Mike Buongiorno: il padre della Tv italiana settembre 9, 2009 \\


Mike, i funerali forse venerdì

Pratiche per accelerare il nulla osta

 

Potrebbe rientrare già oggi a Milano da Montecarlo la salma di Mike Bongiorno, morto ieri mattina per un infarto a Monaco dove si trovava in vacanza. Il nulla osta per il trasferimento del corpo in Italia potrebbe essere rilasciato in tre giorni, ma la moglie Daniela Zuccoli, ha chiesto un'accelerazione delle pratiche burocratiche. No alla camera ardente nel Principato. Forse venerdì i funerali del presentatore.

La sua salma è stata composta nella morgue della Somotha, la Societè Monegasque de Thanatologie.I figli di Mike, giunti ieri in serata a Montecarlo, si sono intrattenuti a lungo, in nottata, con la madre all'hotel Metropole dove hanno preso alloggio anche loro. Michele, Nicolo' e Leonardo Bongiorno non hanno per ora potuto vedere la salma del padre, ospitata in una cella frigorifera della morgue. L'ambasciatore italiano a Monaco, Franco Mistretta, si è recato all'hotel Metropole per porgere le condoglianze alla vedova. L'ambasciata è in attesa di ricevere la documentazione medico legale dalla società di pompe funebri per la pratica burocratica per il rimpatrio in Italia della salma, una pratica che richiede normalmente alcuni giorni
La famiglia preme perchè vengano sbricate in giornata tutte le pratiche necessarie per il trasferimento del corpo.
Intanto un grande folla di gente comune si è affollata sotto la casa del presentatore, subito dopo aver saputo della morte di Mike.
In zona Sempione a Milano infatti appena ha iniziato a diffondersi la triste notizia i passanti hanno cominciato a fermarsi attorno alla sua abitazione. Al settimo piano del palazzo abitava Mike Bongiorno.
Commozione da parte del portinaio: "Non voglio parlare. Era sceso venerdì sera per andare al compleanno del figlio Leonardo a Como."
Sono attesi nelle prossime ore i familiari di Mike. E a ricordare il re dei quiz sono anche i vicini: "Lo conoscevo da 43 anni. Lo ricordo con molto affetto".
Il Presidente del consiglio comunale di Milano Manfredi Palmieri ha lanciato la proposta di iscrivere il nome di Mike Bongiorno al Famedio del cimitero monumentale, dove riposano tutti i grandi della cultura e dello spettacolo italiani.

"Sparisce un uomo con l'anima"

Mike, il ricordo di Sabina Ciuffini

 

Commossa e partecipe la testimonianza di Sabina Ciuffini per la morte di Mike Bongiorno. La storica valletta del Rischiatutto si è infatti stupita della scomparsa improvvisa del Re del quiz e ha dichiarato: "L'unica consolazione è sapere che è stata una cosa rapida e non ha sofferto, di certe persone si pensa sempre che non verranno mai a mancare". Inevitabile l'amarcord degli anni trascorsi a fianco del presentatore che la scelse come valletta in un'epoca in cui le ragazze non pensavano alla tv

Notata in discoteca, la Ciuffini dichiara di aver colpito Mike "per il cognome e per il fatto che mi ero appena iscritta a Filosofia". Elogiando la professionalità di Bongiorno, ricordandone la correttezza estrema la Ciuffini, alla soglia dei 60 anni, ripercorre anche qualche momento di vita comune ."Ci sentivamo regolarmente e non sono mai mancata a una sua festa importante, che sia un compleanno o la consegna di un premio", afferma. Un rimpianto finale, quello di non aver potutto accompagnare il presentatore nella sua avventura su Sky dove aveva programmato una nuova edizione del celebre Rischiatutto e dove, chiosa Sabrina, "c'era già un ruolo pronto per me: avrei fatto la madrina nella prima puntata".

Berlusconi:"Mike un grande amico"

Commozione da politica e spettacolo

 

Cordoglio da tutto il mondo politico e dello spettacolo per Bongiorno. A partire da Silvio Berlusconi: “Mi dispiace molto, era un grande amico, con lui scompare un grande protagonista della tv italiana". Per Fedele Confalonieri "era un uomo che ha saputo rischiare in prima persona.". Pier Silvio Berlusconi: "Ha partecipato alla nascita della tv commerciale che ha contribuito alla crescita economica del Paese"

 

 

Il commento del presidente del Consiglio e' di incredulità: ''Mamma mia, ma e' proprio vero?'', chiedeva poco prima di avere conferma della scomparsa del conduttore tv. ''L'ho sentito una settimana fa al telefono e gli avevo detto che negli spot l'avevo visto in forma spettacolare. Mamma mia, non mi capacito...'' ''Era in gran forma'', ha ribadito poi Berlusconi. ''Una morte cosi' si spiega solo con un ictus o un infarto. Mi spiace tantissimo...''.

Il Presidente Giorgio Napolitano: "Esempio di laboriosità"

''La triste notizia dell'improvvisa scomparsa di Mike Bongiorno mi ha vivamente colpito e ha suscitato in me profondo rammarico''. E' quanto afferma in un messaggio di cordoglio alla moglie del presentatore televisivo, Daniela Zuccoli, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. ''Egli - sostiene il Capo dello Stato - è stato tra i creatori e i protagonisti della televisione pubblica e privata, è divenuto dallo schermo una presenza famigliare per lungo tempo nelle case degli italiani. Mike Bongiorno - ribadisce - resta uno straordinario esempio di laboriosità e capacità professionale, di simpatia comunicativa, di vicinanza al gusto popolare. Nel ricordare il suo coraggioso contributo alla Resistenza, il suo costante rispetto per le istituzioni democratiche e, sul piano personale, il suo tratto signorile e misurato, esprimo a lei, gentile signora, ai suoi figli e a tutti i famigliari l'espressione del mio sincero cordoglio''.

Pippo Baudo: ''E' stato il mio punto di riferimento''

Non ha dubbi Pippo Baudo, decano della tv italiana, nel ricordare Mike Bongiorno, scomparso questa notte all'età di 85 anni. ''Quest'anno - racconta Baudo - festeggio i 50 anni di tv e avevo pensato a una serata con Mike, perché non avrebbe avuto alcun senso festeggiare la mia carriera senza di lui''.

Maurizio Costanzo: "Era felice per il nuovo programma"

Felice "come un bambino" del prossimo debutto su Sky. Così, Maurizio Costanzo, ricorda Mike Bongiorno, con il quale aveva parlato pochi giorni prima della scomparsa. "Venerdi' Mike mi ha chiamato per ringraziarmi di uno speciale che era andato in onda un paio di giorni prima su Raiuno, organizzato da Marzullo su di lui, e c'ero anche io -ricorda Costanzo- e lui mi ha detto: 'sai, Maurizio, io non ho mai avuto una cosa cosi' bella, mi sono perfino commosso.' E quindi - continua Costanzo- ho il sospetto che Mike fosse proprio contento". E poi, conclude, "era felice del prossimo debutto su Sky e mi ha detto, sai, sapessi, a Milano, c'e' un grattacielo... insomma, era felice come un bambino...".

Gerry Scotti: "Un caterpillar in studio"

Nel giorno della morte del "re" della televisione italiana, anche il conduttore Gerry Scotti ha voluto ricordare Mike Bongiorno: "Era il nonno, lo zio, il papa'. Mi ha dato consigli importanti fin da quando ha deciso di nominarmi suo erede, ma a modo suo perche', quando voleva, era anche burbero. Soprattutto se c'erano altri che sentivano, preferiva sempre rimproverare un po'. I complimenti li faceva in privato, ma questo faceva parte del suo carattere, che non era facilissimo".

Enrico Mentana: "E' un dolore"

"Qualcuno con qualche ingenerosita', qualcuno con qualche ingratitudine lo ha visto come un peso, ma lui e' stato la storia della televisione pubblica e privata, e' stato la storia della radio e stava per essere la storia della TV satellitare". Cosi', l'ex direttore del TG5 e conduttore di Matrix, Enrico Mentana, commenta la scomparsa di Mike Bongiorno. "E' un dolore - continua Mentana- perche' e' sempre stato davvero 'la' televisione con la sua generosita' e ingenuita', con la sua incredibile esperienza". "Il sogno che ho sempre avuto -spiega Mentana- era di fare una storia televisiva della vita di Mike Bongiorno. Ha fatto piu' cose lui nella vita che noi in cinque-sei vite, dalla Resistenza alla speranza di fare il programma su Sky che non vedremo mai". Per Mentana la vita di Mike Bongiorno e' stata, "una cavalcata straordinaria".


Paolo Bonolis: "Una vita bella"

"E' morto ad una eta' giusta a cui tutti vorremmo arrivare. I figlioli e i familiari che lo hanno amato possano essere fieri della vita che ha vissuto, di come l'ha saputa vivere facendo quello che riteneva giusto fare e dicendo quello che riteneva giusto dire. Quindi una vita bella che porta alla serenita' di una morte giusta". Così Paolo Bonolis ricorda Mike Bongiorno. "Lo ricordo bene -aggiunge Bonolis - molto simpatico, molto Mike. Si discostava molto poco da quello che fosse realmente. C'era una certa assonanza tra quello che era e quello che la gente vedeva in televisione. Mike era così e lo è stato per tanto tempo, per chi lo ha amato da vicino e chi lo ha vissuto attraverso la televisione. Un personaggio -conclude- che ha fatto una bella fettina della storia di un mezzo di comunicazione come la tv".

Antonio Ricci: "Era felice di stupire il pubblico"

"Era molto contento di poter ancora stupire il suo pubblico, riuscendo ad attirare anche l'attenzione della stampa estera, al punto che l' 'International Herald Tribune' gli dedico' un articolo". Cosi' Antonio Ricci ricorda Mike Bongiorno, spiegando che "quando ho avuto modo di lavorare in maniera continuativa con Mike, nel periodo in cui gli proposi di condurre 'Paperissima Sprint', nell'estate del 2001, mi colpirono, oltre alla professionalita' universalmente riconosciuta, la sua disponibilita' a mettersi in gioco, interpretando anche le gag piu' demenziali e le situazioni piu' paradossali".

 

 


Sandra Mondaini: "Era veramente unico"
''Mike era veramente unico. Ci ha tenuto compagnia per tanti anni. Oggi e' veramente una brutta giornata'', dice Sandra Mondaini parlando della scomparsa di Bongiorno.

Gianni Boncompagni: "Non ci credevo"
"Mi è dispiaciuto moltissimo. Quando ho letto la notizia al televideo non ci credevo, invece era vero. Io lo conoscevo bene, fin dall'inizio, e mi è dispiaciuto moltissimo. Posso dire solo questo".

Renzo Arbore: "Mi affascinva il suo candore"
''Al di fuori delle sue indiscutibili doti artistiche e professionali'', dichiara l'amico Renzo Arbore, ''Mike mi ha sempre affascinato per il suo candore, la sua perenne buona fede e la sua generosità verso colleghi e verso chiunque''.

Fabio Fazio: "E' stato la televisione"
Fabio Fazio è ''affranto'' per la morte di Mike Bongiorno: ''E' stato uno dei grandi della tv, di quelli che, se non ci fossero stati, si avvertirebbe la differenza. E' stato 'la' televisione''.


Milly Carlucci: "Un fulmine a ciel sereno"
"E' stato un fulmine a ciel sereno. E pensare che eravamo tutti curiosi di vedere il quiz che si preparava a condurre...". Così Milly Carlucci commenta la notizia della scomparsa di Mike Bongiorno. "E' stato sempre al passo e avanti a tutte le mode - ricorda la Carlucci - La sua è stata una carriera lunghissima, durante la quale non ha mai tradito il suo modo di essere che lo rendeva unico e irripetibile. Lascia un vuoto terribile nel mondo della comunicazione". "E' stato un immenso professionista - ha aggiunto - una persona sensibile, curiosa, divertita e divertente. E aveva delicatezze e attenzioni verso amici e conoscenti che lo rendevano una persona squisita".


Gene Gnocchi: "Un grande conoscitore del linguaggio tv"
"Apparentemente sembrava spaesato, in realta' era un grande conoscitore del linguaggio televisivo. Con me e' sempre stato affettuosissimo e simpatico". Sono queste le parole con cui Gene Gnocchi ha voluto ricordare Mike Bongiorno.



Paolo Bonaiuti: "Grande innovatore"
Mike Bongiorno e' stato un grande innovatore. Nessuno prima di lui in televisione aveva operato dei cambiamenti anche a livello della societa' e della vita quotidiana". Lo ha dichiarato il portavoce del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi nonche' sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Paolo Bonaiuti.

Renato Schifani: "La storia della tv"
"Se ne va un pezzo della nostra storia". "E' con profondo dolore che ho appreso la notizia della scomparsa di Mike Bongiorno. Indiscusso ed indimenticabile protagonista della televisione italiana fin dai suoi albori, con lui se ne va un pezzo di storia italiana'. Cosi' il Presidente del Senato, Renato Schifani, che in un messaggio alla famiglia esprime 'il piu' sentito cordoglio, a nome mio personale e dei colleghi di Palazzo Madama'. 'Il suo atteggiamento garbato - ricorda ancora il Presidente Schifani -, quella misurata familiarita' con cui sapeva entrare nelle case e nei cuori degli italiani, la capacita' di intrattenere con professionalita' insuperabile rimarranno modelli assoluti di uno stile televisivo di valore'.

Walter Veltroni: "Va via un uomo intelligente e gentile" 
''E' morto un uomo intelligente, gentile e con una dote rara come il senso dell'umorismo''. Cosi' Walter Veltroni ricorda Mike Bongiorno. ''Nella lunga storia della televisione e dell'industria dello spettacolo - continua Veltroni - Mike ha un posto di assoluto rilievo. Nel tempo in cui la tv ha contribuito ad unire e modernizzare il Paese Mike e' stato protagonista di molti programmi di tv intelligente e popolare''.


Dario Franceschini: "Mike era la televisione"
"Per gli italiani Mike era la televisione, quella che si guardava tutti insieme in famiglia o magari nei bar, quella che costruiva un senso comune e cambiava radicalmente il nostro Paese ma anche quella di oggi, visto che in questi decenni lui l'ha attraversata tutta e si riprometteva di andare ancora avanti senza l'ombra di stanchezza malgrado i suoi 85 anni". Lo ha dichiarato Dario Franceschini, segretario del Partito Democratico, dopo la notizia della morte a 85 anni di Mike Bongiorno. "Per questo la sua morte colpisce tutti. Ciascuno ha di Mike Bongiorno un ricordo personale - ha aggiunto Franceschini - una trasmissione che lo aveva appassionato, una battuta che lo aveva fatto sorridere. La notizia della sua morte mi colpisce personalmente. Esprimo alla sua famiglia il mio cordoglio e voglio ricordare anche la sua figura di antifascista, incarcerato a San Vittore. Questo suo amore per la liberta' e questa sua passione erano nel suo carattere e non erano affatto distanti dal suo lavoro televisivo".

Pierferdinando Casini: "Gentiluomo e professionista"
"Piango assieme a tanti italiani la scomparsa di un gentiluomo come Mike Bongiorno, professionista esemplare, pioniere e ancora oggi interprete inarrivabile della televisione italiana, che con competenza e ironia ha saputo traghettare milioni di telespettatori nei grandi cambiamenti della società a cavallo dei due secoli. Con lui scompare un uomo libero che avrebbe avuto ancora molto da insegnare a chi fa televisione oggi". Cosi, in una nota, il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini.

Maurizio Gasparri: "Il protagonista della radio e della tv"
"Mike Bongiorno e' stato non soltanto un protagonista della radio e della televisione italiane, ma anche un punto di riferimento per una vera e propria cultura popolare. Il suo garbo, il suo stile, la sua ironia e la sua autoironia ne fanno un esempio irraggiungibile nel campo della comunicazione. Dedito al lavoro con nuove esperienze fino all'ultimo istante della sua vita, resta anche sotto questo punto di vista un esempio per tutti coloro che fanno parte del mondo radiotelevisivo. Lo ricordiamo con ammirazione, rispetto e rimpianto convinti che avrebbe meritato da tutti una considerazione ancora maggiore di quella immensa che comunque ha sempre avuto". Lo dichiara il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri.

Piero Marrazzo: "Un pioniere"
"Con Mike Bongiorno scompare uno dei pionieri della televisione italiana, un uomo che passo dopo passo ha costruito la storia della Tv nel nostro paese, a partire da quando riuniva le famiglie italiane attorno ai primi teleschermi in bianco e nero per l'appuntamento settimanale con i suoi quiz". Lo sottolinea in una dichiarazione il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo. "Oltre a essere una delle grandi figure di continuita' della televisione, Mike Bongiorno e' stato un uomo dalle grandi qualita' umane, sempre trasparente e genuino verso i suoi telespettatori, davanti alle telecamere come nella vita di tutti i giorni. Alla sua famiglia voglio rivolgere - insieme a tutti i cittadini del Lazio e insieme ai tanti lavoratori della televisione, dagli operatori ai montatori, dagli autori agli assistenti di studio che lavorano nel distretto dell'audiovisivo della nostra Regione - un pensiero affettuoso in questo momento di dolore" conclude Marrazzo.

Paolo Ferrero: "Grande rammarico"
Il segretario del Prc Paolo Ferrero esprime ''rammarico e dispiacere per l'improvvisa morte del conduttore televisivo, vera icona della tv italiana, pubblica e privata, Mike Bongiorno''. ''Porgo le mie piu' sentite condoglianze alla sua famiglia'', conclude Ferrero.

Paolo Gentiloni: "Scompare protagonista della tv"
"Con Mike Bongiorno scompare un protagonista di tutte le stagioni della Tv italiana. La sua straordinaria vicenda personale ha accompagnato fino agli ultimi giorni l'evoluzione della Tv interpretando i sentimenti del grande pubblico con curiosità ed inesauribile impegno". Lo dice Paolo Gentiloni, responsabile comunicazione del Pd.

Vittorio Sgarbi: "Se ne va il padre della televisione"
"Mike e' stato per me come un padre in televisione e niente lo ha potuto evidenziare piu' del nostro litigio generazionale. Si mettevano a confronto due modi diversi di vedere il mondo e di vedere la televisione. La nostra contrapposizione che in realta' era una amicizia apparteneva alla sfera onirica. Non riguardava le persone, ma il nostro modo di agire e di interagire col piccolo schermo: conciliante il suo, irritante il mio. Conciliante e irritante. Come padre e figlio. In un certo senso, la morte di Mike segna la morte di una certa tv. Senza evitare di nominare un altro suo figlio che e' Fiorello. Con Fiorello il rapporto e' stato sempre meno traumatico che con me. Con Mike muore un po' il Padre della tv". Dichiara Vittorio Sgarbi, critico d'arte e televisivo.

Mauro Masi: "Un pioniere"
''Con Mike Bongiorno scompare non soltanto uno dei volti piu' noti della televisione italiana, ma un uomo di spettacolo impareggiabile, un pioniere, un comunicatore raffinato, un professionista esemplare, un uomo che ha segnato la storia del costume nel nostro Paese''. E' il ricordo di Mauro Masi, direttore generale della Rai. ''Nel corso degli anni - sottolinea Masi in una nota - con la sua simpatia, con la sua bravura, con il suo carisma ha saputo conquistare la stima e l'affetto di tutti. Alla famiglia di Mike Bongiorno vanno le piu' sentite condoglianze mie personali e di tutta la Rai''.

ORE 14, SKYTG24 ANNUNCIA: MIKE BONGIORNO È MORTO A MONTECARLO - STAVOLTA MIKE È DAVVERO VOLATO IN THE SKY: ADDIO BRAVO PRESENTATORE - BERLUSCONI: IL SUO SOGNO ERA DIVENTARE SENATORE. CON LUI NESSUNA CONTROVERSIA

MORTO MIKE BONGIORNO, INFARTO A MONTECARLO
(ANSA) - E' morto Mike Bongiorno. La notizia si e' appresa da una fonte a Montecarlo, dove il decano dei presentatori tv e' scomparso la notte scorsa. Secondo quanto si e' appreso, Bongiorno sarebbe stato colto da un'infarto nella sua casa del principato.

BERLUSCONI, SCOMPARE UN GRANDE AMICO. MI DISPIACE MOLTO
(Asca) - 'Scompare un grande amico, un protagonista della storia della tv italiana. Mi dispiace molto'. Cosi' il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha accolto la scomparsa di Mike Bongiorno annunciata da Sky.
Il premier ha appreso la notizia durante la sua visita negli stand di Milano Unica, il salone milanese del tessile.
La sua prima reazione e' stata di incredulita': 'Speriamo non sia vero, l'ho visto ieri sera in tv'. Poi la conferma.
Berlusconi ha anche negato che ci siano stati contrasti con lo show man: 'Nessuna controversia, solo un misunderstanding con Mediaset'.
Mi dispiace molto, anche perche' aveva un grande sogno, di diventare senatore della Repubblica italiana".

 AMARCORD

L'Italia moderna inizia il 26 novembre 1955, in uno studio della Fiera di Milano, con un presentatore di origine americana che porge le domande in tono ambiguo, tra il verbale d'interrogatorio e il ripasso del catechismo, isolando e imponendo un postulato di vita a un popolo di postulanti trasformisti ("la prima risposta è quella che conta") e tizi accidiosi ("trenta secondi a partire da questo istante").

Bongiorno incarna il primo simbolo del carattere nazionale. E' al di sopra dei Baudo e delle Carrà, non appartiene a una televisione, ma alla patria. "E' ormai una figura storica della nostra democrazia", sosteneva con tono finto-ironico Oreste Del Buono. Quindi, per spedirlo su una panchina dei giardinetti a fare le parole crociate della "Settimana Enigmistica", non è dura, è impossibile.

Dall'altro, l'Ovvio di genio, così chiamato per la sua perizia nel sintonizzarsi con le Morali e i molari della Maggioranza ("Io ho successo perché rubo il pensiero allo spettatore"), per la sua abilità di spiegare agli altri le cose che non capisce, per la grande opinione che ha di se stesso; ebbene, messo un plaid sopra le gambe, posizionata la poltrona accanto al telefono, zittita la moglie chiamato il figlio Nicolò, il grande Mike ha scritto la sua biografia. Ricca di un inserto fotografico che vale da solo il prezzo del libro: dalla polaroid con dedica di Silvio alle letigate con Sgarbi. In pratica, la Mike-Italia.


L'INCONTRO CON BERLUSCONI
Tratto da "La versione di Mike", di Mike Bongiorno con Nicolò Bongiorno (Mondadori)

Proprio nel '77, l'anno in cui facevo Scommettiamo?, giocai anch'io d'azzardo, accettando l'incontro con un signore a me totalmente sconosciuto.
"Signor Mike" mi disse al telefono "mi chiamo Silvio Berlusconi. Ho in mente di creare una nuova televisione per l'Italia. Senza canone, basata soprattutto sugli investimenti pubblicitari dei grandi sponsor. Vorrei incontrarla perché penso che la sua collaborazione con me potrebbe essere molto proficua per entrambi."

Senza rendermi troppo conto di quali avrebbero potuto essere le conseguenze, per pura cordialità, dissi di sì alla sua proposta di conoscermi. In quel periodo continuavo ad aver voglia di esplorare strade nuove, e così ci mettemmo d'accordo per vederci l'indomani stesso, al ristorante 44 di Milano.

Devo confessare che il nome "Silvio Berlusconi" mi risultava completamente ignoto. Senza spiegare il motivo, chiesi in giro informazioni su questo signore, e la maggior parte mi diceva che Silvio Berlusconi era "solo" un palazzinaro, che stava per terminare di costruire il nuovo quartiere di Milano 2, e che a coronamento di una fortunata attività edilizia era stato recentemente nominato il più giovane cavaliere del lavoro d'Italia dal presidente della Repubblica Giovanni Leone.

Conoscevo Milano 2, perché ero stato, non troppo tempo prima, a visitare gli studi di TeleMilanoCavo, la televisione via cavo (antenata di Canale 5, ma che quando visitai non era ancora di proprietà di Berlusconi) che operava proprio all'interno del nuovo quartiere residenziale.
Dopo il caso Telebiella, io, come molti altri nel mio settore, seguivamo attentamente le vicende legislative che riguardavano il mondo delle telecomunicazioni e avevo di mia iniziativa voluto fare una visita dettagliata degli studi di TeleMilanoCavo a Milano 2 descrivendoli in un articolo per la "Domenica del Corriere".

In quella occasione avevo avuto modo di ammirare l'elegante quartiere che era ancora in costruzione e ammetto che ne rimasi affascinato, infatti nella mia rubrica sulla "Domenica del Corriere" lo definivo "un modernissimo quartiere" con "architetti lungimiranti" e concludevo dimostrando apprezzamento per la formula di quella piccola televisione via cavo che "era al servizio di una comunità di cittadini, dando particolare rilievo a tutti i problemi del quartiere".
Milano 2 mi aveva fatto l'ottima impressione di essere a misura d'uomo, pieno di verde, con dei bei laghetti e un sacco di spazi per i bambini. Scrivevo: "... a Milano 2 ci sono tre asili, due scuole elementari, e una scuola media. La televisione via cavo si è messa al servizio dei ragazzi realizzando programmi didattici che poi vengono trasmessi durante le ore di lezione".

TeleMilanoCavo era nata, "per caso" perché gli urbanisti a cui Berlusconi si era affidato, per evitare l'impatto negativo delle antenne televisive, avevano realizzato una rete cablata, in cui era rimasto ancora utilizzabile un canale. Al sistema via cavo vennero così collegate le circa cinquemila utenze dei residenti, che corrispondevano più o meno a ventimila telespettatori.
Con la mia brevissima indagine non avevo raccolto pareri entusiasmanti su Berlusconi, la maggior parte lo definiva semplicemente un "imprenditore" e non certo uno che potesse affrontare con cognizione di causa il mondo dello spettacolo e della televisione, ma andando a rispolverare i miei appunti su Milano 2, e soprattutto dopo averlo incontrato, capii che era tutta invidia.
Uscii di casa il 9 ottobre del '77 e mi diressi, senza troppe aspettative, verso il ristorante 44 in via Cino del Duca, una traversa di corso Monforte a Milano.

Con lui conobbi anche Fedele Confalonieri. L'amico fidato di Berlusconi, con il quale era praticamente cresciuto condividendo anche una fortissima passione per la musica, al punto che addirittura per un certo periodo di tempo girarono a bordo delle navi da crociera, e qualche volta anche in locali da ballo nel periodo estivo, con un'orchestrina nella quale Fedele stava al pianoforte e Silvio cantava, soprattutto canzoni francesi. (Confalonieri, tra l'altro, ha ottenuto di recente il diploma al Conservatorio di Milano! È un brillante esecutore di Beethoven.) Da allora non si sono mai lasciati e insieme hanno percorso una strada di grandi successi. Confalonieri ha raggiunto l'apice nientemeno che con la nomina a presidente di Mediaset.

Incredibilmente, scoprii che l'unica persona che mi aveva mai sostituito in una serata era stato proprio Silvio Berlusconi. Accadde negli anni Sessanta. Ero stato scritturato a Piombino, una località dell'isola d'Elba, ma quando arrivai si levò una mareggiata tale che mi fu impossibile raggiungere il locale. Credo che quella volta si trattasse dell'elezione di una miss. Per sopperire all'emergenza il proprietario chiese di fare gli onori di casa al "chansonnier" Silvio Berlusconi, che oggi-giorno sovente ama ancora raccontare questo episodio.

Era presente al nostro incontro anche un dirigente della concessionaria di pubblicità italiana per Telemontecarlo, per il quale io avevo svolto dei compiti organizzativi per arrotondare i miei introiti, facendo debuttare come commentatore politico Indro Montanelli, e come commentatore calcistico Gianni Brera. Loro stessi avevano caldeggiato il mio incontro con Berlusconi, che tra le numerose idee che aveva in testa in quel periodo, stava anche per diventare l'editore del "Giornale" di Montanelli.

La prima cosa che mi colpì di lui fu il viso luminoso e l'ininterrotto sorriso. Gli piaceva scherzare, e nel corso della conversazione raccontava di tanto in tanto qualche barzelletta.
"Caro Mike" mi disse amichevolmente "con l'esperienza che lei ha, mi potrebbe dare una mano per mettere in piedi una televisione moderna! Vorrei fare dei programmi in stile americano, con un ritmo molto veloce, telegiornali brevi ma molto più frequenti, e soprattutto grandi avvenimenti sportivi. Dobbiamo costruire una rete di ripetitori su tutta la penisola, in modo da trasmettere in diretta tutto quello che facciamo. La RAI è troppo legata ai vecchi schemi, e la sua consulenza, essendo l'unico che ha un'esperienza negli Stati Uniti, mi potrebbe essere molto utile. Dobbiamo acquistare i macchinari, ingaggiare il personale tecnico, e costruire un grande centro dal quale muoveremo i primi passi. Ho fatto un po' di calcoli e credo, anche se le mie previsioni sono un po' azzardate, che dovremmo farcela a partire in grande fra un paio d'anni."

Era così convincente, e così sicuro di quello che diceva, che fra me e me pensai che se quell'uomo fosse nato in America, con la sua preparazione e il suo carisma trascinante, sarebbe potuto diventare addirittura presidente degli Stati Uniti. Be', non è diventato presidente, ma in qualche maniera profetizzai bene, perlomeno primo ministro dell'Italia lo è stato!

Proseguì spiegandomi che ora che non si era più vincolati al cavo e che c'era stata la liberalizzazione delle trasmissioni via etere anche per le televisioni private, lui prevedeva un enorme sviluppo in questo campo. Mi confidò anche che molto presto avrebbe rilevato TeleMilanoCavo, la Tv che operava come affittuaria proprio nel suo quartiere di Milano 2, e che conoscevo bene a causa delle mie indagini giornalistiche. Mi garantì che avrebbe fatto presto nuovi investimenti concentrandosi sulle dotazioni degli studi televisivi, sugli artisti e sullo sviluppo di nuovi programmi

Io ero frastornato da tanta energia, ma anche molto affascinato. Terminata la cena Berlusconi congedandosi mi disse: "Allora, ci vuol pensare su? Le interessano le mie proposte?".
"Guardi... io sto conducendo dei programmi con oltre venti milioni di spettatori" gli dissi molto francamente, "non posso abbandonare tutto per qualcosa che in questo momento in Italia non si può fare fino in fondo data la presenza del monopolio della RAI. Lei sa che io vengo dall'America, dove radio e televisione sono sponsorizzati. Ho sempre sognato di poter fare una televisione così, e data l'esperienza che ho acquisito quando lavoravo a New York penso di essere la persona adatta per farlo. Ora sto partendo con mia moglie per una vacanza in Messico. Mi lasci pensare, parlerò anche con lei, e le farò sapere qualcosa."

Mentre eravamo ad Acapulco, Berlusconi chiamava con insistenza quasi tutti i giorni, arrivò perfino a inviare un enorme cesto di rose per Daniela, con l'invito a convincermi ad accettare la sua proposta.
Il suo corteggiamento tenace proseguì ancora per tutto il Natale del '77 e in seguito, fino ai primi anni Ottanta, quando ormai la costante frequentazione mi aveva sedotto completamente.

 MIKE FOREVER - BERLUSCONI: Mamma mia, ma è proprio vero? - Costanzo: era l'essenza della tv italiana - Fede: il gaffista più intelligente - Chiambretti: per me continua a vivere - FAZIO: È stato "la" televisione - SILENZIO TOMBALE DI PIERSILVIO CHE LO CACCIò DA MEDIASET... -

«È morto un grande amico, un protagonista della storia della tv italiana. Mi dispiace molto, anche perchè aveva un grande sogno, di diventare senatore della Repubblica italiana». È il commento alla morte di Mike Bongiorno del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sentito dai giornalisti mentre visitava gli stand del Salone del tessile. «Io personalmente non ho mai avuto problemi con lui - ha aggiunto accennando al "divorzio" di Mike Bongiorno dal gruppo Mediaset - aveva però avuto dei misunderstanding con degli uomini Mediaset

Secondo Maurizio Costanzo Mike Bongiorno era «l'essenza della televisione italiana». «Inaugurò la tv italiana, era l'essenza della televisione italiana, su questo non c'è dubbio», ha detto l'autore tv. Cosa la colpiva di Bongiorno? «La sua professionalità, la sua capacità di costruire i suoi errori e le sue gaffes. Gliel'ho detto pure in faccia e non mi ha smentito», ha detto Costanzo, ricordando di averlo sentito solo pochi giorni fa al telefono.

«Personalmente lo rimpiango come professionista e come amico. Per quel che può servire a consolare, non a tutti capita di andarsene e rimanere nella storia della tv e del costume. E pensare che forse era a un passo dal realizzare il suo ultimo sogno, diventare senatore a vita». Così Emilio Fede ricorda all'ADNKRONOS Mike Bongiorno. «Lo ricorderei come il più intelligente e furbo gaffista - aggiunge Fede - che ha fatto della gaffe motivo di popolarità».

Queste le parole di Piero Chiambretti: «Sono scioccato dalla scomparsa di Mike Bongiorno. Una personalità di questo calibro e di simili proporzioni per me continua a vivere. Una leggenda vivente della televisione, ha inventato lui stesso la tv con i suoi quiz. L'unica cosa che posso dire è che dietro il silenzio e l'impossibilità di fornire qualsiasi dichiarazione c'è tutto ciò che provo in questo momento».

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