Donne e anni '20 nello sguardo di Oppi Alla Basilica Palladiana un percorso tra pittura, moda e società ottobre 14, 2019 \\

Una lunga carrellata di volti e corpi di donne, splendide figure fiere, magnetiche, nostalgiche, ammaliatrici, per compiere attraverso la mediazione dell'arte uno straordinario viaggio nel secondo decennio del '900: è la mostra "Ritratto di donna. Il sogno degli anni Venti e lo sguardo di Ubaldo Oppi", che dal 6 dicembre al 13 aprile invaderà i magnifici spazi della Basilica Palladiana di Vicenza.
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    A cura di Stefania Portinari, la mostra si focalizza sulla visione densa di meraviglia e attesa offerta dalla corrente pittorica del "realismo magico" che in Italia si accompagnò alle ricerche degli artisti appartenenti al cosiddetto "Novecento Italiano", inclini a rievocare anche gli ideali della classicità e del Rinascimento: in questo fermento artistico si espresse l'arte di Oppi, la cui attenzione si concentrò sulle donne che proprio allora, dopo la tragedia del primo conflitto mondiale, iniziarono a conquistare un ruolo di primo piano nella società e a porsi come protagoniste, autonome e moderne, proprio come fecero Coco Chanel nella moda o Virginia Woolf nella letteratura.
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Attraverso la sensibilità del pittore bolognese, cresciuto a Vicenza e formatosi tra Vienna, Venezia e Parigi, l'esposizione delinea un momento particolarmente proficuo della pittura, orientata verso una classicità moderna: accanto alle tele di Oppi, che all'epoca era uno dei pittori più famosi tra l'Europa e gli Stati Uniti, trovano naturale collocazione quelle di altri grandi artisti, suoi amici o avversari, tra cui Mario Sironi, Felice Casorati, Antonio Donghi, Achille Funi, Piero Marussig.
 © ANSA
    Nei loro sguardi si esprime la donna a 360°, ritratta come musa o seduttrice, ninfa o artista, ma non solo, anche come specchio dei cambiamenti della società, attraverso la rappresentazione dei loro abiti e del taglio di capelli. Ma la mostra offre spunto anche per approfondire diverse tematiche, dall'amicizia femminile al rapporto tra il pittore e la modella, dal vagheggiamento di paradisi perduti all'analisi della dura realtà.
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Nel percorso dell'esposizione, che fa parte di un progetto di rilancio della Basilica Palladiana (destinata a diventare luogo di esposizioni d'arte), accanto alle prestigiose tele (per lo più appartenenti a collezioni private) non potevano non trovare spazio anche alcuni esemplari di abiti, gioielli e accessori più in voga che caratterizzarono la moda dell'epoca, per proporre un quadro esaustivo delle atmosfere di quegli anni densi di suggestioni provenienti anche dall'Europa.
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Ancora una tappa d’estate per il road show di presentazione della mostra “Ritratto di donna. il sogno degli anni Venti e lo sguardo di Ubaldo Oppi”, ospitata al Golf Club Asiago (Via Meltar, 2) venerdì 9 agosto alle 18.30; la mostra, promossa dal Comune di Vicenza, in collaborazione con il CISA Andrea Palladio, la Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza e l’Accademia Olimpica, aprirà al pubblico in Basilica Palladiana il prossimo 6 dicembre. L’evento di presentazione, con accesso libero, si svolgerà al Golf Club Asiago venerdì 9 agosto alle 18.30.
Dopo i saluti della Presidente del Golf Club Asiago Irene Gemmo e l’introduzione di Guido Beltramini, direttore del Palladio Museum, sarà la curatrice della mostra, Stefania Portinari, docente di Arte Contemporanea all’Università Ca’ Foscari di Venezia, studiosa dell’Arte del Novecento, esperta di collezionismo, moda, e design,  a presentare al pubblico i temi dell’esposizione, che aprirà il ciclo triennale delle grandi mostre in basilica, l’importante progetto culturale promosso dal Comune di Vicenza.

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E così, dopo gli incontri con il mondo della scuola, con il mondo femminile delle associazioni di categoria, degli ordini professionali e dei club services, con gli operatori del settore turistico, gli albergatori e i commercianti, con gli Amici del Teatro e gli Amici del Palladium Museum, anche i turisti in vacanza sull’Altopiano e naturalmente i soci del Golf Club Asiago, potranno conoscere in anteprima le caratteristiche di una mostra che intende mettere a fuoco un’epoca, gli anni Venti, e le donne che in quei tempi sono state protagoniste di importanti cambiamenti. Il racconto della mostra, un centinaio le opere esposte fra dipinti (alcuni mai usciti dai prestigiosi musei o dalle collezioni private che li ospitano), disegni, sculture, oggetti, abiti e gioielli, opere saprà conquistare i presenti, attraverso stralci inediti della modernità di quell’epoca, rappresentata dalle donne icone della pittura di Ubaldo Oppi. Ma non solo di Oppi e delle sua vita da romanzo, parlerà la curatrice Stefania Portinari, ma anche dei grandi artisti entrati in contatto con lui, come Klimt, Picasso, Modigliani, Sironi e Casorati, artisti di cui in mostra si potranno ammirare splendide opere.
UBALDO OPPI E LA MOSTRA

“Ritratto di donna: il sogno degli anni Venti. Lo sguardo di Ubaldo Oppi”, in Basilica Palladiana dal 6 dicembre 2019 al 13 aprile 2020, presenta un modello espositivo originale e inconsueto sul pittore Ubaldo Oppi, (Bologna 1889 – Vicenza 1942), un protagonista assoluto della vita culturale e mondana degli anni Venti, anche se il suo nome non è così conosciuto al grande pubblico. Una mostra, quella su Oppi in Basilica, che giunge 50 anni dopo la celebre esposizione realizzata da Licisco Magagnato, per il Comune di Vicenza a Palazzo Chiericati. Cresciuto a Vicenza ma formatosi fra Vienna, Parigi e Venezia, Ubaldo Oppi viene scoperto a Milano da Margherita Sarfatti e Ugo Ojetti che promuovevano all’epoca un’arte nuova, all’insegna di una ‘classicità moderna’, che prenderà forma anche nel Realismo Magico di cui diventerà l’esponente più rappresentativo.
Ma sono le donne, e i loro ritratti che fissano l’evoluzione del loro ruolo, il tema vero della mostra: nell’Europa degli anni Venti le donne sono sempre più indipendenti, seduttive e moderne; i loro capelli si accorciano così come la lunghezza delle gonne, mentre la loro influenza nella società e nella cultura si fa sempre più intensa. Coco Chanel cambia la moda, Amelia Earhart attraversa in volo l’Atlantico, i balli di Josephine Baker incantano Parigi, questo lo spirito del tempo degli anni Venti. E nell’Italia appena uscita dalla Prima guerra mondiale sarà proprio il pittore Ubaldo Oppi, bolognese di nascita, vicentino d’adozione, ad offrire un ritratto nuovo e magnetico di questa nuova figura di donna, così diversa dal modello anteguerra, ritraendola in immagini che escono dalla cronaca per rievocare un mito, quello di donne fatali e potenti come le amazzoni o di muse ritratte in una magica sospensione, eternate nei valori di un seducente classicismo.

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