Tina cresce a Pantelleria ...Un delicato romanzo di formazione un'estate al mare gennaio 3, 2017 \\

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ALESSIO TORINO, 'TINA' (MINIMUM FAX, pp. 142 - 14,00 euro) Un mare invaso dalle meduse, in cui immergersi può significare ustionarsi, appare un po' come la metafora dell'affaCciarsi inquieto all'adolescenza fatta di scoperte di Tina, che a otto anni si comporta in modo che tutti la scambino per un maschietto, a cominciare dal non volere indossare un bikini ma un paio di calzoncini da ginnastica, un'estate a Pantelleria dove va, dopo la separazione dei genitori, con la madre e la sorella Bea. Dopo le storie più scottanti di 'Tetano' e di 'Urbino, Nebraska', Alessio Torino propone questa vicenda delicata e intrigante, la cui misura e forza è appunto nel riuscire a rendere lo sguardo di una bambina su un quotidiano di gente in vacanza, di bagni, pettegolezzi e cene, di adulti che si amano o che si ubriacano al bar Alta Marea, di vita diversa dalla sua su cui pesa, assai più che per la più grande sorella Bea presa dal suo diventare donna, l'assenza del padre musicista che giocava con lei, che le costruiva aquiloni e che ora si è invaghito di una sua giovane allieva. Un'assenza appunto, un vuoto attraverso cui si insinuano incertezze che mettono in crisi il sicuro mondo infantile. Col padre ci sono telefonate fatte di nascosto, c'è il ricordo di porte aperte inopinatamente. E Tina, osservando il mondo attorno a sé con semplicità, senza alcuna forzatura narrativa o emotiva, cresce un po' come capitava all'Agostino di Alberto Moravia. Questo di Torino è insomma un delicato, insinuante romanzo di formazione scritto con uno stile di grande nitore e apparente semplicità, delicato e dal sapore appena nostalgico, che usa il microcosmo dell'isola e le libertà estive per far risaltare a contrasto il mondo di azioni e reazioni, di sussulti e sospetti, di interrogativi e di piccoli piaceri e sfide di Tina col suo sguardo al futuro, raccontandocela come dall'esterno, come facendocela seguire e vedere in una tensione che è quella del crescere, più che spiegandocela e rivelandone esplicitamente i sentimenti.
    Acquistano così importanza, proprio nell'interazione con la piccola protagonista, gli altri personaggi, oltre alle ansie della madre, che comunque è un punto di riferimento, e le infatuazioni di Bea, tutti con la loro umana contraddittorietà e volubilità, dalla nuotatrice francese Parì al suo fidanzato e il loro far l'amore, dal cuoco e gestore di Alta marea al più problematico Charles, canadese ritiratosi sull'isola come in fuga e pronto a annegare nell'alcol, ma anche a rischiare di farlo in mare in un momento di disperata ubriacatura, eppure con un suo fascino e trasformazione se in un primo tempo alla domanda da spiaggia estiva "quale è la cosa più felice per un essere umano" risponde "non essere mai nati", ma poi cambia e dice "conoscere Tina", che, in fondo, è anche quello che potrebbe rispondere il lettore. 
Romanzi di formazione: “Tina” di Alessio Torino racconta la fine dell’infanzia. Un romanzo di formazione da non perdere, quello di Alessio Torino: Tina, 8 anni, è in vacanza con la madre e la sorella. L'estate rappresenterà per lei un passaggio, tragico e felice insieme, dall'infanzia verso l'età adultaParliamo di romanzi di formazione. Tina (Minimum Fax) di Alessio Torino, scrittore di Urbino classe ’75 (che aveva trattato il tema dell’adolescenza coi suoi riti di passaggio estivi, in Tetano), appartiene a questo genere. Con la cornice dell’estate, della vacanze e del mare di Pantelleria, Torino racconta il più classico dei riti di passaggio: il momento lancinante in cui abbandoniamo l’infanzia, ci incamminiamo verso l’età adulta e ci rendiamo conto di aver perso irreparabilmente qualcosa. romanzi di formazioneTina, una ragazzina di otto anni che tutti scambiano per un maschio, arriva a Pantelleria con sua madre e sua sorella Bea. Sembrerebbe una normale vacanza estiva, ma le cose non stanno così. Pochi mesi prima, il padre di Tina ha lasciato la moglie per correre dietro a un’amante molto più giovane di lui. Tina e Bea, nei cui pensieri il padre assente è onnipresente, vedono alternarsi sul viso della loro mamma lo sconforto, l’ottimismo, la disperazione, ma alla loro età, sul finire dell’infanzia, anche un dramma come la fine dell’unità familiare può assumere i contorni dell’avventura estiva.A complicare le cose la presenza sull’isola di personaggi strani: una campionessa di nuoto francese che affascina Tina, il suo fidanzato che colpisce al cuore Bea, un uomo alla deriva (Charles, l’unico ad accorgersi subito che Tina non è un maschio) che attira più del dovuto la madre. L’estate, stagione da sempre legata in modo speciale all’infanzia e all’adolescenza, va avanti, ma prima che sia finita l’impatto sempre rimandato con il dolore, che è anche conoscenza e cambiamento, si farà sentire.La scrittura di Alessio Torino procede, nelle parole di Goffredo Fofi su Internazionale “per piccoli tocchi narrativi, senza commenti o digressioni”, anche se il narratore è in terza persona, il punto di vista adottato è quello di Tina, così che “il lettore si ritrova in un mondo di cui, azione dopo azione, scopre insieme a Tina le trame e il non detto” e può seguirla nel suo percorso, che come spesso accade nei romanzi di formazione, la porterà a crescere, ma anche a dover abbandonare una parte di sé. 
   

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