Domenico Ciaramitaro ...... l’esigenza di esprimermi e di avere un luogo dove poter essere altro ... la magia del teatro settembre 14, 2018 \\

Descrivi il tuo giorno lavorativo perfetto ....
Secondo me  esiste una predisposizione d’animo che contribuisce al giorno lavorativo perfetto. Accogliere tutto quello che la giornata lavorativa ti offre e ricambiarlo con i compagni penso che questa cosa vada al di là della giornata in se, tornare a casa dopo una giornata di lavoro che nutre l’animo penso che sia una delle cose più belle del lavoro dell’attore. Arricchirsi quotidianamente,  ma per arricchirsi e rendere ogni giornata lavorativa perfetta, bisogna amare quello che si fa e soprattutto avere attorno persone che si prendano cura l’uno dell’altro. Così ogni singola giornata diventa unica quindi perfetta.
Cosa ti ha portato verso la recitazione
Io non amo molto la parola “recitazione” ma sè dovessi pensare a cosa mi ha spinto ad intraprendere questa strada sicuramente: la curiosità, l’esigenza di esprimermi e di avere un luogo dove poter essere altro e per poter essere altro, bisogna continuamente scavare su se stessi e questo scavare (anche se doloroso a volte) ti porta ad una felicità, una gioia  che prendono vita e che forse ti rende una persona un tantino migliore e poi perché non c’è cosa più bella che incontrare veramente gli occhi dell’altro dove anche i silenzi hanno una vita e questa cosa per me non è recitazione ma uno scambio reale, che io definisco “vita che prende Vita” 

Se potessi svegliarti domani con una nuova dote, quale sceglieresti?
Potrei dirti mille cose ma scelgo quella che ad istinto viene fuori: sceglierei la misericordia , il perdono.....questa è la dote che sceglierei. Ma capisco che chiedo troppo. Perciò scelgo ogni giorno di provare ad essere me stesso, nel bene e nel male.
A chi sei più grato per la tua passione artistica?
Alla vita... al Signore che mi ha dato la possibilità di essere in questo mondo per mezzo dei miei genitori.

Cambieresti qualcosa nel mondo del teatro in cui ti sei formato?
In realtà no, ogni mondo teatrale è frutto di un’esperienza maturata nel tempo e dentro ad esso ci sono le storie dei singoli che lo rendono unico. Io alla mia formazione devo molto, perché ho imparato molto e soprattutto alla fine del triennio accademico, mi sono reso conto di avere ancora più “fame” e voglia di conoscere.

Tre domande in una...il tuo romanzo preferito... il tuo film preferito.... il tuo spettacolo teatrale preferito ....
Non leggo molti romanzi e tra i pochi che ho letto mi ha colpito Anna Karenina di Lev Tolstoj. Per quanto riguarda il mio film preferito potrei citarne più di uno ma se dovessi sceglierne uno  “Nuovo cinema Paradiso”  di Tornatore, mi ha colpito tantissimo per la semplicità del racconto in se accompagnato dalla stupenda colonna sonora di Ennio Morricone che rende questo film un viaggio estremamente commovente e intenso. Lo spettacolo che più mi ha  preso emotivamente e psicologicamente e che mi è rimasto dentro...senza dubbio: “le sorelle Macaluso” di Emma Dante. 
Cosa spinge un giovane attore come te a creare una compagnia e  dirigere un piccolissimo spazio artistico dando vita al Teatrino alla Zisa di 16 posti...
 Sicuramente nasce dall'esigenza umana di ricreare un luogo dove poter raccontare umanamente e con semplicità delle storie. Siamo partiti da questo luogo il Teatrino  l’unico spazio a disposizione che tra l’altro era il bagno di una casa.  Esattamente due estati fa, da poco diplomati alla scuola delle arti e dei mestieri dello spettacolo del teatro Biondo ci siamo ritrovati con questo spazio e con un testo scritto nel corso di drammaturgia in Accademia, ci siamo messi a provare e da lì è nato tutto, si è creata una  sinergia molto bella anche con l’ambiente del quartiere. 
Su cosa non bisogna mai scherzare
Sicuramente una delle cose serie su cui non bisogna mai scherzare  è sul futuro dei giovani, noi giovani siamo l’Italia che verrà ma molti questa cosa non l’hanno capita 

C'è posto per giovani artisti talentuosi con idee innovative in Italia?
Penso che in Italia ci siano grandi talenti  e che non siano messi alla luce per come dovrebbero e questa cosa è davvero sconfortante . Il sud che è la mia terra è piena di gente con idee innovative ma che spesso viene messa da parte e quindi il più delle volte è costretta ad emigrare per trovare lo spazio che merita. Questa è una  triste verità !

Il rapporto con la tua città ... Palermo ama l'arte?
Con la mia città ho un rapporto molto viscerale, qualcosa che è radicato dentro  e che sento sia parte di me in maniera quasi incontrollabile. Io amo Palermo, perché sa essere tutto e niente, gioia e dolore, chiusura e apertura, amore e odio, ricchezza e povertà, Palermo è il mio amore, sono cresciuto  tra le strade e i vicoli di questa Terra , conosco ogni singolo angolo e anche se a volte fa male è pur sempre la mia Terra. Penso che Palermo e i Palermitani amino l'arte, ma come dovrebbero amarla realmente è una domanda che mi pongo sempre.... si può fare di più e ogni singola persona che ne fa parte deve contribuire alla crescita artistica di questa splendida Terra.

I tuoi prossimi impegni...
Al momento sono impegnato con delle prove per uno spettacolo teatrale che faremo a Roma......siamo stati selezionati per un progetto molto importante ... ma non posso dire altro ....

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