il giovane danzatore Antonio Trerotola: "Sarebbe bello se ci fossero più produzioni e più persone che investano sulla crescita di un danzatore e non sulla vendita di spettacoli finalizzati alla sola monetizzazione.." aprile 23, 2020 \\

Antonio ci racconti di Lei, chi è Antonio Trerotola  come persona?
Sono il primo di tre figli, di una calorosa e semplice famiglia campana. Nato e cresciuto in un piccolo paese tra Salerno e Avellino, Solofra. All’età di sedici anni son entrato a far parte dell’accademia Nazionale di danza di Roma dove ho conseguito il diploma nel 2018. Mi definisco un sognatore a tempo pieno, non riesco a ricordare di aver mai saltato un appuntamento con questi ultimi nella mia vita
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Descriva il suo giorno lavorativo perfetto….
Da buon campano, la mia giornata acquista tutt’altro splendore dopo il primo buon caffè, che di solito prendo a seguito della mia consuetudinaria lezione di danza classica. Una volta compreso dove mi trovo è l’ora di mettersi al lavoro sulle coreografie, ore di prove tra correzioni e suggerimenti, affinché l’interpretazione del personaggio su cui lavoriamo coi maitre risulti unico e toccante. Una volta uscito dalla sala prove, è il momento di un caffè in ottima compagnia, tengo molto a cuore il lato sociale, credo sia alla base di un arricchimento artistico sotto ogni punto di vista, interpretativo, emozionale…
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Come nasce la sua passione per la danza ?
Ho sempre sentito l’esigenza di muovermi non appena sentivo un pò di musica, ad undici anni, vidi un saggio di mia sorella e rimasi incantato, sarà stato che sul quel palco ballava anche la mia cotta dell’asilo, allora chiesi subito a mia mamma di iscrivere anche me al corso di Hip Hop. Una volta entrato nella scuola di danza, la maestra mi obbligò a frequentare anche il corso di danza classica, provavo una vergogna unica, svanita dopo le prime note di una pre sbarra che tutt’ora mi torna in mente.

Nello specifico a chi è più grato per la sua passione artistica?
Un nome più di altri è quello di un mio collega nonché amico Massimo Schettini. E’ grazie a lui se ho trasformato quella che era solo un’esigenza, muovermi, un mezzo per comunicare e quindi arte
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Quali sono i danzatori o i coreografi dai quali si sente maggiormente influenzato o da cui trae ispirazione?
Anche qui i nomi sarebbero davvero tanti, sicuramente Nureyev è il ballerino da cui traggo maggiore ispirazione, emozioni uniche ogni volta che guardo un suo video. Tra i coreografi preferiti, Ratmansky e MacMillan

Se potessi svegliarsi domani con una nuova dote, quale sceglierebbe?
Svegliarmi un metro e ottanta
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Che cosa vuol dire per Lei portare in scena un  buon personaggio attraverso la danza?
Dare un’anima al personaggio, molto spesso oggi giorno, confondiamo i canoni di bellezza con quelli espressivi, adoro il buon gusto, ma mi entusiasma ciò che unico, ciò che che parla attraverso questo linguaggio muto ed universale, danza


Cambierebbe qualcosa nel mondo  della danza in cui si è formato?
Non sarei chi sono oggi se lo cambiassi, quindi assolutamente no. Credo che nell’arte siamo tutti frutto di un percorso, non c’è chi arriva primo o ultimo, ed è per questo che è importante far tesoro di tutte le esperienza vissute

Quali sono gli spettacoli a cui si sente più legato?
Non ne ho uno in particolare, cerco di renderli tutti unici.

C’è spazio in Italia per giovani danzatori  e se dovesse dare un consiglio appassionato a un aspirante danzatore, cosa gli direbbe?
Purtroppo in Italia c’è davvero poco spazio per noi giovani danzatori, io stesso mi sono ritrovato costretto a danzare fuori. Sarebbe bello se ci fossero più produzioni e più persone che investano sulla crescita di un danzatore e non sulla vendita di spettacoli finalizzati alla sola monetizzazione
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Il rapporto con la sua città Natale .
Sono innamorato del mio paese, delle mie radici e dei miei affetti,  sono ormai anni che vivo distante da tutto ed ogni tanto la nostalgia si fa sentire. Torna il buon umore quando il corriere bussa al campanello col pacco di giu’

Che cosa è troppo serio per scherzarci su?
Tempo, meglio non scherzarci né col proprio né con quello degli altri

Il lavoro al tempo del “coronavirus” come stanno rispondendo gli artisti  a questa emergenza virale ed umanitaria che ha colpito  l’Italia e il mondo intero …
Credo che è sotto gli occhi di tutti, ognuno ha creato una propria dimensione per vivere al meglio quest’ emergenza, io stesso, a volte per sdrammatizzare creo qualche semplice e divertente coreografia che posto per i miei follower

I suoi prossimi impegni?
Non appena quest’emergenza si conclude, prenderò parte alle coreografie del Lago dei Cigni e dei Tre Moschettieri al National Moravian Silesian Theatre di Ostrava, Repubblica Ceca

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