Luciano Salvetti : "Il varietà è un genere teatrale leggero ma molto difficile. Si spazia continuamente di ruolo in ruolo, dandoti la possibilità di affrontare tanti caratteri teatrali ..." giugno 10, 2020 \\

Luciano ci racconti di Lei, chi è Luciano Salvetti come persona?
Prima di tutto grazie di cuore per questa intervista. Questa domanda, per me, è complicata. Parlo poco di me e quando lo faccio sono alquanto ermetico. Riassumendo potrei dire che sono calmo ma poco paziente, riflessivo ma complicato, preciso ma a tratti compulsivo, gentile ma posso apparire distaccato, simpatico ma spesso malinconico... Che fatica! (Ride)
 
Descriva il suo giorno lavorativo perfetto...
Non mi si mettano le prove musicali la mattina! (Ride)
 
 
Lei è figlio d’arte?
Si! Mio padre, Raimondo Salvetti, è un conosciuto e apprezzato attore comico, al quale è mancata, o forse sfuggita, la grande occasione che gli avrebbe permesso il cosiddetto salto di qualità e un qualche riconoscimento “formale”. Per lui il riconoscimento più prestigioso è quello che gli riconosca il suo pubblico, che lo segue con affetto e stima e ride tanto! Con mio fratello Massimo Salvetti, altrettanto conosciuto e apprezzato attore e macchiettista, formiamo un trio comico; tra di noi c’è un tale affiatamento e tanto repertorio che si potrebbe andare in scena seguendo un semplice canovaccio e questo il pubblico lo percepisce e apprezza.
 
Ha debuttato sulla scena a soli 5 anni, ci racconti.
Quanta tenerezza ricordare quel bambino di  5 anni debuttare con il fratellino di appena 3 anni e mezzo in TV al fianco del papà. Era il lontano 1978 a TeleStudio 50 e, grazie a Dio, nei miei occhi c’è ancora lo stesso stupore e perché no, la stessa timidezza.
 
Da attore a cantante come è avvenuto questo passaggio.
Il varietà è un genere teatrale leggero ma molto difficile. Si spazia continuamente di ruolo in ruolo, dandoti la possibilità di affrontare tanti caratteri teatrali  e prevede momenti musicali e qualche “passetto di danza”. Io dico che il canto, nel mio caso, fa da paltò all’abito che veste l’attore.  Cosa ho detto? Non so! (Ride)
 
Come ha fatto ad unire in una perfetta sinergia la recitazione al canto portando in scena la classicità del grande teatro napoletano.
Beh, perfetta non saprei! Spero di cavarmela! Per me è naturale. Sono un cantattore che predilige il teatro e la canzone della grande tradizione napoletana, ma data la mia curiosità in repertorio cerco sempre d’inserire qualcosa che “apparentemente” può sembrare lontano: misurarsi con se stessi è crescita.
 
Nello specifico a chi è grato per la sua passione artistica?
Sono cresciuto tra libri, copioni, macchine da scrivere, artisti che riempivano casa nelle ore più disparate: sicuramente ho preso spunto dal mio papà, che stimo profondamente. Il canto, però, l’ho ereditato da mamma. Era una giovanissima promessa che rinunciò, per amore,  a un appuntamento per un colloquio, un mese di prima di sposarsi, con la RCA. Incredibile! Si commuove sempre quando racconta che prima di salire sul palco, durante una festa in piazza, Massimo Ranieri le regalò una rosa chiedendole di cantare “Rose rosse”... Sono passati più di 50 anni! Sono comunque grato a mio padre anche se è stato difficile staccarsi dal cliché del figlio che segue e lavora col padre.
 
Quali sono gli artisti dai quali si sente maggiormente influenzato e da cui trae ispirazione?
Beh le dirò! Fondamentalmente non mi sono mai ispirato  a nessuno. Chi ha modo di vedermi in scena, mi avvicina a personaggi importanti come Paolo Poli, Gianni Agus, Massimo Ranieri, Nino Taranto, Gennarino Palumbo, Antonio Sorrentino... Io resto sempre meravigliato ed emozionato dinnanzi a questi paragoni. La modestia, per me, è stata e sarà un limite!
 
Se si potesse svegliare domani con una nuova dote, quale sceglierebbe?
La faccia tosta! Perché?... Serve! (Ride)
 
Cambierebbe qualcosa nel mondo del teatro in cui si è formato?
No, ma tornando indietro,  ne avrei preso maggiore distanza, dedicando più tempo all’ approfondimento dello studio ed accettando, magari, qualche proposta la quale, in passato, non mi sentivo all’altezza di accettare.
 
Quali sono gli spettacoli a cui si sente più legato?
Sicuramente gli spettacoli messi in scena con la compagnia di famiglia  - con un repertorio che spazia dal  Varietà alla Rivista, dall’ Avanspettacolo alla Sceneggiata, dalla Farsa alla Commedia - hanno molto forgiato il mio stile di recitazione. Poi tanti spettacoli musicali dove ho avuto la possibilità di abbracciare e apprezzare più generi.  Negli ultimi tempi sto ricevendo varie proposte anche di ruoli “en-travestì”... Il pubblico apprezza e la cosa non può che farmi piacere!  
 
C’è spazio in Italia per giovani attori talentuosi e se dovesse dare un consiglio appassionato ad un aspirante attore, cosa gi direbbe?
Con enormi difficoltà ma c’è sempre spazio per il talento, soprattutto oggi dove lo spettacolo brulica di “improvvisazione”. Il consiglio? Studiare sempre e investire su se stessi e per chi ne ha l’attitudine inventare oppure rendere godibile la tradizione.
 
Il rapporto con la sua città Natale.
Vivo da sempre a San Giorgio a Cremano e mi piace. Riguardo Napoli, in questo momento mi tornano alla mente i versi di Salvatore Palomba musicati e resi celebri da Sergio Bruni:   “Stu vico niro nun fernesce maje  e pure ‘o sole passa e se ne fuje.  Ma tu staje llà, tu rosa, preta e stella...  Carmela.”
 
Che cosa è troppo serio per scherzarci su?
Si può scherzare, ironizzare  su tutto, adoro il black humor.  Il problema è il limite, l’educazione e il rispetto dei sentimenti propri e altrui.

Il lavoro al tempo del “coronavirus” come stanno rispondendo gli artisti a questa emergenza virale ed umanitaria che ha colpito tutta l’Italia e l’Europa e lei come la sta vivendo questa emergenza...
Si freme per riprendere a calcare le scene nel rispetto delle regole. La vedo un po’ più dura per la prosa dove il distanziamento è ostacolante, ma sapremo, per questi primi tempi, inventarci qualcosa. A tal proposito mi auguro che questo terribile evento sia da monito per rendere meno invisibile questo settore.
 
I suoi prossimi impegni?
In questo momento sto progettando di fare un DVD del mio recital con una marcata impronta teatrale e musicisti dal vivo: incrociamo le dita! Poi mi auguro, presto, di riprendere in pieno le attività bruscamente interrotte dalla pandemia.  
 

Facebook
Disclaimer.

Le foto presenti su www.culturalclassic.it sono state in larga parte prese da Internet,e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione - indirizzo e-mail info@culturalclassic.it, che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate.

Photo Stream.
Chi Siamo

Siamo una Associazione nata nel 2000, apartitica e interconfessionale, denominata “Napoli Cultural Classic” (Associazione Culturale volta alla diffusione dell’arte e della cultura, diretta alla promozione di artisti e di studiosi in fase di  affermazione nel campo del cinema, teatro, televisione, musica, danza, arte figurativa, moda, scrittura, scienze giuridiche e tecnologiche e di tutte le altre forme di scibile che i soci ordinari riterranno opportuno inserire.).

Privacy Policy