Il docente di danza Francesco Melillo: " Per formare un buon ballerino serve tanto studio, tanta tecnica e soprattutto insegnare il valore delle regole. " maggio 26, 2020 \\

Francesco ci racconti di Lei, chi è Francesco Melillo come persona?
Sono nato a Benevento 58 anni fa; primo di 6 figli, la mia famiglia è originaria di Benevento. Ho trascorso un’infanzia a tratti serena ma anche tormentata; la danza, soprattutto molti anni fa, per i ragazzi era un tabù; se sono riuscito a raggiungere il mio sogno lo devo soprattutto a mia madre, che mi ha sempre incoraggiato e supportato. Poi, con gli anni, anche mio padre, all’inizio ostile, si è ammorbidito e ha capito tutto il mio amore e la mia passione per questa nobile arte. Infatti, subito dopo il Diploma di danza, che ho conseguito presso l’Accademia  di Roma, è stato proprio mio padre ad aiutarmi ad aprire la mia prima scuola di danza, il Centro Ballet Studio, a Benevento.
La vita, poi, mi ha portato ad avere tante esperienze sul piano umano; un matrimonio, poi terminato, 4 figli, che per me sono una gioia e un vero orgoglio.
Poi, dopo molti anni, ho voltato pagina e mi sono trasferito in Emilia Romagna, dove ho continuato a seminare nel mondo della danza.

Come nasce il suo amore per la danza ?
All’età di 5 anni mia cugina, che frequentava una scuola di danza, chiese a mia madre il permesso di potermi portare nella sua scuola di danza, poiché cercavano dei maschietti per interpretare il ruolo del soldatino. Mia madre accettò, mi portò in questa scuola di danza e per me fu una vera folgorazione.
Da quel momento la danza è entrata a far parte della mia vita e non sono piu’ riuscito a farne a meno. Ho studiato danza per molti anni e ho ancora viva, in me, l’emozione dell’esperienza in Russia, dove mi sono recato negli anni ‘84, ‘85 e ‘86; lì ho avuto la possibilità di fare dei corsi di perfezionamento presso la scuola  del Teatro Bolshoi di Mosca e la scuola del Teatro Mariinsky di San Pietroburgo.
Tra le esperienze che ricordo con maggior piacere quella della Compagnia stabile del Balletto di Napoli di Valeria Lombardi  e il Balletto di Roma, composta all’epoca da nomi importanti tra cui Margherita Traianova, Margherita Parrilla, Enzo Cesiro e tanti altri. Tra le mie esperienze professionali anche tanta televisione, sia in Rai che a Mediaset. Nel 2014 ho anche avuto la possibilità di frequentare un Seminario di aggiornamento per insegnanti di danza presso l’Accademia del Teatro alla Scala di Milano.  
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Quali sono i personaggi artistici dai quali si sente maggiormente influenzato o da cui trae ispirazione?
 Quasi scontato dire che ho sempre ammirato Rudolf Nureyev, Michail Baryschinikov, Paolo Bortoluzzi (con il quale ho avuto l’onore di lavorare), il mio Maestro internazionale Etoile Carlos Palacios, conosciuto quand’era Direttore artistico del Teatro San Carlo di Napoli; con Palacios ho studiato per svariati anni e oggi ho il piacere di collaborare con lui nella mia attuale scuola di danza.
Un pensiero particolare devo rivolgerlo alla mia Maestra Valeria Lombardi, prima ballerina del Teatro San Carlo di Napoli, una figura che ho sempre ammirato e che, con la sua grande bravura, ha avuto la capacità di trasmettermi un amore assoluto per la danza; con lei ho mosso i miei primi passi in questo ambiente per nulla facile.
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Lei si è trasferito in Emilia dove ha fondato, insieme al musicista, giornalista e autore Mimmo Delli Paoli, il Centro Danza Appennino.
Appena trasferito in Emilia Romagna, per motivi personali, ho iniziato a collaborare con varie scuole di danza di Reggio Emilia e Modena; poi, sempre in quel periodo, ho conosciuto Mimmo Delli Paoli, anche lui vicino al mondo dell’arte (autore, musicista e giornalista). Insieme abbiamo, dopo lunghe meditazioni, avviato il progetto CDA – Centro Danza Appennino e questo mi ha fatto trasferire a Castelnovo ne’ Monti, dove risiedo e dove ha sede la nostra scuola di danza, nella quale ricopro anche il ruolo di Direttore artistico.
La scuola ha preso l’avvio nel Teatro Bismantova di Castelnovo; poi, cresciuta, ci siamo trasferiti in una sede nostra, definitiva, dove attualmente vengono spesso ballerini e maestri da tutta Italia, per Stages e Corsi di specializzazione.
Con Mimmo Delli Paoli siamo riusciti a fondere le nostre esperienze artistiche, creando un mix di competenze che ci ha portati ad ottenere tante soddisfazioni.
Negli anni sono stati ospiti dei nostri spettacoli e saggi in teatro personaggi importanti quali Carla Fracci, Luciana Savignano, Diana Ferrara, Kledi Kadiu, Bella Ratchinskaja, Nicoletta Manni.

Che cosa vuol dire per Lei formare un buon ballerino?
Per formare un buon ballerino serve tanto studio, tanta tecnica e soprattutto insegnare il valore delle regole. Ovviamente per diventare un professionista c’è anche bisogno di quel “quid” che va oltre lo studio tecnico e che si sostanzia nella capacità naturale che un ballerino deve possedere, a prescindere da tutto il resto.
La danza è un’arte a disposizione di tutti; ma questo non vuol dire che sia per tutti.

Cambierebbe qualcosa nel mondo della danza in cui si è formato?
Oggi i ballerini, grazie soprattutto ai talent, sono diventati dei fenomeni televisivi; per me la danza classica va fatta in teatro, dove la magia è unica. Solo il teatro può regalare emozioni intense. Nel periodo attuale la tecnica non è piu’ quella dei miei tempi, si tende spesso a privilegiare l’aspetto freddo e tecnico a discapito dei sentimenti e dell’interpretazione.

Quali sono gli spettacoli a cui si sente più legato?
Il mio cavallo di battaglia è stato ed è il Don Quixotte; sono molto legato anche allo Schiaccianoci e alla Bella addormentata. Il mio primo ruolo importante, all’età di 16 anni, è stato Patimate in Papillon. Nel 2006, a Benevento, ho anche fondato una mia Compagnia di balletto, la Sannio Arte Danza”, che ho portato avanti per cinque anni; con la Compagnia, formata da ballerini professionisti, abbiamo girato l’Italia con tantissimi spettacoli, riscuotendo molto successo; è stata un’esperienza coraggiosa e faticosa, ma densa di soddisfazioni. Nella Compagnia ha anche collaborato, come coreografo e Maitre de ballet, il Maestro Etoile Carlos Palacios.Un caro ricordo va anche agli spettacoli nei quali ho partecipato come coreografo e con protagonisti quali Katia Ricciarelli, Cecilia Gasdia, Pippo Baudo, Maurizio Costanzo, Ugo Gregoretti, Leonardo Quadrini (Benevento Città spettacolo e 4 Notti di luna piena).
Per un ballerino, al di là di quelli che possono essere gli spettacoli a cui si sente piu’ legato, l’amore assoluto è sempre quello per la danza in senso lato.
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 C’è spazio in Italia per giovani danzatori e se dovesse dare un consiglio appassionato a un aspirante danzatore, cosa gli direbbe?
In Italia la danza, purtroppo, viene spesso relegata come la Cenerentola del teatro. Non ci sono possibilità lavorative accattivanti, manca la sensibilità e la cultura della danza; l’arte non è valorizzata come sarebbe giusto che fosse. A molti ragazzi che vengono da me consiglio di fare audizioni all’estero, dove la danza offre numerose opportunità. In Italia, purtroppo, il settore è davvero penalizzato.

 Il rapporto con la sua città Natale.
Sono molto legato a Benevento, dove ho lasciato la mia famiglia e dove ho tanti ricordi che conservo gelosamente nel mio cuore.
Tante mie allieve oggi, proprio a Benevento, continuano ad essere inserite nel mondo della danza, con scuole e carriere che le hanno viste proseguire in questo ambiente. Benevento, ancora oggi, per me rappresenta un punto fermo e ogni volta che riesco ad andarci per qualche giorno ne sono felice.

 e il suo rapporto con L’Emilia.
In Emilia Romagna, nello specifico Reggio Emilia (definita la città della danza) ho iniziato la mia nuova vita; qui ho trovato tante persone che mi hanno dato fiducia e che hanno premiato la mia trentennale esperienza. Oggi per me l’Emilia è una seconda casa; sono riuscito, in questa terra, a seminare un nuovo percorso; non è facile, nella maturità, riuscire a ripartire; io, in questa terra accogliente, ci sono ampiamente riuscito.

Il lavoro al tempo del “coronavirus” come stanno rispondendo gli artisti aquesta emergenza virale ed umanitaria che ha colpito l’Italia e il mondo intero
e la politica sta tutelando il mondo della danza .

Quello che sta avvenendo negli ultimi mesi è qualcosa di surreale, di inimmaginabile; ovviamente un settore come la danza, che basa la sua essenza sulla fisicità e sulla presenza, ha fortemente sofferto di tutto quello che sta accadendo. Stare fermi per diversi mesi crea dei grossi danni; non ne siamo stati immuni neppure noi, con la nostra realtà di scuola di danza: ora è il momento di ripartire, ci vuole coraggio e tanta determinazione.So soltanto che il coronavirus non riuscirà a spegnere la magia e il sogno di questa nobile arte.
La politica, in Italia, non è molto sensibile all’arte e in modo specifico alla danza; questo è un vero peccato.

I suoi prossimi impegni?
Recentemente sono stato partner dell’Etoile Luciana Savignano in Tango Remembrance di Astor Piazzolla, coreografia del Maestro Carlos Palacios.
Prevedevamo di replicare questo spettacolo a Benevento.Purtroppo, il coronavirus, ha bloccato tutto il settore; nel frattempo stiamo riprendendo con l’insegnamento e speriamo, in un futuro prossimo, di riprendere il tutto a pieno regime.E come dice sempre Mimmo Delli Paoli, Presidente del CDA, durante i nostri spettacoli: ”che danza sia”.

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