Davide Celona .. L’arte, in tutte le sue forme, è sempre portatrice di un messaggio. . .. Bestie di scena ... al Teatro Bellini .. febbraio 6, 2019 \\

Descrivi il tuo giorno lavorativo perfetto…
Svegliarsi la mattina con una bella giornata di sole, fare colazione davanti al mare e precipitarsi entusiasta in teatro per le prove o sul set cinematografico con un gruppo di colleghi e regista/coreografo con i quali ami lavorare, confrontarti, imparare nuove cose.
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Cosa ti ha portato verso la recitazione e la danza .

Sicuramente la necessità di esprimermi al meglio, essendo una persona abbastanza timida di natura, usando il mio corpo come strumento. Dietro un ipotetico personaggio ti puoi divertire e giocare a trovare le mille sfumature, sia con l’uso del gesto/movimento sia con la parola . Un giorno puoi essere Macbeth e un’altro Don Giovanni..e sottolineo il verbo giocare. Giocare come i bambini, smontando i giochi e creando mondi immaginari che diventano davanti agli occhi degli adulti più reali della vita in quanto i bambini, quando giocano, ci credon veramente. Loro sono dei veri attori. E poi la necessità di portare un messaggio al pubblico, di far riflettere, discutere sul mondo che ci circonda. L’arte, in tutte le sue forme, è sempre portatrice di un messaggio.
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Se potessi svegliarti domani con una nuova dote, quale sceglieresti?
Sceglierei sicuramente la pittura e la scultura . Mi sono sempre piaciute e rimango affascinato da chi crea con le proprie mani queste arti. Adoro il contatto diretto che l’artista ha con la materia prima . Quando sono libero ne approfitto il più possibile per andare a vedere mostre .

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A chi sei più grato per la tua passione artistica?
Ai miei nonni ….Passavo interi pomeriggi ad ascoltare mio nonno e i suoi racconti sulla guerra. Ancora oggi ricordo il giorno in cui, per la prima volta, mio nonno mi mostrò le sue ferite alle gambe. Le sue gambe raccontavano una guerra passata, una storia, il coraggio di un’uomo che, per salvarsi la vita, percorreva distese di prati gelidi. E poi mia nonna …con la quale passavo intere giornate ad ascoltare “La zanzara” o “Il Geghegé” di Rita Pavone cantando a squarciagola e ballando nel soggiorno di casa come dei pazzi.

 Nel tuo percorso professionale quali sono stati i personaggi teatrali più significativi che hai portato in scena?
Tutti i personaggi che in questi anni ho portato in scena sono stati a mio avviso significativi. Ho iniziato il mio percorso d’attore con le fiabe rivisitate da Emma Dante “Anastasia, Genoveffa e Cenerentola”, “Gli alti e bassi di Biancaneve”, “Tre favole per un addio” dove interpreto più personaggi: dal principe, ai nani, allo specchio della regina crudele. Ho imparato che Il pubblico dei bambini è sempre quello più sincero. Mi sono fatto le ossa! Sempre con Emma in “VersoMedea” interpreto una donna di Corinto, utilizzando il dialetto siciliano ed è stato molto divertente e in una messa in scena a Parigi ho interpretato anche Il ruolo del Messaggero. In “Le sorelle Macaluso”, spettacolo al quale sono profondamente legato, vincitore del Premio Ubu, interpreto il figlio di una delle sorelle che muore giovane a causa di un attacco cardiaco giocando a pallone ed emulando il suo idolo Diego Armando Maradona.


Cambieresti qualcosa nel mondo del teatro e della danza in cui ti sei formato ?
Bhe si, vorrei ci fosse più meritocrazia che purtroppo in Italia manca. Non a caso siamo il paese con più fughe di cervelli in assoluto e dove non si è mai profeti in patria. Inoltre vorrei molto che il teatro italiano si avvicinasse di più al modello europeo dove non
esiste una scissione tra teatro e danza ma tutto si mescola per fare arte.

Tre domande in una …. Il tuo romanzo preferito…il tuo film preferito …il tuo spettacolo teatrale preferito
Il mio romanzo preferito: Trilogia della città di K di Agota Kristof, il mio film preferito: Mommy Xavier Dolan, il mio spettacolo teatrale preferito….questa è difficile, già lo era con il film … dunque ho più spettacoli preferiti: Riccardo III di Thomas Ostermeier, Orestea (una commedia Organica?) di Romeo Castellucci, Cendrillon di Joel Pommerat, 32 rue Vandenbranden di Peeping Tom, Vita mia di Emma Dante e The Great Tamer di Dimitris Papaioannou.

Che cosa è troppo serio per scherzarci su?
Sdrammatizzare può essere un modo per esorcizzare certi situazione poco gradevoli.É anche vero che ci sono cose per cui io non scherzerei mai … per esempio le malattie e tutto ciò che può ledere l’animo umano

In generale cosa pensi del mondo della Rete intesa come social o web series? secondo te la Rete sarà la strada del futuro per l’arte ?
Credo sia necessario evolversi e la Rete, se usata con consapevolezza, può creare una strada del futuro per l’arte. Già esistono spettacoli dove la tecnologia è messa al servizio del Teatro, penso ad esempio ai Motus. Per quanto riguarda più approfonditamente i social e le web series, ben venga che esistano perché danno la possibilità anche a giovani di talento
di farsi conoscere.


C’è posto per giovani artisti di talento con idee innovative in italia?
Se devo essere sincero, purtroppo sempre di meno. Ciò mi rattrista….

Tra poco sarai in scena a Napoli al Teatro Bellini con lo spettacolo “Bestie di scena” regia di Emma Dante. Raccontaci.
Sono molto felice di tornare a Napoli e al Bellini per la seconda volta. “Bestie di scena” di Emma Dante racconta di una comunità di esseri umani, fragili davanti ad un pubblico che li osserva. Sono esseri allo stato brado, si tolgono i vestiti consegnandoli al pubblico e
cominciano un viaggio nel mondo oscuro del teatro/del palcoscenico. Dalle quinte, una grande madre generatrice getta oggetti che li fanno animare, litigare, amare, ballare. Alla fine,quando alla comunità verrà chiesto di vestirsi, non lo farà, prenderà una posizione.

Il rapporto con la tua città Natale…
È un rapporto di amore/odio. Adoro la mia città. Per me Messina è mare con il suo orizzonte infinito dove lo sguardo si può perdere, è il mio amato Stretto dove si incontrano due mari Ionio e Tirreno, è Colapesce che sorregge ancora impavido, facendosi colonna, una punta della Sicilia. Spesso ci vado e vorrei che non fosse, come per anni è stata concepita, città di passaggio. É sicuramente una città difficile che ancora oggi soffre di un terremoto che l’ha devastata ma che spero si possa risollevare.

Con chi ti piacerebbe lavorare?
Tanti sono i registi sia teatrali che cinematografici con i quali vorrei lavorare. Nel cinema amerei lavorare con Matteo Garrone, Paolo Sorrentino, Luca Guadagnino, Ferzan Ozpetek, Edoardo De Angelis, I Fratelli Dardenne, Yorgos Lanthimos, Michael Haneke, Pedro Almodovar, Lars Von Trier, Xavier Dolan e tanti altri… Nel teatro vorrei tanto lavorare con Dimitris Papaioannou, Peeping Tom, Thomas Ostermeier, Romeo Castellucci, Alessandro Serra, Ricci/Forte.

 I tuoi prossimi impegni?
Due opere liriche e un progetto in lingua francese co-prodotto dal Theatre de la Colline di Parigi regia di Emma Dante. Un mio progetto insieme al coreografo Stellario Di Blasi sul mito di Colapesce ed altri progetti con diversi registi e coreografi che non voglio svelare per scaramanzia

Uno degli spettacoli più attesi della stagione. Dopo il successo de “La scortecata”, martedì 5 febbraio ore 21.00 al Teatro Bellini, va in scena il secondo appuntamento con il teatro di Emma Dante con “Bestie di scena”, in replica fino al 10 febbraio.

La pièce, coprodotta da Piccolo Teatro di Milano, Atto Unico, Compagnia Sud Costa Occidentale, Teatro Biondo di Palermo e Festival d’Avignon, ha suscitato, sin dal suo esordio, stupore e scandalo nella critica internazionale grazie al suo intenso impatto fisico ed emotivo.

Sulla scena quindici attori, senza voce e senza vestiti, che tentano disperatamente di rintracciare e impersonare il proprio personaggio, come delle vere e proprie “bestie di scena”. Il risultato è un’opera complessa, che affonda la propria ragion d’essere in un profondo studio del lavoro dell’attore, dando vita ad uno degli spettacoli più intimi ed importanti della teatrografia della regista siciliana.
Gli attori cominciano il loro percorso a partire da una realtà  fatta di meccanicismi ed omologazione. Sono tutti parte di una massa indistinta fatta di esseri umani. La materia grezza utilizzata da Emma Dante per realizzare la propria opera è costituita da una comunità di uomini e donne  all’interno della quale non si scorgono gli individui. L’autrice decide quindi di sconvolgere le esistenze dei protagonisti. Privati dei propri vestiti, preconcetti e delle proprie abitudini, gli attori cominceranno un percorso di riscoperta e ricostruzione all’interno del quale ciascuno tirerà fuori la propria personalità.

Ognuno mostrerà il proprio sé, senza imbarazzo nè paura. Emma Dante ha realizzato uno spettacolo in cui la nudità degli interpreti diviene del tutto irrilevante. Le bestie di scena daranno sfogo alla loro immaginazione illudendosi di vivere… Scimmiottano grossolanamente un’umanità ormai lontana mentre farfugliano brandelli di storie. “Come i bambini credono nei giochi e, alienati da tutto, se ne lasciano incantare fino agli eccessi della demenza.“

Bestie di scena pone l’attenzione sulla figura dell’essere umano considerato nella sua forma più intima e primordiale. Gli attori gradualmente cominceranno ad abbandonare i propri istinti animali, e a mostrare la propria personalità, il proprio ruolo… “ballando, cantando, urlando, litigando nei dialetti del sud, seducendo e impazzendo, amando, ridendo e combattendo, mettendo in atto un processo selvaggio che rimanda, secondo l’artista palermitana, a quello attraverso il quale nasce e si forma un individuo”.
Bestie di scena: lo spettacolo che ha stupito e scandalizzato critica e pubblico

Lo spettacolo, portato in scena da attori completamente nudi e privi di parola, ha ad oggetto l’interazione interpersonale, l’evoluzione e la scoperta di sé. Uomini e donne, privi di artifici di qualsiasi genere daranno sfogo alle proprie emozioni, pulsioni e frustrazioni. L’essere umano è una bestia complessa e per comprenderla risulterà necessario esaminarla in un contesto privo di distrazioni. Il corpo nudo e l’anima saranno gli unici strumenti utilizzati  dagli attori. Questi individui, come bestie, spaesate e apparentemente prive di ragione, si aggireranno sul palco cominciando gradualmente ad acquisire consapevolezza di sé stessi.

L’autrice palermitana ha dichiarato che originariamente il suo intento era quello di raccontare il lavoro dell’attore, la sua fatica, il suo abbandonarsi totalmente fino alla perdita della vergogna. Durante la costruzione dello spettacolo, come spesso accade, il testo ha cominciato poi ad evolversi assumendo nuove sfaccettature. La Dante si è così  trovata a plasmare una piccola comunità di esseri spaesati e fragili, un gruppo di imbecilli.

L’arte, quella vera, non è mai volgare, nè eccessiva, e lo spettacolo Bestie di scena ne è la lampante dimostrazione. La talentuosa Emma Dante propone al pubblico un testo forte ed originale, in cui viene dato rilievo alla parte più intima e primordiale dell’essere umano. Dopotutto gli uomini sono pur sempre animali, e quando si trovano su di un palco è legittimo definirli bestie di scena.


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Siamo una Associazione nata nel 2000, apartitica e interconfessionale, denominata “Napoli Cultural Classic” (Associazione Culturale volta alla diffusione dell’arte e della cultura, diretta alla promozione di artisti e di studiosi in fase di  affermazione nel campo del cinema, teatro, televisione, musica, danza, arte figurativa, moda, scrittura, scienze giuridiche e tecnologiche e di tutte le altre forme di scibile che i soci ordinari riterranno opportuno inserire.).

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