Orazio Caputo: " ...Recitare è come navigare nell’infinito mare dell’esistenza. Non si finisce mai..." luglio 5, 2019 \\

Descrivi il tuo giorno lavorativo perfetto ….

Amo svegliarmi la mattina presto per andare ad allenarmi con il mio personal , ormai amico , il campione olimpionico di Pentathlon Enzo Arus, che oltre ad allenarmi mi riempie sempre di positività e preziosi consigli sulla vita e su come resistere in una carriera da campioni. Solitamente ci alleniamo allo Stadio Rosi di Roma , centro di preparazione olimpionica. Dopo una sostanziosa colazione inizio a ripetere a memoria i testi degli spettacoli in preparazione per non avere mai problemi di memoria e scoprire sempre sfumature diverse su ogni parola o sottotesto. Nel primo pomeriggio se decido di lavorare sulle parti emotive del personaggio che accolgo in quel periodo vado allo alla ricerca libera di emozioni inerenti alla psiche del personaggio, ascoltando musica, pensando tanto. A volte passo le ore a guardare quadri o in meditazione per riuscire a sentirlo fin sotto la pelle. Spesso mi immergo nella natura. Dopo ovviamente le prove , di conseguenza test del lavoro svolto durante la giornata.

Cosa ti ha portato verso il mondo della recitazione?
All’inizio la fama e il successo. Dopo, quando ho iniziato a lavorare duro , la voglia di scoprire l’umana cosa. Come funzionano i sentimenti, cosa sono, sapere riconoscere le fragilità e la follia che attraversa ognuno di noi. Le contraddizioni, le ansie, le paure ma anche la forza e la tenacia. Ho sempre avuto più voglia di conoscere l’uomo, inteso come recettore di vita e quindi di emotività . La sua diversità nel reagire alle azioni e i mille perché che ci differenziano e ci fanno meravigliosamente diversi. Recitare è come navigare nell’infinito mare dell’esistenza. Non si finisce mai.
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Se potessi svegliarti domani con una nuova dote, quale sceglieresti?
Vorrei svegliarmi con due ali per poter volare e guardare il mondo da un’altra prospettiva e sentirmi appoggiato sull’aria mentre la taglio.

A chi sei più grato per la tua passione artistica?
A mia madre che mi ha sempre lasciato libero di scegliere. L’Arte e la passione per essa muoiono senza libertà . La mia passione è grande tanto quanto il senso della libertà che mia madre mi ha trasmesso. È a lei che devo tutto.

Cambieresti qualcosa nel mondo del teatro e del cinema in cui ti sei formato?
Del mio percorso formativo e quindi del teatro e del cinema cambierei a volte le personalità di chi ti insegna. Molto spesso i docenti sono attori o attrici che non ce l’hanno fatta e magari sfogano la loro frustrazione sugli alunni, pensando inconsciamente di fare bene, umiliandoti, facendoti non sentire all’altezza ma anche qui parliamo di umanità . Si impara anche da questo. Maestri purtroppo si nasce e sono pochi quelli che veramente hanno nel sangue l’Arte del donare le proprie conoscenze al prossimo, chiunque esso sia.
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Nel tuo percorso professionale, quali sono stati i personaggi più significativi che hai portato in scena?
Tra i più importanti sicuramente il Calciatore numero 2 di Spoglia_Toy di Luciano Melchionna, ultimamente andato in scena al Piccolo Eliseo di Roma per i 100 anni e al Colosseo di Torino. Spettacolo scritto con Giovanni Franci , autore e regista del prossimo spettacolo su cui sto lavorando e che andrà in scena all’OFF/OFF di Roma in via Giulia come spettacolo di apertura della prossima stagione, insieme a Paolo Graziosi. Un calciatore cocainomane che promette davanti la tomba della madre di chiudere con tutto; con il calcio, con la cocaina ma soprattutto con la finzione, per ritornare a giocare con amore in quei campetti privi di gloria ma pieni di amici e di valori.
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Descrivi il rapporto con la tua città natale..
È un piccolo paese di campagna al quale ho dedicato un testo che spero presto di portare in scena anche come regista. Dal titolo : SANG&LATT ( sangue e latte ) . Espressione che a Carpino utilizziamo per esprimere un rapporto di comunione profondissimo tra due distinte e a volte contrarie parti. È un po’ come fare la pace ma forse qualcosa di più.

Tre domande in una …. Il tuo romanzo preferito
I Fratelli Karamazov di Fëdor Dostoevskij anche se in questo periodo mi piacerebbe dire il mio , quello che spero di finire entro la fine di questo anno. Non ho ancora una casa editrice anche perché non ne ho ancora parlato in giro ed è una confessione che faccio qui per Napoli Cultural Classic. Il titolo provvisorio è : Un Amore Senza Fine e Senza Fini . Ma lungi da me paragonarmi a Fëdor Dostoevskij.

….. il tuo film preferito
Il film che più ho amato è Mulholland Drive di David Lynch ma forse perché mi sono innamorato di lui e del suo modo di muovere la macchina da presa. Ho dovuto vederlo decine di volte e ancora mi ostino a non volerlo capire. Adoro.

… il tuo spettacolo di teatrale preferito
Dignità Autonome di Prostituzione di Luciano Melchionna scritto con Betta Cianchini , per la meraviglia dei numerosissimi monologhi di cui ogni volta puoi godere pur tornandoci centinaia di volte. Scopri sempre qualcosa di nuovo.

Che cosa è troppo serio per scherzarci su?
Il livello di inquinamento del nostro pianeta Terra.

C’è posto per attori talentuosi con idee innovative in Italia?
Se lotti con le unghie e con i denti un posticino alla fine sicuro lo trovi. Ma devi lottare.
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Quali sono i tuoi prossimi impegni?
Oltre a PLATONE/DIALOGHI con Paolo Graziosi e la regia di Giovanni Franci in scena all’ OFF/OFF a Roma ad ottobre ci sono impegni importanti di cui però non posso ancora parlare nel cinema, grazie al lavoro duro della mia meravigliosa agente CHIARA BETTONI della BETT-ONE che colgo l’occasione per ringraziare per il rapporto di stima , non solo professionale ma anche e soprattutto umano. Come a teatro anche nel cinema si vince partendo dal cuore. Crederci , sempre e crederci insieme. Lavorando duro.


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