La mostra Know di Alfred Milot Mirashi inaugura il nuovo spazio espositivo del palazzo comunale di Pietrasanta luglio 29, 2017 \\

La mostra Know di Alfred Milot Mirashi inaugura il nuovo spazio espositivo all’interno del palazzo comunale di Pietrasanta, nota come centro mondiale della lavorazione artistica del marmo e del bronzo, ma soprattutto a pieno titolo chiamata “la città degli artisti” per le sue vie che offrono un’esposizione permanente a cielo aperto di opere d’arte, si inaugura il 29 luglio Know la personale di Alfred Milot Mirashi, le cui sculture iconiche sono segni tangibili di un contemporaneo in cui la storia, l’arte e la realtà del vissuto si intrecciano e si fissano nella materia.   L’amministrazione Mallegni ormai famosa in tuta il mondo per aver creato all'aperto tra le mura del borgo il più grande museo di arte contemporanea è infatti intenzionata ad allargare gli spazi espositivi includendo, nel percorso d’arte, anche il municipio con aperture straordinarie e pomeridiane nel weekend. Le opere di Milot arredano l’interno e l’esterno del palazzo comunale, che già ospita i bellissimi affreschi realizzati da Romano Cosci, i bozzetti di Botero, Vangi e La benedizione della statua di San Luca.


Palazzo Comunale di Pietrasanta
 

In questo scenario si apre la mostra di Alfred Milot Mirashi, artista di origine albanese, ma fiorentino di adozione approda nella Piccola Atene. Espone infatti a Pietrasanta per la prima volta e rende omaggio alla città dell’arte e del marmo creando per la prima volta (o meglio dopo moltissimi anni) due opere in marmo. L’artista che ha scelto come soggetto prediletto delle sue opere il tema della “chiave”, le fa “sparire” questa volta all’interno della pietra come in un incastro. Si intitolano infatti “Incastro blu” e “Incastro” le due opere inedite che saranno esposte la prima (monumentale) nel parco della Galleria a cielo aperto Open One di Pietrasanta, l’altra nel bellissimo e maestoso atrio del Palazzo Comunale della città.Ma a fare da contraltare alla chiave nascosta nel marmo c’è la maestosa chiave bianca  di “Primatus Petri” opera anch’essa inedita che sarà l’altra protagonista dell’esposizione dal titolo “Know” insieme alle altre opere: “7 keys” e “Montblanc”, la chiave che Milot ha realizzato per il famoso marchio di strumenti per scrittura (e non solo) e due proposte pittoriche dove i colori vivi e caldi rendono omaggio al nostro Mediterraneo e la fanno da protagonista sulla tela assieme naturalmente alle immancabili chiavi.
 

Orari di apertura: 9:00-13:00/festivi chiuso  | Palazzo Comunale, Piazza Matteotti 29, Pietrasanta
COMMENTI CRITICI:
Alfred Milot Mirashi è un'artista che ha fatto molta strada, non solo in senso artistico. Nella vita, la passione e una forte volontà lo ha portato a seguire un percorso fatto di piccole conquiste. L'obiettivo da perseguire è stato per lui fin da subito molto chiaro: dare piena libertà a se stesso e alla sua innata creatività esplicando la sua personale visione del mondo attraverso l'arte.
Fare arte è dunque una necessità, una energia alla quale ha dovuto dare spazio. Sul percorso di Milot ecco che arriva Pietrasanta, la città madre della scultura e tappa ambita da ogni scultore italiano o straniero. La mostra “Know”, titolo che significa “conoscere” assume così una doppia valenza: racchiude in sé il messaggio che l'artista vuole portare presentando alcune delle sue opere che hanno tutte come protagonista una chiave, simbolo di chiara lettura di apertura totale che l'arte può portare come messaggio per la cultura, ma soprattutto per le diverse culture, azzerando i confini creati degli uomini; ma è al tempo stesso una nuova conoscenza per l'artista stesso che realizza proprio per questa esposizione le sue prime sculture in marmo e sceglie Pietrasanta per presentarle per la prima volta. E non poteva essere altrimenti: è l'essenza stessa della città che richiama al marmo, che seduce l'artista con il suo candore e la sua morbida vitalità. Ecco dunque che Milot presenta in questa mostra l'opera “Incastro” (di medie dimensioni) e “Incastro blu” (opera monumentale), entrambe realizzate grazie alla collaborazione con una delle ditte storiche del marmo a Pietrasanta, la Bovecchi srl, e la sua galleria Open One, dove le monumentali sculture in marmo svettano tra il verde e  il profilo dell'Altissimo. Pietrasanta ringrazia l’artista offrendo come sede esclusiva della mostra, per la prima volta, il suo atrio maestoso (e ricco dei marmi della Versilia); è qui che si potranno ammirare le famose “chiavi” e la scultura in marmo “Incastro”. La monumentale variante “ Incastro blu” non poteva che essere ospitata invece nel parco della Galleria Open One.

Fiammetta Galleni – Galleria Open One Pietrasanta. Nella rappresentazione della chiave torta, suo soggetto dominante, in parte poggiata su una simbolica sedia papale, Milot se da un lato rimarca il trasferimento del potere spirituale da Cristo a San Pietro,
L'immagine può contenere: 1 persona, persona seduta
designandolo suo successore ("A te darò le chiavi del regno dei cieli": Matteo 16,19), dall'altro non manca di riadattare in epoca contemporanea un motivo ricorrente negli artisti del Rinascimento, si pensi al tema della Consegna delle chiavi a San Pietro, come gli piace ispirarsi, affascinato dalla loro produzione innanzitutto a Firenze, sua città d’elezione. La chiave tinteggiata di bianco è l’immagine emblematica del vicario di Cristo, e fa sì che nel cattolicesimo il papa venga considerato unico e vero capo della Chiesa. Ancora una chiave di Milot, traslato dunque dell'autorità papale, trattato con una vena di raffinata e delicata ironia.

Massimo Guastella – Dipertimento Beni Culturali Università del Salento
Arte in municipio a Pietrasanta con la mostra di Milot
INTERVENTO del Sindaco Massimo MallegniIn

Alfred Milot è un grande creativo, amico di Pietrasanta. Siamo felici di ospitare la sua prima mostra nella nostra città, che è una vetrina internazionale accreditata per gli artisti di tutto il mondo. Ci riempie di orgoglio esporre le opere di Milot nell’atrio di Palazzo Civico, che è uno scrigno di capolavori da scoprire, un tempio dell’arte contemporanea tra mura storiche, già custodi dei gessi di Vangi e di Botero. Questa mostra è una grande occasione per aprire le porte del Palazzo alla città e ai turisti, nell’ottica di renderlo fruibile all’intera comunità, con i suoi marmi, le sue sculture, la straordinaria scalinata. Milot è il miglior biglietto da visita per una sede che, in prospettiva, vogliamo far diventare museo permanente, inserita a pieno titolo nel circuito espositivo del nostro territorio. La sua personale è uno dei grandi eventi dell’estate 2017 di Pietrasanta, insieme alle mostre di Jorgen Haugen Sorensen e di Park Eun Sun. La nostra città vive d’arte, dimostra ogni giorno che la scultura tradizionale e la creatività possono far girare l’economia. Il nostro core business è il turismo e l’arte è un’attrattiva fondamentale perché trasforma gli spazi urbani, li rende animati, capaci di accogliere e stupire al tempo stesso. Un ringraziamento particolare a Milot, le sue “creature” daranno lustro alla nostra città, le faranno fare un ulteriore salto in avanti nel panorama dei luoghi d’arte in Italia e nel mondo.                 

 

 

BIOGRAFIA ALFRED MILOT MIRASHI
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Artista italo-albanese, in arte Milot, nasce il 29 agosto 1969 a Milot nel nord dell’Albania.
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Affascinato fin da piccolo dai colori e dalla bellezza degli abiti tradizionali che la madre realizzava per lavoro, inizia a disegnare e a coltivare la passione per l'arte. Dopo gli studi artistici in Albania, spinto anche dalla difficile situazione politica del suo paese, giunge in Italia nel 1991.

Durante i primi anni vive a Napoli, arrangiandosi in piccoli lavori. Qui conosce l'arte barocca degli artisti napoletani e il linguaggio innovativo di Caravaggio. Pur trovandosi bene, ma nutrendo il forte desiderio di frequentare l’Accademia di Belle Arti, abbandona Napoli e si stabilisce a Firenze, dove è operaio in una fabbrica di tessuti a Prato.  Qui entra a stretto contatto con l’arte rinascimentale: osserva con attenzione i capolavori conservati al museo degli Uffizi: Michelangelo, Botticelli, Raffaello, Leonardo, Caravaggio ecc., la cui conoscenza entra a far parte della sua memoria pittorica, così come le architetture, le piazze “a misura d’uomo”, le statue ecc. Ma anche lì intuisce che il tipo di vita condotta non risponde alle sue reali attese. Nel 1995 parte e si iscrive all’Accademia di Brera a Milano. Quelli milanesi sono anni d’accanito lavoro, d’osservazione e studio, indispensabili ad un pittore.

Nel 1996 tiene la sua prima mostra personale, “Everyday portraits”, al Master Class di Milano, esponendo una serie di dipinti e di schizzi, che sono le sue prove iniziali.

All’Accademia, insieme con altri studenti, fonda il giornale “Brera Informazioni” che tratta di problemi specifici della scuola, di cui è vice-direttore. Vince una borsa di studio Socrates Erasmus e per sei mesi va a studiare in Inghilterra all’University Art & Design Loughborough e visita i maggiori musei londinesi, accrescendo al sua cultura.
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Al suo rientro e per tutta la sua permanenza a Milano, anche successivamente al suo diploma all'Accademia di Brera nel 1999, partecipa a numerose mostre collettive e personali a Milano, Novara, Torino, Roma e in Svizzera; partecipa a vari concorsi, tra cui quello bandito dalla Fondazione Walt Disney di Orlando, e vince il primo premio di pittura al concorso svoltosi a Villa Litta a Milano e il premio al Salon I, presso il Museo della Permanente di Milano, dove una giuria seleziona i due più promettenti tra circa quattromila partecipanti ed Alfred è uno dei premiati.
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E' il 2003 l’anno di esplosione di Milot, protagonista al Maschio Angioino di Napoli con la sua personale “Le Veneri di Milot”, realizzata in collaborazione con il Comune di Napoli e la Regione

Campania e con il patrocinio dell’Ambasciata Albanese d’Italia. La mostra del giovane artista mediterraneo, stabilisce un punto fermo nella sua ricerca concettuale e stilistica, proponendo una serie di grandi tele, denominate “Angolo del Mediterraneo”, sulla contaminazione fra la cultura popolare albanese (in particolare le texture dei vestiti tradizionali del suo Paese di origine) e la memoria storica del Mediterraneo, rappresentata da icone scultoree consolidate nella visione artistica sud europea, dalle statue di matrice illirica a quelle greche, romane e rinascimentali. Contemporaneamente Milot presenta una serie di installazioni che attraversano l’intera trama degli eventi della cultura mediterranea. Di particolare impatto è l’opera “Le veneri di Milot”, rappresentata formalmente da sette uova di grandi dimensioni riferite ad alcune figure della storia che sono entrate nell’immaginario collettivo: da Madre Teresa di Calcutta a Skanderbeg, Dante Alighieri, Caravaggio, Giordano Bruno, Alessandro Magno e Diego Armando Maradona.

Comincia così un periodo di fiorente carriera artistica che lo vuole, in personale o in collettiva, in tutta Italia ad esporre le sue opere.

Le porte internazionali gli si aprono nel 2008, quando è presente a New York alla Peg Alston Fine Art Gallery e poi a Berlino alla Infantellina Contemporary. Il successo internazionale prosegue nel 2009 con l’invito alla Prague Biennale 4, Padiglione “Albania e Kossovo” ed ancora New York alla Peg Alston Fine Art Gallery.

Nel 2011 arriva l’ambito invito all’”Open 14”, Esposizione Internazionale di Sculture ed Installazioni a Venezia Lido a cura di Paolo de Grandis e Calotta Scarpa.

Il 2012 è un anno intenso per l’artista che vince il premio Internazionale di Pittura and Calligraphy, a cura di Vincenzo Sanfo.  Partecipa alla quinta edizione della Biennale Internazionale di Torino, opere d’arte su carta, e vince a Londra la Medaglia d’oro in Pittura al Museo Barbican Centre.

La personale “Passepartout” alla galleria “La corte d’Arte Contemporanea” a cura di Rosanna Tempestini Frizzi e Carolina Orlandini a Firenze è un successo e proclama la “Chiave” suo simbolo artistico.

Nel 2014 espone al Museo D’arte moderna Jinan in Cina, nella mostra “Da Leonardo da vinci al tempo di oggi” a cura di Vincenzo Sanfo; a Malta presso l’Istituto Italiano di Cultura alla mostra “Arte Attraverso il Mediterraneo” a cura di Anselmo Villata; a Firenze all’Accademia delle

Arti e Disegno Art II Mustle città D’arte per l’arte contemporanea. “Io e Michelangelo” a cura di Tiziana Leopizzi e Luigi Zangheri.

Nel 2015 partecipa alla XI edizione della Biennale di Pechino, e nel 2016 è ospite della Galleria Tornabuoni di Firenze, con la personale ”Believe”.

Nello stesso anno, insieme all’amico artista Helidon Xhixha, organizza la mostra al Palazzo Reale di Torino, dal titolo “Azione e Pensiero” a cura di Anselmo Villata.

 

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