Fabio Cancellara Gòmez .... vi racconto la mia passione ...... giugno 11, 2018 \\

Descrivi il tuo giorno lavorativo perfetto....
Un caffè americano, un foglio di carta bianco, una matita su cui meditare e descrivere la mia vita, gli attori e le comparse che la attraversano. Uno studio di registrazione con musicisti pronti, capaci di ascoltare il tuo stato d’animo e che riescano a vestire, plasmare con sensibilità la tua canzone: creando un’emozione che prima non c’era. Il giorno perfetto arriva nel momento in cui vedi realizzata a 360 gradi la tua idea anche per quanto riguarda il riscontro con il pubblico che arriva con il tempo.
Cosa ti ha spinto verso la musica..
Penso che sia una cosa innata, personalmente è una vocazione o più profondamente una missione quotidiana. La musica non ha canali preferenziali arriva quando meno te l’aspetti. Forse è una passione nata in famiglia dove tutti hanno sempre ascoltato e suonato tanta musica. È la parte più emotiva e creativa che c’è dentro ognuno di noi, molti la ascoltano, altri cercano di reprimerla perché vedono in essa “il sogno” e ahimè molti legano questa parola a “impossibile da realizzare”. La musica non è fatta solo di spartiti, note da mettere insieme, ma è fatta anche di pause, silenzi, prese di fiato che sono forse le parti più interessanti. Assomiglia alla matematica, ma è completamente diversa perché, almeno nella Pop Music, c’è l’aspetto libero della creatività, in un mondo odierno come il nostro smitizzato e pieno di regole di mercato, ma si sa che chi segue troppo il mercato perde la propria identità e si perde “il senso” che essa detiene l’emozione legata alla vita stessa.
Se potessi svegliarti domani con una nuova dote, quale sceglieresti?
Ultimamente qualcuno mi ha chiesto: “Che lavoro vuoi fare da grande?”. Aspetta un attimo che ci penso: vediamo mmmh la mia risposta è stata una risata. Sicuramente mi piacerebbe nascere un ambiente più favorevole e aperto verso gli artisti di reale talento, ma questa è la scommessa che il mondo globalizzato di oggi ci impone. Penso che bisogna mediare tra la realtà e desideri che non sono lontani, spesso siamo noi ad allontanarci da loro. Per rispondere definitamente alla tua domanda, opterei per il cinema come attore anche se la musica e il canto non dovrebbero mai mancare, ogni tanto amo sognare con i film di Frank Sinatra perché mi affascina la figura del crooner.
A chi sei più grato per la tua passione artistica ?
Penso che il ringraziamento più grande vada ai miei genitori che mi hanno messo al mondo e che sono stati di capaci di crescermi con una testa libera da stereotipi dandomi la possibilità di vedere il mondo sempre da un punto di vista neutro. Ricordo ancora qualche frase eloquente: “Se quella persona esprime se stessa in quel modo è perché ha, i suoi mille motivi, perciò merita è il tuo rispetto”. Per quanto riguarda la parte musicale ringrazio il mio produttore esecutivo Paolo che ha sempre creduto in me come artista e come persona di talento.

Cambieresti qualcosa nel mondo della musica in cui ti sei formato?
Non c’è una bella formazione a livello musicale nel nostro paese per quanto riguarda la musica in sé a partire dall'insegnamento poco corretto, a mio modesto parere, nelle scuole primarie: alle elementari era inesistente, alle medie non era una disciplina molto amata. Penso che il problema più grosso sia quello del far appassionare gli allievi e come si fa? Una delle soluzioni più grandi potrebbe essere quella di scegliere un brano attuale che coinvolge tutti suonandolo o cantandolo. Per amare una disciplina devi emozionarti per essa e non basta capire il funzionamento di uno spartito, altrimenti essa diventa sterile, metodica: troppo accademica. Parlo sempre in prima persona visto e dato e considerato che mi è stata rivolta una domanda rispondo in maniera “soggettiva” anche se esiste un’oggettività nella musica che fa riferimento ai canoni di bellezza, spesso e volentieri questo canone nella storia musicale è stato infinitamente rivoltato e al di là di quello che ci vogliono far credere ogni epoca al suo perché, anche questa dov'è sembra che non ci siano più novità: pensate al rock quando è nato e pensate a tutti quelli che erano fissati con il jazz, fatevi una domanda fondamentale: che cosa ne pensavano? Ecco la risposta per quanto riguarda la musica di oggi. Io sono cresciuto negli anni ‘80 e il mio approccio alla musica più forte è arrivato negli anni ‘90 anni periodo in cui i dischi e CD audio di vedevano a fiumi. Per giungere a una conclusione oggi viviamo in un’epoca “liquida” dove la musica si fa strada con il digitale sui social e nei portali della musica mondiale dove sta avvenendo un enorme cambiamento. A volte costretto e imposto da certe case discografiche, a volte non segue l’imposizione del mercato grazie a YouTube e ai social media dove si assiste in diretta alla continua divulgazione di nuovi artisti è questa la vera rivoluzione che spaventa purtroppo, una rivincita per gli artisti sconosciuti. Un mezzo la rete per arrivare al pubblico immediatamente: un bene, ma anche un rischio per quanto riguarda la tutela e soprattutto i guadagni che derivano dal diritto d’autore su questo tema attualmente le società nazionali come la SIAE sono poco chiare. Attraverso la pubblicazione di un videoclip o della nostra canzone possiamo avere già i commenti, dei riscontri immediati. L’artista a mio parere oggi oltre a saper cantare deve coinvolgere il proprio pubblico anche con il suo carisma, la sua spontaneità carisma e deve cercare almeno nel mio caso, di far passare messaggi forti, che non sono solo degli slogan ipocriti. Purtroppo oggi avviene anche questo molti pubblicano cose senza nessun tipo di significato e poi le giustificano con frasi “scopiazzate chissà dove” con un copia e incolla. Purtroppo penso che se non si è Michael Jackson bisogna scendere dal piedistallo e abbracciare il proprio pubblico, oggi si vede chiaramente chi lo fa per interesse/moda per ridimensionare la propria popolarità, e chi invece lo fa in modo naturale senza regole da seguire per questo amo le dirette e non i video (Fabio sorride e continua...) non so se ci siamo capiti.

Tre domande in una ... il tuo romanzo preferito... il tuo film preferito.. la tua canzone preferita...
Questa è una domanda difficile perché tanti sono i libri che ho letto oltretutto sono anche un cinefilo la passione per il cinema mi accompagna da sempre. Non parliamo poi delle canzoni perché avendo lavorato anche in radio come presentatore/speaker, la mia cultura sulla musica è vastissima. Nel rispondere a questa domanda risponderò per ciò che ogni volta anche del tempo passa leggendo, guardando e ascoltando mi emoziona allo stesso modo, come se fosse la prima con brivido e con commozione. 
Il romanzo che più mi ha accompagnato nel mio cammino di vita è “Siddharta” di Hermann Hesse (avevo solo 14 anni) una frase emblematica per riassumerlo: “Ciò che conta e tutto dentro noi; nessuno là fuori ci può aiutare. Non essere in guerra con se stessi, vivere d’amore con sé stessi. Allora tutto diventa possibile, non solo camminare su una fune, ma anche volare“. La canzone che più mi emoziona con il passare degli anni è “In My Defence” è una canzone scritta da Dave Clark ed interpretata da Freddie Mercury pubblicata per la prima volta nel 1986 sull'album omonimo inciso come colonna sonora del musical Time, dello stesso anno. Il brano venne pubblicato ufficialmente prima come B-side del singolo Time nel 1986 ed in seguito come lato A nel 1992, per la promozione del The Freddie Mercury Album, la prima volta che l’ascoltai fu proprio in quell’anno mio fratello aveva ormai tutta la collezione dei “Queen” non se ne perdeva una e in casa spesso erano a tutto volume. Uno dei film che più mi affascina e mi emoziona è quello interpretato straordinariamente da Julia Roberts “Erin Brockovich”, il messaggio più grande che viene fuori da questo film hollywoodiano è il seguente: “Non abbiamo bisogno di grandi diplomi e pezzi di carta per cambiare il mondo, noi siamo il cambiamento per rendere questo mondo “contaminato” migliore o perlomeno di lenire le ferite che esso provoca”.
Che cosa è troppo serio per scherzarci su?
La salute, la violenza, la razza, la libertà di espressione, di pensiero e cosa su cui non si deve mai scherzare: la disgrazia altrui.

Hai calcato i palcoscenici di tutta Europa.....Raccontaci il momento che ricordi con più passione ...
Tutti sono stati dei magici momenti, tutti mi hanno reso l’artista di oggi e hanno determinato la persona che sono.


I tuoi prossimi impegni..
Realizzare il mio secondo album è l’impegno più grande che ora ho, sarà dura, ma come ho detto nel primo “Niente è impossibile”.


  :  https://youtu.be/u7xnfnmHZ4I 
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