CRISTIANO LEONE .....Mi ha affascinato anche l’idea di poter far risorgere dei testi antichi, spesso sommersi e dimenticati, e di riconsegnarli alla storia. novembre 2, 2018 \\

Descrivi il tuo giorno lavorativo perfetto …
Il giorno perfetto è quello in cui i progetti artistici prendono vita. Vi assisto come davanti a un’epifania. Sono momenti sospesi, miracolosi, in cui l’ansia si trasforma in gioia. È un’ebrezza condivisa, con gli artisti naturalmente, ma anche con ogni membro dell’équipe, come in una grande famiglia.
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Cosa ti ha portato verso lo studio della filologia romanza.
La filologia romanza è stata un prisma attraverso il quale ho osservato il mondo, una cornice, un metodo, ma anche un’intelaiatura e una trama. Mi ha attratto lo spirito scientifico che la anima, la pazienza, la cura, la costanza che richiede. Mi ha affascinato anche l’idea di poter far risorgere dei testi antichi, spesso sommersi e dimenticati, e di riconsegnarli alla storia. 
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Cosa spinge un giovane docente universitario come te ad essere curatore e direttore artistico, di accademie artistiche importantissime?
La direzione artistica mi consente di concretizzare la mia visione culturale. L’insegnamento, invece, di teorizzarla e storicizzarla. Entrambi i ruoli ruotano attorno alla stessa esigenza di condivisione, sia con il pubblico che con gli studenti. Senza trasmissione, l’arte si svuota del suo senso primordiale.

Sei anche responsabile della programmazione culturale e della comunicazione dell’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, in cosa consiste questo ruolo.
Dirigo la programmazione culturale dell’istituzione, curando a volte direttamente alcune manifestazioni culturali come i Giovedì della Villa, appuntamenti settimanali con i grandi maestri della creazione contemporanea, oppure come i festival dell’Accademia, quali Villa Aperta – festival di musica elettronica e arti visive – e la rassegna di Cinema all'aperto. Coordino poi la squadra che si occupa delle mostre, dell’accompagnamento dei borsisti, delle attività pedagogiche e di quelle editoriali. Ho, infine, la responsabilità della comunicazione interna ed esterna dell’Accademia, che realizzo con un Dream Team giovane e dinamico. 

Se potessi svegliarti domani con una nuova dote, quale sceglieresti?
Vorrei avere maggiore coraggio per esplorare la mia spiritualità, dimenticare il mio ego e connettermi con il mondo.

A chi sei più grato per la tua passione letteraria? 
A mia madre, che da piccolo non mi raccontava favole, ma recitava poesie.

Cambieresti qualcosa nel mondo dell’arte in cui ti sei formato?
Vorrei che le politiche culturali sostenessero e valorizzassero maggiormente i nostri artisti. Incoraggerei questi ultimia osare, non dimenticando mai, però, di consegnare al pubblico le chiavi per comprendere le opere. In un mondo ideale, ogni forma d’arte dovrebbe avere lamedesima dignità. Il mercato non dovrebbe prevalere sull’espressione artistica. In generale, e per concludere, vorrei che fosse sempre più chiara la dimensione morale dell’arte, tanto per gli artisti e gli addetti ai lavori, che per il pubblico.Pertanto, è nostro compito bandire la superficialità, assumerci le nostre responsabilitàe adoperarciaffinché tutti si sentano parte della cultura.

Sei direttore artistico di Ō Musica Danza e arte alle Terme di Diocleziano (Electa-Museo Nazionale Romano).… il tuo rapporto con la danza.
La danza, da spettatore, è forse l’arte che prediligo. Trovo prodigiosa la capacità del movimento di sacralizzare il corpo, di liberarlo, di sfruttarne tutte le potenzialità, di sublimarlo.    

Tre domande in una …. Il tuo romanzo preferito … il tuo film preferito … il tuo spettacolo teatrale preferito.
Non sono i miei preferiti, ma in questo preciso momento sento molti affini alla mia estetica il Percevaldi Chrétien de Troyes, Il posto delle fragole di Bergman, Democracy in America di Castellucci.

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Il rapporto con la tua città natale…
Ancestrale.

Che cosa è troppo serio per scherzarci su?
Tutto dipende dal modo in cui ci si esprime e dalla scelta del momento opportuno.

In generale cosa pensi del mondo della Rete? Secondo te La Rete sarà la strada del futuro per l’arte?
Non sono convinto che il futuro dell’arte sia necessariamente legato alla rete, anche se è evidente che essa ne estenda le potenzialità di espressione e diffusione. L’arte, però, si nutre di umanità. Il ritorno all’umano è la strada del futuro.

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Siamo una Associazione nata nel 2000, apartitica e interconfessionale, denominata “Napoli Cultural Classic” (Associazione Culturale volta alla diffusione dell’arte e della cultura, diretta alla promozione di artisti e di studiosi in fase di  affermazione nel campo del cinema, teatro, televisione, musica, danza, arte figurativa, moda, scrittura, scienze giuridiche e tecnologiche e di tutte le altre forme di scibile che i soci ordinari riterranno opportuno inserire.).

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