Daniele Di Giorgio ... la strada è ancora lunga ma io non demordo ... quando la danza è magia.. gennaio 16, 2018 \\

Descrivi il tuo giorno lavorativo perfetto.
- Sveglia ore 8:00
- colazione lenta (ho bisogno di realizzare che è un nuovo giorno, pieno di vita e tranquillità) composta da latte macchiato e cereali
- mi preparo
- salgo in macchina e, ascoltando le mie playlist preferite, mi carico emotivamente e mentalmente ad affrontare la giornata che mi aspetta
- arrivato in sala, inizio a riscaldare i muscoli e le articolazioni per attivare il mio corpo e renderlo efficiente a sostenere il lavoro che andrò ad affrontare; dopodiché inizia il vero e proprio lavoro di allestimento dello spettacolo
- pranzo leggero ore 13/13:30
- piccolo break della durata di trenta minuti
- due/tre ore di studio delle materie universitarie per crescere a livello culturale ed intellettuale
- due/tre lezioni di danza diverse l’una dall’altra, quindi con insegnanti diversi, per allenare ed abituare il corpo a cambiare dinamica continuamente
- doccia calda per sciogliere i muscoli più contratti e per rilassare il corpo
- cena ore 21/21:30
- esco con i miei amici per svagarmi senza troppo impegno
- vado a dormire intorno le ore 24/1
L'immagine può contenere: Daniele Dag Di Giorgio, con sorriso, primo piano
Cosa ti ha portato verso la danza?
Ricordo benissimo quel giorno in cui sono stato letteralmente folgorato da quella sensazione, visione, emozione... Ero piccolino, avevo 7/8 anni. Mio padre, insegnante dell’arte marziale cinese Kung Fu, mi aveva portato con sé a vedere l’esibizione dei suoi allievi, perciò loro erano sul palco mentre io ero seduto a guardarli accanto a mia madre. Finita la loro esibizione, me ne stavo per andare quando la musica dell’esibizione seguente mi ha letteralmente “richiamato all’attenzione”: mi sono girato di nuovo verso il palco, guardavo un gruppo di ragazzi ballare su questa musica nuova, giovanile, particolare, attraente, non riuscivo a togliere lo sguardo da dosso a loro, ero semplicemente estasiato, per cui mi sono seduto di nuovo. Continuavo a guardarli e mano a mano la musica saliva, io iniziavo a muovere la testa stando seduto, sempre di più, ancora di più, poi ho iniziato a ballare anche con le spalle, con le braccia, con le mani, mi sono dovuto alzare perché ho iniziato a ballare anche con le gambe, tutto questo involontariamente, semplicemente trasportato dalla musica e dall’emozione che quei ragazzi mi avevano trasmesso. Mia madre mi stava guardando sorpresa ma io ero felice, di conseguenza anche lei lo era e vedendola sorridere, le chiesi cosa fosse questo ballo; lei mi rispose: <<Hip Hop>> ed io: <<Voglio farlo anche io! Il prossimo anno posso fare Hip Hop, mamma? Per favore!>>. Non scorderò mai nemmeno quel suo sorriso prima del fatidico <<Sì, va bene>>. La abbracciai fortissimo e me ne andai saltellando appena la loro esibizione fu terminata. Dopo averne parlato anche con mio padre, lei mantenne la promessa e l’anno seguente mi iscrisse ai corsi di danza moderna e di Hip Hop. Era chiaro quale stile di danza mi piacesse di più, ma i miei genitori non avrebbero mai immaginato che questo potesse essere poi il mio futuro, perciò rimpiangono solo di non avermi iscritto anche al corso di danza classica.
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Se potessi svegliarti domani con una nuova dote, quale sceglieresti?
Sceglierei il canto, e studierei anche danza contemporaneamente: questo mi porterebbe ad un livello artistico sicuramente superiore.

A chi sei più grato per la tua passione artistica?
In realtà non c’è una persona vera e propria che mi abbia aiutato o indirizzato verso questa passione artistica. Sono felice di avere questa indole e personalmente ritengo che non sia sempre necessaria la presenza di un qualcuno per essere indirizzati verso un’arte. Piuttosto ringrazio i miei genitori per avermi permesso di percorrere questa strada che, seppur molto difficile, è l’unica che può gratificarmi.

Cambieresti qualcosa nel mondo della danza in cui ti sei formato?
Beh si, cambierei molte cose. Diciamo che quindici anni fa non esisteva la grande specializzazione che invece ora si può trovare nelle accademie italiane, anche perché la cultura dell’Hip Hop negli ultimi anni si è ampliata e diffusa a livelli altissimi. Per questo sicuramente cambierei il metodo di insegnamento nonché l’ottica di un tempo: inserirei un corso di pre-formazione in cui a ogni ballerino è data la possibilità di studiare la maggioranza degli stili Urban, per dar modo a ognuno di capire la propria predisposizione nonché gli stili in cui vuole specializzarsi; seguirebbero tre anni di studio delle varie discipline Urban e non, contornate da nozioni di anatomia, yoga, pilates, stretching e cultura/storia della danza, per poi infine preparare gli allievi al mondo delle audizioni, dello spettacolo, del lavoro e dell’arte in generale.

C’è qualcosa che hai sognato di fare e non hai fatto?
Il mio sogno (e quindi obiettivo) è quello di lavorare per artisti musicali di livello molto alto, artisti musicali che stimo e che sono davvero importanti nella scena Hip Hop mondiale, anche underground se vogliamo: parlo di artisti del calibro di Missy Elliott, Busta Rhymes, Eminem, DMX, Dr. Dre, Swizz Beatz, Redman, Madman... Ho sempre sognato di lavorare con loro, che sia per un video musicale o per un concerto. Prima di tutto, dovrei trasferirmi fisicamente in un altro Paese (probabilmente gli U.S.A. sono adatti al mo scopo), poi inizierei a studiare, crearmi il mio giro, partecipare alla audizioni e farmi conoscere piano piano, cercando di godermi il viaggio senza avere ansie per l’obiettivo finale. La strada è ancora lunga, ma io non demordo!

Hai mai pensato di diventare coreografo?
Certo! In un certo senso quando insegni ai ragazzi la tua disciplina, sei in piccola parte già coreografo. Personalmente è una domanda che mi sono posto già e non mi dispiacerebbe per nulla l’idea di diventare un coreografo, ma il danzare è davvero un’esigenza per me, quindi continuerò a farlo fin quando ne avrò le capacità.

Tre domande in una …. Il tuo romanzo preferito ….. il tuo film preferito … il tuo spettacolo di danza preferito.
Romanzo preferito: il Codice Da Vinci. Tratta della lotta tra chiesa e religione ponendo al centro dell’attenzione la setta degli Illuminati. Romanzo avvincente il quale fa tenere il fiato sospeso per tutta la durata del libro.
Film preferito: Insidious. Amo i film horror, soprattutto quelli con una trama articolata e riguardanti spiriti/anime/fantasmi; in particolar modo questo film tratta dei viaggi astrali, tema affascinante!
Spettacolo di danza preferito: “Inferno”, coreografato da Moses Pendleton e performato dalla sua compagnia, i Momix
Ogni spettacolo della compagnia Momix è particolarissimo ed inerente ad un tema molto specifico, usano props (oggetti di scena) e costumi d’impatto trasmettendo una bellezza ineguagliabile. Consiglio vivamente a tutti di andare a vederli a teatro!

Che cosa è troppo serio per scherzarci su?
La situazione Italiana: mi riferisco ad economia, politica, futuro dei giovani, rifiuti, lavoro, degrado, industrie, sviluppo, tecnologie, sanità, mafia, turismo etc. Avendo viaggiato all’interno ed all’esterno di questo Paese, mi sono accorto che abbiamo tante possibilità non sfruttate (gli altri Paesi nemmeno sognano di avere ciò in cui l’Italia per alcuni aspetti è ineguagliabile), tanti pro che piano piano stanno sparendo e invece tanti contro che aumentano sempre di più.  Siamo un popolo particolarissimo che si sta affondando da solo, e per questo una buona parte sta emigrando verso altri Paesi “mediocri”, ma dove è possibile vivere meglio.


 In generale cosa pensi del mondo della Rete intesa come social o web series?  Secondo te La Rete sarà la strada del futuro per l’arte?
Lo sviluppo della Rete Internet in questo ultimo periodo è stato esponenziale e ci ha permesso di attuare procedimenti che anni fa erano addirittura impensabili: ogni giorno tramite uno smartphone puoi conoscere qualsiasi nuova notizia senza il bisogno di guardare un telegiornale o comprare un giornale (su Internet puoi trovare entrambi), puoi contattare i parenti o gli amici più lontani tramite messaggi, chiamate, foto o video, puoi documentarti su qualsiasi argomento, puoi leggere un libro, puoi contattare un personaggio famoso, puoi guardare le serie tv, puoi svagarti, puoi conoscere gente nuova... Per alcuni versi penso però che la situazione riguardo i social stia degenerando: penso si stia dando troppa importanza alla “facciata” che si vuole far credere rispetto a chi si è veramente, l’importante non è più la relazione con altre persone, ma i likes, i followers, i filtri, le stories... Stanno scomparendo sempre di più i rapporti umani, sostituiti dai rapporti degli umani con le macchine. Inoltre penso che la Rete sarebbe potuta essere il futuro dell’arte, ma così non sarà poiché l’artista ormai è rovinato dalla Rete: per condividere un video di danza sui social, bisogna avere i diritti di utilizzo della musica per far sì che l’audio si senta, molte audizioni sono svolte tramite video (più comodo poiché non ci si deve scomodare da casa, ma viene scelto il video migliore e non il miglior danzatore, quindi bisogna lavorare molto a livello di regia e di riprese del video piuttosto che a livello delle doti personali), ultimamente vengono scelti gli artisti da far lavorare in base a quanti follower hanno sui social (quindi non è importante se l’artista sia bravo o no, ma che faccia pubblicità)... Tutti questi piccoli e vari meccanismi che si stanno instaurando nel mondo dell’arte non permettono all’artista di mostrarsi veramente per ciò che è.
L'immagine può contenere: 1 persona, sta ballando e persona seduta

C’è posto per giovani talentuosi con idee innovative in Italia?
Non molto. Ho notato che i giovani talentuosi Italiani hanno cercato di arrangiarsi come potevano: c’è chi cerca di lavorare il più possibile in Italia sotto il controllo di un sistema totalmente inadeguato e quindi sforzandosi in maniera maggiore, c’è chi cerca di crearsi la sua “realtà” ridotta in Italia con la speranza che questa cresca, c’è chi lascia l’Italia per cercare lavoro all’estero (e capita quasi sempre) e c’è chi lascia definitivamente il campo artistico per dedicarsi ad un lavoro ordinario. La cosa più “divertente” è il fatto che il giovane talentuoso Italiano, dopo aver lavorato all’estero, inizierà a lavorare in maniera maggiore anche in Italia semplicemente perché se n’è andato dal nostro Paese.



 I tuoi prossimi impegni?
Quì in Italia l’artista difficilmente riesce ad organizzare la propria vita poiché alcuni lavori saltano, altri escono all’ultimo, possono durare un lungo o un breve periodo, possono essere spostati di periodo... Insomma, l’artista non vive di certezze! Impegni prestabiliti sono “Maggie&Bianca Insieme Live Tour” e lo studio con conseguenti esami per l’università; ci sono anche alcune cose in sospeso, ma per scaramanzia non le rivelo fin quando non si avvereranno. Aspetto nuove audizioni e nuovi lavori.



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Siamo una Associazione nata nel 2000, apartitica e interconfessionale, denominata “Napoli Cultural Classic” (Associazione Culturale volta alla diffusione dell’arte e della cultura, diretta alla promozione di artisti e di studiosi in fase di  affermazione nel campo del cinema, teatro, televisione, musica, danza, arte figurativa, moda, scrittura, scienze giuridiche e tecnologiche e di tutte le altre forme di scibile che i soci ordinari riterranno opportuno inserire.).

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