Antimo Casertano: " ..Facciamo uno dei mestieri più belli al mondo sarebbe uno spreco affrontarlo senza entusiasmo." ottobre 16, 2019 \\

Descrivi il tuo giorno lavorativo perfetto….
Ogni giorno lo si affronta sempre con estremo entusiasmo e volontà di migliorarsi e di fare qualcosa di profondamente nuovo per se stessi. Ogni giorno è un'occasione di scoperta e di crescita professionale e personale.
Il giorno di lavoro perfetto credo dipenda da come noi affrontiamo il lavoro. Facciamo uno dei mestieri più belli al mondo sarebbe uno spreco affrontarlo senza entusiasmo.
Cosa ti ha portato verso la recitazione
Sin da piccolo ho sempre partecipato a diverse rappresentazioni scolastiche e anche in estate quando andavo a villeggiare ho sempre preso parte a eventi che si organizzavano in campeggio. Ho sempre “giocato” a fare lo scugnizzo oppure il lazzaro nei vari eventi.La decisione di studiare l'ho presa dopo aver vinto un premio con una commedia da me scritta in una rassegna amatoriale. Decisi di provare ad entrare all' Accademia del Teatro Bellini di Napoli, diretta in quegli anni da Tato Russo e Alvaro Piccardi. Il provino andò bene, fui preso subito e così ho iniziato il mio percorso di studi.

Se potessi svegliarti domani con una nuova dote, quale sceglieresti?
Mi piacerebbe tanto saper suonare uno strumento in maniera divina,ad esempio il pianoforte. Ho sempre pensato se sapessi suonare in maniera divina tutto poi verrebbe da se, fama successo gratificazioni economiche e tutto il resto.
Mi accontento di saper suonare in maniera degna la chitarra.

A chi sei più grato per la tua passione artistica?
In famiglia siamo sempre stati “portati” per l'arte , mia madre infatti ha sempre fatto Teatro amatoriale, ho esordito con lei, avevo 18 anni , in casa poi si è sempre sentita tanta musica, mio zio amava scrivere e leggerci poesie.
Mio fratello era un writer , dipingeva ovunque e spesso mi portava con se quando dipingeva qualche muro, quindi forse inconsciamente ho assorbito un po' da loro questa pulsione verso tutto ciò che si trasforma in materia artistica.
Penso anche che questa mia pulsione sia dovuta ad una innata volontà di affermare me stesso, di comunicare ogni artista in qualsiasi forma ha una volontà precisa di comunicare il suo pensiero del mondo attraverso l'arte.
Io cerco e mi cerco attraverso la recitazione, attraverso panni che non sono mai i miei, forse un giorno arriverò a conoscermi pienamente e mi passerà questa irrequietezza d'animo, chissà. Per il momento vedo dove mi porta questa continua ricerca interiore.

Nel tuo percorso professionale, quali sono stati i personaggi più significativi che hai portato in scena ?
 Di personaggi portati in scena ce ne sono stati tanti, tutti molto significativi e importanti. Anche perché anche un personaggio che può essere considerato minore l'ho sempre amato e affrontato come fosse un protagonista.
Con alcuni personaggi di sicuro mi sono divertito di più, uno di questi ad esempio era White, nello spettacolo La Paranza dei bambini di Roberto Saviano, la cosa che più mi divertiva di questo personaggio era la sua follia e la possibilità di essere totalmente fuori dagli schemi.
Ma oltre a questo ce ne sono tanti, ora mi diverto molto con questo personaggio Michelone, nello spettacolo Fronte del Porto con la regia di Alessandro Gassmann. Un personaggio viscido e ignorante, senza alcuna forma di salvezza.
A volte affrontare personaggi completamente lontani da te è una sfida interessantissima e proprio per questo divertente.


Cambieresti qualcosa nel mondo del teatro in cui ti sei formato?
Nel mondo del Teatro cambierei il ministro della cultura. E' una provocazione la mia, intendo dire che credo ci sia bisogno di una volontà molto forte di far si che la cultura teatrale venga incentivata sempre di più e non di essere tagliata e mortificata.
Se potessi cambierei il sistema in cui viene gestito il campo teatrale e di distribuzione.
Darei più possibilità economiche e di sostentamento alle piccole realtà. Oltre che finanziare, giustamente, i grandi centri teatrali, darei maggiore importanza alle realtà dove esiste il teatro chiamato off. Più possibilità di lavoro , fare in modo che uno spettacolo piccolo possa avere più giornate di repliche e di tenuta in un teatro-Oltre questo se potessi eviterei che questo mestiere sia per quelli improvvisati, creerei anche io un albo.


C’è qualcosa che hai sognato di fare e non hai fatto?
Mi piacerebbe interpretare Riccardo III, è uno dei personaggi che sogno d fare, magari un giorno arriverà quell'occasione, o forse se non dovesse arrivare questa occasione lo metterò in scena io da solo chissà, i sogni vanno rincorsi ma se non si avverano non bisogna farne un dramma.



Come concili il ruolo di marito e padre esemplare con il tuo lavoro artistico?
Padre esemplare spero di diventarlo, ma purtroppo non sarò io a giudicare ma sarà compito di mio figlio. Io come in tutte le cose che affronto ci metto tutto me stesso , cerco di non far mancare mai nulla alla mia compagna e a mio figlio-
L'inizio di questa avventura è stata un po' faticosa perché avevamo bisogno di trovare i ritmi di una nuova vita, che dipende totalmente da te, creare un nuovo equilibrio. Ora le cose iniziano ad andare decisamente meglio, anche perché fortunatamente, Jacopo è un bimbo tranquillissimo che trasmette energia e felicità. Tutto sta nel sapersi organizzare e nel dispensare il tempo giusto alle cose da fare. Di sicuro non appena arriva un figlio ti rendi conto subito di cosa è importante e prioritario e di cosa può essere tralasciato.


Raccontaci cosa hai provato quando hai vinto il premio Napoli Cultural Classic sezione Orizzonti per giovani Eccellenze nel campo artistico.
E' stata davvero una grandissima emozione e soprattutto inaspettato. Ricevere un premio è sempre una gratificazione immensa per se stessi e per il proprio lavoro.
Il premio Napoli Cultural Classic è davvero una vetrina molto prestigiosa e gestita in maniera davvero egregia. Oltre al premio è stato emozionante essere al contatto con personalità internazionali e con professionalità diverse del mondo artistico.



Che cosa è troppo serio per scherzarci su?
Sono una persona che di solito ama scherzare e prendere tutto in maniera giocosa e leggera ,ma sulle fragilità delle persone credo sia difficile scherzare. A volte mettersi nei panni degli altri è difficilissimo, non si sa mai quanto e quando una persona che non consociamo può essere in sofferenza. Spesso si prende sotto gamba la sofferenza altrui. Come diceva Pirandello: "prima di giudicare la mia vita o il mio carattere mettiti le mie scarpe percorri il cammino che ho percorso io”-


Il rapporto con la tua città Natale.
Amo la mia città, Napoli è una città fantastica, libera, dove puoi trovare tutto, io l'ho sempre considerata un po' come Babilonia, ci trovi veramente di tutto.Ma purtroppo poi c'è l'ignoranza che è la vera piaga.
E' una questione atavica che certo non possiamo risolvere con due parole, ma fin quando non ci sarà una vera presa di coscienza da parte dei poteri forti, sarà sempre la stessa storia.


I tuoi prossimi impegni?
Debutto l'8 novembre al Teatro Tan  di Napoli a Piscinola con uno spettacolo scritto da un mio amico , un giovane drammaturgo Fabio Pisano, che ha da poco vinto il premio Hystrio.
Il titolo dello spettacolo è Wet Floor con la regia di Lello Serao. Poi lo riprenderemo dal 7 al 12 Gennaio al Teatro Piccolo Bellini.
Dal 25 novembre poi riprendiamo Fronte del Porto con la regia di Alessandro Gassmann e andremo in tournè  in Italia.
Oltre a questi progetti porterò in giro un monologo tratto da un fatto di cronaca del 1969, in cui interpreto 9 personaggi, scritto da Giovanni Meola...si chiama Il bambino con la bicicletta rossa.
Spero che ci sia l'opportunità di portarlo dalle vostre parti, sarebbe bello potervelo far vedere.









 


Facebook
Disclaimer.

Le foto presenti su www.culturalclassic.it sono state in larga parte prese da Internet,e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione - indirizzo e-mail info@culturalclassic.it, che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate.

Photo Stream.
Chi Siamo

Siamo una Associazione nata nel 2000, apartitica e interconfessionale, denominata “Napoli Cultural Classic” (Associazione Culturale volta alla diffusione dell’arte e della cultura, diretta alla promozione di artisti e di studiosi in fase di  affermazione nel campo del cinema, teatro, televisione, musica, danza, arte figurativa, moda, scrittura, scienze giuridiche e tecnologiche e di tutte le altre forme di scibile che i soci ordinari riterranno opportuno inserire.).

Privacy Policy