Gianni Rosato ... se un attore vuol costruire una carriera duratura nel tempo deve costruirla a piccoli mattoni ...... luglio 10, 2018 \\

 Descrivi il tuo giorno lavorativo perfetto
In  realtà non saprei, perché ogni giorno di lavoro è diverso dall'altro come le persone che incontri oggi e magari non sono le stesse che incontrerai domani, però se proprio dovessi raccontare il mio giorno tipo, sarebbe fatto di persone che come me hanno voglia di fare questo lavoro, che siano tecnici, sarti, parrucchieri, truccatori, attrezzisti, attori o una qualsiasi altra figura importante… vorrei che ci fosse sempre la complicità e voglia di lavorare insieme. Mi piacerebbe per esempio arrivare sul Set e iniziare con un buon caffè, perché è solo dopo un buon caffè che inizia la giornata. Mi piace tantissimo quando con gli altri attori prima di girare ci si confronta e magari si fa anche una prova delle scene che si andranno a girare. Posso dire che finora sono stato fortunato, perché tra i vari Set sui quali ho lavorato ho avuto sempre modo di confrontarmi con persone solari, disponibili, gentili e con tanta voglia di fare. Insomma, la mia giornata ideale è quella giornata dove lavori tanto e alla fine, prima di tornare a casa ti dispiace dover salutare le persone con le quali hai avuto modo di confrontarti, anche quando sei stanco morto, se lavori con persone con le quali hai un bellissimo rapporto, la stanchezza incombe parallelamente alla voglia di non staccare, fare di più.       
Cosa ti ha spinto verso la recitazione
- questa domanda me l’hanno fatta un sacco di volte, tante persone, ma non sono mai riuscito a dare una risposta. Della serie è nato prima l’uovo o la gallina? E molti vi chiederete “che cosa c’entra adesso questa affermazione”. In diversi casi non esistono risposte, nel mio per esempio. Ricordo quando all'età di nove anni, in terza elementare, durante un compito in classe che si ispirava ai sogni di un bambino che voleva realizzarsi ispirandosi ai propri genitori, pur non essendo  figlio d’arte, ricordo benissimo che a questa domanda risposi che da grande avrei voluto fare l’attore. Non vi nascondo la faccia di mia madre all'incontro scuola famiglia. Infatti anche se ero un bambino,  mia madre capì subito che sarei stato un folle, nel senso buono del termine ovviamente. Col passare del tempo cresceva, cresce, insieme a me questa fortissima passione per la recitazione che ti porta sempre a voler imparare di più.

Se potessi svegliarti domani con una nuova dote, quale sceglieresti?
 Beh se potessi svegliarmi un domani con una nuova dote, vorrei essere un medico oncologo, salvare vite umane, dare il mio contributo alla scienza, e poter essere veramente un eroe senza aspettare nessuna gratificazione dagli altri.

A chi sei più grato per la tua passione artistica?
Altra domanda alla quale non so rispondere, ma ci provo lo stesso. Quando decisi di andar via da casa per trasferirmi a Roma, ricordo benissimo che i miei non erano per niente d’accordo, il lavoro dell’attore non è una garanzia, scegliere un percorso artistico non ti dà delle certezze. È un po’ come giocare alla roulette russa non sai mai quando la pistola sparerà veramente, e se sparerà. Ricordo molto bene però che sin da piccolo, quando gli amici oppure i parenti andavano al cinema a vedere un film che poteva essere un cartone animato una commedia di quelle dove si sentono solamente le parolacce e che sono poveri di contenuti, io rimanevo a casa a guardare dei film d’autore in seconda serata su un canale nazionale. Ecco se dovessi risponderti, potrei dirti senza presunzione, che sono grato solo a me stesso per la mia passione, perché ciò creduto sin da piccolo e la sto portando avanti ogni giorno, anche se ci sono moltissimi alti e bassi l’importante è crederci sempre, questo è l’unico modo per andare avanti anche nei periodi più bui, questa forza interiore la puoi trovare solamente dentro di te.
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Cambieresti qualcosa nel mondo della televisione e del cinema in cui ti sei formato?
No, assolutamente no non cambierei nulla, mi reputo fortunato anche in questo, ho avuto modo di iniziare a muovere i primi passi accontentandomi delle piccolissime cose, a spizzichi e bocconi, piano piano sto raggiungendo i miei obiettivi, anche se la strada è ancora in salita, troppo in salita, ma ho delle buone scarpe ai piedi. Non sopporto e non mi piacciono per niente le scorciatoie. Penso che se un attore vuol costruire una carriera duratura nel tempo deve costruirla a piccoli mattoni giorno dopo giorno, una carriera che arriva all'improvviso, quel successo che ti stravolge da un momento all'altro, se non arriva da un’ottima gavetta, è solamente un fuoco di paglia purtroppo e ti brucia sul nascere.
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C’è spazio per giovani attori in Italia?
Al mio avviso, in Italia c’è spazio per tutti quei giovani attori, che prima di arrivare al successo, si formano, studiano, fanno sacrifici, e soprattutto apprezzano gli sforzi e le rinunce fatte dai propri genitori per sostenerli. Oggi come oggi, molti registi scelgono giovanissimi attori come protagonisti dei loro film, rivelandosi bravissimi e conquistando un pubblico che col passare del tempo li sosterrà sempre.

C’è qualcosa che hai sognato di fare e non hai fatto?
 Ho sempre sognato di lanciarmi da un aereo, e sicuramente lo farò. Solitamente cerco e tendo a realizzare tutto ciò che sogno ad’occhi aperti perché la vita è una, tutto ciò che non fai non lo potranno mai fare gli altri per te, quindi ogni lasciata è persa.

Quattro domande in una …. Il tuo romanzo preferito ….. il tuo film preferito … il tuo spettacolo teatrale preferito …. La tua canzone preferita
- Rosso Istambul, scritto da Ferzan Ozpetek 
- Gran Budapest Hotel,  regia di Wes Anderson 
- Mamma mia, teatro Sistina
- Tutto può succedere, Negramaro
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Che cosa è troppo serio per scherzarci su? 
Le malattie gravi, le morti altrui, la violenza sui minori e sulle donne.Le malattie e parlo di malattie vere e serie. Le sindromi, il bullismo e la violenza sugli animali. Per non parlare poi dell’omofobia. In particolare modo e soprattutto quando sento parlare di violenza sugli animali e bullismo, scatta in me una rabbia indescrivibile è una forte pena...la sento proprio dentro


Cosa pensi della realizzazioni dei cortometraggi con cui vengono raccontate storie brevi di vita..
Parlando di cortometraggi, sono orgoglioso di dirti che  ho fatto uno da protagonista, e il regista, un bravissimo e giovane Mattia Riccio, lo ha realizzato con un budget minimo. Questo cortometraggio poi ha partecipato sia ai David di Donatello che a tanti altri premi. Sinceramente penso che sia più difficile concentrare una storia in 15 minuti e non in un lungometraggio per il cinema. Infatti in un cortometraggio hai a disposizione pochi minuti per far nascere crescere e morire una storia. La bellezza del cinema, sta proprio nella raccontare quelle storie che ti lasciano un qualcosa dentro, un sentimento, un’emozione. Non importa come la racconti, l’importante è fare il centro nelle emozioni dello spettatore
Cosa spinge un attore come te  a sperimentare nuove forme di linguaggio artistico.
Sicuramente l’idea di voler essere sempre originali, di creare un progetto che finora non è stato visto in giro. A volte non basta strafare ma basta fare cose piccole e fatte bene. La voglia di sperimentare nuove forme di linguaggio artistico e dato dal fatto che secondo me un attore non a riserve nelle forme di espressione della propria arte. Credo che +1 attore sperimenti un linguaggio artistico diverso e più abbia la Possibilità di conoscersi e farsi conoscere sotto diversi aspetti.
Il tuo rapporto con la Calabria.
- Penso a mia madre, agli affetti, alla voglia di tornare in paese e di essere apprezzato per i sacrifici fatti. Sono partito da lì per realizzare i miei sogni e non puoi immaginare la soddisfazione di tornare a casa e vedere la gente che ti saluta e ti fa i complimenti, sentire il mormorio dei parenti o dei paesani che ti indicano. Anche questo è sud.

I tuoi prossimi impegni?
Sto aspettando  una risposta per un progetto televisivo, purtroppo non posso dire di più. Non ti nascondo che mi piacerebbe girare un lungometraggio tutto mio, oppure portare in scena al teatro un’opera di Arthur Miller che mi è rimasta particolarmente nel cuore sin dai tempi in cui frequentavo la scuola di Enzo Garinei.

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