STEFANO ARADO: "fare il danzatore richiede passione, dedizione e tanta fatica........" agosto 20, 2018 \\

Descrivi il tuo giorno lavorativo perfetto
Il mio giorno lavorativo perfetto inizia alle 9.30 con la lezione di classico preparatoria, per poi proseguire con la lezione di contemporaneo e a seguire prove con la compagnia di cui sono direttore sino alle 13.30. Dopo la pausa pranzo proseguo con l’insegnamento, in diverse scuole, solitamente sino alle 21.30 di sera. 
STEFANO ARADO... fare il danzatore richiede passione, dedizione e ...
Cosa ti ha portato verso la danza.
Non avrei mai pensato di lavorare nel mondo della danza, tutto è successo per caso. Ho iniziato a ballare da adolescente in una piccola scuola di provincia, poi un giorno durante uno stage sono entrato in contatto con la vera danza professionistica e da quel momento  ho preso la decisione di presentarmi alle audizioni per il Centro Opus Ballet di Firenze dove sono stato ammesso al corso di formazione professionale Dipartimento Modern/Contemporaneo. 
Danzatori – Direzione artistica Stefano Arado
 Se potessi svegliarti domani con una nuova dote, quale sceglieresti?
Anche se non necessario per la tecnica di danza che pratico chiederei una maggiore apertura verso il canto.

A chi sei più grato per la tua passione artistica?
Per la mia passione devo ringraziare sicuramente mia mamma che, se pur a livello amatoriale, ha sempre fatto l’attrice e mi ha avvicinato sin da bambino al mondo artistico. Devo inoltre ringraziare tutto lo staff insegnanti dell’Opus Ballet di Firenze. 
La danza contemporanea seduce Varese con la Compagnia Altroverso ...
Cambieresti qualcosa nel mondo della danza  in cui ti sei formato?
Nel mondo della danza bisognerebbe cambiare molte cose a partire dalla grande incompetenza di molte persone che si improvvisano insegnanti senza aver studiato ma soprattutto tutti quegli insegnanti che tarpano le ali agli allievi meritevoli in quanto guardano solo al loro guadagno o al proprio ego personale. 

C’è qualcosa che hai sognato di fare e non hai fatto?
Ognuno di noi ha dei sogni nel cassetto che non è ancora riuscito a realizzare: sicuramente quello che non ho ancora fatto è di fare un esperienza a lungo termine in una Compagnia all’estero, magari perché no, con quella che ho appena fondato. 

 Cosa spinge un giovane danzatore talentuoso come te verso la coreografia
Sicuramente la voglia di trasmettere messaggi, di portare un po’ di se stessi e del proprio sentire interiore agli altri, ma soprattutto diffondere una cultura della danza sperimentale e non solo commerciale. 

Sei coreografo e direttore musicale dello spettacolo “Mata Hari: una donna tra le spie”per conto della Compagnia Doppio Sogno a cosa ti sei ispirato per le coreografie di questo illustre personaggio storico;
Insieme alla regista della Compagnia abbiamo pensato a Mata Hari, in occasione del centenario della sua morte, in quanto personaggio misterioso e affascinante, una donna che, forse incastrata dal destino e dal mondo dello spionaggio, è riuscita a mantenere una lucidità disarmante. Per le coreografie mi sono ispirato alla donna, alla forza interiore di questo essere meraviglioso, che dall’inizio dei tempi dona  la vita. 

Tre domande in una …. Il tuo romanzo preferito ….. il tuo film preferito … il tuo spettacolo di danza preferito
Premesso che adoro leggere sin da quando sono bambino, il mio romanzo preferito è Harry Potter e in generale in genere fantasy. Per quanto riguarda i film sono un po’ carente, preferisco decisamente i telefilm tra i quali il mio preferito in assoluto è “Streghe”. Il mio spettacolo di danza preferito è Cafe Muller di Pina Bausch.

 Che cosa è troppo serio per scherzarci su?
Le malattie, l’incompetenza e il finto perbenismo.

C’è posto per giovani danzatori talentuosi con idee innovative in Italia?
Purtroppo c’è pochissimo posto in quanto difficilmente ci sono istituzioni che finanziano i progetti. Spesso il lavoro di danzatore è mal retribuito e le stesse compagnie faticano ad andare avanti, si pensi solo a quanti enti lirici sono stati chiusi negli ultimi anni. A volte leggo addirittura di audizioni per lavori non retribuiti e sento persone che pensano che fare il danzatore non sia un vero e proprio lavoro. In realtà fare questa professione richiede passione, dedizione e tanta fatica, e va ritenuta tale.
Per quanto mi riguarda mi ritengo fortunato ad aver trovato il Centro Universitario Sportivo Insubria di Varese come ente promotore della mia compagnia “AltroVerso” in quanto è un ente sensibile all’arte, alla cultura e soprattutto da possibilità ai giovani in svariati campi.

Da Marzo 2018 sei Direttore Artistico, insieme ad Aurora Bonfante, della Scuola di Danza CUS Insubria di Varese , come affronti questo nuovo ruolo? 
Insieme alla mia collega Aurora cerchiamo ogni giorni di mettere tanta dedizione, entusiasmo e professionalità, di far capire ad allievi e genitori che lo studio corretto della danza sia a livello posturale che interpretativo non è scontato. È un ruolo nuovo per me ma mi da tanta soddisfazione vedere l’evoluzione degli allievi e collaborare con uno staff insegnanti motivato e professionale.

Con chi ti piacerebbe lavorare o collaborare?
Mi piacerebbe lavorare o collaborare con la compagnia Ultima Vez di Wim Wandekeybus e in generale con qualsiasi istituzione del mondo della danza che sia seria e lavori con grande umiltà. 

I tuoi prossimi impegni?
Avendo fondato a maggio 2018 la compagnia “AltroVerso”, che vede come ente promotore il Cus Insubria e sta ottenendo il patrocinio del Comune di Varese e dell’Università dell’Insubria, attualmente sto lavorando allo spettacolo “Ci sono giorni in cui”, uno spettacolo che tratta dello scorrere della vita e delle relazioni nel tempo, uno spettacolo che trasporterà lo spettatore tra teatro e danza. Avremo un primo estratto l’8 settembre presso il PalaInsubria di Varese, mentre lo spettacolo integrale è previsto per il 23 Marzo in Teatro a Varese. Attualmente la compagnia è composta da 5 danzatori, compreso me, e un attore. 

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