Mariano Barbi racconta la strarodinaria avventura di archeologia subacquea per ragazzi diversamente abili nel campo visivo. dicembre 5, 2019 \\

Mariano ci racconti di Lei, chi è Mariano Barbi come persona e soprattutto come volontario?
Essere volontario non è uno status ma una missione.. personalmente ritengo che i volontari rappresentano una grande forza per la comunità. Per il resto preferisco che mi raccontino gli amici e le persone che mi conoscono.

Mariano ci racconti di Lei, chi è Mariano Barbi come persona e soprattutto come volontario?
Essere volontario non è uno status ma una missione.. personalmente ritengo che i volontari rappresentano una grande forza per la comunità. Per il resto preferisco che mi raccontino gli amici e le persone che mi conoscono.

 Descriva il suo giorno lavorativo perfetto dal punto di vista sociale….
Sicuramente quello che regala un sorriso , che realizza un sogno oppure che trasforma la speranza in una realtà concreta.
Risultati immagini per mariano barbi
Come nasce la sua passione per il mare?
Sono nato a Napoli, a Chiaia, e come napoletano non posso che non amare il mare. A questo aggiungo che ho iniziato a fare canottaggio a 10 anni ..il resto è chiaro!

 Fare immersioni guidate sui siti di interesse Archeologico in Campania comporta anche un esperienza  culturale di non poco conto che ultimamente sta conquistando molti appassionati...E’ una nuova frontiera alla portata di tutti
Una regione come la nostra, che ha vari siti di facile accesso rappresentano una opportunità unica nel mondo. Se oltre alla cultura  aggiungessimo la cultura della difesa del mare e dell’ecosistema torneremo ad essere la Campania Felix del mondo classico.
Risultati immagini per «SeaReN, con gli occhi di Parthenope»: giovani non vedenti ...
 E da qui nasce un progetto che ha lo scopo di avvicinare i ragazzi con disabilità visive a vivere il mare… di cosa si tratta
Il progetto “Con gli occhi di Parthenope” nasce nell’ambito del Progetto SeaReN , progetto di archeologia, turismo e inclusione sociale.

 Nello specifico di cosa tratta questo progetto ?
Abbiamo creato una rete tra : RYCC Savoia di Napoli, ONLUS Vivere per Amare  - live to love”, Marina Militare Palombari,  Marenostrum di ArcheoClub d’Italia , Istituto Colosimo di Napoli , HSA, Ospedale Cardarelli e SenseFul srl per avviare un progetto di formazione per archeologia subacquea per ragazzi diversamente abili nel campo visivo.

 Quali sono i risultati ottenuti …..
Ottimi!! Siamo riusciti a completare il percorso a tutti i 20 ragazzi circa . I media, inoltre,  ci hanno riservato grande attenzione, e non ultima la Rai con un bellissimo speciale su Ra1 nell’ambito di un programma  dedicato alle famiglie

 Risultati immagini per «SeaReN, con gli occhi di Parthenope»: giovani non vedenti ...
Che cosa vuol dire per Lei e per il suo gruppo portare avanti questi progetti?
A parte le soddisfazioni morali personali e di gruppo, vorremmo innescare dei processi di emulazione positiva in tutta Italia, contribuendo fortemente ai progetti di inclusione e di tutela ambiente attraverso la valorizzazione dei siti archeologici e di ciò che rappresenta la cultura.

 Cambierebbe qualcosa nel mondo dell’archeologia subacquea ?
Certo, la renderei sempre più fruibile attraverso corsi specifici, coinvolgendo maggiormente le forze armate e le istituzioni , generando dei percorsi e valorizzando siti minori,La tutela del nostro patrimonio archeologico non può prescindere dalla tutela dell’ambiente marino e della natura in generale.

 Che messaggio date  oggi con il vostro progetto?
Che non esistono i diversamente abili e che siamo noi che generiamo diversità!!

 C’è spazio in Italia per i giovani che propongono progetti similari al Vostro  e se dovesse dare un consiglio appassionato a giovani volontari, cosa consiglierebbe?
Sicuramente c’è sempre spazio per chi vuole donarsi agli altri. Un consiglio? Certamente proporrei loro  il motto che il sensei (maestro)  di Kendo ( spada giapponese) mi ha dedicato in un mio viaggio a Tokyo:  “La perseveranza è la strada che porta al successo”. Ps io ho praticato e pratico  canottaggio, off shore e Kendo (spada giapponese)

 Il rapporto con la tua città Natale .
Un rapporto di odio e amore, tante volte ho pensato di lasciarla, ma poi , lavorando per anni fuori Campania , mi mancava la sua storia , i suoi monumenti e le sue facce nascoste. Quando accompagno amici e visitatori nel centro storico di Napoli , amo far capire quanto siamo stati e quanto potremmo essere!!!

 C’è qualcosa che hai sognato di fare e non ha fatto?
Certo , ci sono tante cose, ma forse l’astronauta o lo scopritore di tesori sommersi (ahahahahaha).

 Che cosa è troppo serio per scherzarci su?
MARIANO BARBI

 
I suoi prossimi progetti
Vorrei realizzare un corso per sommelier per ragazzi non vedenti, portare a Londra le ragazze del mio circolo a fare una gara sul Tamigi,  valorizzare un sito archeologico minore rendendolo famoso!!!

Mariano ci racconti di Lei, chi è Mariano Barbi come persona e soprattutto come volontario?
Essere volontario non è uno status ma una missione.. personalmente ritengo che i volontari rappresentano una grande forza per la comunità. Per il resto preferisco che mi raccontino gli amici e le persone che mi conoscono.

 Descriva il suo giorno lavorativo perfetto dal punto di vista sociale….
Sicuramente quello che regala un sorriso , che realizza un sogno oppure che trasforma la speranza in una realtà concreta.

Come nasce la sua passione per il mare?
Sono nato a Napoli, a Chiaia, e come napoletano non posso che non amare il mare. A questo aggiungo che ho iniziato a fare canottaggio a 10 anni ..il resto è chiaro!

 Fare immersioni guidate sui siti di interesse Archeologico in Campania comporta anche un esperienza  culturale di non poco conto che ultimamente sta conquistando molti appassionati...E’ una nuova frontiera alla portata di tutti
Una regione come la nostra, che ha vari siti di facile accesso rappresentano una opportunità unica nel mondo. Se oltre alla cultura  aggiungessimo la cultura della difesa del mare e dell’ecosistema torneremo ad essere la Campania Felix del mondo classico.

 E da qui nasce un progetto che ha lo scopo di avvicinare i ragazzi con disabilità visive a vivere il mare… di cosa si tratta
Il progetto “Con gli occhi di Parthenope” nasce nell’ambito del Progetto SeaReN , progetto di archeologia, turismo e inclusione sociale.

 Nello specifico di cosa tratta questo progetto ?
Abbiamo creato una rete tra : RYCC Savoia di Napoli, ONLUS Vivere per Amare  - live to love”, Marina Militare Palombari,  Marenostrum di ArcheoClub d’Italia , Istituto Colosimo di Napoli , HSA, Ospedale Cardarelli e SenseFul srl per avviare un progetto di formazione per archeologia subacquea per ragazzi diversamente abili nel campo visivo.

 Quali sono i risultati ottenuti …..
Ottimi!! Siamo riusciti a completare il percorso a tutti i 20 ragazzi circa . I media, inoltre,  ci hanno riservato grande attenzione, e non ultima la Rai con un bellissimo speciale su Ra1 nell’ambito di un programma  dedicato alle famiglie

 
Che cosa vuol dire per Lei e per il suo gruppo portare avanti questi progetti?
A parte le soddisfazioni morali personali e di gruppo, vorremmo innescare dei processi di emulazione positiva in tutta Italia, contribuendo fortemente ai progetti di inclusione e di tutela ambiente attraverso la valorizzazione dei siti archeologici e di ciò che rappresenta la cultura.

 Cambierebbe qualcosa nel mondo dell’archeologia subacquea ?
Certo, la renderei sempre più fruibile attraverso corsi specifici, coinvolgendo maggiormente le forze armate e le istituzioni , generando dei percorsi e valorizzando siti minori,La tutela del nostro patrimonio archeologico non può prescindere dalla tutela dell’ambiente marino e della natura in generale.

 Che messaggio date  oggi con il vostro progetto?
Che non esistono i diversamente abili e che siamo noi che generiamo diversità!!

 C’è spazio in Italia per i giovani che propongono progetti similari al Vostro  e se dovesse dare un consiglio appassionato a giovani volontari, cosa consiglierebbe?
Sicuramente c’è sempre spazio per chi vuole donarsi agli altri. Un consiglio? Certamente proporrei loro  il motto che il sensei (maestro)  di Kendo ( spada giapponese) mi ha dedicato in un mio viaggio a Tokyo:  “La perseveranza è la strada che porta al successo”. Ps io ho praticato e pratico  canottaggio, off shore e Kendo (spada giapponese)

 Il rapporto con la tua città Natale .
Un rapporto di odio e amore, tante volte ho pensato di lasciarla, ma poi , lavorando per anni fuori Campania , mi mancava la sua storia , i suoi monumenti e le sue facce nascoste. Quando accompagno amici e visitatori nel centro storico di Napoli , amo far capire quanto siamo stati e quanto potremmo essere!!!

 C’è qualcosa che hai sognato di fare e non ha fatto?
Certo , ci sono tante cose, ma forse l’astronauta o lo scopritore di tesori sommersi (ahahahahaha).

 Che cosa è troppo serio per scherzarci su?
MARIANO BARBI

 
I suoi prossimi progetti
Vorrei realizzare un corso per sommelier per ragazzi non vedenti, portare a Londra le ragazze del mio circolo a fare una gara sul Tamigi,  valorizzare un sito archeologico minore rendendolo famoso!!!
Risultati immagini per «SeaReN, con gli occhi di Parthenope»: giovani non vedenti ...

 Descriva il suo giorno lavorativo perfetto dal punto di vista sociale….
Sicuramente quello che regala un sorriso , che realizza un sogno oppure che trasforma la speranza in una realtà concreta.

Come nasce la sua passione per il mare?
Sono nato a Napoli, a Chiaia, e come napoletano non posso che non amare il mare. A questo aggiungo che ho iniziato a fare canottaggio a 10 anni ..il resto è chiaro!

 Fare immersioni guidate sui siti di interesse Archeologico in Campania comporta anche un esperienza  culturale di non poco conto che ultimamente sta conquistando molti appassionati...E’ una nuova frontiera alla portata di tutti
Una regione come la nostra, che ha vari siti di facile accesso rappresentano una opportunità unica nel mondo. Se oltre alla cultura  aggiungessimo la cultura della difesa del mare e dell’ecosistema torneremo ad essere la Campania Felix del mondo classico.

 E da qui nasce un progetto che ha lo scopo di avvicinare i ragazzi con disabilità visive a vivere il mare… di cosa si tratta
Il progetto “Con gli occhi di Parthenope” nasce nell’ambito del Progetto SeaReN , progetto di archeologia, turismo e inclusione sociale.

 Nello specifico di cosa tratta questo progetto ?
Abbiamo creato una rete tra : RYCC Savoia di Napoli, ONLUS Vivere per Amare  - live to love”, Marina Militare Palombari,  Marenostrum di ArcheoClub d’Italia , Istituto Colosimo di Napoli , HSA, Ospedale Cardarelli e SenseFul srl per avviare un progetto di formazione per archeologia subacquea per ragazzi diversamente abili nel campo visivo.

 Quali sono i risultati ottenuti …..
Ottimi!! Siamo riusciti a completare il percorso a tutti i 20 ragazzi circa . I media, inoltre,  ci hanno riservato grande attenzione, e non ultima la Rai con un bellissimo speciale su Ra1 nell’ambito di un programma  dedicato alle famiglie

 
Che cosa vuol dire per Lei e per il suo gruppo portare avanti questi progetti?
A parte le soddisfazioni morali personali e di gruppo, vorremmo innescare dei processi di emulazione positiva in tutta Italia, contribuendo fortemente ai progetti di inclusione e di tutela ambiente attraverso la valorizzazione dei siti archeologici e di ciò che rappresenta la cultura.

 Cambierebbe qualcosa nel mondo dell’archeologia subacquea ?
Certo, la renderei sempre più fruibile attraverso corsi specifici, coinvolgendo maggiormente le forze armate e le istituzioni , generando dei percorsi e valorizzando siti minori,La tutela del nostro patrimonio archeologico non può prescindere dalla tutela dell’ambiente marino e della natura in generale.

 Che messaggio date  oggi con il vostro progetto?
Che non esistono i diversamente abili e che siamo noi che generiamo diversità!!

 C’è spazio in Italia per i giovani che propongono progetti similari al Vostro  e se dovesse dare un consiglio appassionato a giovani volontari, cosa consiglierebbe?
Sicuramente c’è sempre spazio per chi vuole donarsi agli altri. Un consiglio? Certamente proporrei loro  il motto che il sensei (maestro)  di Kendo ( spada giapponese) mi ha dedicato in un mio viaggio a Tokyo:  “La perseveranza è la strada che porta al successo”. Ps io ho praticato e pratico  canottaggio, off shore e Kendo (spada giapponese)

 Il rapporto con la tua città Natale .
Un rapporto di odio e amore, tante volte ho pensato di lasciarla, ma poi , lavorando per anni fuori Campania , mi mancava la sua storia , i suoi monumenti e le sue facce nascoste. Quando accompagno amici e visitatori nel centro storico di Napoli , amo far capire quanto siamo stati e quanto potremmo essere!!!

 C’è qualcosa che hai sognato di fare e non ha fatto?
Certo , ci sono tante cose, ma forse l’astronauta o lo scopritore di tesori sommersi (ahahahahaha).

 Che cosa è troppo serio per scherzarci su?
MARIANO BARBI

 
I suoi prossimi progetti
Vorrei realizzare un corso per sommelier per ragazzi non vedenti, portare a Londra le ragazze del mio circolo a fare una gara sul Tamigi,  valorizzare un sito archeologico minore rendendolo famoso!!!

 

 

 

 

 


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Chi Siamo

Siamo una Associazione nata nel 2000, apartitica e interconfessionale, denominata “Napoli Cultural Classic” (Associazione Culturale volta alla diffusione dell’arte e della cultura, diretta alla promozione di artisti e di studiosi in fase di  affermazione nel campo del cinema, teatro, televisione, musica, danza, arte figurativa, moda, scrittura, scienze giuridiche e tecnologiche e di tutte le altre forme di scibile che i soci ordinari riterranno opportuno inserire.).

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