Intervista alla poetessa Silvana Cojocarasu ottobre 4, 2019 \\

Intervista alla poetessa Silvana Cojocarasu vincitrice del secondo premio per la Poesia al XIV° Premio Letterario Internazionale NAPOLI CULTIRAL CLASSIC


 ...noi poeti siamo la voce del nostro tempo,

una voce autentica e coraggiosa

che non deve piacere a tutti i costi o essere di tendenza...

 

Nasce in Romania, precisamente a Mangalia, una piccola città sulla riva del Mar Nero, dove la sua famiglia risiede da ben sei generazioni. Furono le storie e le leggende di quei luoghi a favorire il suo orientamento verso l’arte della scrittura.

Sempre nella sua città, frequenta il liceo tecnico, nonostante la predilezione per le materie letterarie. Con la maturità acquisisce in breve anche l’opportunità di proseguire gli studi lontano dalla sua terra. Ottiene una laurea in lingue romanze presso l’Università di Lussemburgo e una laurea magistrale presso l’Università di Constanza (la città dell’esilio di Ovidio).

A Parigi e a Bucarest perfeziona i suoi studi frequentando i corsi di master in Immagine e Relazioni Internazionali, campo in cui attualmente lavora.

Nel tempo libero collabora con una rivista canadese, mentre per l’Unione Teatrale di Romania esegue traduzioni e partecipa, per quanto possibile, a  progetti culturali dedicati ai giovani attori e scambi internazionali.

- Vuole parlarci del suo incontro con la poesia?

Credo sia stata lei ad arrivare a me, o forse semplicemente stava dentro di me. Io non ho fatto altro che darle voce.

Vi racconto la storia di una bambina che viveva in una casa bianca con un giardino che esplodeva di colori durante l’estate. Nel mezzo di questo giardino c’era un vecchio melo sul quale mia nonna aveva ricavato, tra i rami, una culla per me. Ho questo ricordo di me in questa culla, sempre con un libro tra le mani. E così, un giorno, circondata da quella meraviglia, mi sono accorta di far parte dell’universo, e che quell’albero, i fiori, le farfalle portavano dentro una storia, invisibile e vicina da toccare, immensa e inesprimibile, ma così piena di sensi, di voci. Ho incominciato a sentire al di là delle apparenze, è così che la Poesia mi ha trovata, con l’intuito dell’altra voce di ogni cosa, cercando un senso mio in questo mondo senza limiti, di cui sono una parte.

Sento che attraverso la poesia posso proteggere le cose belle della mia vita. Però scrivendo faccio anche un lavoro su me stessa. La scrittura, particolarmente la Poesia, mi è servita a crescere, a capire meglio, come se fossi davanti a uno specchio. Quando scrivo sono nella mia normalità: so cosa voglio fare, so dove voglio arrivare, sento tutto il calore delle persone che mi vogliono bene e a cui voglio bene, ovunque loro siano. La mente è piena di storie da raccontare, pezzi di vita, parole... è un viaggio interiore, con dubbi, rare certezze, fragilità, incanto e disincanto, desiderio di vivere. Con ogni poesia, con ogni libro, torno più forte di prima.


Proponiamo ora una sua poesia da noi premiata.

 

L'altra riva (dipinto del tramonto, variazione)

 

I colori rubati dai fiori rivestono la luce,

l'uccello e l'ombra volano insospettabili insieme

l'uno nell'alto azzurro, lontano,

l'altra passando sopra di noi, invisibile,

la brezza ti accarezza il viso

tremando l'aria del mezzo-giorno

come un lungo bacio, passionale,

del mare che non sarà mai più.

 

I pensieri si rompono vagando nello spazio

tra i giardini e gli alberi,

si arrampicano alle pietre,

si staccano sottilmente,

la notte leggono un po' alla luce di una lampada,

si sentono bere l'acqua

e arrotondarsi le labbra.

 

Chiusa dal sole

in conchiglie dal gusto di sale

il lungo fremito, come l'angoscia

degli occhi coperti nella profondità della terra -

così nasce l'eternità

quando il volo diventa storia

sotto lo sguardo del ricordo.

 

Il pensiero si rompe sognando,

a volte la luna passa così vicina

che l'anima canticchia con la sua voce

toccando l'aria e il tempo

intorno all'irreversibile desiderio

più profondo delle oscurità degli oceani

dove i pescatori allungano le reti

senza sapere e senza vedere.

 

Senza di Lei, non vedo più le meraviglie del mondo.

Le grotte fanno suonare

con il pensiero nascosto dal silenzio

il Graal dentro di noi, invisibile,

caduto nell'oblio, rimasto a fare la guardia

alle porte dell'altromare, nascosto dentro.

 

Tutti i cani del mondo

raggiunti sotto l'albero solitario del tramonto

guardano l'uccello azzurro,

una briciola bianca nel becco.



- Quali sono i suoi autori preferiti?

Tutti gli scrittori hanno qualcosa da dire, in ogni opera c’è un senso che ci arricchisce, che ci rende più buoni, più belli o che ci aiuta a guardare dentro di noi. E poi, non posso neanche dire che sono affezionata solo ai poeti, né tantomeno a una sola creazione, apprezzo tutta la produzione letteraria di un autore. Però, come un essere umano perfettamente soggettivo, ho degli scrittori preferiti, che sento molto vicino al mio spirito: nella mia lingua leggo e imparo sempre da Eminescu, Lucian Blaga, Nichita Stănescu. Tra i contemporanei leggo con tanto piacere Ana Blandiana. Di Ionesco e Pirandello ho letto praticamente tutto, tanto che sono stati anche il soggetto della mia tesi di laurea. Alla letteratura italiana mi sento particolarmente vicina: mi piace Dante, rileggo sempre i sonetti di Michelangelo, pieni di sensi, come le sue opere non-finite che escono dalla pietra. Mi piacciono D’Annunzio, Italo Svevo, Umberto Eco. Mi affascina la scrittura in versi e prosa di Cesare Pavese, e la scelta diventa ancora più complicata, ma il poeta italiano che sento più a cuore, in questo periodo, è Eugenio Montale, il quale, secondo me, può essere paragonato con il mio scrittore e filosofo romeno preferito, Lucian Blaga.

 

- Come giudichi la poesia oggi? La ritieni ancora necessaria e adeguata ai tempi?

La poesia non ha tempi. Lei c’è o non c’è, come i sentimenti. La poesia è per sempre, per l’eternità. La poesia, vista così, come senso invisibile del mondo che ci circonda, è quel legame sottile che ci unisce alla terra, alla natura, agli animali (come esseri che hanno bisogno di noi), alle altre persone, ci fa diventare amici, affini.

Noi, quelli che scriviamo, che viviamo in un certo tempo storico, con certi valori, diamo continuità agli ideali. Siamo la voce del nostro tempo storico. Una voce autentica e coraggiosa che non deve piacere a tutti i costi o essere di tendenza, come spesso mi capita di osservare.

Secondo me, ci sono due argomenti di cui un poeta non dovrebbe mai parlare: la politica e la religione. Può fare di più, attraverso la sua scrittura. Il poeta, come la recita di un attore, ha questa forza: utilizzando la parola, in simboli, metafore, tramite il sarcasmo, l’ironia, l’auto-ironia, con il trasferimento dei significati, può metterci davanti allo specchio. La parola è un’arma sottile, che rimane e fa pensare. Cos’è, in fondo, una poesia? Qualche riga, su una pagina bianca. La sua verità, la sua storia, il suo significato è nel bianco di questa pagina, che ognuno riscrive a modo suo. È un libro, un mondo intero in una pagina.

- Come sei arrivata a partecipare al Premio Napoli Cultural Classic?

Come già detto, sono molto affezionata alla cultura italiana. Ho lavorato con varie città, sia del nord che del sud d’Italia, in varie collaborazioni e progetti, culturali soprattutto. Ho avuto la fortuna di conoscere questa parte bella, piena d’arte, di valore e di cultura di questo paese, e di avvicinarmi a delle persone di alta cultura e di alto livello intellettuale e morale. Ho travato degli amici che rispetto e che porto nel cuore. E che a loro volta mi rispettano. Cerco di seguire il fenomeno culturale italiano, e non soltanto, di restare al corrente, di capire l’evoluzione sociale, economica, politica... per quanto mi è possibile. Ultimamente, dopo la pubblicazione dei miei libri in Romania, alcuni amici mi hanno consigliato di partecipare anche a dei concorsi letterari. In questo modo sono arrivata a vincere diversi premi in vari concorsi italiani, sia per poesia in lingua straniera (in Romeno o Francese), che per la poesia in italiano. E così che poi ho scoperto anche l'Associazione Napoli Cultural Classic, la quale segue e mette in evidenza gli eventi più importanti.

Inoltre c’è da dire che Napoli è sempre stata per me un punto forte della cultura e della civiltà italiana. Ed io volevo conoscere questa città, questa cultura, esserne parte in qualche modo. A questo va aggiunto un particolare importante, e cioè il fatto che il Presidente della Giuria fosse l’Editore Giuseppe Laterza - una casa editrice che per me rappresenta la letteratura classica italiana e che scoprivo mentre studiavo all’università. E non mi sono sbagliata, ho vinto due volte: un premio letterario importante, e il calore e la fiducia della gente che mi ha accolta.

- Hai in programma nuove pubblicazioni?

Si, proprio in questi giorni è in tipografia il mio terzo libro di poesie, si chiama „Celălalt țărm”, cioè „L’Altra riva”, in Romeno ed anche con una parte in Italiano. Ho già pubblicato due libri di poesie – „Cantabis” e „Coup de coeur”, i miei versi sono in diverse raccolte antologiche, anche italiane. Continuo anche con i miei studi di storia e patrimonio, dedicati alla mia città natale, già pubblicati in lavori colettivi, ma che spero concludere in una ampia monografia.

Il mio sogno e il mio progetto più grande, in questo momento, è di riuscire a pubblicare un libro di poemi anche in Italia, ci sto lavorando. Ci sarà anche un cambiamento della mia espressione poetica, non solo per la lingua, ma anche nello stile.

 - Quali sono i tuoi progetti prossimi?

Vorrei e potrei fare tante cose, la volontà c’è l’ho. Un progetto molto importante sarebbe di riuscire a far conoscere in Italia magari una piccola parte della cultura romena, praticamente sconosciuta. Sto pensando alla traduzione e alla difusione in Italia della prima raccolta di versi di Lucian Blaga – „Poemi della luce”, del 1919, sarà una bella occasione per festeggiare, in un certo senso, i cento anni di questi versi semplici e speciali. Speriamo bene!

A Voi, grazie per questa intervista, ne sono lusingata! Grazie per questa opportunità di esprimermi, è stato come un viaggio dentro me stessa, un’esercizio di sincerità, che offro con amore, onore e rispetto ad un paese e una cultura che spero, un giorno, possano diventare la patria della mia espressione poetica.


Facebook
Disclaimer.

Le foto presenti su www.culturalclassic.it sono state in larga parte prese da Internet,e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione - indirizzo e-mail info@culturalclassic.it, che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate.

Photo Stream.
Chi Siamo

Siamo una Associazione nata nel 2000, apartitica e interconfessionale, denominata “Napoli Cultural Classic” (Associazione Culturale volta alla diffusione dell’arte e della cultura, diretta alla promozione di artisti e di studiosi in fase di  affermazione nel campo del cinema, teatro, televisione, musica, danza, arte figurativa, moda, scrittura, scienze giuridiche e tecnologiche e di tutte le altre forme di scibile che i soci ordinari riterranno opportuno inserire.).

Privacy Policy