Traparentesi Onlus... la Napoli che piace..... aprile 13, 2017 \\


Descrivete le vostre attività sociali
 Traparentesi Onlus realizza da quasi dieci anni interventi di welfare comunitario e innovazione sociale sul territorio campano. Realizza numerosi progetti sociali nello storico Rione Sanità di Napoli, in particolare rivolti alle fasce più deboli della popolazione come gli stranieri e i minori che rischiano di abbandonare precocemente la scuola. Da alcuni anni porta avanti interventi sperimentali  in rete con altri centri socio-educativi del Rione. Uno dei progetti più ambiziosi si intitola “Wi.U – Adolescenti in arte”, è finanziato dall’Assessorato al Welfare del Comune di Napoli ed è promosso da una rete che vede insieme Traparentesi Onlus, la cooperativa il Grillo Parlante, Pianoterra Onlus, Less Onlus e la Casa dei Cristallini. Le attività si propongono di smuovere dall’apatia e di stimolare la partecipazione attiva di oltre 100 adolescenti vulnerabili del territorio attraverso attività di formazione in campo artistico ed educazione alle arti visive.
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Quale è il territorio di realizzazione del progetto?
Il territorio di intervento è la III Municipalità di Napoli e in particolare lo storico Rione Sanità di Napoli, una delle aree più antiche della città ma che vive purtroppo una persistente condizione di disagio socio-economico nonché di ghettizzazione mediatica. I più esposti ai pericoli dell’emarginazione sono proprio gli adolescenti che, in assenza di opportunità educative, formative e lavorative, molto spesso rimangono ingabbiati nelle reti criminali o nelle trappole del lavoro nero e della povertà economica ed educativa. Eppure, nonostante le tante problematicità e le continue faide camorristiche, la comunità locale è molto viva e promuove numerose iniziative volte a produrre cambiamento sociale e culturale.
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Quali sono gli obiettivi che il progetto persegue?
Il progetto si propone di stimolare la crescita culturale e formativa degli adolescenti, avviando buone pratiche di cittadinanza attiva e riscatto della comunità territoriale. Lo stesso titolo, “WI.U - Adolescenti in Arte” (giocando sulle duplice lettura in napoletano “Guagliù” e in inglese “WE – YOU”) costituisce una sorta di manifesto, un inno ed insieme una creativa esortazione affinché i giovani (sia napoletani che di origine straniera) possano conquistare una posizione di centralità nell’esercizio dei diritti di cittadinanza, nel godimento delle occasioni di protagonismo e, insieme, contribuire alla valorizzazione culturale della propria città.  
L’idea è di sviluppare nei più giovani un pensiero critico e consapevole attraverso l’esercizio dei mestieri dell’arte cinematografica e la partecipazione a numerosi laboratori formativi: regia, sceneggiatura, video photo and graphic comunication, tecnico del suono, fotografia del cinema, make-up, recitazione. L'ambizione è che i partecipanti, guidati da formatori esperti, elaborino alcuni prodotti audio-visivi da far confluire in una rassegna cinematografica finale che avrà luogo proprio nei cortili dei palazzi del quartiere nel mese di luglio 2017. Più in generale, la sfida del progetto è trasformare il Rione Sanità in un cantiere di produzione e distribuzione artistica ad alto impatto sociale.

Napoli può riemergere attraverso la passione artistica dei giovani?   
La logica di intervento che sottende la proposta progettuale risiede nella convinzione che le giovani generazioni subiscano l’inevitabile fascinazione dei linguaggi visivi. In un contesto in cui risulta naturale privarsi di un libro scolastico per acquistare l’ultimo modello di cellulare, uno strumento vincente per attrarre e coinvolgere i giovani è indubitabilmente “l’immagine”. Stimolare nei giovani la capacità di praticare una partecipazione diretta alla vita del territorio e di sviluppare un pensiero critico e consapevole attraverso le arti visive può essere utile a raggiungere il vero obiettivo: un’economia virtuosa in cui i giovani imparano, si divertono, acquisiscono competenze tecniche, sviluppano abilità pratiche e socio-relazionali, divenendo testimoni, attori e moltiplicatori di quanto vedono contribuendo così ad una rigenerazione della città.
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Cosa sognano i giovani napoletani per il loro futuro?
Molti giovani napoletani sono ancora dipinti dall’esterno come dei predestinati all’emarginazione. Per rompere questo circolo vizioso bisogna invertire il meccanismo, riaffermando la centralità dei diritti di cittadinanza e ampliando le opportunità di crescita personale e formativa fin dalla prima infanzia. Ripensare i programmi e i servizi si supporto, sia pubblici che privati, è il passo successivo per consentire ai giovani di costruire una progettualità autonoma del futuro basata sulle loro reali aspirazioni.

 Cosa vorresti che la gente  riuscisse a comprendere vedendo il vostro operato? 
Purtroppo negli ultimi anni si è affermata l’idea che gli interventi sociali siano un costo economico e non un dovere per la società. Per noi è importante far capire che realizzare progetti solidali e di utilità sociale non è un hobby appannaggio di persone caritatevoli ma una necessità dettata dalle tante criticità che colpiscono la comunità. Sfortunatamente non sempre lo stato riesce a intervenire tempestivamente e molto spesso associazioni come la nostra svolgono un ruolo sostitutivo e non integrativo del pubblico. In attesa di tempi migliori è importante far capire alla gente che lavorare nel sociale significa in primo luogo dar voce a dei diritti negati.

Perché credete che la gente si debba fidare di Voi (giovani)
La fiducia si crea costruendo delle relazioni significative e quest’ultime si ottengono lavorando quotidianamente sul territorio, non proponendo progetti slegati dal contesto ma leggendo le criticità e provando a contrastarle. Il nostro stesso nome vuol rappresentare l’impegno a tirar fuori dalle parentesi, ossia dal dimenticatoio, temi e criticità che molto spesso vengono messe in secondo piano ma interessano da vicino la collettività. 

Come risponde la città di Napoli all’irruzione positiva di tanti giovani volontari nei quartieri difficili?
La nostra associazione è formata da tanti giovani attivisti che hanno deciso di dedicare tempo ed energie a importanti cause sociali. Il nostro obiettivo è però anche quello di valorizzare quest’impegno civico e questa passione in un percorso professionale che restituisca dignità lavorativa ai tanti operatori sociali che faticosamente combattono sul campo le tante problematiche della città. 

Quanto conta il dare un esempio positivo
Gli esempi positivi possono essere la base per costruire buone pratiche. Per far si che le buone pratiche abbiano un impatto positivo sulla comunità c’è però bisogno di tempo e fatica. Il progetto “Wi.U – Adolescenti in arte” può diventare un esempio virtuoso di come adolescenti vulnerabili possono invece emergere attraverso la valorizzazione delle loro abilità nascoste o sottovalutate. Un progetto da solo non basta ma inserito in una cornice di politiche integrate può fare la sua parte e stimolare il cambiamento.

Che cosa è troppo serio per scherzarci su?
L’indifferenza. Anche se faticosamente, si possono affrontare le problematiche materiali ma non la rassegnazione civica e culturale che ci spinge a creare muri fisici e simbolici con chi appare diverso da noi.
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I Vostri prossimi impegni. 
Abbiamo lanciato numerosi progetti sociale che speriamo possano avere un ritorno positivo per la città. In primo luogo stiamo cercando di strutturare il nostro centro socio-educativo nel Rione Sanità come uno spazio polifunzionale che offra servizi sempre più articolati e professionali. Stiamo collaborando con altre agenzie educative della città per costruire interventi sinergici e innovativi di contrasto alla vulnerabilità giovanile nel Rione Sanità ma anche in altri contesti critici come Forcella e i Quartieri Spagnoli. Stiamo ampliando la rete di sostegno a favore delle comunità straniere, potenziando gli interventi già in essere di formazione civico-linguistica, mediazione culturale e segretariato sociale. Stiamo infine cercando di costruire uno spazio di coworking e networking con l’obiettivo di costruire percorsi sperimentali di innovazione sociale. 
  



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Siamo una Associazione nata nel 2000, apartitica e interconfessionale, denominata “Napoli Cultural Classic” (Associazione Culturale volta alla diffusione dell’arte e della cultura, diretta alla promozione di artisti e di studiosi in fase di  affermazione nel campo del cinema, teatro, televisione, musica, danza, arte figurativa, moda, scrittura, scienze giuridiche e tecnologiche e di tutte le altre forme di scibile che i soci ordinari riterranno opportuno inserire.).