Stefano Trizzino: "..In Italia abbiamo tutto quello di cui un artista ha bisogno. L’Italia purtroppo si è incancrenita, adagiata. ..." maggio 21, 2019 \\

Descrivi il tuo giorno lavorativo perfetto ….
Solitamente inizio la mia giornata facendo una lauta prima colazione, molto all’americana, subito dopo palestra; e poi dipende se sono in teatro, studio prove ed ancora prove. Quando sono a casa a Roma insegno canto in due accademie , ma ne  approfitto anche per studiare sia tecnica che repertorio con il mio maestro. Ecco, questo è il mio giorno lavorativo perfetto, cantare da mattino a sera. 
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Cosa ti ha portato verso il canto lirico. 
E’ nato tutto per caso tanti anni fa. Vivevo e studiavo ancora a  Palermo, ero già allievo del corso di Musica vocale da Camera al Conservatorio V. Bellini , ma facevo anche musical. Partecipai, su consiglio di un amico pianista, ad una master class tenuta da un baritono allora direttore artistico di un importante teatro toscano. Cercavano giusto un cantante con le mie caratteristiche per West Side Story. Non se ne fece nulla, problemi di cessione diritti. Per farla breve, mi aggiudicai una borsa di studio ed io in quel teatro debuttai da baritono con  una delle opere più belle che ci siano, ma purtroppo poco rappresentata, “Napoli Milionaria” di Nino Rota. Quella produzione, quell’anno, si aggiudicò, grazie anche alla favolosa regia del mitico Fabio Sparvoli, il prestigioso Premio Abbiati. Un tuffo al cuore. Era il Teatro Verdi di Pisa.
 
Se potessi svegliarti domani con una nuova dote, quale sceglieresti?
La stessa di oggi, la mia voce. La musica e il teatro sempre al primo posto nella mia vita, dopo i miei nipoti e la mia famiglia. In verità mi piacerebbe saper suonare molto meglio il pianoforte, ma mi accontento di quello che so fare e comporre dei miei brani strumentali. Un mio conterraneo, un tenore di fama mondiale, quando veniva accusato di essere “un cantante che fumava”, lui rispondeva che in realtà era un “fumatore che cantava”. Io dico invece  che “non sono un pianista che canta”  ma “ sono  un cantante che suona ” 
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A chi sei più grato per la tua passione artistica?
A me stesso, ai miei genitori e alla musica. Alle mie origini e alla mia amata Sicilia. Ma anche alle mie corde vocali!

Nel tuo percorso professionale quali sono stati i personaggi e gli spettacoli più significativi che hai portato in scena?
Rispondo sempre, “quello che farò”. Ma indubbiamente devo tanto alla gavetta che ho fatto prima in Sicilia coi musical . Avere interpretato Gesù in “Jesus Christ Superstars”  e poi il debutto da baritono nel ruolo di “Johnny il sergente americano” in Napoli Milionaria credo siano stati determinanti. 
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Cambieresti qualcosa nel mondo dell’opera  lirica in cui ti sei formato?
L’opera lirica oggi ha preso una piega totalmente diversa da quando è nato il melodramma. Io sono venuto appositamente a Roma per studiare al Conservatorio di Santa Cecilia dove mi sono diplomato e specializzato, ma credo che oggi ci stiamo avvicinando sempre più ad un genere che va verso la “popopera”. Vedi tanti grandi cantanti lirici che si affacciano anche al mondo del pop, Pavarotti ne fu il fautore, per esempio. Il bel canto è italiano, le opere più rappresentate al mondo sono di compositori italiani come, Verdi, Puccini, Donizetti,Bellini. Io ho avuto la fortuna di incontrare  uno dei maestri di spartito più bravi d’Italia e del mondo, il Maestro Otello Visconti e sua moglie ,il soprano Lucia Casbarra voce sensazionale. Stiamo collaborando e preparando dei progetti  per  fare dei concerti sia in Italia che all’estero. 

C’è qualcosa che hai sognato di fare e non hai fatto? 
Ho un sogno nel cassetto, ovviamente, come tutti. Ma so che quel sogno, un giorno, diventerà presto realtà.  

Tre domande in una …. Il tuo romanzo preferito ….. il tuo film preferito … la tua opera lirica preferita ..
Senza alcuna esitazione rispondo: “Werther, le affinità elettive” Goethe . Il film “ C’era una volta in America” Sergio Leone. L’opera senza alcun dubbio “Tosca”, Puccini.
 
Che cosa è troppo serio per scherzarci su?
Ecco…mi hai messo in crisi. Non scherziamo! (risata)
 
C’è posto per giovani artisti talentuosi con idee innovative in Italia?
C’è e bisogna guadagnarselo. In Italia abbiamo tutto quello di cui un artista ha bisogno. L’Italia purtroppo si è incancrenita, adagiata. Io sono un ottimista e dico che bisogna provarci sempre. Sono dell’idea però che bisogna far esperienze anche all’estero per comprendere al meglio quello che si vuole realmente. 

Il rapporto con la tua città natale.
Mistico. Amore e odio. Sono cresciuto in una umile e genuina realtà di provincia, in Sicilia, con tutti i suoi pregi e difetti. Ma devo tanto alla mia terra, devo tutto. Quello che sono oggi è merito suo. Vado, quando posso, per rigenerarmi, li ho ancora tutta la mia famiglia, i miei nipoti, gli amici d’infanzia. Mi sento un po’ come Superman quando fa ritorno a Smallville! 

I tuoi prossimi impegni?
Mi aspettavo questa domanda! Come detto prima stiamo preparandoci per dei concerti di repertorio esclusivamente operistico che porteremo prima a Roma, poi Milano e successivamente anche all’estero. Fortemente voluto da Dori Ghezzi a maggio avrò l’onore di cantare per la Fondazione de Andrè a Milano per la presentazione del nuovo suo libro. Sempre a maggio però a  Roma, dopo il  grande successo dell’anno scorso per la prima edizione,  canterò nuovamente alla seconda de “Italia Polo Challenge”che si terrà a Piazza di Siena, organizzata da Ilaria de Grenet, mia cara amica , per la Caserma dei carabinieri a Cavallo.

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Siamo una Associazione nata nel 2000, apartitica e interconfessionale, denominata “Napoli Cultural Classic” (Associazione Culturale volta alla diffusione dell’arte e della cultura, diretta alla promozione di artisti e di studiosi in fase di  affermazione nel campo del cinema, teatro, televisione, musica, danza, arte figurativa, moda, scrittura, scienze giuridiche e tecnologiche e di tutte le altre forme di scibile che i soci ordinari riterranno opportuno inserire.).

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