Titti Nuzzolese: "La potenza del teatro è la relazione col pubblico e questo spero non sarà mai messo veramente in discussione." maggio 6, 2020 \\

Ci racconti di Lei, chi è Titti Nuzzolese come persona?
Sono nata in un quartiere popolare di Napoli e sono figlia di artigiani che mi hanno insegnato il rispetto per il lavoro ed un grande senso del dovere. Questo ha sicuramente definito gran parte del mio modo di essere donna e attrice. Sono abbastanza riservata e, sicuramente, nonostante tutti i miei sforzi combatto con una timidezza ancestrale che, oggi, mi piace più di ieri.La crescita credo sia anche iniziare a considerare diversamente se stessi.
Run baby run, storia di maternità e fuga | Il Desk
Descriva il suo giorno lavorativo perfetto….
Mi alzo, preferibilmente col sole, esco e faccio una passeggiata vicino al mare. Il mare è stato sempre fondamentale, mi aiuta a riflettere, a rilassarmi, a fare memoria. Poi vado alle prove. Il periodo di prove è la parte più emozionante per me, la gestazione di uno spettacolo è un atto miracoloso. Chiudo la giornata in relax, una chiacchiera e una risata con chi amo. Mi piace guardare le persone, cerco molto di stare in contatto con il mondo, credo che per noi attori sia un grande archivio da cui attingere.

Come nasce la sua passione per la recitazione?
Da piccolissima i miei genitori mi portavano al Sannazaro per gli spettacoli di Luisa Conte. Ho questa immagine di me bambina, che da un palchetto guardava questa magia che catturava un intero pubblico. Parecchi anni dopo però ho avuto l’incontro folgorante con il palco, durante la scuola superiore con un laboratorio guidato dal Teatro dell’ Anima, dopo c’è stata Roma e tanti anni per scoprire che quell'innamoramento era diventato amore.
Run Baby Run' a FaziOpenTheater. Con Titti Nuzzolese per la regia ...
Nello specifico a chi è più grato per la sua passione artistica?
Forse ad una frase che mi disse Dario Aquilina del Teatro dell’Anima, la prima volta che salii su un palco, mi chiese se avevo già fatto teatro ed al mio no rispose “ non lasciare mai”. A quella frase penso spesso, soprattutto nei momenti difficili.

Se potessi svegliarsi domani con una nuova dote, quale sceglierebbe?
Cantare. Ho preso lezioni, canticchio, ma mi sarebbe piaciuto nascere con una dote naturale e potente. 

Che cosa vuol dire per Lei portare in scena un  buon personaggio legato ad un buon testo?
Significa avere una grande occasione, a prescindere dalla “grandezza” del personaggio , si può usare ogni colore della propria  tavolozza. Dare una motivazione vera ad ogni azione e sensazione. Quando si torna a casa dopo il teatro e si percepiscono ancora le emozioni provate in platea, è perché un buon testo è stato messo a disposizione degli attori e viceversa.
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Ci parli del suo ultimo personaggio teatrale 
Marta, una donna, una madre che scopre il senso della maternità in corsa, letteralmente. Scappa da tutto, dalla sua famiglia che l’ha segnata tanto, dalla droga, dalla legge che vuole toglierle la figlia. Un testo di Mirko Di Martino che mi ha fatto lavorare su un argomento e delle sfumature non propriamente comode, ma per me è stata una avventura molto interessante.

Quali sono gli spettacoli teatrali a cui si sente più legato?
Al Teatro India di Roma un lavoro su Pasolini tratto da “Il Vangelo secondo Matteo” con la regia di Ninni Bruschetta, perché in quell'occasione si sono create relazioni ed amicizie importanti che durano da una vita, poi c’è “Antigone 1945” un testo di Mirko Di Martino che è stato il mio primo lavoro appena ritrasferita a Napoli, uno dei miei lavori preferiti che porto nel cuore.

Che messaggio dà oggi il mondo dell’arte?
 Purtroppo oggi c’è una grande confusione. Posso, sicuramente, parlare delle mie sensazioni rispetto all'arte del teatro. La proposta è sempre più simile alla televisione, si riempie la sala se c’è “quel” nome.
Bisognerebbe ritrovare il senso ed il piacere di andare a teatro per ascoltare e sentire una storia, vivere un’emozione, affidarsi al lavoro degli attori e della regia. Tornare a discutere e divertirsi ad analizzare quello che si vede in scena, ci stiamo assuefacendo alla proposta di spettacoli estetici e, spesso, vuoti. 

C’è spazio in Italia per giovani attori e se dovesse dare un consiglio appassionato a un aspirante attore, cosa gli direbbe?
Lo spazio potrebbe essere abbastanza per tutti se distribuito meglio. Ad un\a giovane oggi direi di avere lo stomaco forte, è un mestiere che ti porta sulle montagne russe continuamente, che bisogna approfittare dei momenti di stop, che esistono per tutti, per studiare e non angosciarsi.
L'immagine può contenere: 1 persona, in piedi e primo piano
 Il rapporto con la sua città Natale .
Per tanti anni ho vissuto lontana da Napoli, ma non me ne sono mai veramente andata. Lei viene con te. Sono una persona obiettiva, forse troppo, riconosco tutti i limiti e i problemi di questa città, ma nascere a Napoli resta un privilegio, sopratutto per un artista. E’ una città che ti insegna i sentimenti forti. Abbiamo un archivio a cielo aperto di personaggi, suoni, colori.
Oggi per me è molto difficile immaginarmi lontana da qui.

Che cosa è troppo serio per scherzarci su?
Se l’ironia viene utilizzata per offrire spunti di riflessione, allora, niente.

Il lavoro al tempo del “coronavirus” come stanno rispondendo gli artisti  a questa emergenza virale ed umanitaria che ha colpito tutta l’Italia...
Spero sia il momento più difficile che siamo chiamati a vivere, perché altro non saprei e non vorrei immaginare. E’ molto importante che tutti stiamo sentendo la necessità di creare una vera comunità. Purtroppo le mancanze verso il nostro settore sono precedenti al Coronavirus ma, come ben si può immaginare, una crisi del genere fa venire a galla tutti i problemi.
Mi fa paura un mondo senza teatro. Mi fa paura l’idea del teatro in streaming.
La potenza del teatro è la relazione col pubblico e questo spero non sarà mai messo veramente in discussione. Credo che, se questa tremenda crisi porterà ad una consapevolezza maggiore della nostra categoria da parte nostra e delle istituzioni, se, finalmente, saremo considerati come i lavoratori che siamo, allora sarà un tremendo periodo ben speso. Perdere l’occasione di una crisi che impone uno stop generale e ci dà il tempo di guardare a tutti i problemi esistenti, sarebbe un grave errore.
Titti Nuzzolese (@TittiTinu) | Twitter
 I suoi prossimi impegni?
In questi mesi sono stata impegnata su vari set e sono in attesa delle uscite dei vari progetti. Prima dell’esplosione del pandemia ero in sala con “I migliori anni” di Gabriele Muccino e speriamo presto possa, in qualche modo, tornare al pubblico.
Su Rai due il 25 marzo sarebbe dovuto iniziare “Mare Fuori” ma sarà rimandato in autunno, e poi “I bastardi di Pizzofalcone” la cui lavorazione è stata interrotta dal virus. 

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