Fabio Massenzi....Bisognerebbe avere la volontà di sporcarsi “le mani” e di andare a scovare talenti nei piccoli teatri... luglio 4, 2018 \\

Descrivi il tuo giorno lavorativo perfetto
Eh, il giorno lavorativo perfetto non so se esista o meno. Ogni giorno è un giorno a se. Perlomeno per quanto riguarda noi, che non svolgiamo un lavoro d’ufficio. Il giorno lavorativo perfetto a prescindere dalla professione, credo sia quando ti viene data la possibilità di poterti esprimere attraverso la tua arte, quando vedi i tuoi progetti prendere forma piano piano e tutti sacrifici tradursi in soddisfazioni. Pero mi accontento anche di alzarmi la mattina, spremuta, i pod acceso sui Doors, e 10 ore di set.
Cosa ti ha spinto verso la recitazione.
Non so se c’è stata una vera e propria spinta, diciamo non c’è mai stato un intralcio. Fin da piccolo, fino a dove arrivano i miei ricordi, grazie anche a foto, vhs e racconti dei miei genitori, ho sempre avuto questa predisposizione. Ricordo che riuscivo a coinvolgere mio cugino, e premesso, la persona meno esibizionista che io conosca, a inventarci le scenette di Stanlio e Ollio, oppure Batman e Robin. Sempre protagonista negli spettacoli scolastici, non mi sono mai creato un piano B, poiché credo distolga le energie da quello che realmente vuoi essere nella vita. “Passione”, è una parola troppo utilizzata, “Sono nato per questo” dà molto di divo anni 60. Credo, che la vita è una e se non la vivi come vuoi tu, nonostante le difficoltà, vivi la vita di qualcun altro. 
C’è spazio per i giovani talenti in Italia
Assolutamente SI. Lo spazio c’è ed è anche tanto, bisogna saperlo inquadrare e valorizzare. Io non credo alla scusa dei cervelli in fuga o i choosy. Bisogna solamente avere il coraggio di valorizzare i giovani. Per quanto riguarda il cinema italiano, attori e registi talentuosi che ancora devono essere scovati ce ne sono, basti guardare Borghi, Marinelli, Ferrara, che si stanno prendendo quello che giustamente gli spetta, sono giovani e pieni di talento. Lode a chi  ha scoperto tanto talento. Largo dunque ai giovani, senza avere il timore di rischiare.

Se potessi svegliarti domani con una nuova dote, quale sceglieresti
La conoscenza delle lingue in automatico. Come fossero già innate in noi, Cartesio docet. I miei amici conosco molto bene la mia “intraprendenza” con lingua inglese, potrei scriverci un libro sulle mie conversazioni in terra straniera.

A chi sei più grato per la tua passione artistica
Tendenzialmente nella mia famiglia si è sempre respirata una vena artistica. Mia nonna diceva sempre che io ero il filo che la legava al passato. Tre nomi su tutti, mia zia Mary che è stata una grande stilista, la signora Gioconda che mi ha permesso di realizzarmi come attore e soprattutto mia madre che romanticamente rivede in me l’artisticità della famiglia. Dunque mi ha sempre permesso di trasformare i sogni in basi solide. 

Cambieresti qualcosa nel mondo del cinema, del teatro e della televisione in cui ti sei formato
Il coraggio. Il coraggio di osare e rischiare. Talvolta le produzioni vanno sempre e solo sul sicuro. Producendo sempre gli stessi attori, sempre le stesse storie. Bisognerebbe avere secondo me, la volontà di sporcarsi “le mani” e di andare a scovare talenti nei piccoli teatri, nei laboratori, nei film indipendenti. Come dicevo prima, ci sono bravissimi autori, attori e registi che aspettano solamente di fare il grande salto.

C’è qualcosa che hai sognato di fare e non hai fatto
Si, ahimè, ho preso, rimosso e cancellato gli ultimi dieci anni della mia vita. Dieci anni in cui mi sono passati diversi treni e occasioni, sia a livello di crescita professionale che umana. Ma purtroppo avevo il cuore ancorato a un progetto di vita, che mi ha limitato determinate esperienze, ma al tempo avevo la convinzione fosse la cosa giusta. Sto cercando di recuperare. La prima cosa che faccio appena ho tempo libero, è prendere e viaggiare, in macchina, aereo, barca, non importa come, ma prendere e andare a conoscere culture differenti dalla propria, mondi distanti dal nostro, che per il mio lavoro è fondamentale. Credo sia un privilegio della nostra era. Ho capito una cosa molto importante: i soldi vanno e vengono, il tempo a volte è nemico.

Tre domande in una …. Il tuo romanzo preferito ….. il tuo film preferito … il tuo spettacolo teatrale preferito
Il ritratto di DoryanGray – Il giusto tocco di promiscuità e vanità
Forrest Gump – Un film di una poesia nostalgica unica
Rugantino – Sono romano, amo la romanità, siamo tutti un po Rugantino

Che cosa è troppo serio per scherzarci su?
I sentimenti. Quando una persona ti dona la sua vulnerabilità, bisognerebbe rispettarla solennemente come fosse un cristallo. Perché non sai mai quanto vuoto può lasciarti dopo aver spezzato un cuore.
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Hai partecipato al Premio Festival  CortoCulturalClassic 2018 con il corto "L'Ultimo Ninja". Come hai dato vita al tuo straordinario personaggio di padre affettuoso e disperato da un lato e omofobo dall'altro.
Walter, devo dire che non pensavo che questo personaggio potesse riscuotere tutto questo successo. Mi ha portato a diverse candidature come miglior attore protagonista. Inizialmente tutto ciò era inaspettato. Io credo che il personaggio di Walter, sia lo specchio della realtà. Un padre giovane, che arranca nelle difficoltà della vita, che nonostante tutto ha il dovere sentimentale di rendere felice il suo bambino e la sua donna. Più che omofobo, io credo sia stata l’ignoranza e la disperazione a farlo inveire in quel modo contro una coppia di omosessuali. Perché poi alla fine senza spoilerare nulla, nascerà anche una bella amicizia. Ma devo dare  merito a Mattia (regista) perché mi ha lasciato libero, facendomi plasmare nella giusta libertà il carattere di Walter, take dopo take. E soprattutto devo dire grazie ai miei colleghi Gianmarco Bellumori e Marica Cotognoni perché mi hanno messo nelle condizioni perfette per esprimermi al meglio.
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I tuoi prossimi impegni?
Ci sono diversi progetti che sono in fase di lavorazione avanzata. A fine luglio andremo a girare il mio secondo cortometraggio “Tulipè” scritto a quattro mani insieme a Stefano Di Cicco, prodotto dalla Scarlet Film per la regia di Andrea Di Cicco. Per me è un passo molto importante perché le mie storie stanno prendendo sempre più una forma. E la cosa bella è che hanno creduto subito nel progetto attori del calibro di Cristina Donadio e Jonis Bascir. Quindi il mese di Luglio mi vedrà impegnato sul set di Tulipè. Per il resto ci saranno notizie più avanti che ancora non posso rivelare.

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