Mattia Olivieri ... Il mio mantra è “Volere è potere” e mi fa credere che chiunque abbia delle idee forti in cui credere trovi sempre la via per realizzarle.. novembre 9, 2018 \\

Descrivi il tuo giorno lavorativo perfetto….
... quello che mi permette di imparare qualcosa di nuovo. Lavorare con grandi Direttori e Registi allarga gli orizzonti artistici e culturali. Spesso un piccolo particolare da loro suggerito durante le prove illumina il pensiero musicale.
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Cosa ti ha portato verso il canto lirico
Ho iniziato a cantare musica leggera passando in seguito al canto lirico sotto l’incoraggiamento della mia prima insegnante di canto. In Conservatorio ho avuto poi la fortuna di studiare con la mia attuale pianista accompagnatrice che un giorno decise di farmi conoscere cosa fosse l’Opera dal vivo e mi portò alla Scala per Il barbiere di Siviglia. E in quel momento decisi che avrei dato tutto me stesso per poter calcare un giorno quel palcoscenico.
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Se potessi svegliarti domani con una nuova dote, quale sceglieresti?
Mi piacerebbe svegliarmi e rendermi conto di saper parlare tutte le lingue del mondo.
 
A chi sei più grato per la tua passione artistica?
La prima persona è sicuramente mia madre, amante della musica, che ha potuto realizzare attraverso me parte dei suoi sogni. Successivamente nel mio percorso ho incontrato due persone speciali che mi hanno aiutato a formarmi per quello che sono, Maurizio Leoni, mio maestro di canto, e Renata Nemola, la mia pianista.
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Nel tuo percorso professionale, quali sono stati i personaggi e gli spettacoli più significativi che hai portato in scena?
Il personaggio a cui più son legato emozionalmente è sicuramente Schaunard. Con questo ruolo, nel quale mi sono subito immedesimato, ho debuttato nella mia prima importante produzione, a Valencia, scelto da Riccardo Chailly fra gli allievi dell’Accademia nella quale mi stavo perfezionando per il nuovo allestimento de La bohème da lui diretto con la regia di Davide Livermore. E sempre con questo personaggio ho debuttato alla Scala con Gustavo Dudamel nella storica e gloriosa produzione di Franco Zeffirelli.
Poi Alfonse XI ne La Favorite, il mio primo ruolo di Belcanto serio, che mi sono sentito calzare alla perfezione e che ho avuto la fortuna di debuttare con Fabio Luisi al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino e di riprendere pochi mesi dopo al Liceu di Barcellona con Patrick Summers, sempre nello spettacolo di Derek Gimpel.
E, non potendo mancare uno dei compositori del mio cuore, W.A.Mozart, sono molto legato al ruolo di Nardo ne La finta giardiniera con il quale debuttai al Festival di Glyndebourne nella produzione di Frederic Wake-Walker che ho appena ripreso alla Scala sotto la direzione di Diego Fasolis.

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Cambieresti qualcosa nel mondo della lirica in cui ti sei formato?
Con rammarico cambierei la struttura dei corsi di canto lirico nei Conservatori di Musica.
 
C’è qualcosa che hai sognato di fare e non hai fatto?
Il paracadutismo…. adoro volare e la sensazione di cadere nel vuoto. Ma ho ancora tempo per realizzare questo sogno!
 
Tre domande in una… il tuo romanzo preferito… il tuo film preferito… la tua opera lirica preferita…
Le città invisibili di Italo Calvino, Forrest Gump di Robert Zemeckis interpretato da Tom Hanks, uno dei miei attori preferiti. Sono molto legato a tutti i personaggi che interpreto, ma tra tante opere quella che sicuramente canterei ogni giorno è La Bohème.
 
Che cosa è troppo serio per scherzarci su?
Il dolore inteso in ogni sua forma. Mi è sempre stato insegnato ad aver rispetto della sofferenza altrui.
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C’è posto per giovani artisti talentuosi con idee innovative in Italia?
Il mio mantra è “Volere è potere” e mi fa credere che chiunque abbia delle idee forti in cui credere trovi sempre la via per realizzarle. Ritengo che l’Italia sia aperta alle idee innovative ma purtroppo nel nostre Paese si investe troppo poco nella cultura e questo comporta una continua riduzione di occasioni lavorative.

I tuoi prossimi impegni?
Nella Stagione in corso mi aspettano diversi debutti: Ford al New National Theatre di Tokio, Dandini alla Scala, il debutto alla Bayerische Staatsoper come Ping e il Conte ne Le nozze di Figaro di W.A.Mozart al Maggio Musicale. Fra gli appuntamenti futuri Silvio alla Nederlandse Opera, il ritorno alla Scala ed al Maggio con alcuni progetti, il debutto al Théâtre Royal de la Monnaie ed il ritorno al Festival di Glyndebourne.
 

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