miglior tempo dell'anno in Italia) e nel salto in lungo (8,11 m, anche in questo caso suo nuovo primato personale).[1]

 L'esordio olimpico 
Un mese dopo la rassegna iridata juniores, Andrew Howe fa il suo esordio olimpico ai Giochi di Atene 2004. Passa il primo turno di qualificazione dei 200 m con il tempo di 20"55, ma il riacutizzarsi di un dolore al piede lo frena nella gara successiva, dove finisce ultimo in 21"17, mancando la qualificazione alle semifinali.[3]

Anche ai campionati del mondo del 2005 ad Helsinki si ferma al secondo turno dei 200 m; passato il primo turno con 21"08, nel secondo è sesto in 21"19, tempo non sufficiente per la qualificazione alla semifinale. Nonostante il cattivo stato di forma di quei giorni, è inserito a sorpresa nella staffetta 4×100 metri, ma il quartetto italiano (composto da Luca Verdecchia, Simone Collio, Massimiliano Donati e lo stesso Andrew Howe) viene squalificato nelle eliminatorie.[3]

 Le prime affermazioni tra i "seniores" 
Nel 2006 Andrew Howe vince la prima medaglia in una competizione internazionale seniores, la medaglia di bronzo ai mondiali indoor a Mosca nel salto in lungo con la misura di 8,19 m, preceduto dal ghanese Ignisious Gaisah e dal panamense Irving Saladino, rispettivamente oro e argento.[4]

Alla ripresa delle gare all'aperto si cimenta anche sui 400 metri piani, stabilendo il suo primato personale di 46"03 a Rieti e correndo nella staffetta 4×400 metri nella Coppa Europa di Málaga (esperienza poi mai più ripetuta), manifestazione dove si impone nella gara di salto in lungo con la misura di 8,29 m.[1]

Il 14 luglio 2006 partecipa al prestigioso Golden Gala svoltosi allo Stadio Olimpico di Roma arrivando terzo nel salto in lungo con il suo nuovo primato di 8,41 metri, a soli due centimetri dal record italiano detenuto da Giovanni Evangelisti.[5]

 Campione europeo e vice campione mondiale 
Ai Campionati europei di Göteborg arriva per Andrew Howe la definitiva consacrazione sportiva con il titolo del salto in lungo con la misura di 8,20 m, precedendo il britannico Greg Rutherford (8,13) ed il campione uscente, l'ucraino Oleksiy Lukashevych.[6]

L'anno successivo ai campionati europei indoor, tenutisi a Birmingham, si aggiudica la medaglia d'oro saltando al quinto turno 8,30 m, misura con la quale migliora di 4 centimetri il primato italiano al coperto detenuto fino ad allora da Evangelisti dal 1987.[7]

Howe decide di concentrare il suo talento sul salto in lungo, pur non accantonando del tutto la velocità (100, 200, 400, peraltro senza mai dare l'impressione di aver optato per un vero progetto, anche a causa dei ricorrenti infortuni).

Il 23/24 giugno 2007, all'Arena Civica di Milano, Andrew partecipa alla Coppa Europa First League ("di serie B") nella quale si aggiudica il secondo posto nel salto in lungo con la misura di 7,95 m ed il primo gradino del podio con la staffetta 4x100.[8] Con le sue prestazioni contribuisce al primo posto della nazionale italiana maschile, che si aggiudica la promozione in Super League, la "serie A" di Coppa Europa.[9]

Il 13 luglio si aggiudica la prova di salto in lungo nel Golden Gala di Roma con 8,12 m [10] e a distanza di qualche giorno vince il campionato italiano a Padova con la misura di 8,40 m (con vento a favore oltre il limite).[11] Nell'ultimo test pre-mondiale, a Rieti, prima della partenza per Kobe per la preparazione dei mondiali, ottiene 8,19 m (con un tentativo, non misurato, di circa 8,40 m, per un'infrazione millimetrica alla battuta).[12]

Il 30 agosto 2007 ai mondiali di atletica di Ōsaka Howe si aggiudica l'argento stabilendo, dopo quello al coperto, il nuovo record italiano di salto in lungo all'aperto con 8,47 m. Howe per tutta la gara oscilla fra il quarto e il sesto posto, ma proprio all'ultima prova dà il meglio e con il salto da record si piazza in testa alla gara; all'ultimo salto della competizione il panamense Saladino lo sorpassa nuovamente con la misura di 8,57 m. In seguito Howe dichiara di essere comunque estremamente contento della medaglia d'argento.[13]

 Gli infortuni e la delusione di Pechino 2008 
Il 2008 inizia sotto buoni auspici per Howe, pronto per la seconda volta in carriera a partecipare alle Olimpiadi. Il 6 giugno ai Bislett Games di Oslo si classifica secondo ottenendo il suo primato stagionale, con la misura di 8,16 m.[14] Il 22 giugno partecipa alla gara dei 200 metri in occasione della Coppa Europa di Annecy, ma a metà rettilineo un infortunio muscolare lo costringe a chiudere la gara praticamente al passo, terminando in 20"88.[15] L'infortunio in Coppa Europa ne pregiudica la preparazione olimpica, a cui Howe arriva dopo due mesi di assenza dalle competizioni.[16]

Il 16 agosto 2008 alle Olimpiadi di Pechino partecipa al turno di qualificazione alla finale del salto in lungo ma viene eliminato con la misura di 7,81 m, non sufficiente per entrare in finale ed ottenuta alla seconda prova dopo il 7,73 della prima e un nullo finale.[17]

Anche il 2009, così come l'anno precedente, viene condizionato da un nuovo infortunio a cui Howe incorre durante una gara di salto in lungo a Mosca in febbraio. La lesione muscolare a carico del bicipite femorale destro lo costringe così ad un periodo di riposo e di fisioterapia.[18]

Il 28 luglio rientra alle gare al meeting di Montecarlo, tappa del Super Grand Prix IAAF, saltando 7,85 m.[19] Qualche giorno più tardi partecipa ad una gara di lungo a Grosseto saltando 7,83. Vista la precaria condizione ed il continuo dolore che ne pregiudica l'attività agonistica decide, in accordo con la federazione, di non partecipare ai Mondiali di Berlino.[20] Il 1° settembre viene operato al tendine d'achille sinistro a Turku, in Finlandia.[21]

 

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