Il baritono Davide Luciano" ..La musica ed il teatro si nutrono di condivisione. Senza questa sarebbe impensabile emozionare." aprile 14, 2020 \\

Davide  ci racconti di Lei, chi è Davide Luciano  come persona?
E' molto difficile raccontare se stessi in poche righe. Quello che posso dire con certezza di me è che sono una persona senza peli sulla lingua, che non si tira mai indietro davanti ad un problema. Il mio più grande difetto è l’impulsività che con l’esperienza ed il tempo sto imparando a gestire .Amo le tradizioni della mia terra e al tempo stesso mi affascina il nuovo ed il diverso. Sono un fuoco continuo di emozioni e pensieri e sono tremendamente empatico, qualità che non sempre giova alla propria salute psicofisica. Ho un figlio di 9 anni ed un fratello di 11 che sono la mia vita insieme alla mia compagna e la mia famiglia. Adoro la musica dal rock all’opera e non vado d’accordo con l’estremismo che conduce al fanatismo. Credo di possedere una mente molto aperta da un punto di vista sociale.
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Descriva il suo giorno lavorativo perfetto….
Il mio giorno lavorativo perfetto è quando posso condividere il palcoscenico con artisti che stimo e quando si instaura una certa fiducia teatrale e musicale. Quando questo avviene quello che faccio si può chiamare Arte completa , ciò che realmente arriva allo spettatore. La musica ed il teatro si nutrono di condivisione. Senza questa sarebbe impensabile emozionare.
Davide Luciano (Performer) | Opera Online - The opera lovers web site

Come nasce la sua passione per il canto lirico?
A casa mia si suonava e si cantava ogni giorno. Mio padre era sempre con una chitarra in mano. Allora diciamo che non ho dovuto cercare la musica, è lei ad esser venuta da me. Già da ragazzino mi preparavo il repertorio rock cantando e accompagnandomi con la chitarra. Poi sono passato al basso poi ho strimpellato la batteria.
A diciannove anni , sempre più convinto che la musica sarebbe stata la mia vita ho deciso di iscrivermi al conservatorio spronato dai miei genitori che credevano nel mio talento. Io non avevo mai assistito ad un’opera ma l’incontro con il maestro Gioacchino Zarrelli ha segnato il mio destino decisamente. Da qual momento in poi in pochi anni è nato l’amore.
Pesaro, L'inganno felice, 12/08/2015
Nello specifico a chi è più grato per la sua passione artistica?
Beh a mio padre per l’amore della musica e a Gioacchino Zarrelli per avermi insegnato nel modo migliore quello che è diventato da quasi 10 anni il mio lavoro.


Quali sono i personaggi artistici nel campo della lirica o anche al di fuori dai quali si sente maggiormente influenzato o da cui trae ispirazione?
Non ho un idolo in particolare ma uno dei miei punti di riferimento dal punto di vista teatrale è Eduardo De Filippo. Per quanto riguarda invece la figura del cantante lirico, il mio riferimento è sempre stato Alfredo Kraus, uno dei più grandi tenori della storia.

Se potessi svegliarsi domani con una nuova dote, quale sceglierebbe?
Vorrei essere più bravo ad esprimere con le parole quello che riesco ad esprimere con il canto e la musica.Vorrei avere la dote della comunicazione. Sono sempre stato affascinato dalle persone che attraverso le parole riescono a trasmettere in maniera chiara il loro pensiero e le loro emozioni. Spesso tra uomini non ci si comprende proprio a causa della mancanza di questa abilità.

Che cosa vuol dire per Lei portare in scena un  buon personaggio?
Vuol dire cercare la mia verità relazionata al personaggio che sto studiando. Vuol dire essere autentici e l’autenticità nell’arte non può prescindere dalla verità e dalla soggettività interpretativa.

Cambierebbe qualcosa nel mondo  della lirica e in cui si è formato?
Vorrei che si “corresse “di meno e che ci fosse più tempo per preparare uno spettacolo. Uno spettacolo portato in scena con pochi giorni di prova nella migliore delle ipotesi può essere appena sufficiente. Questo non è giusto per noi e per gli spettatori paganti.  Mi è capitato di andare in scena con un solo giorno di prova. Per fortuna non capita sempre..
Il Barbiere di Siviglia - Pesaro - Critique | Forum Opéra
Quali sono gli spettacoli a cui si sente più legato?
Un Don Giovanni in cui interpretavo il ruolo di Leporello ad Oslo dove ebbi la fortuna di lavorare con un regista fantastico Thaddeus Strassberger , che mi aiutò a valorizzare il personaggio. Il mio debutto al Metropolitan di New York  e il Barbiere di Siviglia al Rossini Opera Festival.


Che messaggio dà oggi il mondo dell’arte?
L’arte  ci costringe a superare la nuvola di pigrizia che in questo periodo storico ci appanna la mente. Siamo abituati all’immediatezza, al mcdonald, al tablet. Tutte cose che anestetizzano il nostro cervello e riducono le nostre abilità. Noi italiani siamo figli dell’arte e dobbiamo soltanto ricordarlo facendo un piccolo sforzo che può renderci uomini migliori. Il mondo dell’arte urla a gran voce la sua presenza in un momento come questo in cui tutto è fermo, l’arte continua a vivere stimolandoci ed alimentando la nostra speranza di felicità

C’è spazio in Italia per giovani cantanti lirici  e se dovesse dare un consiglio appassionato a un aspirante cantante, cosa gli direbbe?
Assolutamente si. Il consiglio che posso dare ai giovani cantanti è di considerare il canto lirico come una religione , un vero e proprio stile di vita. Consiglio loro di non correre e di concentrarsi sullo studio della tecnica.
È molto importante arrivare pronti ed è per questo altrettanto importante saper dire di no quando non lo si è.

Il rapporto con la sua città Natale .
Benevento mi ha dato tante cose : il  Rugby ,gli amici, la famiglia, il buon cibo, la bellezza dei paesaggi , la natura, la musica e molto altro. Non potrei non essere legato alla mia città nonostante i grandi contrasti.

Invece il suo rapporto con la Spagna.
La Spagna è un Paese che amo. Ormai la mia seconda patria. Qui c’è un gran senso di civiltà e di unione che subito mi ha colpito. Sono molto felice di aver fatto la scelta di vivere qui.

Che cosa è troppo serio per scherzarci su?
La dignità umana

Il lavoro al tempo del “coronavirus” come stanno rispondendo gli artisti  a questa emergenza virale ed umanitaria che ha colpito tutta l’Italia...
L’arte sta manifestando il suo bisogno di doversi esprimere in questo periodo in cui teatri, gallerie e musei sono chiusi. Probabilmente quella dell’artista è una delle categorie più colpite da questa crisi e c’è molta incertezza sul futuro.

I suoi prossimi impegni?
I prossimi impegni dipendono molto dall’evolversi della situaZione di crisi attuale. Ho importanti contratti al Metropolitan , Vienna ,La Scala, Covent Garden ecc
Speriamo di riprendere il prima possibile.






 














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