Alessandro De Rose nuovi campioni all'orizzonte... il tatuato agosto 4, 2015 \\

Scritto sulla pelle, De Rose e i tattoo a 27 metri dall’acqua
Il primo italiano in un Mondiale dai tuffi grandi altezze: «Mi porto addosso il viaggio. A volte mi pento: il braccio? Se potessi me lo taglierei».
Un salto da 27 metri sul circuito High Diving a Kazan



I quattordici tatuaggi che Alessandro De Rosa si è inciso sul corpo raccontano molto dei 27 metri da cui si tuffa. Lui è l’unico italiano del circuito High Diving, il primo che partecipa a un Mondiale in questa spericolata specialità, sport che nel 2020 potrebbe diventare olimpico. Ha solo 23 anni e visto che i più forti vanno per i 40 ha grandi ambizioni legate a ricordi pesanti. E non vuole lasciarseli dietro. 
 
Ecco la sua storia scritta sulla pelle.  
 
Sul pettorale destro: un toro  
«Mio padre, il suo segno zodiacale. E’ morto quando avevo 14 anni e la sua assenza, per forza, ritorna in tutti i tatuaggi». 
 
 
Sul collo: un bacio  
«E purtroppo non è la bocca della mia fidanzata e allenatrice. Si tratta di una ex e sarebbe meglio cancellarlo ma è grande e se lo uso come base per trasformarlo in altro divento Fedez». 
 
 
Sul fianco sinistro  
«L’albero della vita e, ancora, il nome di mio padre». 
 
 
Sul fianco destro: un lucchetto inglese e una chiave italiana «Quando avevo 19 anni mi sono trasferito a Londra perché dovevo lavorare e in Italia non trovavo nulla. In due giorni ho trovato casa e impiego, là non è come da noi. Lavoravo in un ristorante indiano e non mi piaceva proprio. Qualche mese dopo mi hanno assunto come maestro di tuffi». 
 

 
Sull’inguine: quattro stelle  
«Ognuna è un pezzo di famiglia e ci sono i nomi dentro». 
 

 
Sul braccio destro: colombe e nave  
«Rappresenta Trieste, la città dove vivo oggi». 
 
 
Sul braccio sinistro: enorme tribale  
«Errore di gioventù. L’ho fatto così, senza pensarci, da adolescente. Ora non ha un significato e se potessi mi taglierei il braccio». 
 

 
Sulla spalla destra: il joker  
«Sono un po’ io. Solare, ma matto. I Joker possono pure uccidere ridendo, ma non si trasformano mai da soli: c’è sempre una causa». 
 

 
Sulla spalla sinistra: la morte  
«La storia di mio padre che non c’è più» 
 

 
Nell’interno del braccio sinistro  
«Il nome di mia madre». 
 

 
Sul fondoschiena  
due pistole incrociate «La mia vendetta. Dopo la morte di mio padre, la mia famiglia ha avuto grosse difficoltà economiche e la piscina dove andavo mi ha buttato fuori. Mi ha costretto ad abbandonare la mia passione e di fatto, poi, ad emigrare. Gliel’ho giurata. Ora ho smaltito e poi ho vinto io: sto a un Mondiale. Ma le pistole stanno lì. Non si sa mai». 
 

 
Sulla gamba sinistra: «Nightmare before Christmas» «Il film di Tim Burton, il primo di cui mi sono innamorato». 
 

 
Sul piede sinistro  
«Una lucertola, mio fratello ha lo stesso disegno solo che il tatuatore si è sbagliato: dentro la mia lucertola c’è la sua iniziale e viceversa». 
 

 
Sulla chiappa sinistra  
«Un teschio messicano, ha tutta una storia particolare a cui non credo veramente, ma mi piace avere un tatuaggio nascosto con un potere occulto». 
 

 
Sul pettorale destro: il nome del preparatore con tanto di hashtag, #Castonaro. Ma non vale: è un trasferello. Lì ci sarà presto spazio per altre avventure. 
 

 


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