L'attore Mario Autore: "..Un buon testo ti fornisce migliori motivazioni. Un buon personaggio ha sempre motivazioni.." marzo 20, 2020 \\

 Mario ci racconti di Lei, chi è Mario Autore come persona?
Un girovago dell’arte. Sono ancora nomade anche se ambisco alla stanzialità. Per adesso spazio dalla recitazione alla musica senza aver ancora trovato un porto in cui fermarmi.

Descriva il suo giorno lavorativo perfetto….
Sveglia presto, colazione abbondante, mattinata di lavoro a casa poi prove fino a sera e cena con amici.

Come nasce la sua passione per la recitazione?
Storia banale. Laboratori scolastici. Ho fatto incontri preziosi durante uno di questi. La scuola mi piaceva ma non sentivo di essere al posto giusto, il teatro mi dava un luogo più facile da abitare.
Risultato immagini per in casa con Claude diretto da Giuseppe Bucci
Nello specifico a chi è più grato per la sua passione artistica?
Senza dubbio devo l’accensione della fiamma alle mie due mamme teatrali, Pina Di Gennaro e Tiziana Mastropasqua.

Quali sono i personaggi artistici dai quali si sente maggiormente influenzato o da cui trae ispirazione?
Difficile chiunque può ispirare, si parte da Hollywood e si finisce all’artista di strada sotto al palazzo. Adesso guardo con ammirazione soprattutto il lavoro dei perfezionisti. Non sono così ma mi piacerebbe provare a capire cosa significa diventarlo.
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Se potessi svegliarsi domani con una nuova dote, quale sceglierebbe?
Vorrei avere il talento che hanno quelli che sanno sempre cosa vogliono.

Che cosa vuol dire per Lei portare in scena un  buon personaggio legato ad un buon testo?
Significa fare in modo che tutto quello che dici e fai sulla scena abbia una motivazione. Un buon testo ti fornisce migliori motivazioni. Un buon personaggio ha sempre motivazioni.
Risultato immagini per in casa con Claude diretto da Giuseppe Bucci
Ci parli del suo ultimo personaggio teatrale “ In casa con Claude” diretto da Giuseppe Bucci.

Testo, appunto, denso di motivazioni. Direi fin troppe. Il personaggio è stato cesellato di fino dal regista che aveva una idea millimetrica delle sue azioni  e reazioni. Il difficile è stato rendere mie delle motivazioni che mi sono lontanissime. Yves  - questo il nome del mio personaggio – è un giovane marchettaro omosessuale. Orfano, vive di prostituzione, droghe, serate nei locali e nottate a scopare all’aperto. Io sono partito dal fatto che non sarei mai potuto essere lui, e che quindi avevo bisogno di metaforizzare, di trasportare i significati delle sue azioni ed emozioni su cose che conoscevo. Non è stato semplicissimo ma molto stimolante. Le tentazioni erano quella dello stereotipo da imitazione esteriore e quella della ricerca di una verità impossibile. Spero di essere riuscito a resistervi.

Cambierebbe qualcosa nel mondo  del teatro in cui si è formato?
Tante ma non troppe. Non credo nella perfezione. Da qualche parte si perde sempre qualcosa.

Quali sono gli spettacoli teatrali a cui si sente più legato?
Domanda complessa, si può essere legati a degli spettacoli visti o fatti per tanti motivi diversi. Adesso mi viene in mente Racconti di giugno di Delbono. Non saprei perché.

Che messaggio dà oggi il mondo dell’arte?
Non credo che il mondo dell’arte dia qualche messaggio in sé. Anzi credo che uno dei problemi di questo mondo oggi sia la sopravvalutazione dei messaggi espliciti e la sottovalutazione  - a volte semplicemente per ignoranza o scarsa acutezza filosofica – dei messaggi impliciti e delle visioni del mondo veicolate e che sorreggono la comunicazione e la produzione artistica.

C’è spazio in Italia per giovani attori e se dovesse dare un consiglio appassionato a un aspirante attore, cosa gli direbbe?
Non so quanto spazio ci sia, ho tanti amici che non riescono a lavorare. Ma conosco anche tante persone che lavorano e non mi è ancora chiarissimo il perché alcuni trovino difficoltà. L’unico consiglio che posso dare è studiare e capire chi si è e dove si vuole  - e riesce  - a stare.

Il rapporto con la sua città Natale .
Ottimo. Non idolatro Napoli, sono un fiero oppositore della frangia “Napoli città più bella del mondo”. Ma ci si sta bene. Ed è già tanto.

 Che cosa è troppo serio per scherzarci su?
Assolutamente niente.
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Il lavoro al tempo del “coronavirus” come stanno rispondendo gli artisti  a questa emergenza virale ed umanitaria che ha colpito tutta l’Italia...
Molti stanno cercando di continuare a fare quello che gli piace attraverso i social. Non so quanto serva per l’emergenza, ma se fa bene a loro, allora va bene così

I suoi prossimi impegni?
Stavo lavorando alla regia di Don Giovanni di Molière riadattato da Antonio Piccolo, con in scena Giovanni Allocca, Anna Bocchino, Ettore Nigro e proprio Antonio Piccolo. Ma questo virus ci ha fermati. Credo riprenderemo in autunno. Intanto, sempre quarantena permettendo, dovremmo allestire un altro testo di Antonio Piccolo: Il sogno di Morfeo per il Napoli Teatro Festival. In questo caso sarò attore e compositore delle musiche di scena. Speriamo bene.
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