Intervista a Maria Verde: "Adoro i film in costume, quelli visionari ed intriganti, ma soprattutto amo quelli che raccontano la bellezza della vita" maggio 12, 2020 \\

Maria ci racconti di Lei, chi è Maria Verde come persona?
Chi sono io? Sono qui ed ora. Non credo nel tempo, che non esiste, e nelle lamentele di chi non ha il coraggio.


Come nasce la sua passione per la regia cinematografica?
Ho amato il cinema da bambina, ed i film che, con i miei genitori guardavo in televisione, quelli storici o tratti dai grandi romanzi: “Il conte di Montecristo” piuttosto che “Michele Strogoff” ed altri. Ho iniziato ad avvicinarmi alla regia realizzando video per amici musicisti e scrittori… e poi da lì, pian piano, ho scritto per me e quindi ho realizzato i miei progetti. 


Quali sono i personaggi dai quali si sente maggiormente influenzata o da cui trae ispirazione? 
Mi ispira e quindi mi influenza il talento, la professionalità, l’estro, l’originalità, a chiunque essi appartengano.


Se potessi svegliarsi domani con una nuova dote, quale sceglierebbe?
Mi piacerebbe avere una voce bella ed intonata, per poter cantare bene.


Che cosa vuol dire per Lei girare un buon short movie?
Vuol dire riuscire in poche immagini, in poche battute, far arrivare allo spettatore ciò che vive dentro di me.

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Cambierebbe qualcosa nel mondo del cinema in cui si è formata?
Il cinema americano è, a mio avviso, una grande industria che crea e “sforna” una miriade di prodotti di ogni genere, senza sosta. E come ogni industria che si rispetti, è alla continua ricerca dell’innovazione, del progresso, delle novità che possano apportare successo all’azienda. Ecco, in Italia non mi sembra questo accada. Ahimè il tutto è all’appannaggio di poche “consorterie del sistema” saldamente ristrette ed “impermeabili, a discapito del prodotto e della ricerca di novità, di cui intendevo poco fa.


Quali sono i film ai quali si sente più legata?
Adoro i film in costume, quelli visionari ed intriganti, ma soprattutto amo quelli che raccontano la bellezza della vita. Ma la mia più grande passione rimane sempre il nostro adorato Totò. I suoi film sono per me una lezione continua.

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Che messaggio dà oggi il mondo del cinema?
Vuole proprio che le risponda con sincerità? Il niente, soprattutto il cinema italiano, quando racconta di violenza, di bruttura e di banalità.

Al Plaza la prima di Domus Amoris, il cortometraggio di Maria ...

Il rapporto con la sua città Natale .
Io sono nata in un piccolo paese in provincia di Caserta, dove la vita scorre, in qualche modo, alla ricerca del riscatto sociale. Tuttavia rimane per me una continua fonte di ispirazione. Tanto è che mi ha condotto per mano in un appassionato studio antropologico su quelli che erano i riti e le usanza legate al corteggiamento ed all’amore in generale, negli anni immediatamente successivi al primo conflitto mondiale. E’ nato così un romanzo intenso e passionale “L’AMORE…A QUEI TEMPI” scritto a quattro mani con Antonio De Rosa, attore, scrittore e regista napoletano, (che uscirà il mese di giugno, edito da Edizioni Mea) e dal quale è tratta la sceneggiatura, (per la quale stiamo lavorando con delle importanti produzioni) che ben presto diventerà un film per il cinema…. Io ci credo!


Lei in passato ha fatto un bellissimo documentario sul razzismo vincitore di un premio speciale Napoli Cultural Classic al CortoCulturalClassic diretto da Massimo Andrei.
Ci racconti come nasceva l’idea di realizzare un documentario su un tema attuale e drammatico come il razzismo che vede coinvolta l’Italia in prima linea.
Gli uomini integri” è ispirato alla vita di Thomas Sankara, il primo presidente dell’attuale stato del “Burkina Faso” che letteralmente significa “La terra degli uomini integri”. Durante uno studio preliminare (mi sono documento sempre prima di iniziare a scrivere una storia) sui concetti di accoglienza, libertà ecc.. mi sono imbattuta in maniera del tutto casuale nella storia di questo uomo straordinario, del quale mi sono letteralmente innamorata). Il messaggio del documentario si può racchiudere in una semplice frase: “accogli in libertà e sarai accolto”

Ma il suo corto più famoso rimane una storia eccellente e trasformista su un bordello di prostituti.
Domus amoris” in realtà nasceva come lungometraggio, ma non avendo alcuna produzione vera che mi permettesse di realizzare il film, ho dovuto adattare lo scritto, per sintetizzarlo in 30 minuti. La storia nasce per gioco durante una chiacchierata con una amica attrice, la quale mi chiese di scrivere per lei un personaggio che non fosse troppo serioso come quelli precedenti. Le dissi: “scriverò per te il personaggio di una prostituta.” Ma durante lo sviluppo del soggetto, mi sovvenne una considerazione: e cioè che infondo noi esseri umani, quando ci vendiamo, lo facciamo tutti allo stesso modo, per cui, perché non far prostituire i maschietti? Invertendo i ruoli, il risultato non cambia. E poiché io non so scrivere altro, se non d’amore, ho recinto il racconto del più nobile dei sentimenti, quello che va oltre il possesso, quello che rende liberi; ed ho intriso ogni personaggio di peculiarità e caratteristiche, in cui ognuno può rispecchiarsi. Infondo siamo tutti uguali.

Il lavoro al tempo del “coronavirus” come stanno rispondendo gli artisti a questa emergenza virale ed umanitaria che ha colpito tutta l’Italia e il mondo e come pensate di rientrare in campo viste le problematiche che deve affrontare il mondo della cultura in generale.
Preferisco non rispondere. Attendo che la grande madre Vita faccia il suo corso. Io credo profondamente in Lei. Non è prudente affidare le sorti della bellezza nelle mani di pochi miseri esseri umani.


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