L’artista brasiliano e fashion designerAntovani Di Borotto: "....Creare per me significa pura e vera libertà..." aprile 15, 2019 \\

Descrivi il tuo giorno lavorativo perfetto ….
Quando faccio il mio lavoro è il momento del giorno in cui meno penso di lavorare, sono trasportato dalla gioia di vivere. Creare per me significa pura e vera libertà.
Cosa ti ha portato verso il mondo della pittura?
Quando siamo molto piccoli e immaturi non abbiamo l'accuratezza di certi fatti che ci sono accaduti, che hanno reso la nostra vita quello che è adesso, tranne quando una brutta situazione cambia tutta la tua storia, ma che fortunatamente non è successo a me, ho avuto un'infanzia molto serena. I miei genitori hanno compreso sin da subito la mia vocazione per l’arte e mi hanno lasciato libero di essere ciò che volevo diventare. Ciò che mi ha portato verso l'arte, in particolare alla forma artistica del collage,  è stata il gusto per la bellezza universale.
Se potessi svegliarti domani con una nuova dote, quale sceglieresti?
Vorrei svegliarmi con la capacità di comporre una canzone. Senza ombra di dubbio la musica è la più perfetta delle arti.
A chi sei più grato per la tua passione artistica?
Da ragazzino mia nonna mi regalava sempre matite colorate, tempera e carta e quando ero con lei mi lasciava libero di disegnare anche per molte ore. Aveva capito che mi piaceva usare i colori e mi permetteva di sperimentare. Già da allora assieme ai colori usavo forbici pezzi di carta e colla, avevo 6 anni. Qualche anno dopo la bellezza della scultura e della pittura del Barocco Mineiro ha fatto il resto. Spesso mi recavo a Ouro Preto per guardare il genio Aleijadinho. 
Cambieresti qualcosa nel mondo della pittura in cui ti sei formato?
Non voglio essere sdolcinato, ma credo che sia l'arte a cambiare l'artista e non il contrario.
Descrivi il rapporto con la tua città natale ….
Ad essere onesto non conosco dove sono nato, perché dopo un breve periodo ci siamo trasferiti in un'altra città, e così è stato per tutta la mia infanzia, ho vissuto in 8 città durante i miei primi 12 anni di vita, mio padre era il direttore amministrativo di una banca dello stato e veniva trasferito con grande frequenza, Questi trasferimenti non sono stati facili per me anche se nel tempo ha lasciato in me una passione per il viaggio.
Tre domande in una …. Il tuo romanzo preferito ….. il tuo film preferito … il tuo quadro preferito
questo domanda è difficile. Leggo molto, amo il cinema e vado pazzo per i musei, e ciò che mi piace cambia costantemente. Se mi avessi fatto la domanda qualche anno fa ti avrei risposto tutt’altro. In questo momento sono L’insostenibile leggerezza dell’essere, Citizen Kane e il Trittico del Giardino delle Delizie di Hieronymus Bosch.
Che cosa è troppo serio per scherzarci su? 
Su “Quindim” questo dolce brasiliano che mi fa impazzire. Comunque direi anche sui diritti umani, che hai miei occhi sembra que ci sono persone che non dovrebbero neanche esistere per il fatto di non capire che tuttti noi essere umani siamo uguali.

C’è posto per artisti talentuosi con idee innovative in Italia? 
Può essere ma i percorsi da seguire non sono così chiari e definiti per cui ci si affida al proprio intuito e capacità relazionali.
 Quali sono i tuoi prossimi impegni?
Ho fatto una immersione tempo fa nel surrealismo di Dali in Cadaqués dove ho anche realizzato una esposione nella Galleria Patrick J. Domken, con questa esperienza sto lavorando su un progetto che parla del peccato originale che non esiste.

l'artista Antovani Di Borotto

L’artista Brasiliano e fashion designer Antovani Di Borotto ha vissuto e lavorato a New York prima di trasferirsi a Roma, dove si è laureato presso l'Accademia Internazionale di Alta Moda e d'Arte del Costume Koefia di Roma nel 2008, oltre ad avere un diploma post-laurea in Arte e Produzione di Moda alla Universidade Veiga de Almeida di Rio de Janeiro 2014.
Il suo lavoro di collage è iniziato nel 2011 e ha già conquistato clienti da tutto il mondo. Il collage come procedura tecnica è noto già da un pò di tempo, ma la sua incorporazione nell'arte del ventesimo secolo è avvenuta con il cubismo. Quando si inseriscono all'interno delle strutture elementi strutturali presi dalla realtà - carte di vario tipo, tessuto, legno e altri oggetti, la pittura è vista come la costruzione di un mezzo che rende difficile stabilire limiti rigorosi tra pittura e scultura.
"Mi piace invitare le persone a coprire distanze di spazio in una frazione di secondo, distruggendo i confini e le barriere, reali o immaginarie. Icone, monumenti, dipinti famosi, fauna, flora, kitsch, prendono altre forme e portano sensazioni e sentimenti. Possibilità di dialogo, dove ognuno sceglie la sua partenza, arrivo, volo spaziale. Le variazioni sono infinite e sempre uniche. Come in un film, possiamo sfruttare la registrazione che più ci entusiasma.
'' Non ho mai voluto fare arte per essere arte; Il mio desiderio è sempre stato quello di produrre felicità. Cerco l'ispirazione attraverso tutte le culture e credo che l'arte in ogni campo possa indurre tutti ad avere una vita migliore”.

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