Isabelle Huppert e la filosofia dell'ordinario...le cose che verranno .... da non perdere aprile 19, 2017 \\

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In sala il film di Mia Hansen, Orso d'argento a Berlino

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Se volete entrare nella vita ordinaria di una professoressa di filosofia ammantata di libri, 'Le cose che verranno' (L'avenir) di Mia Hansen-Love, in sala dal 20 aprile con Satine, è il vostro film. Nessun fatto straordinario, nessuna action, nessun vero dramma e, come effetti speciali, solo le parole di Jean Jacques Rousseau e Blaise Pascal. Insomma il fascino dell'ordinario con il valore aggiunto di Isabelle Huppert ("tutta raffinatezza, energia, humour e una certa ferocia", parole della regista) nei panni di Nathalie, insegnante di filosofia in un liceo di Parigi e sposata con Heinz (André Marcon), anch'egli professore di filosofia.
Per loro una casa piena di libri, scandita dagli autori da condividere nelle conversazioni, ma anche due figli adolescenti, Chloé e Johann. Per Nathalie, va detto, la filosofia non è solo un lavoro, ma la sua stessa vita. Un tempo rivoluzionaria, ha convertito poi l'idealismo giovanile "nell'ambizione più modesta di insegnare ai giovani a pensare con le proprie teste". Sua mission, quella di stimolare i suoi studenti ad avere il coraggio di vivere esattamente in linea con le loro idee.
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Completano la famiglia, una madre anziana, vanitosa e fragile, Yvette (Edith Scob), che richiede giorno e notte le sue cure, e un gatto nero di nome Pandora.
Ma un giorno, improvvisamente, il suo mondo, apparentemente tranquillo, crolla: suo marito la lascia per un'altra donna e Nathalie si ritrova a confrontarsi con la solitudine, ma anche con un'inaspettata libertà. Lei non si scompone più di tanto: filosofia e complicità intellettuale di un ex studente, Fabien (Roman Kolinka), la introdurranno in un'altra vita da vivere.
"Il film racconta in maniera onesta e sincera la vita di una donna, in un modo realistico, senza nessuna fantasia, così com'è. Un film che parla alle donne, ma anche agli uomini e, a giudicare dal grande successo che sta avendo in molti paesi, dà un chiaro segnale che dovrebbero essere realizzati più film come questo. Bisogna raccontare più storie che parlano di donne, ed il cinema ha il potere per farlo". Così Isabelle Huppert commenta il suo trionfo come attrice dell'anno ai prestigiosi Critics' Circle Film Awards per il suo ruolo di Nathalie.
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De Le cose che verranno - L'avenir, film che ha già ottenuto l'Orso d'Argento a Berlino per la miglior regia e conquistato il pubblico del Festival di Torino, dice la regista (Eden e Il padre dei miei figli): "I film sono per me ritratti in movimento e solo il cinema può realizzare questo. Cerco di raccontare una verità e di trovare una forma di pienezza, di compiutezza, anche senza che le storie debbano necessariamente finire bene. Questo è ciò che mi aspetto dal cinema".

Recensione in anteprima – Vincitore dell’Orso d’Argento al festival del cinema di Berlino 2016, Le Cose Che Verranno uscirà nelle sale italiane il prossimo 13 aprile.



Nathalie (Isabelle Huppert) insegna filosofia in un liceo di Parigi. Per lei la filosofia non è solo un lavoro, ma un vero e proprio stile di vita. Un tempo fervente sostenitrice di idee rivoluzionarie, ha convertito l’idealismo giovanile “nell’ambizione, più modesta, di insegnare ai giovani di pensare con le proprie teste” e non esita a proporre ai suoi studenti testi filosofici che stimolino il confronto e la discussione. Sposata, due figli e una madre fragile che ha bisogno di continue attenzioni. Nathalie divide le sue giornate tra la famiglia e la sua dedizione al pensiero filosofico, in un contesto di apparente e rasserenante serenità. Ma un giorno, improvvisamente, il suo mondo viene completamente stravolto: il marito le confessa di volerla lasciare per un’altra donna. Questo e altri cambiamenti porteranno Nathalie a confrontarsi con una libertà inaspettata. Con il pragmatismo che la contraddistingue, la complicità intellettuale di un ex studente, e la compagnia del gatto Pandora, Nathalie deve ora inventarsi una nuova vita.

La giovane regista francese Mia Hansen-Løve porta sul grande schermo l’evoluzione di una donna che, a causa degli eventi, deve prima di tutto fare i conti con se stessa e la sua interiorità, cercando di dare un significato al nuovo e inaspettato destino che l’attende.


Nathalie, la protagonista interpretata da Isabelle Huppert, è ora costretta a confrontarsi con una libertà che prima non conosceva, questo la porterà, poco alla volta, a reinventare la propria vita.

Mia Hansen-Løve in questo suo nuovo lungometraggio esplora un tema che viene poco utilizzato nel cinema: quello del pensiero. Il destino di Nathalie, il suo modo di reagire all’evento che ribalta la sua vita, è strettamente collegato al suo rapporto con le idee dei grandi filosofi, il loro insegnamento e la loro trasmissione.

Malgrado l’evento doloroso e difficile che stravolge completamente la vita della protagonista, i toni del film non sono mai tragici ed esasperati. Anzi, attraverso la leggera ironia della quotidianità, Nathalie affronta la vita in modo stoico e determinato: reagisce alla vita con positività ed è sempre alla ricerca di nuovi stimoli.


La regista mostra lo scorrere del tempo e i cambiamenti che si susseguono nella vita di Nathalie, i suoi stati d’animo, attraverso uno stile minimalista, lineare, semplice e pulito che accompagna lo spettatore nel corso della narrazione.

Mia Hansen-Løve racconta la storia di un cambiamento, dell’abbandono e della solitudine che questo comporta ma, soprattutto, mette in luce l’importanza della determinazione e la riaffermazione di sé.

Voto: 7

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