CHRISTIAN DELISO DIRETTORE D’ORCHESTRA SI RACCONTA : "Quando suono sono immortale, sono in un'altra dimensione, non appartengo più a questo mondo..." ottobre 18, 2019 \\

Maestro ci racconti di Lei, chi è Christian Deliso come persona?
Sono una persona credo molto simpatica, giocherellona, vado assolutamente contro il prototipo del musicista o del direttore d’orchestra serio e severo. Sono serio durante le prove e i concerti ovviamente, ma anche li se è necessario una battuta la spendo sempre, perché tende ad alleggerire l’ambiente e la tensione che c’è prima di una prima. Sono però l essere più determinato che ci sia, o almeno credo. Recentemente un direttore artistico di un noto teatro ha detto di me. Se c’è il fuoco il maestro  Deliso ci si butta dentro, e anche “il maestro Deliso lo cacci dalla porta e lui ti rientra dalla finestra”.
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 Descriva il suo giorno lavorativo perfetto....
Ogni giorno della mia vita è il giorno lavorativo perfetto, perché vivo facendo la musica,  se non ho prove e concerti, ho gli allievi di pianoforte, se non ho allievi compongo, studio, ho la fortuna di essere sempre immerso nella musica.

Come nasce la sua passione per la musica classica?
Nasce per caso. La mia è una famiglia di ingegneri edili. Sono l’unico musicista della famiglia. Fino ad 11 anni il mio unico interesse era il calcio. Poi un giorno la prof.ssa delle medie ci diede un compito per casa: ascoltare il chiaro di luna di Beethoven e poi scrivere le proprie sensazioni. In casa non avevamo un solo disco di musica classica, quindi mio padre andò alla ex Ricordi presso la Galleria Umberto e comperò questo disco a 44 giri, che oggi io conservo come la numero 1 di Zio Paperone. Mi sedetti nella camera dove c era il giradischi ed ascoltai questa musica nuova e bellissima. Non avevo mai ascoltato nulla di simile. Ascoltai il disco più volte per tutto il pomeriggio. Poi uscii verso sera dalla stanza, e andai da mia madre e le dissi: da grande farò il direttore d’orchestra. Attenzione però..il chiaro di luna è un brano per pianoforte, non c’è l’orchestra, eppure io da quella camera uscii dicendo”farò il direttore d’orchestra e non farò il pianista come era più plausibile”. Questo vuol dire, che tutto era già dentro di me, ma non lo sapevo. Sul compito in classe, scrissi semplicemente”grazie all’ascolto di questo disco, ho capito che da grande farò il direttore d’orchestra” e ovviamente presi 2 al compito..ma ero felice lo stesso.
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 Nello specifico a chi è più grato per la sua passione artistica?
Mi piacerebbe dire ai miei genitori, che comunque hanno finanziato i miei studi e a cui sono enormemente grato per l’educazione ricevuta, o mi piacerebbe dire ai miei maestri che ho avuto, ma sento di dire a me stesso, alla determinazione che ho avuto, e ovviamente molto anche a mia moglie il soprano russo Marina Zyatkova, l’unica che davvero mi ha sempre appoggiato.

 Quali sono i compositori dai quali si sente maggiormente influenzato o da cui trae ispirazione?
Certamente Beethoven, non posso immaginare un mondo senza Beethoven, per la lezione che ci ha dato, nell’affrontare le difficoltà della vita. Da sordo è diventato il più grande compositore del mondo. Poi sono vicino a Puccini, per la passione che mette in ogni sua nota, una passione tutta italiana, una passione che il mondo ci invidia. Quando vado all’estero e dirigo Puccini, mi sento così fiero di essere italiano che lo vorrei urlare al mondo intero. E poi mi piace moltissimo Sibelius. Il musicista Finalndese. Adoro il sud, e napoli in particolare, ma mi piaccono moltissimo le atmosfere nordiche che si respirano nella sua musica.
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Se potessi svegliarsi domani con una nuova dote, quale sceglierebbe?
L’essere più riflessivo e meno impulsivo

Che cosa vuol dire per Lei dirigere un’orchestra?
Potrei dire, che è una cosa meravigliosa, che ti senti di volare, che ti senti elettrcità (come nel film di Billy Eliott quando spiega cos’è la danza per lui)…ed effettivamente è tutto questo, ma per me dirigere l’orchestra e la musica in generale è l’unico modo che ho per allontanare il pensiero della nostra morte, della nostra fine. Quando suono sono immortale, sono in un'altra dimensione, non appartengo più a questo mondo, e pertanto non posso più morire. La musica è gioia è allegria, è spensieratezza, è sogno, è speranza che le cose vadano meglio. Quando dirigo un orchestra, penso a questo…nu mor chiù.

Cambierebbe qualcosa nel mondo della lirica in cui si è formato?
Si. Assolutamente si. Darei più spazio ai giovani. Nessuno mi ha mai aiutato, io mi sono ripromesso che aiuterò sempre i giovani talenti. E poi cambierei il modo di assegnare le direzioni artistiche e le sovrintendenze dei teatri lirici. Che si facciano a concorso. Alla luce del sole. Perché spesso ci ritroviamo gente incapace che capisce di musica come io capisco di uncinetto, e poi ci chiediamo come mai quell ente lirico ha un buco in bilancio di milioni di euro.
Noi abbiamo fatto il Capri Opera Festival con poche migliaia di euro (soldi privati) e il risultato è stato grandioso. Un Gianni Schicchi di Puccini di cui ancora se ne parla a distanza di un mese.

Quali sono le opere a cui si sente più legato?
Traviata perché è stato il mio debutto al teatro Majestic di Boston, Boheme  Turandot.

Che messaggio dà oggi la musica classica?
Non credo dia messaggi, cosi come non sono un sostenitore di quelli che dicono  che la musica classica si debba far sentire a tutti. La musica classica non è per tutti, bisogna essere delle anime profonde, sensibili per capirla ed amarla. E poi ad ognuno il suo genere. Non reputo la classica superiore al Jazz, o al Rock o al Pop, sono forme diverse di espressione composte da e per anime diverse. Però la Classica ci invita a dei valori più profondi, l’eco di un mondo e di un’etica che non c’è più e che probabilmente era migliore di quello attuale.

C’è spazio in Italia per giovani compositori e se dovesse dare un consiglio appassionato a un aspirante direttore, cosa gli direbbe?
Non credo ci sia spazio per giovani compositori ma in generale per giovani artisti in Italia, ahimè. E sappiamo tutti perché. Ad un aspirante direttore gli suggerirei di andare nel nord europa o in russia, li dove hanno un culto per l artista e ancora di più per l artista italiano. Ma prima di spedirlo testerei la sua determinazione per questo lavoro, altrimenti è come se lo mandassi in pasto ai lupi.

 Il rapporto con la tua città Natale che possiede uno dei teatri più belli al mondo il San Carlo.
Napoli è criticabile cosi come tutte le altre città del mondo. Ma la possiamo criticare noi che siamo napoletani, guai se la critica viene da fuori. Morirei per la mia città. Napoli ha una cosa che nessuna città del mondo ha, e non mi riferisco ai soliti banali luoghi comuni il mare il vesuvio la pizza e maradona. Napoli ha, dicevo, una cosa che io ho sperimentato sulla mia pelle: arriva ad un certo punto che non la sopporti più, te ne vuoi andare, scappare, ma poi ti manca, e quando ci ritorni, senti il profumo della libertà. Inoltre come disse un mio caro amico e collega tedesco: “Napoli è la culla del genio”. La trovo una definizione bellissima.

C’è qualcosa che hai sognato di fare e non ha fatto?
Il calciatore…ero fortissimo, fui preso da Faustino Canè nei pulcini del Napoli, ma quando tornai a casa e comunicai a mia mamma che mi avevano preso, mia mamma non mi guardò neanche in faccia e disse”non se ne parla proprio”. All’epoca si pensava che se un genitore ti dicesse no lo faceva per il tuo bene, così non protestai. Ma se lei dovesse chiedere a mia moglie: “ma Christian è più bravoa calcio o a dirigere?” mia moglie non avrebbe dubbi…direbbe calcio. Ps. Gioco nella nazionale dei direttori e cantanti lirici, con cui facciamo partite di beneficenza.

Che cosa è troppo serio per scherzarci su?
La violenza in generale: sulle donne, sui bambini . ogni forma di sopruso. Normalmente io scherzo su tutto…ma su questo davvero non ce la faccio. Cosi come non riesco a scherzare sul razzismo, soprattutto se viene dai nostri fratelli del nord italia.

I suoi prossimi impegni?
Stiamo organizzando un nuovo festival in Campania il Cimarosart, nei luoghi in cui è vissuto Cimarosa a San Paolo Bel Sito. Poi sarò come ogni anno a San Pietroburgo, tour in Cina e ovviamente gli oscar della lirica 2020 ancora, spero, accanto al grande maestro Andrea Bocelli.

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