Alessandro Gazale: "Immedesimarsi in un personaggio significa vivere la sua vita. E questo è bellissimo." novembre 20, 2019 \\

Alessandro ci racconti di Lei, chi è l’attore e chi è la persona?
Ho 58 anni, sono un attore di teatro e di cinema ma svolgo anche attività di regista teatrale in un carcere di massima sicurezza e nella scuola in cui insegno, dove organizzo e tengo laboratori di teatro e di cinema per bambini e per ragazzi, attività in cui credo molto e alle quali dedico gran parte del mio tempo. Ho della vita una visione molto positiva e sono affascinato dal mondo e dalla gente, e forse anche un po’ per questo, amo più osservare e ascoltare che parlare. Vivo a Sassari con la mia compagna, ho una famiglia che amo e tanti amici e colleghi che adoro. La mia carriera artistica è iniziata nella mia città natale nei primi anni 80 con la conduzione di un programma di varietà radiofonico e con il cabaret, poi nel 1987 è arrivato il Teatro e nel 2010 il cinema.
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Descriva il suo giorno lavorativo perfetto….
Nel quotidiano devo barcamenarmi tra laboratori di recitazione e scuola da una parte e attività artistica dall’altra, quindi, più che al giorno lavorativo perfetto, preferisco pensare alla settimana lavorativa ideale, se non addirittura al mese o a periodi più lunghi. In sostanza devo programmare il mio tempo con largo anticipo per far convivere lavoro fisso e impegni artistici e, in alcuni casi, l’aspettativa diventa per me la soluzione ideale. Per il resto la mia giornata inizia alle otto del mattino e si conclude alle due, le tre del mattino. La notte è per me il momento più rilassante e creativo, quello in cui rielaboro la mia lunga giornata e programmo la successiva.
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Come nasce la sua passione per il cinema?
La passione per la recitazione nasce con me. Ho sentito sempre molto forte l’attrazione per tutto ciò che è spettacolo e, in particolare, per la recitazione, per l’attore, per il meraviglioso viaggio che intraprende per la costruzione di un personaggio. I miei primi “spettacoli” davanti a un pubblico li ho fatti da bambino, per familiari e amici, e tra i banchi di scuola.
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Nello specifico a chi è più grato per la sua passione artistica?
Nasco in una famiglia di artisti, seppure tutti in campi diversi, quindi sono grato innanzitutto ai miei genitori e alla mia grande e meravigliosa famiglia che mi ha trasmesso questa passione. Ma sono grato anche ai tanti artisti e registi di teatro e di cinema che ho incontrato nella mia vita e con i quali ho avuto la gioia e la fortuna di lavorare. Da tutti ho imparato qualcosa e da alcuni davvero tanto. Da qualcuno ho imparato anche cosa non si deve mai fare, un grande insegnamento anche questo.

Quali sono i registi e gli attori dai quali si sente maggiormente influenzato o da cui trae ispirazione?
Il mio lavoro inizia sempre con un’attenta lettura del copione o della sceneggiatura, a seconda dei casi, alla quale fanno seguito lunghe chiacchierate con il regista per intenderci sulla realizzazione del lavoro, sul carattere del personaggio, sull’evoluzione che questo dovrà avere nello sviluppo della storia e sul suo rapporto con gli altri personaggi.  Poi passo allo studio delle battute, un lavoro che mi accompagnerà per tutto il tempo delle prove e fino al termine delle riprese. In questa fase mi dedico anche alla ricerca di ambienti e personaggi molto vicini a quelli descritti nella storia. Vado a rubare dalla vita reale, a osservare, ad ascoltare, a interagire. Quindi non mi ispiro mai a registi o ad attori particolari, anche se poi, come tutti, in altri momenti divento spettatore. E qua mi fermo perché fare l’elenco dei bravi mi viene davvero difficile, giacché chi per una caratteristica e chi per un’altra, sono davvero tanti quelli che mi piacciono.

Se potesse svegliarsi domani con una nuova dote, quale sceglierebbe?
Sono molto soddisfatto di ciò che ho e di quel che faccio, e per questo ringrazio tanto le belle persone che mi stanno vicino, che credono in me e che mi stimolano a fare sempre di più e sempre meglio. Potendo però esprimere un desiderio, mi piacerebbe molto crescere e perfezionarmi sempre di più in campo artistico.


 Che cosa vuol dire per Lei immedesimarsi in un personaggio?
Immedesimarsi in un personaggio significa andare a frugare nel suo passato per recuperare le gioie e i dolori che hanno segnato le tappe più importanti della sua vita prima della sua apparizione sulla scena. Conoscerlo a fondo mi aiuta a capire il suo percorso, la sua evoluzione, le emozioni, i pensieri, le motivazioni che ne determineranno l’agire. Immedesimarsi in un personaggio significa vivere la sua vita. E questo è bellissimo.

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 Cambierebbe qualcosa nel mondo del cinema in cui si è formato?
Si avverte un diffuso malessere oggi rispetto a un sistema chiuso che non lascia grossi varchi a chi, pur avendo grande talento, non trova sempre uno spazio serio e adeguato per esprimerlo. Ma potendo fare qualcosa la priorità la darei alla scuola. Inizierei da lì, inserendo una materia nuova che possa trasmettere ai nostri ragazzi la storia e la cultura di cinema e teatro, ma anche la bellezza e l’amore per tutte le discipline dello spettacolo in genere, attività oggi demandata ad una progettazione rivolta a pochi alunni e limitata nel tempo. Sì, inizierei da lì.

Quali sono i personaggi interpretati a cui si sente più legato?
Tra i vari personaggi finora interpretati mi sento sicuramente più legato a Domenico Soriano, protagonista della commedia teatrale Filumena Marturano di Eduardo de Filippo e ad Alessandro protagonista del film Ovunque Proteggimi di Bonifacio Angius. Due personaggi che, pur diversi tra loro, per certi aspetti si assomigliano anche. Vivono entrambi un amore sofferto, hanno il vizio del gioco, sono arroganti ma interiormente fragili e affrontano la vita agendo d’istinto, dando vita a mille diversi stati d’animo che catturano lo spettatore fino al sacrificio finale. Due personaggi molto complessi ma proprio per questo ideali per una prova d’attore.

Che messaggio dà oggi il cinema?
Il cinema ha fondamentalmente un compito sociale. Trasmette e tiene storia della società e del costume del momento storico che vive e che racconta. Se poi è buon cinema lo fa meglio.
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C’è spazio in Italia per giovani attori e se dovesse dare un consiglio appassionato a un aspirante attore, cosa gli direbbe?
Le paroline magiche sono passione, studio, diligenza, attitudine al sacrificio e tanta, tanta umiltà, senza pretendere il tutto e subito con scorciatoie improbabili. Se sono soddisfatti questi presupposti, ritengo che l’iscrizione ad una buona scuola di recitazione sia oggi il primo passo da fare.

 Il rapporto con la tua città Natale ….
Oltre ad avere a Sassari gran parte degli affetti più cari e degli amici più stretti, conosco in città tante altre belle persone con le quali ho davvero un legame molto forte e con le quali condivido gran parte dei miei interessi. Quindi, il rapporto con la mia città è principalmente un rapporto d’amore.  E poi in questa città di artisti e di infaticabili lavoratori, oltre a viverci ci lavoro, ci svolgo gran parte delle mie attività. Della bella gente che la anima, mi affascina la cordialità, la spontaneità, la generosità, ma anche la tipica cadenza e i modi di dire. Amo tutto della mia città, finanche il chiasso della gente che alla sera anima le strade e le piazze. Anzi, se posso colgo l’occasione per ringraziare pubblicamente tutti i sassaresi, estendendo il ringraziamento a tutti i sardi, per il grande calore e il sincero affetto che mi hanno dimostrato durante tutto il bellissimo viaggio del film Ovunque Proteggimi in giro per il mondo.


C’è qualcosa che ha sognato di fare e non ha fatto?
Sì, mi viene da rispondere che mi sarebbe piaciuto davvero tanto poter frequentare da giovane una buona Accademia di Arte Drammatica. Ma si parla di altri tempi e la Sardegna degli anni ottanta era davvero un’isola in tutti i sensi rispetto alle possibilità che si hanno oggi. Mi sarebbe piaciuto, certo, ma devo anche aggiungere che alla fine non ho dei veri e propri rimpianti perché poi la vita mi ha comunque permesso di fare altre importanti scelte delle quali oggi vado particolarmente fiero. E questo, senza dover mai rinunciare alla mia grande passione che oggi mi sta abbondantemente ripagando dei tanti sacrifici fatti e per le lunghe attese.

Che cosa è troppo serio per scherzarci su?
Mi viene in mente l’olocausto, ma direi in senso più generale tutte le tragedie che comportino la sofferenza o il sacrificio di vite umane. Sono queste le cose davvero serie sulle quali non amo scherzare.

 I suoi prossimi impegni?
Dall’uscita del film ad oggi ho ricevuto tante proposte e alcune davvero interessanti. Ho fatto provini e avuto colloqui con diversi registi e ora sto valutando. Posso però anticiparvi che a breve ci sarà certamente anche un mio ritorno al Teatro.



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