Giuseppe Parente aprile 13, 2010 \\

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Biografia

Inizia giovanissimo studiando balletto, dopo qualche anno si avvicina alla ginnastica artistica portando avanti contemporaneamente lo studio delle due discipline.
Vince borse di studio per danzatori professionisti in Italia e negli U.S.A. presso il Merce Cunningham studio nella città di New York. Nel corso di questi anni prende parte a stages in Europa e in America studiando con Victor Litvinov, Joseph Fontano, Lindsey Kemp, Fabrizio Monteverde, Alan Astiè, Trisha Brown, Ismael Ivo, Elio Gervasi, David Parson, Doug Elkins, Wim Vandekeybus, Cesc Gelabert, Enzo Cosimi, Lloyd Newson, Jorma Outinen, Mark Morris, Merce Cunningham, Robert Swinston.
Dai primi anni ’90 ad oggi va in scena in Germania con lo spettacolo “Kuss” per la regia di Ismael Ivo e negli Stati Uniti con “Piece for six dancers”, regia e coreografia di Robert Wilson; lavora inoltre in Olanda con Ton Simons, in “In the rom…” e ancora negli Stati Uniti per  Pascal Rioult in “Aurora”, “Fables”, “Wien”. In Austria con la compagnia Elio Gervasi Tanz Company. In Italia, per il “Festival Romaeuropa”, danza nello spettacolo “L’ombra dentro la pietra” prodotto dalla Fondazione Romaeuropa e l’Hebbel Theater di Berlino e per compagnie del calibro della Compagnia di danza Enzo Cosimi, con gli spettacoli “Super de Luxe” e “Elio Gabalo” e in “Aria”, “Kendang”, “Bodies exhibition”, “Follia di Spagna”, “L’heure du berger”, “Photo” della compagnia Movimento Danza di Napoli di Gabriella Stazio e con Alberto di Stasio in “Orestiade” con le coreografie di Gloria Pomardi. Lavora per enti lirici quali il Teatro San Carlo di Napoli, il Teatro dell’ Opera di Roma, l’Arena Sferisterio di Macerata, il Teatro dell’Opera del Cairo, il Teatro Greco di Siracusa con registi come Roberto De Simone, Franco Ripa di Meana, Costa Gavras, Ugo De Ana, John Dexter e Robert Wilson.
Di ritorno in Italia, riceve riconoscimenti per la sua attività di maestro, coreografo e danzatore.                                                                                   
Crea la  COMPAGNIADIDANZA>giuseppe parente per cui realizza gli spettacoli “1030”, “PUFF ADDER” e “COPPELIA MON AMOUR” oltre a una serie di coreografie brevi quali tango for seven, the race, box format I e II, facial danger, point break, more or less, winter etc.
Riceve il premio “Aversa nel mondo” per la categoria musica e spettacolo, vince il premio di video-danza Il Coreografo Elettronico, il premio Pier delle Vigne e NapoliCulturalClassic per l’originalità delle sue coreografie. E’ invitato al Premio Positano ed è presente con  le sue produzioni in rassegne e festivals italiani. Nel 2008 l’ETI, e più precisamente per il progetto TRANSITIDANZA che vede impegnate le regioni Campania, Lazio e Piemonte, nella ricerca di nomi che rappresentino l’avanguardia della danza appunto nelle suddette regioni, fa cadere la sua scelta sul nome di Giuseppe Parente. Prodotta da Korper accetta e cura la regia e la coreografia dell’ opera  “La bisbetica domata” di W. Shakespeare su invito del NuovoTeatroNuovo di Napoli dove va in scena in prima nazionale nel febbraio 2009 e nel giugno dello stesso anno al Teatro Sannazzaro di Napoli per il Napoli Teatro Italia Festival.
Di Giuseppe Parente il critico Giulio Baffi ha scritto:

“… Corpo che si moltiplica, nudo e splendido per armonia e tensione. Che si solleva nell’aria e s’impenna contro pareti di metallo. Sembra un’onda che stia per infrangersi contro gli scogli irreali di una spiaggia crudele. Spuma leggera e seducente, annullando ogni logica della gravità che ci umilia, galleggia nell’aria in splendide armonie che accendono lo sguardo e comunicano alla mente brividi stupiti. Ci sembra di sentirne la musica. Ci sembra di vedere il suo gesto che lentamente, per magico sortilegio dell’immagine, riprende il suo movimento di danza… “.


COMPAGNIADIDANZA>giuseppe parente

 

RASSEGNA STAMPA PRODUZIONI TEATRALI


IL MATTINO 22 gennaio 2003 di Paolo Ventriglia
Per Parente, ballerino e coreografo ritorno in Italia da New York
Dopo una lunga permanenza negli Stati Uniti ritorna in Italia il danzatore e coreografo Giuseppe Parente. Un percorso insolito il suo, mentre quasi tutti gli artisti fuggono dall’Italia, lui sceglie di ritornare a calcare i palcoscenici italici. Sebbene giovane, Parente ha alle spalle già una lunga carriera…e anche l’America ha confermato il suo talento. Poi nel pieno del successo, la “fuga”. “L’11 settembre mi ha colpito profondamente –dice l’artista- mi ha segnato in molti sensi…ma in verità ero ormai stanco, saturo di schemi preconcetti, di strutture canoniche, rigide. Ho voglia di indagare sulle diverse possibilità che il corpo e il movimento offrono attraverso la mia personale visione della danza”. Parente può essere definito una sorta di “pragmatico della danza”, pochi fronzoli e molto contenuto. “Non mi pongo limiti –insiste- la mia è una danza “pulita”, essenziale, qualitativa che bandisce i passi sterili e il falso movimento”.


PALCOSCENICO 28 gennaio 2003 di Sara Boni
Uno spettacolo strepitoso ha inaugurato il Caligola
…il pubblico ha assistito alle pillole di show di un artista nostrano, Giuseppe Parente, tornato, dopo anni di carriera itinerante in giro per il mondo, ad Aversa. Otto minuti di danza “pura” su musiche di Namlook e Ocal, l’artista aversano si è esibito con un estratto di un suo lavoro: “1030”. Giuseppe Parente ha stupito tutti con un’esibizione che ha messo in evidenza la sua grande preparazione tecnica e una capacità teatrale scenica non comune, che è propria dei grandi artisti.Vestito solo di pietre, ha messo in scena la danza “pura” lasciando parlare e gridare quel corpo“nudo”…Ritornerà ad Aversa a giugno, per il festival dei teatri invisibili, sarà Parente quest’anno il direttore artistico della Kermesse teatrale per la sezione danza.


IL MATTINO 28 gennaio 2003 di Antonio Marfuggi
1030: il successo della danza “pura” di Giuseppe Parente
Otto minuti di danza d’eccellenza. Domenica sera il ballerino e coreografo Giuseppe Parente ha regalato momenti di grande spettacolo…Vestito solo di pietre color bronzo, Parente ha messo in scena la danza “pura”, fatta di movimenti essenziali eseguiti con quell’attenzione ai particolari che solo i “grandi” possiedono. Ha emozionato, coinvolto il pubblico con una danza che non è faciletrovare in Italia, una danza che viaggia fuori da pseudo-sperimentazioni di sorta, per ritornare alle “origini” alla capacità del corpo di utilizzare tutte le sue potenzialità ed espressività…per mettere in scena una danza che vuole mostrare una visione della vita del tutto personale ed inedita.


CORRIERE DEL MEZZOGIORNO 24 giugno 2003 di Nicola di Santo
Applausi per il balletto “1030”
Aversa s’inchina al divino Parente
Standing ovation per Giuseppe Parente e la sua compagnia di danza in scena nell’ambito del New Contaminate Art Festival di Aversa. Il lavoro, “1030”, ha avuto un successo che è andato al di là di ogni più rosea aspettativa: un pubblico attento e numerosissimo ha seguito con trasporto la performance della neofondata compagnia…tecnica e passione sono stati i due elementi vitali che hanno portato al successo la danza “pura” di Parente. Il primo atto di “1030” si è aperto con i ballerini simili nell’aspetto e nei movimenti, ad antichi guerrieri normanni, con la vocalist imprigionata in uma macchina di fil d’acciaio; nel secondo atto i guerrieri normanni si muovono su un paesaggio quasi lunare, con movimenti carichi d’espressività…Il sipario si chiude con un assolo del maestro Parente che rende davvero indimenticabile “1030”.

 

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 13 luglio 2004 di Regina Cozzi
IL SOFFIO DEL VENTO SULLE COREOGRAFIE DI Giuseppe Parente
Applausi a Maratea per “more or less”
E’ stata una sperimentazione ben riuscita “more or less” realizzata dal coreografo Giuseppe Parente al termine di un seminario tenuto a Maratea… Uno spettacolo seguito da un pubblico numeroso che ha applaudito le brave danzatrici dirette dal coreografo e lo stesso Parente che si è cimentato in un assolo che  ha praticamente strabiliato il pubblico…Lo spettacolo, che è stato una sperimentazione in cui Parente ha cercato di trasferire il tema del vento, è un insieme di coreografie alle quali il coreografo non ha dato un dettato definitivo lasciandolo continuamente sottoposto alla sua voglia di ricerca e di cambiamento come se seguisse il concetto filosofico del costante divenire…La danza di Parente, il coreografo che esce fuori dal riconoscibile e dai canoni dell’arte, è studiata nei minimi particolari cercando attraverso i numerosi movimenti del corpo di trasferire allo spettatore sensazioni passate lette alla luce del presente.

 

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 17 agosto 2005 di Regina Cozzi
LA DANZA VERTIGINOSA DI PARENTE in “PUFF ADDER”
Ed è la tematica del soffio su cui si concentra il lavoro del coreografo Giuseppe Parente in una coreografia in due atti per quattro donne e due uomini, un’idea, il cui nucleo, era già nell’aria da un po’ di tempo…Stupisce la capacità d’indagine sottile delle coreografie di Parente, abile a narrare con la stessa intensità la violenza, la materialità, le vicende più terrene di “1030” e, con altrettanto magnetismo, la magica leggerezza del soffio di “PUFF ADDER”…Non resta che stare a guardare, essere pronti ad ascoltare e ricevere il messaggio inviatoci, godere di questo spettacolo punto d’osmosi tra la forza del movimento in tutta la sua concretezza e l’inafferrabilità, la leggerezza, un’ulteriore dimensione quasi eterea in bilico tra interiore ed esteriore.


SPOLETOonline 13 agosto 2006 di Elena Grilli
DANZA PROTAGONISTA DELL’ESTATE
Giuseppe Parente e la sua compagnia a Spoleto Estate: “1030”
Evocativa e iconografica la danza della compagnia Giuseppe Parente, che porta in scena al Teatro Romano”1030”. Nella prima parte dello spettacolo è la discesa dei barbari a tenere banco, con musiche che ansiose e metalliche a sottolineare l’atmosfera dell’invasione militare ad opera di insolite valchirie cibernetiche. Nella seconda parte la scena si ammorbidisce, la luce si riscalda e i movimenti sono meno meccanici e spezzati, nel raccontare la ricerca del mantenimento di un equilibrio tra culture diverse. Uno spettacolo che richiama, suggerisce, interpreta un pezzo fondamentale di storia italiana con chiavi di lettura originali. Nel quale un protagonista importante risultano essere le luci, ora fredde e contrastanti- a costruire con i corpi quasi dei quadri pop art; ora calde e avvolgenti- a suggerire un cambiamento anche interiore dei protagonisti.


ROMA 28 luglio 2007 di Elisabetta Testa
La danza di Parente al “Neapolis”
Ha un fisico statuario, un fascino magnetico. Al di là della bellezza, una grande determinazione. Con intelligenza, sensibilità, ricerca di particolari. E non è poco. Giuseppe Parente è tutto questo e molto di più. Dopo un inizio nel mondo della danza classica, ha dedicato tutta la sua passione al linguaggio contemporaneo, che ha approfondito lavorando in Europa e negli Stati Uniti, con alcuni dei più grandi nomi, uno fra tutti Merce Cunningham. Danzatore, insegnante e coreografo, Giuseppe Parente si dedica da tempo alla sua compagnia firmando le coreografie e la regia di tutti i suoi spettacoli. Due anni fa ha vinto il primo premio di video-danza del “Coreografo Elettronico”, manifestazione di rilievo internazionale. Ennesima conferma della sua qualità di lavoro.
Ospite del “Neapolis Festival”, domani all’Arena Flegrea, Giuseppe Parente presenterà lo spettacolo “1030 Remix” su musiche originali del gruppo Letti sfatti…Ma il lavoro di Giuseppe Parente non si ferma qui, ospite del prestigioso “Premio Postano”, organizzato dal professor Alberto Testa il 2 settembre presenterà la sua ultima creazione “Coppella mon Amour” e il 12 settembre parteciperà alla rassegna “Flegreinarte”, alle Terme di Baia.


CAPRICCIO LETTERARIO 11 marzo 2008
“1030”. La danza contemporanea racconta la cultura vichinga.
Per la rassegna “Danza d’autore” ha visto protagonista la giovane promessa della coreografia contemporanea campana, Giuseppe Parente…Il progetto coreografico punta allo sdoppiamento della figura umana: prima solo parte oggettiva, un uomo macchina, dalla natura robotica; nel secondo tempo, invece, acquista umanità e con essa calore, pulsione, dimensione sociale.
Giuseppe Parente domina la scena nel movimento coreografico da lui ideato e studiato per raccontare quanto più lontano oggi si possa considerare come storia rispetto all’era moderna e contemporanea…La chicca, la presenza in scena di una vocalist, Antonella Misto sulle musiche originali dei Letti sfatti, che con il suo canto introduce l’incipit narrativo, riscalda l’atmosfera di una scena minimalista ed essenziale, accompagna le vibrazioni dei corpi dei danzatori che con grande fluidità danno vita alla creazione del regista e primo ballerino. Sull’originalità e la ricerca storica e stilistica del concepì dello spettacolo non vi sono dubbi.


ROMA 12 marzo 2008 di Elisabetta Testa
Giuseppe Parente star per “Danza d’autore”
La rassegna “Danza d’autore” continua il suo viaggio alla scoperta della danza con uno spettacolo davvero singolare: “1030” di Giuseppe Parente. Fisico statuario, fascino catturante, Giuseppe Parente ha i tratti di un imperatore cinese, di un guerriero antico, di un eroe moderno.
E’ un artista che non passa inosservato, nel lavoro come nella vita, attento alla ricerca dei particolari, ad un tocco di raffinatezza in più che fa la differenza…L’artista napoletano ha creato una coreografia di grande impatto visivo, per sette danzatori e una vocalist, dal ritmo serrato e coinvolgente. Una coreografia sensuale, senza soluzione di continuità, con sequenze geometriche- forti e delicate al tempo stesso- in cui la forma estetica viene esaltata da un’atmosfera evocativa di grande fisicità. I costumi di Angela Pennacchio -che lasciavano ben poco all’immaginazione- le scene di Officine REAV e le luci di Gianluca Sacco, hanno contribuito perfettamente a creare un’atmosfera d’altri tempi, insieme alla voce di Antonella Maisto, dal richiamo inquietante. Bravissimi i danzatori e naturalmente Giuseppe Parente che hanno portato in scena un lavoro di grande qualità.


IL MATTINO 18 febbraio 2009 di Angela Matassa
Parente: Una Bisbetica danzata solo da maschi
Parte da un’emozione e arriva a un’emozione “La bisbetica domata”, lo spettacolo di danza contemporanea prodotto dalla compagnia Korper, in scena al teatro Nuovo, dove torna dopo l’anteprima dello studio sull’opera presentato a dicembre nell’ambito della rassegna “TRANSITIDANZA”…Le coreografie e la regia sono affidate a Giuseppe Parente, che ha voluto un corpo di ballo esclusivamente maschile:”Non solo per rispettare le regole del teatro shakespeariano,-spiega- ma anche per far si che la parola femminile fosse restituita dagli uomini in tutta la sua contemporaneità”…Una scelta non premeditata, quella di Parente:”Quando creo una coreografia non penso mai da chi sarà interpretata, perché è indipendente dal genere e dal sesso”…Con il suo “ stile asciutto”, Parente danza nei panni della protagonista, “una bisbetica aggressiva che nel suo gioco con la sorella e con l’apparente cedimento, mantiene le fila della situazione”…Proiezioni multimediali, di Franco Silvestro e Rescigno-De Martino, fanno da scenografia alla storia, costumi, di Concetta Iannelli, a suggerire la poetica degli intarsi propria dei costumi cinquecenteschi, le musiche elettroniche di Vito Pizzo e le luci di Cesare Accetta rendono l’opera di forte impatto visivo.


LA REPUBBLICA 19 febbraio 2009 di Giulio Baffi
Per la “Bisbetica domata” in scena soltanto uomini
Una “bisbetica domata” interpretata da soli danzatori uomini è in scena al teatro Nuovo:”Non solo per la volontà di restare fedele alla tradizione del teatro elisabettiano ma anche e soprattutto per riscoprire attraverso la danza la forza misteriosamente contemporanea contenuta dalle parole dei personaggi femminili shakespeariani se interpretati da uomini”. Inconsueta presenza che trasporta il celebre racconto dell’amore conquistato dalla scrittura shakespeariana per attori a quella, nuova e certamente affascinante, della danza. Uno spettacolo firmato da Giuseppe Parente, autore della regia e coreografia, oltre che protagonista, per la Compagnia di danza Korper…Nasce così una produzione teatrale capace di inserirsi nel panorama internazionale della danza contemporanea. Otto i danzatori…giocolieri dell’inganno e del travestimento, dell’amore e della conquista, della beffa e degli opposti che s’incontrano. Nessuna operazione provocatoria, ma rigorosa costruzione di immagini elaborate in un lungo percorso di riflessione ed elaborazione sul testo.”La mia idea -spiega Parente- resta lontanissima dal considerare questa Bisbetica un’opera en travestì…Nessun travisamento della commedia, in scena il racconto dell’eterno conflitto tra maschile e femminile. Ed è stato molto stimolante misurarmi con personaggi che, pur appartenendo ad una commedia romantica, rappresentano i segni delle grandi maschere tragiche shakespeariane….

ENNETI 16/28 febbraio 2009 di Alessia Magliaro
La bisbetica domata
Quasi completamente privi di abiti e tutti di sesso maschile, otto ballerini della compagnia di danza Korper, diretta da Gennaro Cimmino, interpretano La bisbetica domata di W. Shakespeare. Due donne: Katherine (la bisbetica) e Bianca, sua sorella, il loro rapporto, l’incontro con i pretendenti, la passione, la sottomissione, il dominio: questi i temi. La coreografia di Giuseppe Parente, protagonista e regista della piéce in scena al teatro Nuovo di Napoli, racconta la nota vicenda della commedia, attraverso il movimento della danza contemporanea, sul ritmo delle musiche elettroniche originali di Vito Pizzo, sulle scene tecnologiche di Franco Silvestro, Rescigno/De Martino che proiettano oggetti tridimensionali. La potenza espressa da corpi scolpiti, i gesti a volte ossessivi ma eloquenti narrano la vicenda di Katherine “apparentemente domata”, dice il regista, e del suo alter ego, Bianca “ apparentemente dolce e remissiva”. Una magia avvolge il teatro e la forza fisica, sapientemente dosata, riesce a trasfondere il senso della lotta tra gli opposti, del conflitto tra eros e psiche…Il regista riesce nell’intento di esprimere il femminile attraverso il maschile…Per i costumi Concetta Iannelli si è ispirata ai ricami giapponesi sostituendo con pochissimi elementi i pesanti abiti cinquecenteschi…


TUTTODANZA primavera 2009di Elisabetta Testa
Una Bisbetica domata a Napoli
C’era una grande attesa per il debutto al Teatro Nuovo, in prima nazionale, del balletto La bisbetica domata creato da Giuseppe Parente per la compagnia di danza contemporanea Korper, diretta da Gennaro Cimmino... La bisbetica domata di Giuseppe Parente –che oltre ad interpretare il ruolo della protagonista Katherine, ha creato anche la coreografia e ne ha curato la regia- è una rilettura in forma danzata, con un linguaggio contemporaneo, di una delle opere più famose di Shakespeare. L’intera compagnia, composta da otto danzatori uomini, è al servizio dell’intreccio shakespeariano in un gioco continuo di travestimenti, sulla musica originale di Vito Pizzo che sottolinea di volta in volta il percorso di addomesticamento della protagonista, su accenti forti dal ritmo incalzante. La coreografia, dinamica, articolata e senza soluzione di continuità, mischia elementi contemporanei con un ricco linguaggio gestuale in cui non mancano difficili evoluzioni acrobatiche, tra passi a due, assoli e momenti di insieme…Fisicità di forte impatto, corpi nudi e vestiti(particolari gli inserti cromatici e ricchi di inventiva dei costumi, firmati da Concetta Iannelli), gestualità evocativa e un sapiente uso del corpo, esaltato nella sua bellezza. Su tutti emerge la forte personalità di Giuseppe Parente –fisico scolpito ed eleganti tratti da imperatore cinese- che sprigiona un fascino molto singolare, nel pieno vigore dell’esecuzione tecnica…

RASSEGNA STAMPA PRODUZIONI VIDEOGRAFICHE


Titolo: 1030
Durata: 7’ 30
Regia : Giuseppe Parente/Carmine Pianelli
Coreografia: Giuseppe Parente
Direttore della fotografia : Salvatore di Vilio/Alessandro Lanciato
Musiche: Gennaro Romano/Roberto Marangio
Location: officine RE.AV.
Interprete: Giuseppe Parente
Produzione: compagniadidanza>Giuseppe Parente


IL COREOGRAFO ELETTRONICO napolidanza.com
XIII FESTIVAL INTERNAZIONALE DI VIDEODANZA Anno 2005
MACRO museo d’arte contemporanea Roma
II premio : “1030
Giurati: Lia Calizza ( ballerina, coreografa  e docente di danza classica)
              Carmela Piccione ( giornalista, critica e studiosa di danza)
              Paolo Sanvito ( storico dell’arte)
              Valentina Valentini ( docente universitaria di storia dell’arte)

 “Il video si distingue per la peculiare interazione fra l’ambiente (un’officina industriale) scelto per la performance e la plasticità, scultorea, quasi apollinea delle proporzioni classiche del corpo del danzatore. Il soggetto del video gioca su una dinamica di sdoppiamento del corpo e del suo contorno, sul doppio fra figura e immagine, fra corpo vitale e corpo inerte.”

 

FILMSTUDIO ROMA filmstudioroma.com
Centro per la promozione del cinema di qualità
1030
Un’opera di Giuseppe Parente del 2005 che non riceve il titolo di vincitore ma di “segnalazione”. Il video singolare anche per il tema, che è quello storico, ci presenta una coreografia che intende svolgere un’indagine in due atti sulla discesa del popolo normanno in Italia e sugli elementi di fusione tra la cultura vichinga e quella dell’Italia meridionale pensata intorno al 1030, anno di fondazione della prima contea normanna.
Il corpo di Giuseppe Parente è nudo, quasi simile a quello di una statua, i suoi sguardi sono sempre intensi ed il suo corpo si muove in maniera perfetta all’interno di uno spazio abbastanza buio, una sorta di officina. L’intero video è in bianco e nero sicuramente riscontra un importante riconoscimento per la bravura del ballerino stesso oltre che per l’idea davvero singolare espressa soltanto attraverso sette minuti di coreografia. In questo video l’inizio e la fine dell’opera coincidono, ovvero il video termina così come inizia. Una costruzione di tipo circolare tipica del cinema classico hollywoodiano.


GIULIO BAFFI
1030
“… Corpo che si moltiplica, nudo e splendido per armonia e tensione. Che si solleva nell’aria e s’impenna contro pareti di metallo. Sembra un’onda che stia per infrangersi contro gli scogli irreali di una spiaggia crudele. Spuma leggera e seducente, annullando ogni logica della gravità che ci umilia, galleggia nell’aria in splendide armonie che accendono lo sguardo e comunicano alla mente brividi stupiti. Ci sembra di sentirne la musica. Ci sembra di vedere il suo gesto che lentamente, per magico sortilegio dell’immagine, riprende il suo movimento di danza… “.

 

 

 

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