Intervista a STEFANO PERESSINI, vincitore assoluto per la Poesia al XIV° Premio Letterario Internazionale Napoli Cultural Classic giugno 18, 2019 \\

Stefano Peressini, autore della poesia “Tra il fuoco e l’oblio”, vincitrice per la Sezione A del XIV° Premio Letterario Internazionale Napoli Cultural Classic, ci parli di lei.


- Sono nato a Carrara, in Toscana, dove ho un ufficio di design e progettazione esecutiva applicata all’uso del marmo e della pietra in genere nell’architettura. Da qualche anno, però, vivo quasi stabilmente a Napoli, dove ho incontrato l’amore della vita, mia moglie Patrizia, con la quale condivido, tra le altre cose, la passione per la poesia e la buona musica. Studio canto e ho appena scritto e interpretato un inedito su base musicale del mio maestro Peppe Cantarella, e che spero di poter presto proporre al pubblico.


Non è possibile improvvisarsi poeti, spesso sono gli incontri o le occasioni a far prendere coscienza del proprio talento espressivo. Ricorda il suo primo incontro con la poesia?


- Al Liceo Classico, nell’ultimo anno, ho avuto modo di conoscere e studiare le opere dei tre grandi della poesia italiana, Montale, Quasimodo e Ungaretti: leggerli e cercare di interpretare i loro stati d’animo trasformati in parole, ha influito in maniera determinante allo sviluppo della mia poetica, facendo emergere il desiderio di fissare sulla carta i pensieri, le problematiche dell’adolescenza, i sogni, le delusioni.   

Quali gli autori che hanno contribuito a formare il suo stile?


- Tra i tre che ho citato, sicuramente Montale è stato quello che mi ha maggiormente influenzato, soprattutto nella produzione giovanile. L’ho riscoperto poi in seguito: infatti per più di trent’anni, purtroppo, non ho scritto nulla, e la tipologia dei miei studi mi ha un po’ allontanato dalla letteratura. Vari accadimenti negativi nella mia vita sono stati la scintilla che ha poi riacceso il fuoco della poesia e da allora tante letture mi hanno ispirato: Pavese, Luzi, T. S. Eliot, Walt Whitman. E poi poeti italiani forse poco conosciuti al grande pubblico ma validissimi, come Umberto Crocetti, Roberto Deidier, Ivan Fedeli, per citarne alcuni in cui mi ritrovo, per ispirazione e modo di scrivere.


Potresti indicare gli aspetti distintivi della tua poesia?


- Non mi sono mai veramente fermato a riflettere sulla mia poesia: essa è fatta di “folgorazioni”, di scintille che appiccano fuochi improvvisi. Scrivo di getto, quando una lettura o un’immagine scatenano in me qualcosa che non so definire. Per questo, forse, la mia produzione è molto ridotta: ogni poesia è il frutto di una sofferenza o di una gioia, di riflessioni, di un pensiero che rimane impigliato nella mente e genera parole. Non sono capace di scrivere “a tema”, ma non lo considero un limite: tutto quello che scrivo è sincero e porta dentro segni di me, più o meno nascosti. C’è spesso qualcosa di irrisolto e di latente nelle mie poesie: se e quando riuscirò a districare i fili annodati dei miei pensieri, chissà, forse non scriverò più.  

 Non ho perduto nulla di [Stefano Peressini]

A suo avviso, la poesia gode di buona salute?


- Se guardiamo ai numeri, dovrei rispondere di sì: ci sono innumerevoli poeti in Italia e altrettanti concorsi di poesia. Se penso invece alla qualità, allora il discorso è diverso: vedo in giro tanta retorica, tante imitazioni, tanta mediocrità. Molti scrivono di e su tutto, senza soluzione di continuità ma anche, opinione personale, senz’anima. Di contro, per fortuna, ci sono anche poeti che lasciano il segno e scatenano forti emozioni in chi li legge. La Poesia, per me, quella con la P maiuscola, è questa: condivisione e corrispondenza tra anime sensibili e in qualche modo comunque tormentate.


Cosa pensa dei concorsi letterari in genere? Trova sia utile parteciparvi?


- Ovviamente sì, se lo scopo è quello che ho detto poco fa. Se invece il parteciparvi diventa una competizione senza esclusione di colpi, dove molti si ritengono superiori a prescindere e spesso non accettano le decisioni delle Giurie, dando luogo a teatrini poco edificanti, allora il discorso cambia. Purtroppo, come ho detto, c’è ormai un’inflazione di Concorsi molti dei quali, per avere la sala gremita il giorno della premiazione, distribuiscono riconoscimenti a iosa: decine e decine di menzioni, segnalazioni, plausi letterari, premi speciali e chi più ne ha più ne metta. In questo modo non si fa il bene della poesia: come in ogni gara, anche in quella poetica o comunque letteraria per estensione, ci deve essere una selezione maggiore, per far emergere la vera qualità.

I poeti devono capire che il confronto con gli altri è quello che fa crescere, ma la maggior parte si sente realizzata per la consegna di un semplice diploma o l’inserimento nell’immancabile Antologia, ovviamente a pagamento. Io preferisco una “sconfitta” costruttiva, quando i poeti con cui vengo a contatto mi lasciano segni sull’anima: allora leggendoli e ascoltandoli, ne traggo qualcosa che mi fa maturare, credo e spero in meglio.

Il discorso però sarebbe molto più lungo e articolato, probabilmente senza soluzione.

Poesia vincitrice

Tra il fuoco e l’oblio*

(Sant’Anna di Stazzema, 12 agosto 1944)

 

C’è un vecchio sentiero

di là da quel muro cadente,

una linea sottile di terra battuta

a condurre diritta nel folto del bosco.

È come una strada smarrita,

un passaggio di spettri,

un flebile segno del tempo a graffiare

il verde smeraldo dell’erba.

 

Per quel viottolo stretto che porta alla chiesa

si sceglie d’andare come va una cometa,

senza la fretta d’un’improvvisa partenza

o l’urgenza felina d’un lampo.

I passi si sommano ai passi

e mettono spazio alle spalle,

come i giorni che scorrono lenti

si lasciano dietro la vita, in pezzi stracciati.

 

Insieme a un tormento

a corrodere il fiato, si sente arrivare

la fine, un dolore insensato,

il freddo mortale d’una raffica in petto.

L’urlo soffocato delle anime straziate

stride come il suono d’una corda strappata,

nel vano fluire del sangue innocente

per le strade inondate da un sole beffardo.

 

Mai siamo quello che diciamo,

sempre restiamo un fotogramma indietro

alla realtà che ci sovrasta.

Nulla di ciò che accade

segue il disegno dei mille sogni,

il silenzio pieno dell’amore vero

grida inutile e sconfitto

tra il fuoco e l’oblio.

 

Adesso è tramontato

quello stesso sole

sulla piazza della chiesa:

il vento resta a frugare tra le pietre

dove si raccolse il pianto

e di notte fu il silenzio.

 

*In memoria delle 560 vittime dell’eccidio nazista

 Ci racconti come è nata questa poesia?


- Come ho detto prima, molte mie poesie nascono da sollecitazioni letterarie o visive: è il caso di questa. La scintilla è stata una foto della chiesa di cui parlo all’inizio, e nella cui piazza si è svolto l’eccidio. Da quella foto sono sgorgate le parole, le mie riflessioni: ho immaginato i pensieri delle vittime, la loro sofferenza, l’irrimediabile di un atto malvagio e contro natura. E ne ho sofferto dentro anche se, e può sembrare strano, non sono mai stato in quei luoghi: mi sono però ripromesso di andarci, magari proprio per lasciare questa poesia sul monumento che ricorda la barbarie dell’uomo e le sue immani e irreparabili conseguenze.

Forse un altro scopo della poesia è proprio quello di riportare l’attenzione su temi che spesso, troppo spesso, vengono dimenticati.

Motivazione della Giuria

In “Tra il fuoco e l’oblio” il poeta esordisce con un indizio, con l’immagine di un muro cadente dal duplice significato. Infatti, se da una parte il crollo sta a simboleggiare l’abbandono, dall’altra, invece, dimostra come il lavorio del tempo abbia reso visibile, e di conseguenza accessibile, il sentiero della memoria. Un sentiero segnato dal peso degli eventi passati e che porta diritto a vivere scure e intricate emozioni.

Con garbo, senza abusare il tema, l’autore accompagna il lettore nel pellegrinaggio verso il luogo dove s’aggirano come spettri i destini incompiuti delle vittime. Qui tutto invita alla riflessione, invito felicemente accostato al verso “si sceglie d’andare come va una cometa”, e cioè illuminando il buio con un bagliore che simboleggia annuncio di verità.

E finalmente viene dato al passo il giusto tempo, un ritmo lento che si lascia raggiungere dalla consapevolezza d’aver deluso i propri sogni “Mai siamo quello che diciamo, sempre restiamo un fotogramma indietro alla realtà che ci sovrasta”. Con questi versi l’autore centra in pieno il senso d’impotenza avvertito da chiunque si fermi a osservare la realtà, nonché le conseguenze di azioni umanamente non concepite.

Il ricordo, conclude il poeta, è un vento che continua a frugare tra le pietre. E come il vento egli soffia leggero ad accarezzare gli animi, quasi a voler bilanciare con la dolcezza l’impeto dell’atto cruento. Quasi a voler consolare quel suo pianto sincero che, al solo ricordo, gli si conficca in petto.

 Assunta Spedicato.


Motivazione del Presidente di Giuria

Bella poesia che prende spunto da eventi drammatici di estrema crudezza e ferocia, e che pure riesce a svilupparsi in un armonioso fluire di versi, a contrasto con le atroci verità ricordate.

Il finale merita una particolare nota di merito, per l’imponenza del messaggio di dolore e solitudine che invade l’animo in un funesto quadro dove sono raffigurati vento, pietre, lacrime, e notti di raccapricciante silenzio.

Giuseppe Laterza.

In attesa di conoscere meglio i vincitori delle altre sezioni, ringraziamo l'autore per la sua bella e schietta intervista. 

Facebook
Disclaimer.

Le foto presenti su www.culturalclassic.it sono state in larga parte prese da Internet,e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione - indirizzo e-mail info@culturalclassic.it, che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate.

Photo Stream.
Chi Siamo

Siamo una Associazione nata nel 2000, apartitica e interconfessionale, denominata “Napoli Cultural Classic” (Associazione Culturale volta alla diffusione dell’arte e della cultura, diretta alla promozione di artisti e di studiosi in fase di  affermazione nel campo del cinema, teatro, televisione, musica, danza, arte figurativa, moda, scrittura, scienze giuridiche e tecnologiche e di tutte le altre forme di scibile che i soci ordinari riterranno opportuno inserire.).

Privacy Policy