L'attrice ELISA FORTE: "L’arte, se è “Arte”, deve essere espressione di Bellezza, bellezza in tutte le sue forme." giugno 4, 2020 \\

Elisa ci racconti di Lei, chi è Elisa Forte come persona?
Elisa Forte è una giovane donna che ancora crede nelle favole, un po’ bambina, un po’ donna. Cresciuta con dei valori forse non tanto di moda al giorno d’oggi. Allegra e quasi sempre ottimista. A volte istintiva, a volte profonda, a volte concreta, a volte sognatrice.  
Elisa Forte | DramaBooks
Descriva il suo giorno lavorativo perfetto….
Vediamo un po'… potrebbe essere un provino per il ruolo di fata Turchina la mattina, un animaletto del bosco da doppiare il pomeriggio e magari su un set di un film thriller/horror nel bosco la sera.

Come nasce il suo amore per la recitazione?
Quando ero bambina mi divertivo ad interpretare le favole, a fingere di ridere e di piangere fino a quando ho capito che mi veniva molto naturale e ho iniziato a frequentare i primi laboratori teatrali per bambini.
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Quali sono i personaggi dai quali si sente maggiormente influenzata o da cui trae ispirazione?
Come doppiatrice stimo molto Chiara Colizzi e durante gli studi ne ho anche tratto ispirazione. Come attrice non ho un personaggio di riferimento al quale ispirarmi perché credo che il lavoro attoriale sia davvero un lavoro su sé stessi.

Se potesse svegliarsi domani con una nuova dote, quale sceglierebbe?
Il dono di viaggiare nel tempo…è una dote?! Non lo so. Sicuramente mi piacerebbe curiosare sulle varie epoche della nostra esistenza e magari dare una sbirciatina a come saremo fra 1000 anni. In più magari prenderei i miei ricordi migliori e viaggerei lì, come se fosse un film o una musica che vedi o senti più e più volte.

Che cosa vuol dire per Lei portare in scena il buon teatro?
Secondo me quando il teatro crea ancora quella magia, quell’attesa da parte degli spettatori prima che il sipario si apra e soprattutto quell’emozione e quella sensazione di cuore pieno nel momento degli applausi finali, quello è buon teatro, capace ancora di emozionare.
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Cambierebbe qualcosa nel mondo del cinema, della televisione e del teatro in cui si è formata?
Forse cambierei delle piccole dinamiche, come in ogni settore. Il lavoro dell’artista credo sia un mestiere dove l’umanità deve uscire fuori con tutte le sue ferite, debolezze e imperfezioni (compresa quella dell’accettare l’imperfezione) che accompagnata dallo studio, dall’esperienza e dall’istinto aiuta a fare venir fuori un lavoro perfettamente imperfetto in tutta la sua carica emozionale.

Quali sono gli spettacoli a cui si sente più legata?
Il Primo e l’ultimo. Sono legata al primo per l’adrenalina che ricordo del primo debutto e all’ultimo perché è stato ai tempi del Coronavirus. Siamo andati in scena fino al 7 Marzo. Ricordo che gli ultimi giorni prima della quarantena le poltrone avevano, una si e una no, un cartello con su scritto: “non occupare”. C’era un po’ di paura per come stavano andando le cose. È stato bello vedere gli spettatori lì, nonostante tutta la bufera e l’incertezza di quel periodo. Ci siamo supportati molto reciprocamente. Poi l’8 Marzo, prima di andare in scena, il decreto definitivo e così sono state annullate le ultime repliche. Il titolo dello spettacolo caso volle si chiamasse proprio “Non c’è più niente da fare”.
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Che messaggio dà oggi il mondo dell’arte?
L’arte, se è “Arte”, deve essere espressione di Bellezza, bellezza in tutte le sue forme. Deve essere in grado di offrire e regalare suggestioni, emozioni e spunti di riflessione sul nostro tempo. A volte purtroppo c’è anche chi cavalca l’onda del successo e senza studio/talento decide di fare “arte”. Resto comunque ottimista e fermamente convinta che il cinema come il teatro ci regaleranno sempre tanti spunti, emozioni e novità.

C’è spazio in Italia per giovani attrici talentuose?
Non voglio fare vuota retorica. Io credo nello studio, nella fatica e nei sacrifici. Per cui credo che lo spazio ci sia a patto che il talento venga coltivato e valorizzato con professionalità, studio e allenamento.

Il rapporto con la sua città Natale.
Ho avuto la fortuna di essere nata, secondo me, in una delle città più belle del mondo: Roma. È una città a volte caotica ma sa essere anche romantica e poetica. Amo la mia città e sono felice di viverci.

Che cosa è troppo serio per scherzarci su?
Con questa domanda mi ha messo in difficoltà, forse un pizzico di sano gioco ed ironia può essere messo con leggerezza un po' ovunque. Certo che con cose grandi come la vita, l’amore e la fede, la serietà supera ogni forma di scherzo e bisogna guardarle con la parte più profonda di noi.

Lei è anche doppiatrice, che sii prova a dare voce ad un personaggio anche li è questione di chimica o solo un semplice lavoro di doppiaggio.
Il doppiaggio è principalmente un lavoro “artigianale” fatto di tecnica. L’attrice non sei tu quindi i tempi, i respiri, i toni li detta l’attrice che stai doppiando. Non si ha oltretutto una sceneggiatura da studiare quindi si va in studio e per la prima volta si interpreta doppiando ciò che ci viene dato. Oltre la tecnica c’è un dare voce ovviamente alle sensazioni dell’attrice quindi in fondo si empatizza e si pescano quelle sensazioni dentro di noi. Ci si trasforma in un attimo…e forse si…tutto questo è anche chimica.
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Il lavoro al tempo del “coronavirus” come stanno rispondendo gli artisti  a questa emergenza virale ed umanitaria che ha colpito  l’Italia e il mondo intero...
Devo dire che ci siamo un po’ tutti scoperti chi come “cantastorie”, chi come cuoco, chi come pizzaiolo, ecc. Io personalmente ho scoperto la praticità e l’utilità del mondo “online”. Durante questo periodo ho continuato ad insegnare recitazione agli allievi della scuola Gli Incompleti. Ho continuato a fare provini e riunioni sempre online. In ogni caso, in questo periodo ci siamo sentiti un po’ tutti abbandonati, il nostro settore sembrava mai preso in considerazione dal governo e tutt’oggi non è molto chiaro il modo in cui bisognerà tornare sui set/teatri. Le nostre società di collecting sono state davvero collaborative (e competitive tra loro). Quindi comunque di grande aiuto.

 I suoi prossimi impegni?
Questa estate dovrò preparare tre spettacoli teatrali che andranno in scena ad Ottobre, Novembre e Dicembre. Il primo spettacolo sarà quello che è stato sospeso l’8 Marzo di cui parlavo prima: “Non c’è più niente da fare”, una brillante e comica commedia che andrà in scena al Petrolini a Roma dal 13 al 18 Ottobre. Il resto ancora non lo svelo. Quest’estate, se tutto procede per il meglio, per quanto riguarda il cinema iniziamo le riprese di un film che parla di due mondi: uno dove le emozioni vengono vissute senza riserve e uno dove nessuno prova nulla, completamente asettico fatto di regole e schemi. Però non posso dire altro al riguardo.

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