l'attore Diego Sommaripa: "Con la scrittura trovo la mia intimità, mi metto a nudo , nelle mie storie c’è sempre qualcosa che mi appartiene.." maggio 16, 2020 \\

Diego ci racconti di Lei, chi è Diego Sommaripa?
in primis anche a “ distanza “ diamoci del tu, altrimenti mi fai sentire vecchio cosa che non sono. ecco già sai una cosa di me, ho 25 anni, ops 35 pardon il t9 gioca brutti scherzi, credo che una delle cose difficili sia proprio descriversi … ci provo :  malinconico, combatto il forte istinto, con un amore smisurato per il pensiero e i pensatori, sono leale, sincero, a volte simpatico, altre sono sulle mie, diffidente, testardo , e sono un grande affamato di vita, curioso , curiosissimo, non vado oltre perché ci sono tante belle domande, dove magari rispondendo si possono conoscere tante cose di me “ tra le righe “. 

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Il suo giorno lavorativo perfetto?
È un giorno dove si riesce a creare . mettere vita in un personaggio, da recitare o da scrivere tutte le ispirazioni capitate nei giorni precedenti, andando  invece sul pratico amo le lunghe giornate di prova in teatro , che si vanno a concludere poi magari con un’altro spettacolo la sera. La miscelanza di anime e lavori, di crescite, di persone con il quale confrontarsi. 

Come nasce il suo amore per la recitazione?
 Nasce dalla forte esigenza comunicativa che ho sempre avuto sin da adolescente,  dall'amoreche nutro nell’arte a tutto tondo ,  e naturalmente dei suoi grandi personaggi. 

Diego Sommaripa J (@DiegoSommaripa) | Twitter
 Lei ama anche molto scrivere? 
Credo che sia la cosa che amo di più, anche più di recitare. Con la scrittura trovo la mia intimità, mi metto a nudo , nelle mie storie c’è sempre qualcosa che mi appartiene, anche quando ho scritto testi più leggeri, ho sempre tentato di lasciare un messaggio. Nella recitazione ho ancora dei paletti mentali, che quando scrivo non ho, sarà che è un lavoro di solitudine.

 Ed è legato anche al mondo della radio?
Sono stato legato al mondo della radio per 4 anni, ho avuto la fortuna di lavorare per Radio Marte, al fianco di Fabio Brescia che mi ha insegnato tanto. La radio è un mondo senza tempo, sono contento d’aver lavorato per una delle migliori radio campane. Poi però nella vita non si può fare tutto.
L'immagine può contenere: 1 persona, barba e primo piano
Quali sono i personaggi artistici dai quali si sente maggiormente influenzato o da cui trae ispirazione? 
La più grande ispirazione me la fornisce la vita, i personaggi, le storie, che incontro nei giorni.
 Come autore invece amo molto Annibale Ruccello ed Enzo Moscato oltre che Sir William Shakespeare 

Se potessi svegliarsi domani con una nuova dote, quale sceglierebbe? 
Mi affascina tutto ciò che non so fare, quindi suonare bene uno strumento sarebbe molto bello, ma anche ballare… cose che però anche oggi con lo studio potrebbero essere raggiungibili… ma tempo non c’è,  quindi potrei dire il dono de l’ ubiquità - per poter imparare quante più cose possibili.

Che cosa vuol dire per Lei portare in scena e sul grande schermo un buon personaggio? 
In realtà sul grande schermo, non è arrivata ancora la grande occasione, ho fatto tanti piccoli ruoli anche impegnativi, ed in quelle poche  scene affidatemi, ho sempre dato il cuore , studiando soprattutto ciò che i miei personaggi non dicevano. Forse con CAINA film di Stefano Amatucci, ho provato cosa significa costruire un personaggio per il cinema, il lavoro con Stefano è stato simile a quello che si fa in teatro : tavolino, letture, chiacchierate sulla psicologia , e confronto continuo, lo ringrazio perché ad oggi sul Grande Schermo è stato l’unico che mi ha dato una possibilità , a detta di chi ha visto il film giocata anche bene.
In Teatro invece ogni personaggio per me è una missione, un esigenza, ci tengo tantissimo a far bene, a non deludere chi mi ha dato fiducia… spesso me stesso visto che scrivo anche per me.

Cambierebbe qualcosa nel mondo del cinema e del teatro in cui si è formato? 
Non ho nulla da recriminare ad i miei insegnanti, ancora oggi ci sentiamo, ed è bello avere un confronto continuo. Penso a Sergio Di Paola, a Massimo De Matteo , e Peppe Miale, trittico meraviglioso che nel 2005 mi accolse al Theatre De Poche, o a Peppe Celentano e Gabriella Cerino con i quali ho iniziato il mio percorso lavorativo, ed ancora oggi collaboriamo insieme, che non smetterò mai di ringraziare.
Con il Cinema ho ancora un rapporto di formazione ed “ allenamento “ quindi sono maniacale nella scelta dei workshop di perfezionamento. Alcuni si rivelano più vicini al mio linguaggio altri meno, ma sono tutte esperienze formative, che porto dentro.
Diego Sommaripa, intervista all'attore e regista - SULPEZZO.it
Quali sono gli spettacoli a cui si sente più legato? 
Sono Trullo e Juorne, due miei spettacoli , due figlioletti, che mi hanno dato qualche soddisfazione e continuano a darmela.

Che messaggio dà oggi il mondo dell’arte? 
Oggi è un momento dove bisogna unirsi, sono molto felice di vedere in un momento cosi difficile , la nascita di gruppi organizzati tutti mossi in un'unica parola UNIONE E TUTELA , per troppo tempo si è pensato a lavorare senza sosta, spesso sotto pagati e non tutelati, ecco ora è il tempo di riflettere, e ripartire nuovi, riconoscendo la figura dell’attore. 

C’è spazio in Italia per giovani attori e se dovesse dare un consiglio appassionato a un aspirante attore, cosa gli direbbe? 
Imparare bene l’inglese , la lingua offre un ventaglio di possibilità immense lavorative, d’armarsi di tanto amore, passione, curiosità, e umiltà.
Di Leggere, Ascoltare Musica, Andare al cinema , e Teatro, vivere d’artista h 24, ma anche creare gruppi di  lavoro, dove confrontarsi  e scambiarsi idee, è una cosa che ho fatto con 3 miei amici nonché bravissimi colleghi in questo periodo di Quarantena,  Lola Colace, Vincenzo Salzano e Pasquale Palma, credo che in due mesi abbiamo visto quasi cento tra film e serie tv .
Diego Sommaripa, intervista all'attore e regista - SULPEZZO.it
Il rapporto con la sua città Natale .
Napoli è meravigliosa ma non sono un Napolista, non mi piace il senso di vittimismo che trovo spesso nei napoletani. 
La città per quanto bella basterebbe come risposta.
Purtroppo quando però si va a parlare di Napoli è impossibile amarla in pieno… appunto per tutte le problematiche che vivono intorno ad essa, ma non vorrei essere retorico, o discutere per clichè, mi piacerebbe avere solo una città con più eguaglianza e opportunità. 

Che cosa è troppo serio per scherzarci su? 
Se si è intelligenti non trovo argomenti su cui non si possa scherzare. L’importante è la giusta misura.
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Il lavoro al tempo del “coronavirus” come stanno rispondendo gli artisti  a questa emergenza virale ed umanitaria che ha colpito tutta l’Italia e il mondo e come pensate di rientrare in campo viste le problematiche che deve affrontare il mondo della cultura in generale.
Il Teatro già prima del Coronavirus in Italia viveva in uno stato di Crisi, purtroppo lo stato fa poco per la cultura, quella cultura che tanto ha dato alle persone proprio in tempi di covid, Portiamo poco al Pil quindi per lo stato non siamo Fondamentali, ecco Già essere RICONOSCIUTI come categoria sarebbe un ottimo modo per ripartire, Sarebbe bello essere parte integrante di un Paese che dovrebbe appunto vivere di cultura e turismo ed invece spinge le sue attenzioni verso altro.
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 I suoi prossimi impegni? 
Prima del Virus stavo girando per i “ BASTARDI DI PIZZOFALCONE 3 “ un piccolo ruolo mi mancano ancora poche pose per chiudere questa breve ma formativa parentesi.
Sto scrivendo il mio nuovo spettacolo , che non sarà una commedia, ma parlerà del mio mondo, sono cresciuto e vivo tuttora in periferia, una periferia troppo spesso dimenticata, sento l’esigenza di dargli un po' d’eco.

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