Mauro Maurizio Palumbo:" La performace art È una vera e propria opera d’arte, come un quadro o una scultura, vive sulla triade artista-opera-fruitore, ma non è eterna. " giugno 9, 2020 \\

Mauro ci racconti di Lei, chi è Mauro Maurizio Palumbo come persona?
Mauro Maurizio Palumbo è semplicemente una persona disponibile, aperta, tranquilla, ma all’occorrenza anche caparbia. Crede nei sogni, nella loro realizzazione e nei valori forti come la famiglia, l’amore e l’amicizia, ma soprattutto nel rispetto per il prossimo e nella lealtà nei rapporti interpersonali. Sono ancora un sognatore con i piedi ben saldi a terra e la testa verso il cielo, a volte fra le nuvole...
Peperit - Nascita di un amore universale”: al Teatro del Pepe di ...
Descriva il suo giorno lavorativo perfetto
È poco credibile se dico che tutti i giorni sono perfetti? Per me ogni giornata è importante come quella precedente e quella che verrà, (se verrà). Non sono un fatalista, ma mi piace vivere giorno per giorno dando il giusto valore ad ogni passo e mi piace assai dedicare il giusto tempo alle cose e alle persone che incontro. E, a fine giornata, mi sforzo sempre di vedere il bello nel giorno vissuto, anche quelli più pesanti e turbolenti. Non è facile perché la perfezione non è per l’uomo, ma possiamo avvicinarci...

Come nasce la sua passione per l’arte?
C'è da sempre, non ricordo un giorno specifico in cui ho deciso di dedicarmi all’arte, l’ho sempre sentita in me. I miei mi raccontano che sin da piccolo disegnavo e passavo ore intere a colorare fogli, libri e pareti.

19.10 - Il tempo di un attimo”, performance art di Mauro Maurizio ...
Nello specifico a chi è più grato per la sua passione artistica?
A tre persone: a mia madre, perché con il suo lavoro da modista mi ha dato sin da piccolo e fino a qualche tempo fa, la possibilità di sperimentare la mia creatività; a mia zia Giovanna perché mi ha sempre sostenuto nelle scelte e nei consigli relativi agli studi. A mio padre, che quando ritornai dal primo giorno delle superiori (ho frequentato l’Istituto d’arte Palizzi), mi comprò dei costosissimi pennelli di pelo di bue rendendomi il figlio più felice del mondo.

Quali sono i personaggi artistici dai quali si sente maggiormente influenzato o da cui trae ispirazione?
Uno fra tutti, Pina Bausch. È la mia ispiratrice e la mia silenziosa confidente, a lei affido ogni mia azione performativa. A seguire Marina Abramovic, Ulay e Joseph Beuys, ma anche Kounellis e altri contemporanei.

Se potesse svegliarsi domani con una nuova dote, quale sceglierebbe?
Senza alcun dubbio il canto. Ho chiesto a una cara amica soprano di darmi lezioni, ma la vedo dura...

Che cosa vuol dire per Lei portare in scena una buona performance art?
Creare un’opera specifica, con specifici messaggi e specifiche emozioni. Strutturare una performance non è semplice. Si devono necessariamente studiare le tecniche di comunicazione, i tempi per comunicare e vivere poi delle energie comunicate. La caratteristica della performance art è il suo tempo. È una vera e propria opera d’arte, come un quadro o una scultura, vive sulla triade artista-opera-fruitore, ma non è eterna. È irripetibile ed effimera. Da anni mi occupo di performance site-specific e posso attestare che ogni volta è un’emozione nuova, una responsabilità diversa.

Cambierebbe qualcosa nel mondo dell’arte in cui si è formato?
Forse nulla, o forse tutto. Probabilmente, il reclutamento dei docenti. Il mondo dell’arte ha bisogno di persone positive, che credano fermamente in quello che fanno. Purtroppo oggi, il sistema della formazione artistica è ancora ancorato a “vecchie mentalità”, ormai obsolete ed è caratterizzato da persone che occupano dei posti senza avere la consapevolezza della responsabilità dei propri ruoli. Ma mi fermo, è meglio, si aprirebbe un discorso troppo delicato. Speriamo in cambiamenti positivi per il bene e la crescita comune.
A San Martino “19.10 - Il tempo di un attimo”, performance art di ...
Quali sono le performance artistiche a cui si sente più legato?
Ce ne sono un paio. Quelle che poi hanno segnato la mia stessa vita. La prima, “Il canto di Partenope”, ambientata nel 2012 nel Palazzo Reale di Napoli in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio con un pubblico di 1500 persone; poi “Cit. P.Bausch 3.0” del 2015 ospitata dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Ma amo un po' a tutte le mie performance per il semplice motivo che ognuna è fortemente legata ad un periodo specifico di ricerca artistica o a persone che ne hanno fatto parte.

Che messaggio dà oggi il mondo dell’arte?
Lo stesso che dà da sempre: bellezza e verità.

C’è spazio in Italia per giovani artisti talentuosi?
Dipende. I giovani artisti sono, a giusta ragione, esigenti e il mondo dell’arte è un mondo particolare. C'è spazio se ti prendi spazio e ti fai spazio piano piano. Ma è difficile affermarsi e, ad oggi, dire se gli artisti in Italia hanno le possibilità che meritano. È una questione delicata e ognuno ha i suoi punti di vista.

Il rapporto con la sua città Natale.
Bella domanda. È un rapporto viscerale, troppo forte. Il desiderio di viverla da sempre in tutti i suoi aspetti mi ha avvicinato a realtà complesse. Ho lavorato in quartieri e zone difficili ma ricche di storie e tradizioni. Ho sempre cercato il bello di Napoli anche quando il brutto era, ed è a volte, più palese del suggestivo panorama del golfo. Napoli è cosi, o resti o te ne vai. Ma prima di andarmene ho deciso di provarci e di contribuire in qualche modo alla crescita e alla diffusione del bello della plurimillenaria storia e tradizione partenopea.

Che cosa è troppo serio per scherzarci su?
La salute! Purtroppo quando vivi esperienze che ti fanno riflettere sulla salute propria o altrui capisci che è una cosa davvero seria e comprendi che la vita è davvero un dono. Nel 2018 l’ho capito sulla mia pelle e qualche settimana fa ne ho avuto conferma.
Gaudio 33», performance art a San Biagio Maggiore - Il Mattino.it
Il lavoro al tempo del “coronavirus” come stanno rispondendo gli artisti a questa emergenza virale ed umanitaria che ha colpito l’Italia e il mondo intero
Possiamo affermare tutti che in questo tempo sospeso, un grande aiuto e sollievo ci è stato dato dall’arte e da moltissimi artisti. Il lavoro artistico, nella sua pratica in presenza, si è dovuto necessariamente fermare e purtroppo alcuni settori sono ancora fermi, ma l’artista non smette mai di produrre. Riflessioni, dibattiti e partecipazioni online certamente non possono sostituire il trasferimento di messaggi e sensazioni oltre che le sinergie, ma possono comunque tenere vive le relazioni oltre che le speranze.Io personalmente ho affrontato la quarantena con una serie di performance virtuali: scattavo foto, selfie per intenderci, le ritagliavo con una app del cellulare e le incollavo in modalità collage, le pubblicavo poi sui miei canali social aggiungendo le riflessioni del momento. Diventava una sorta di appuntamento quasi fisiologico con la mia coscienza d’artista.
Gaudio 33”: nella chiesa di San Biagio Maggiore è di scena la ...
I suoi prossimi impegni?
Oltre a quelli lavorativi con l’Accademia di Belle Arti di Napoli e l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, in questa settimana ho in programma un Laboratorio sulle Tecniche Performative al MANN (Museo Archeologico Nazionale di Napoli) che rientra in un grande progetto per l’inclusione sociale a cura del Centro Diurno la Fiera dell’Est in collaborazione con l’ASL Na1 Dipartimento di Salute mentale Distretto 26. Sempre a giugno poi un evento sulla memoria alla Fondazione Giambattista Vico e prossimamente un progetto inedito con il Museo Nazionale e la Certosa di San Martino. Come mi ha definito un caro amico: sono un folle, felice di esserlo.

Facebook
Disclaimer.

Le foto presenti su www.culturalclassic.it sono state in larga parte prese da Internet,e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione - indirizzo e-mail info@culturalclassic.it, che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate.

Photo Stream.
Chi Siamo

Siamo una Associazione nata nel 2000, apartitica e interconfessionale, denominata “Napoli Cultural Classic” (Associazione Culturale volta alla diffusione dell’arte e della cultura, diretta alla promozione di artisti e di studiosi in fase di  affermazione nel campo del cinema, teatro, televisione, musica, danza, arte figurativa, moda, scrittura, scienze giuridiche e tecnologiche e di tutte le altre forme di scibile che i soci ordinari riterranno opportuno inserire.).

Privacy Policy