Sezione Libro Edito su invito: i Premiati XII edizione maggio 2, 2017 \\

Sezione Libro Edito su invito: i Premiati XII edizione Concorso Artistico Letterario Internazionale 
Napoli Cultural Classic


Per festeggiare l'inaugurazione del teatro San Carlo di Napoli, che riapre dopo i lavori di restauro, si prepara l'allestimento del balletto Coppelia. Laura, l'etoile, deve cedere il ruolo di protagonista a Svetlana, ballerina di fama internazionale ospite dal Baltico. Così a malincuore è costretta a danzare nei panni di Coppelia la bambola che fa innamorare tutti per i suoi occhi verdi di smalto. Svetlana sarà Swanilda la donna vera che sposerà Franz. Laura, dapprima diffidente verso Svetlana, finisce con l'affezionarsi alla giovane ballerina che ha una fisicità e bellezza prorompenti e nasconde un segreto doloroso che sceglierà di condividere proprio con lei. Pierre il coreografo regista, un tempo amante e compagno di Laura, trova un'originale soluzione che sigla definitivamente la pace tra le due ballerine. Laura è innamorata di Giovanni, il critico di un'importante testata. I due sono legati dalla comune passione per il balletto (Giovanni è un ex ballerino) e da qualcosa di più nascosto che sfugge a entrambi. Un'esperienza totalizzante, un incontro assoluto e irripetibile di anima e corpo. Ma la loro storia è tormentata dai sensi di colpa di Giovanni nei confronti di Maria, sua moglie, una donna completamente diversa da Laura, semplice, con ambizioni modeste, tuttavia affidabile, materna e accogliente. amore quando avrebbe potuto. È primavera quando la vita sembra essere ripresa uguale a prima. Ma nulla è più come prima, le brecce restano aperte negli edifici e In questo labirinto, in cui le ragioni del cuore non seguono alcuna logica, in cui amarsi troppo è un danno, spetterà alle due donne cercare una soluzione.

                                            

Viola che ritrova il suo destino, Anita che scopre il vero amore, Francesca e suo padre che nei loro posti in curva Sud trovano la forza di procedere: sono solo alcune delle donne che sfilano in questi otto racconti. Maggie Van Der Toorn tesse una trama di grazia e ironia in cui, con la sua narrazione intimistica, descrive il contrasto e il dissidio tra i pensieri, le azioni e le scelte del genere umano nella riscoperta dei loro volti descritti con uno stile profondo e diretto.



 Non è una poetessa giovane colei che ha scritto questi versi. A burla dei suoi pochi anni, è una voce ancestrale, che sembra salire dal grembo della terra, come da un utero antico, ma ancora pregno di vita nuova, violenta e primitiva. E la sua poesia è materiale biologico gettato alla luce, parole tra liquami e squame, fragili e forti insieme, pronte a graffiare e a far male, per poter sopravvivere allo struggle for life. Emersa dal buio del nulla al respiro del tempo, è voce dentro la resa dei giorni, polisemico titolo, concentrato di immagini: un redde rationem, un bilancio esistenziale, un conto presentato alla vita; o, anche, un non sottrarsi al destino dell’esserci, qui e ora; giorni che si arrendono o si “rendono”, si affidano al flusso vitale, senza domandarsi perché. (Prof.ssa Teresa Staiano)


Andrea, terminata l'università, decide di trascorrere sul Tegernsee Lake una vacanza estiva, lontano dalla metropoli che genera solo frastuono. In quella cornice di acqua, terra e aria, una sera d'agosto, mentre il sole era appena calato, Andrea incontra Audrey, una ragazza di origine inglese, di Bath. Tra i due comincia un'amicizia ritmata da intense e profonde emozioni, le sole a fare da interprete assoluto per tutto il tempo. In questo crescendo di stati d'animo, l'immagine che fa da protagonista è la cena squisitamente italiana preparata da Andrea. Tutto è da gustare. I cibi diventano i loro sguardi.La cena, quasi come un sensore umano, scansiona l'impronta spirituale dei due protagonisti che afferrano la magia dell'Eros, fino a sfociare nella visione che quando due diventano UNO il Divino si rivela.


                               
Narra l’accusa a Giovanni, giovane prete figlio del mezzadro Siròli, di aver abusato dei piccoli ospiti di un orfanotrofio. Il racconto si apre con la descrizione del dolore di un padre che, sostenuto dalla fede cristiana e dalla speranza del riscatto sociale, ha sacrificato vita e famiglia nell’educazione del ragazzo.

L’ambiente che fa da sfondo è la Sicilia, come nella maggior parte delle novelle di Luigi Pirandello, ma essa rappresenta un qualunque posto, una qualunque condizione umana, dove le persone vivono con le loro maschere, con le loro verità nascoste. Un testo asciutto e intenso riproposto da Raffaele Messina, saggista e critico letterario, per le Edizioni Savarese, e corredato da una nota in cui si evidenziano le principali caratteristiche della narrazione.


                                                              

Perché Marco Guelfi va a letto, ogni notte, vestito in giacca e cravatta? Perché sua moglie Valentina è preoccupata? E perché il suo migliore amico inizia a seguirlo? Ma, soprattutto, cosa è successo vent’anni prima che li ha resi tanto uniti? E in tutto questo cosa c’entra l’amore? In che senso ha rovinato la vita a Marco Guelfi? Tutte queste sono domande da libro giallo e, per certi versi, Buio blu è un giallo. E se è un giallo, perché s’intitola Buio blu? Il lettore lo scopre attraverso il racconto alternato di un amore sopito per vent’anni e di un’amicizia alla Jules e Jim nella Parigi del ’73. L’inquietudine di fondo e un epilogo surreale fanno del romanzo una cinica riflessione sull’amore, in cui la felicità e la vanità dei protagonisti si inseguono e si sfiorano senza riuscire, tuttavia, ad abbracciarsi mai.


In "Quaderni di Storia - Scie e riverberi degli ultimi tempi", l'Autore riprende il discorso lì dove lo aveva interrotto, e cioè dal 1860, e fa riferimento alle condizioni generali del Regno, quando la monarchia borbonica fu soppiantata da quella sabauda. Il testo nasce dalla lettura dei documenti ufficiali del Comune di Somma Vesuviana, ma anche dalle ultime testimonianze orali di chi visse molte delle vicende narrate e da un documento di qualche archivio privato. gli atti consultati sono conservati nell'Archivio Storico dello Stato di Napoli, nell'Archivio Storico del Comune di Somma Vesuviana, nell'Archivio Storico della chiesa Collegiata al rione Casamale e nell'Archivio Storico del Vescovado di Nola.

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Siamo una Associazione nata nel 2000, apartitica e interconfessionale, denominata “Napoli Cultural Classic” (Associazione Culturale volta alla diffusione dell’arte e della cultura, diretta alla promozione di artisti e di studiosi in fase di  affermazione nel campo del cinema, teatro, televisione, musica, danza, arte figurativa, moda, scrittura, scienze giuridiche e tecnologiche e di tutte le altre forme di scibile che i soci ordinari riterranno opportuno inserire.).

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